Dark Rose Valkyrie – Recensione

Compile Heart ci prova con Dark Rose Valkyrie, un nuovo JRPG ambientato in un contesto militare. Sarà riuscita a colpire il bersaglio?

Dark Rose Valkyrie - Recensione

Dark Rose Valkyrie - Recensione

Dark Rose Valkyrie è ambientato in Giappone, più precisamente in una versione alternativa dei primi anni del XX secolo. La civiltà si ritroverà ad avere a che fare con gli effetti della caduta di un meteorite che ha provocato la diffusione di una malattia denominata “Chimera”. Questa, purtroppo, provoca la trasformazione in terribili mostri (chiamati come la malattia) per gli infettati e la necessità, da parte di coloro rimasti sani, di sterminarli.

Compile Heart è una della case di sviluppo più amate da coloro che apprezzano enormemente i giochi di ruolo giapponesi. La compagnia negli anni ha proposto titoli sempre divertenti e mai totalmente banali come i vari Hyperdimension Neptunia o fairy fencer f che hanno fatto la fortuna dei fan. Dopo un esordio in Giappone risalente a quasi un anno, nel luglio 2017 col nome di Kurobara no Warukyūre, arriva anche da noi Dark Rose Valkyrie, un gioco che porta lo stile dei lavori più conosciuti in un’ambientazione del tutto nuova.

  • Titolo: Dark Rose Valkyrie
  • Piattaforma: PlayStation 4
  • Genere: JRPG
  • Giocatori: 1
  • Software house: Idea Factory International
  • Sviluppatore: Compile Heart
  • Lingua: Inglese (testi), Inglese o Giapponese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 9 giugno 2017
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: costumi aggiuntivi
  • Note: disponibile anche in una Limited Edition esclusiva per l’Iffy’s European Online Store che comprende soundtrack, artbook e spilla dell’ACID in un box da collezione

Tutto quanto nelle nostre mani…

Per salvare il mondo dalla minaccia Chimera è stata istituita una divisione particolare: la Special Force Valkyrie. A comandarla saremo noi, o meglio il buon Asahi Shiramine, un giovane inesperto che viene richiamato per debellare la minaccia. A far compagnia ad Asahi avremo un gruppo composto quasi completamente da ragazze, questo perchè il virus Chimera colpisce sopratutto gli individui di sesso maschile. Questo, però, non vuol dire che la Special Force Valkyrie sia un harem a disposizione di Shiramine visto che oltre a lui saranno disponibili altri due uomini (Kengo e Naoyuki) a completare il cast. Il compito della divisione è quello di mantenere e circoscrivere le minacce dei Chimera e distruggerli appena possibile. Questo compito viene facilitato dal Valkyrie System, un potenziamento che consente di annientare i limiti dell’essere umano aumentando le sua capacità con un solo, enorme, rischio: la creazione di una duplice personalità. Oltre a questo un’altra minaccia si delinea sull’intera squadra visto che il virus misteriosamente evolve iniziando a colpire anche le donne, non tramutandole in mostri ma rendendole traditrici. Su quest’ultimo aspetto girerà metà dell’intera esperienza con il titolo visto che una delle nostre eroine inizierà a dare informazioni al nemico, sarà nostro compito scoprire chi facendo domande alle dirette interessate in sezioni che ricordano molto Lost Dimension.

…E nelle nostre armi

Come abbiamo accennato nell’introduzione, Dark Rose Valkyrie prende a piene mani dai precedenti titoli di Compile Heart. Il titolo mischia, infatti, elementi sia da Hyperdimension Neptunia che da fairy fencer f, rendendolo divertente da giocare nel caso abbiate apprezzato questi due titoli. Una volta entrati nel dungeon di turno ci troveremo davanti ai Chimera e sarà possibile attaccarli per avere la prima mossa in battaglia. Qui potremo utilizzare quattro degli otto personaggi a nostra disposizione ognuno dotato della propria arma e set di mosse, ampliabile grazie al level up e all’assegnazione di punti alle statistiche. Sulla sinistra dello schermo avremo a disposizione una particolare barra su cui potremo vedere l’avanzamento delle azioni sia delle nostre Valkyrie che dei Chimera. Questa scandirà il ritmo delle varie azioni, ognuna di esse avrà il suo tempismo e non è detto che questa sarà attuata immediatamente. Questo può essere utilizzato dal giocatore per creare varie combo, come attacchi combinati, atti a disintegrare le difese nemiche. Una volta che queste sono state ridotte a zero, infatti, i nostri personaggi si scateneranno in mosse ancora più potenti che ci daranno vari bonus una volta terminato lo scontro.

Il sistema di combattimento funziona finché i nostri avversari sono dei banali mob ma mostra le sue pecche durante le boss fight. Molte delle Art presenti, infatti, consumano dai 400 ai 900 AP (Ability Point) e con battaglie molto lunghe si tende a esaurire quelli a disposizione del nostro personaggio (durante la run ho avuto al massimo sui 2500 AP) ritrovandoci ad usare, spesso, solamente gli attacchi fisici, di gran lunga meno efficaci. Ad aiutarci nel compito, però, potremo usufruire del Valkyrie System per eseguire l’Overdrive e rilasciare i propri limiti, questo ci consentirà di trasformarci – come con la trance di FINAL FANTASY IX – e potenziare così i nostri attacchi. Purtroppo anche con questi accorgimenti gli scontri non risultano godibili e, anzi, vi ritroverete spesso a saltare i nemici di un’intera area per evitare di sprecare risorse.

Waifu in biancheria

Se c’è una cosa che ho particolarmente amato in Dark Rose Valkyrie è il design dei personaggi principali. Il merito è senza dubbio di Kosuke Fujishima, celebre per i titoli della serie Tales of, che ha disegnato personaggi diversi dallo standard di Compile Heart che, per quanto apprezzato, l’avrebbe reso meno originale. Durante le fasi di dialogo i personaggi non sono banali sagome 2D ma disegni 3D con animazioni particolari, ispirate dalla situazione del momento. Un’altra delle particolarità di Dark Rose Valkyrie è la possibilità di consumare il vestiario dei membri della squadra subendo attacchi e non dedicando risorse a ripararli, nel caso si dovessero strappare avremo vari malus – come il subire danni maggiorati rispetto al normale – ma anche un enorme bonus: la possibilità di vedere le nostre waifu in biancheria sia nei combattimenti che nell’overworld. Altra grande menzione è per il doppiaggio, davvero ben realizzato sia nella sua versione giapponese che quella inglese. Come tutti i titoli della compagnia, purtroppo, non esiste la localizzazione in italiano.

A chi consigliamo Dark Rose Valkyrie?

Sicuramente consiglierei il titolo ai fan degli JRPG e di Compile Heart, una compagnia che ha realizzato molti ottimi esponenti di questo genere – come Neptunia e fairy fencer f, citati ovunque in questa recensione – ma anche qualche brutto titolo come MeiQ. Chiunque si voglia avventurare nello sterminio dei Chimera insieme alla Squadra Valkyrie sappia, però, che il titolo è disponibile esclusivamente in lingua inglese, anche se piuttosto elementare e semplice.

  • Character design d’alto livello
  • Sistema di interviste interessante
  • Storia godibile…

  • …Ma niente di speciale
  • Il battle system poteva essere sfruttato meglio
  • Mancata localizzazione in italiano
Dark Rose Valkyrie
2.9

Compile Heart abbaia, ma non morde

Dark Rose Valkyrie è uno degli JRPG meno riusciti di Compile Heart, pur senza essere ai livelli di MeiQ, punto più basso dell’intera storia della compagnia giapponese. Le quaranta-cinquanta ore necessarie per completare l’avventura passeranno tra una bestemmia per i minuti inutili spesi in un dungeon e gli occhi a cuore per alcune delle ragazze videoludiche dell’anno come Luna o Ai. La storia non è nulla di particolarmente originale, il copione è già visto in molte altre produzioni, ma godibile pur senza far gridare al miracolo. Ottimo, invece, il character design di Kosuke Fujishima che dona una ventata d’aria fresca rispetto alle precedenti produzioni Compile Heart che, seppur non stanchino, risultano fin troppo ripetitive nel corso degli anni.