Dopo la grande accoglienza dell’anime targato WIT studio, che ha saputo canalizzare perfettamente le emozioni dell’opera, arriva in Italia anche il manga di Agents of the four Seasons – Dance of the Spring, targato Panini Comics.
Come verrà accolta la trasposizione della light novel di Kana Akatsuki sul susseguirsi delle stagioni? Scopritelo leggendo la nostra recensione!
- Titolo originale: 春夏秋冬代行者 春の舞 (Shunkashūtō Daikōsha: Haru no Mai)
- Titolo italiano: Agents of the four seasons: Dance of the Spring
- Uscita italiana: 19 marzo 2026
- Uscita giapponese: 22 luglio 2022
- Numero di volumi: 7 (in corso)
- Casa editrice: Panini Comics
- Genere: Sentimentale, drammatico, fantasy
- Disegni: Nappa Komatsuda (character design SUOH)
- Storia: Nappa Komatsuda (storia originale Kana Akatsuki)
- Formato: 17,5×11,5, bossurato, B/N
- Numero di pagine: 168
Abbiamo recensito Agents of the four seasons: Dance of the Spring tramite volume stampa fornitoci gratuitamente da Panini Comics.
Il ritorno dei ciliegi
Ci troviamo in Giappone, in una distopia nella quale il susseguirsi delle stagioni è dettato da dei rituali officiati dai quattro “delegati” delle divinità che governano gli altrettanti periodi dell’anno. Queste persone sono chiamate “Agenti delle Stagioni”: Hinagiku e Sakura, le nostre protagoniste, sono rispettivamente l’agente della primavera e la sua guardia del corpo, in viaggio per il Giappone per riportare la primavera dopo anni di assenza. Infatti a differenza di quanto si potrebbe pensare, gli agenti non sono solamente riveriti, ma spesso finiscono al centro di attentati da parte di gruppi con interessi o rancori legati al clima. La stessa Hinagiku era stata rapita da bambina, saltando per dieci anni l’appuntamento con il rituale, pur riuscendo a salvarsi in circostanze misteriose. La ragazza è però rimasta traumatizzata dall’evento, a tal punto che la sua personalità è cambiata. In questo viaggio quindi non solo proverà ad assolvere il suo dovere, incontrando gli agenti delle altre stagioni ed eseguendo i rituali, ma si troverà più volte a fare i conti con la sua emotività, il suo passato, e le pressioni che la società le impone, sostenuta solamente dalla sua fedele compagna Sakura.
Rimanere soli al mondo
Le atmosfere di Kana Akatsuki, autrice di Violet Evergarden, si vedono tutte anche in quest’opera, che punta molto sugli aspetti emotivi: malinconia, dolore, un passato turbolento, sensi di colpa, e soprattutto una protagonista che a un certo punto della sua vita si trova sola, abbandonata dal resto del mondo che aveva servito, ma che la getta via alla prima occasione. Anche qua non è facile entrare subito in sintonia con le sue emozioni: Hinagiku è un main character atipico, meno apatico di Violet, perché pur mantenendo una certa distanza e autorevolezza fa subito tenerezza; non si piange addosso di continuo (come un Kanjiro di Demon Slayer) ma soffre in silenzio, mentre di esternare le sue emozioni se ne occupa Sakura, parlando spesso per lei e rievocando anche il suo passato turbolento. Hinagiku infatti fatica a esprimersi a causa del trauma subito (non balbetta, ma parla lentamente) e ne è consapevole, tanto che cerca di ricostruire il legame emotivo che ha perso giorno dopo giorno, addolcendo il lettore con questa flebile speranza di cambiamento.
Luci e tenebre del Giappone
Che le stagioni, e in particolare la primavera con la sua fioritura dei ciliegi, abbiano un significato profondo in Giappone, è noto a tutti gli amanti di anime e manga; nel primo volume questo concetto viene ulteriormente ampliato, associando a questo fantasy di facciata una serie di cerimonie, e tradizioni, con tanto di mitologia e poteri divini. Sicuramente le atmosfere Giapponesi sono ben rappresentate; anche qua ci sono note di biasimo per i villaggi che non si sono fatti problemi ad abbandonare chi li ha serviti, nel momento in cui fa loro “comodo”. Non abbiamo cicatrici lasciate dall’insensatezza della guerra (come in Violet Evergarden) ma quelle date dallo sfruttamento delle stagioni: questo sembra quasi un attacco alla società moderna fatta di apparenza ed economia, a un sistema dove l’individuo viene sacrificato per la società, dalla salute alla vita privata; per non parlare degli interessi, come quelli del turismo stagionale. Solo i prossimi volumi sapranno dirci altro, ma chi ha visto l’anime sa bene come molti personaggi, tra cui gli agenti delle altre stagioni, incarnino bene le frustrazioni e le difficoltà di chi viene sottoposto a grandi pressioni ricevendo poco in cambio. Pensare che queste siano frecciatine alla vita vera è quasi normale.
Delicatezza a tutti i costi
Per trasporre le “vulnerabilità” degli scenari della Akatsuki è stata scelta Nappa Komatsuda, illustratrice alla sua prima opera, che complessivamente adatta bene questo primo volume, sia per quanto riguarda i testi che per i disegni. Le vignette sono delicate e piacevoli, in grado di trasmettere tutte le emozioni di un personaggio “rotto” come Hinagiku: le movenze delicate, la gestualità tipica di una bambina, i lineamenti agrodolci, una fragilità che si trasmette anche attraverso le linee dolci e sottili, nonostante in molte scene manchi un po’ di espressività (compensata però dalle parole e dai bellissimi paesaggi). Abbiamo volti ben delineati, forse essenziali, ma curati, con occhi spesso offuscati e un abbondante uso di grigi. Ma è nella cura per le tavole più rappresentative che Nappa da il meglio di sé, curando elementi come fiori, abiti, vento, ornamenti e tutto lo sfondo, riuscendo a trasmettere importanti discussioni, avvenimenti o rituali nel modo migliore. Insomma, una buona scelta per il sempre piacevole stile narrativo della Akatzuki, che si insinua nell’animo del lettore già da questo volume 1.
UN MISTERO AVVOLGE IL RITORNO DELLA PRIMAVERA SULLA TERRA. In principio era l’inverno. Poi vennero le altre stagioni e il loro ciclo fu affidato dagli dèi agli Agenti delle Quattro Stagioni. Hinagiku Kayo è l’Agente della Primavera, tornata a Yamato dopo essere scomparsa per dieci anni. Cosa le sarà successo?
A chi consigliamo Agents of the four seasons: Dance of the Spring?
Non aspettatevi un fantasy, perché questa è un opera fatta di pianti e introspezione. Ovviamente lo consiglio agli amanti di Violet Evergarden, e coloro che cercano una protagonista che si fa forza nella sua debolezza. È lento e tranquillo per la maggior parte del tempo, e molti lo potrebbero trovar fin troppo stucchevole, ma aspettatevi un po’ di azione nel futuro, quindi anche se siete dei lettori da shonen classici dategli una possibilità. Inoltre, oltre a questo volume dal prezzo di 5,90 euro, c’è anche una cut price in edicola che vi farà risparmiare qualcosa!
- Ottime atmosfere e background
- Strappalacrime quanto basta
- Un fantasy/romance atipico
- Concetti interessanti, ma ancora acerbi
- Alcuni tratti lenti e poco emotivi
Agents of the four seasons - Dance of the Spring
Il primo bocciolo di un prato fiorito
Agents of the four Seasons si mostra come un’opera malinconica, introspettiva e sofferta, un dramma romantico insomma, che però viene coronata da un solido world-building fantasy e da forti legami emotivi. Un manga particolare come la sua protagonista Hinagiku, determinato come la sua assistente Sakura e inaspettato come il loro viaggio attraverso il Giappone. Certo, non è che un bocciolo che deve ancora sbocciare, e tra i soliti problemi di condensazione (discorsi, spiegoni) e gestione dei disegni qualche difetto c’è, ma da la sensazione di essere una di quelle opere che una volta fiorita sarà un tripudio di colori: un groviglio verdeggiante di buoni personaggi, azione, emozioni, atmosfere Giapponesi e drammi sentimentali, quelli che ti fanno crescere. Insomma, un titolo affascinante e inconsueto, che attende solo la sua primavera!
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