Relayer – Recensione

Lo strategico a turni dalle tinte fantascientifiche approda in esclusiva su PS4 e PS5. È arrivato il momento di picchiare gli alieni a bordo dei mecha!

Relayer - Recensione

Relayer, l’ultima fatica di KADOKAWA GAMES, era atteso per lo scorso 17 febbraio, salvo poi slittare di poco più di un mese. Ci erano stati promessi tanti combattimenti strategici a bordo di mecha e delle sezioni in stile visual novel in cui sarebbe stata narrata la storia. I parallelismi con Fire Emblem sono stati subito evidenti, ma basta forse una griglia su cui muovere i nostri personaggi per decretarne la somiglianza? La risposta è no e vediamo quindi insieme quanto Relayer prenda ispirazione e quanto invece brilli di luce propria.

Relayer - Recensione

  • Titolo: Relayer
  • Piattaforma: PlayStation 5, PlayStation 4
  • Versione analizzata: PlayStation 4 (EU)
  • Genere: RPG Strategico
  • Giocatori: 1
  • Publisher: Clouded Leopard Entertainment Inc.
  • Sviluppatore: KADOKAWA GAMES
  • Lingua: Italiano (testi), Giapponese, Inglese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 24 marzo 2022 (digitale), 20 maggio 2022 (retail)
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: nessuno
  • Note: esclusiva Sony per PS4 e PS5, di cui è disponibile l’upgrade gratuito tra le due console. L’edizione fisica è disponibile al lancio solo in Giappone e arriverà in Europa a maggio

Abbiamo recensito Relayer con un codice PlayStation 4 fornitoci gratuitamente da Clouded Leopard Entertainment.

Mecha VS Alieni

Pianeta Terra, anno 2049. La razza umana entra in contatto con i Relayer, degli esseri extraterrestri che, per motivi a noi ancora sconosciuti, puntano all’annientamento non solo del nostro mondo, ma dell’interno cosmo. L’evento porta alla separazione di due sorelle, Terra e Luna, durante il terribile attacco alieno che prende i difensori alla sprovvista: la prima perde la memoria e viene salvata dalle forze del Governo Unito Terrestre, mentre la seconda viene data per morta. È nel 2051, appena due anni dopo, che la nostra storia comincia e ruoterà intorno alla protagonista Terra (che scopriamo essere una Siderale, ovvero una persona speciale in grado di pilotare i mecha), della misteriosa organizzazione a cui è legata la figura dell’Osservatore e dei ricordi scomparsi della nostra beniamina.

Come si può già evincere da questa striminzita sinossi, Relayer è un gioco che punta molto sulla narrativa e su come i personaggi interagiscono tra di loro e con essa. La premessa pone già molta carne al fuoco e i mecha sono perfettamente integrati fin da subito, essendo l’unica arma in grado di tenere testa ai pericolosi alieni invasori. La stessa Terra, come detto, è stata scelta per divenire pilota poiché è una Siderale, ovvero gli unici in grado di riuscire nell’impresa.

Le tante sezioni in stile visual novel sono la prova che KADOKAWA GAMES ha davvero spinto l’acceleratore sulla narrativa, inciampando però qua e là e proponendo spesso e volentieri alcuni cliché del genere. Per carità, gli spunti della trama ci sono e alcuni momenti sono particolarmente azzeccati, specie per la risoluzione degli archi narrativi di alcuni membri dello sconfinato cast, ma la narrazione di per sé risente di ritmi strani e momenti morti. Di sicuro sono le sezioni più avanzate a regalare qualche parte più brillante, grazie anche all’ottima prova attoriale del doppiaggio giapponese. Davvero sottotono è risultato invece quello inglese, con scelte di voci inspiegabili e direzioni degli attori fuori fuoco.

Grazie poi ai momenti di pausa tra una missione e l’altra tramite l’accesso al centro di controllo, possiamo accedere a varie sezioni con cui conversare con tanti personaggi così da approfondirne alcuni aspetti ed essere molto più coinvolti nei legami che si andranno a formare. Alcuni dialoghi, per forza di cose, sono poco più che riempitivi, ma danno almeno l’idea di chi siano coloro che ci accompagnano nel corso del viaggio. Se quindi le intricate relazioni dei personaggi si risolvono in maniera per lo più soddisfacente col passare delle ore, lo stesso non si può dire per il resto del plot narrativo generale, che risulta al contrario sbrigativo in alcune sezioni, o addirittura anticlimatico in altre. Ma del resto stiamo parlando di uno strategico, dunque i veri meriti risiedono altrove. Giusto?

Lo strategico che non ti aspetti

Non esistendo un’esplorazione vera e propria della mappa di gioco, tra una sezione in visual novel e un’altra saremo catapultati in maniera diretta negli scontri, la cui locazione cambierà in base al momento della trama dove ci troviamo. Tra un momento della storia e un altro accederemo al sopracitato centro di controllo dove potremo fare acquisti, parlare con i personaggi, potenziare i nostri piloti e rigiocare vecchi scontri.

Le battaglie di Relayer si svolgono su griglie di dimensioni variabili, prive di effetti ambientali, ma che donano invece grande libertà tattica al giocatore. Ogni personaggio è ampiamente personalizzabile sia nello sviluppo tramite i job (attraverso il Cubo astrale), sia nell’equipaggiamento. Se il primo detterà il ruolo di ogni componente della squadra, il secondo potrà apportare delle interessanti variazioni sul tema del primo. Preferite un’unità del tutto difensiva ma che si sappia difendere nel caso venga attaccata anche da lontano? Magari potreste allora scegliere di darle un’arma a distanza. Volete invece un’unità da sfondamento che, sebbene rimanga indifesa agli attacchi con armi da fuoco, possa infliggere più danni con il suo equipaggiamento in mischia? Si può fare!

E questo è di sicuro uno dei punti di forza maggiori del titolo, che offre sempre una grande sperimentazione coadiuvata dall’enormità del cast e di membri della squadra, sempre piuttosto diversi tra loro nei ruoli ricoperti e che, avendo abilità e capacità peculiari, potranno tirarvi fuori d’impiccio o semplificare questo o quel passaggio. Se poi vi renderete conto di essere troppo indietro con i livelli, il gioco vi viene incontro con un simulatore di battaglie, dove potrete accumulare esperienza e fare pratica con le capacità di ogni personaggio.

Grande attenzione è stata poi data alle animazioni di lotta dei mecha, stilosissime e parti integranti dei combattimenti. Cliccare su un nemico o farsi attaccare da uno di questi farà partire una scena in cui vedremo lo svolgimento della battaglia, sapendo già più o meno cosa aspettarci come danni, armi o abilità utilizzate, ma con una possibile sorpresa del counter o del critico. Proprio come accadrebbe in un Fire Emblem, infatti, Relayer offre la possibilità di pianificare con attenzione lo svolgimento della battaglia dandoci un’idea di quanto danno effettueremo e di quanto ne potremmo ricevere.

A differenza però della più ben nota saga di strategici, Relayer offre così tante opzioni di personalizzazione da finire per trivializzare alcuni scontri, specie nelle fasi avanzate del gioco dove il giocatore dovrebbe sentire più pressione e tensione nelle battaglie. Di sicuro se si è almeno un po’ navigati all’interno del genere, potrebbe essere una scelta quanto meno saggia iniziarlo già a difficile per movimentare un po’ le cose, anche tenendo conto che nel caso dovessimo perdere, i punti esperienza guadagnati nella battaglia in cui siamo stati appena sconfitti (e i conseguenti livelli), saranno mantenuti dai personaggi.

In definitiva Relayer si lascia giocare e le sue battaglie presentano nemici con capacità sempre diverse, tenendo conto di abilità attive e passive, che tipo di ruolo ognuno ricopre, in che modo quest’ultimo è stato sviluppato e come rispondono i nemici a ogni singola abilità. Contando infine che il gioco dura dalle venti alle trenta ore, si può affermare che offra tanto da fare e da vedere, specie se si approfondisce ogni suo aspetto.

L’estetica di Relayer

Si può evincere facilmente che Relayer non è un miracolo tecnico e non deve necessariamente esserlo. La personalità del titolo è comunque evidente e presente nelle tante scelte stilistiche come il design generale dei mecha, dei tanti personaggi sempre diversi e i sopracitati svolgimenti delle battaglie, che cambiano di arma in arma e hanno quindi una varietà inaspettata, su cui si nota una certa cura per rendere gli scontri i più spettacolari possibile.

Un po’ meno memorabili alcune mappe, specie quelle iniziali, abbastanza spoglie e prive di dettagli nel corso delle battaglie, e con poca varietà generale in quelli che sono gli unici momenti in 3D del gioco. La colonna sonora svolge il suo lavoro in maniera piacevole, senza picchi di eccellenza degni di nota, né (per fortuna) di completo anonimato.

In ultimo una piccola nota (purtroppo dolente) sull’adattamento italiano, che appare come dilettantesco, sbrigativo e limitato solo ad alcuni menu e ai dialoghi, con traduzioni che sono state con tutta probabilità fatte senza vedere le schermate di gioco, cosa che avviene spesso nel caso di localizzazioni fatte all’ultimo minuto, oppure con uno scarso budget. Inoltre, molti messaggi che compaiono a schermo sono stati addirittura lasciati in inglese, creando una certa confusione generale. Per dare giusto un esempio del tenore della traduzione, basterà pensare che prima di iniziare le battaglie ci verrà fatta la domanda “Vuoi davvero fare una sortita?”, tradotto letteralmente dall’inglese “sortie”. Errori del genere (o comunque stranezze) sono purtroppo presenti un po’ ovunque, in special modo nei menù di gioco, con bizzarri messaggi come “Abbandona questo luogo e procedi con lo schieramento” per indicare la possibilità di lasciare il centro di controllo e procedere con la storia.

A chi consigliamo Relayer?

Relayer farà la felicità di tutti coloro che erano a digiuno di uno strategico sfaccettato e appassionante da un punto di vista del gameplay, specie se giocato a difficile. La trama, sebbene non originalissima, intrattiene ed è tutto sommato godibile per chi volesse decidere di chiudere alcuni archi narrativi tra i personaggi e le loro vicissitudini. Inoltre, Relayer è anche consigliato semplicemente a chi è alla ricerca di un titolo con personalità e con tanti mecha con cui interagire e combattere.

  • Sistema di combattimento immediato ma sfaccettato
  • Ha stile e personalità
  • Alcuni spunti di trama interessanti…

  • …Ma la narrazione è deboluccia
  • Un po’ troppo facile
  • Adattamento italiano di scarsissima qualità
Relayer
3.2

Uno strategico fantascientifico ben confezionato

Relayer è un gioco discreto e divertente, che sebbene non eccella in nessuna delle sue componenti, è ben confezionato. Le sue situazioni, i suoi personaggi e i suoi combattimenti intrattengono, divertono e talvolta sorprendono, nonostante qualche momento morto o che poteva essere curato meglio. Ci sono tantissime opzioni per personalizzare i propri personaggi e se questo da un lato farà la felicità dei giocatori più tattici, dall’altro semplificheranno un po’ troppo l’esperienza complessiva. In definitiva, Relayer è uno strategico interessante e che propone delle battaglie sui mecha con tanto stile e che sarà in grado di tenervi compagnia per alcune decine di ore.

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Classe 1993, cresciuto a pane e videogiochi. Ha studiato musica durante la sua adolescenza per poi appassionarsi alla cultura giapponese, studiare la lingua e andare a vivere in Giappone per studio e lavoro. Nella vita di tutti i giorni è un traduttore freelance, Dungeon Master e videogiocatore incallito. Tra le altre sue passioni, il cinema, la tecnologia e le lingue in generale.

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