NieR Re[in]carnation – Provato prima della recensione

NieR Re[in]carnation

All’interno degli studi SQUARE ENIX circola una testa decisamente calda per essere giapponese, parliamo ovviamente di Yoko Taro, la mente dietro le saghe di Drakengard, e ovviamente, di NieR, che stavolta torna a proporci un mobile game, dopo SINoALICE che stravolgeva le fiabe classiche: NieR Re[in]carnation, che mira a essere un capitolo a sé stante e non un semplice spin-off dei due titoli arrivati su console e PC.

Abbiamo provato NieR Re[in]carnation grazie alla attuale Closed Beta disponibile su Android. Il gioco si basa sul classico sistema di gacha, tanto amato quanto odiato. A fare da padroni non saranno solo i combattimenti a turni, decisamente diversi da quelli da puro action RPG che abbiamo visto ultimamente anche in NieR Replicant ver. 1.22474487139…, ma l’esplorazione delle stupende ambientazioni 3D proposte, accompagnate dalle azzeccate composizioni musicali del solito Keiichi Okabe, ormai fisso compagno di viaggio di Yoko Taro.

 

La storia verte su una giovane ragazza intenta a esplorare un luogo tanto grande quanto misterioso chiamato The Cage, che durante il suo viaggio incontrerà Mama, un essere senziente con l’aspetto di un classico fantasmino ricoperto da un lenzuolo, che ci accompagnerà durante il nostro viaggio e ci guiderà dapprima nei brevi tutorial, e poi nell’esplorazione dei vari piani della gabbia fungendo anche da voce per nostro conto, in quanto la protagonista non riesce più a parlare.

NieR Re[in]carnation – Provato prima della recensione

Tutti i piani della gabbia seguono storie con protagonisti diversi, ma i cui destini molto spesso si incroceranno, e ogni storia verrà rappresentata da un’arma (chi ha giocato SINoALICE avrà una sensazione di déjà-vu) e dagli Scarecrow, che segnano l’inizio di una nuova sezione di gameplay in cui non useremo più la ragazzina accompagnata da Mama, ma il personaggio di turno. In questa fase passeremo dall’esplorazione in tre dimensioni a quella in 2D, pur sempre realizzata con modelli poligonali monocromatici, in cui oltre alla narrazione tramite voce e testo potremmo compiere delle semplici azioni tramite delle icone su schermo. Terminata la sezione si passerà al combattimento: nei primi minuti saremo costretti a utilizzare i personaggi predefiniti imposti dal gioco, nonostante sia già possibile procedere all’estrazione di nuove armi e nuovi personaggi.

La squadra si compone di tre elementi, e a ognuno di essi potranno essere equipaggiate tre armi anche di diverse tipologie e un companion, il quale darà un boost alle statiche del personaggio che accompagnerà durante le lotte. Anche in NieR Re[in]carnation saranno presenti le meccaniche di aumento del livello tramite oggetti predefiniti, migliorie alle abilità e aumento del level cap.

NieR Re[in]carnation – Provato prima della recensione

Purtroppo l’unico doppiaggio presente all’interno del titolo è quello inglese, comunque di ottima fattura, mentre per quanto riguarda i testi sono presenti esclusivamente inglese e coreano, e non sappiamo in alcun modo se nella versione definitiva saranno presenti altre opzioni rispetto a quelle menzionate. Altra nota di merito nei confronti di questo titolo, oltre alle musiche come detto prima, è il character design affidato ad Akihiko Yoshida, artista dietro molte delle produzioni SQUARE ENIX, e ricordato per aver lavorato a titoli come Vagrant Story, Tactics Ogre, la serie Bravely e il film d’animazione Maquia.

Al momento non si ha una data certa per l’arrivo di NieR Re[in]carnation su Google Play e App Store, ma visto l’arrivo della closed beta a cui abbiamo e stiamo ancora partecipando crediamo che non sia così lontano.


Vi rimandiamo alla nostra recensione, che sarà basata sulla versione finale del gioco. Se anche vi avete avuto modo di provare la closed beta, fateci sapere cosa ne pensate nei commenti.

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