Marvel’s Wolverine – Recensione

Ci siamo lasciati trasportare dalla dalla brutalità di Marvel's Wolverine. Ecco il nostro giudizio finale sul titolo di Insomniac

Marvel’s Wolverine – Recensione

Il mese di settembre continua a sganciare produzioni videoludiche di altissimo livello, tra cui spicca Marvel’s Wolverine. In un anno videoludico caratterizzato dall’ingombrante lancio di GTA VI, il mese di settembre, tenendo fede alla tradizione degli ultimi anni, si sta rivelando un vero e proprio incubo per le tasche dei videogiocatori. In senso buono (ma mica tanto), ovviamente.

Nelle ultime settimane hanno debuttato sul mercato giochi di primissimo livello come ONIMUSHA Way of the Sword, The Blood of Dawnwalker e successivamente altri due pezzi da novanta, due grossissime esclusive: Fire Emblem Fortune Waves sul fronte Nintendo e, appunto, Marvel’s Wolverine su PlayStation 5. Da grande appassionato sia dell’eroe della Marvel, sia del lavoro di Insomniac Games, non vi nascondo che attendevo questo gioco con grandissima trepidazione. Negli ultimi mesi, mi sono dedicato, quasi sempre, a giochi molto grossi, ricchi di attività e un po’ dispersivi. Anche per questo motivo, Marvel’s Wolverine l’ho atteso come una sorta di messia, grazie alla sua formula più lineare e diretta. Un po’ d’altri tempi, se vogliamo.

Dopo aver vissuto l’avventura di Logan, tra colpi di scena, fiumi di sangue, e una panoramica sul mondo Marvel più accurata di quanto mi sarei immaginato, sono però costretto a dover tirare un po’ il freno dell’entusiasmo. Nel complesso, però, siamo di fronte a una produzione molto valida, che paga forse l’eccessiva pigrizia e la poca voglia di osare in alcune situazioni e alcune scelte ludiche fuori sincrono, ma che però riesce a divertire, a patto di chiudere un occhio su alcune cose che stonano più del dovuto.

Marvel’s Wolverine – Recensione

  • Titolo: Marvel’s Wolverine
  • Piattaforma: PlayStation 5
  • Versione analizzata: PlayStation 5 (EU)
  • Genere: Avventura, Azione
  • Giocatori: 1
  • Publisher:  Sony Interactive Entertainment
  • Sviluppatore: Insomniac Games
  • Lingua: Italiano (testi e doppiaggio)
  • Data di uscita: 15 settembre 2026
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: non annunciati
  • Note: per celebrare il gioco è stato realizzato anche uno speciale DualSense in edizione limitata ispirato ai colori di Wolverine.

Abbiamo recensito Marvel’s Wolverine con un codice PlayStation 5 fornitoci gratuitamente da Sony Interactive Entertainment Europe.

Marvel’s Wolverine – Recensione

Marvel’s Wolverine: da Team-X a X-Men è un attimo

Ogni volta che si parla di Marvel, e dei suoi personaggi più illustri, i “sensi di ragno” degli appassionati dell’universo più famoso al mondo entrano subito in azione. Considerando anche l’evoluzione del pubblico stesso, diventato sempre più esigente e meno capace di adattarsi, il rischio di scontentare qualcuno, con variazioni, trovate particolari o, paradossalmente, con una fedeltà creativa sin troppo marcata, è sempre dietro l’angolo.

E, come accaduto per Marvel’s Spider-Man, bisogna fare un plauso a Insomniac Games per aver saputo districarsi al meglio, in un campo spinato irto di pericoli, specialmente considerando quanto la gente, in media, è legata a Wolverine come personaggio, anche tenendo conto dell’influenza di Hugh Jackman che per anni ha prestato il suo volto al supereroe. Quello che ho vissuto con Marvel’s Wolverine è un racconto di primissimo livello, mai banale, mai abbozzato e sempre e comunque coerente con il dna da cui si è generato.

Marvel’s Wolverine – Recensione

L’intreccio narrativo di Marvel’s Wolverine non è certamente geniale o rivoluzionario, anzi, e si piazza sin da subito fortemente in linea con quelli che sono alcuni tratti tipici delle produzioni cinematografiche a tema. A differenza di Spider-Man, da cui anche i toni e i temi trattarti sono nettamente diversi, la linea narrativa è più circoscritta e mirata, e punta nella direzione di una lotta non necessariamente tra il bene e il male, ma piuttosto tra la paura di essere diversi e della diversità in sé.

Il motore trainante, soprattutto della prima parte dell’avventura, è la lotta tra i mutanti e gli umani o, per meglio dire, quella fetta di popolazione decisa a fare la guerra ai “diversi”, per svariate ragioni. In questo contesto difficile, fatto di caccia, persecuzioni e tanta violenza, si muove Logan, un eroe particolare, non esattamente quello più da “prima pagina” possibile, ma comunque estremamente funzionale ed efficace.

Logan, Wolverine… Marvel

Il titolo di Insomniac crea una linea narrativa molto accattivante, fatta di colpi di scena e momenti strazianti, con un taglio cinematografico importante, che aumenta parecchio l’effetto “cinecomics” da cui la produzione è pervaso, dall’inizio alla fine. La compagnia californiana ha scelto di puntare sul suo stile, che trasuda da ogni pixel, ma ha comunque optato per dare alla scrittura un peso maggiore, anche proprio a livello di spazio.

In Marvel’s Wolverine, per intenderci, le scene d’intermezzo, le citazioni, le line di dialogo e, ovviamente, le cutscene, sono decisamente più presenti e aiutano il giocatore sia a empatizzare e a familiarizzare con il protagonista sia, e soprattutto, a contestualizzare un impianto narrativo importante, ricco e stratificato, così come accadeva anche con le produzioni a tema Spider-Man, seppur con ovvie differenziazioni. La più importante, ovviamente, è quella relativa alla vena drammatica.

Marvel’s Wolverine è più spietato, non edulcora praticamente nulla, e prende il giocatore e lo sbatte in un mondo minaccioso e spaventoso. In questo contesto fanno capolino personaggi di grandissimo peso dell’universo Marvel che i giocatori impareranno ad amare, o a odiare, grazie a uno spazio tematico sempre e comunque ben congegnato. Personaggi come Jean Gray, Sabretooth, Mystique e tanti altri accompagnano un Logan molto particolare, parecchio fedele al personaggio dei fumetti, realizzato con grande intelligenza e rispetto di tutto il materiale in proprio possesso.

É proprio Logan, questo Logan, uno dei punti più vincenti della produzione. Il suo peso nella storia è rilevante, chiaramente, ma lo è anche perché ogni cosa è cucita addosso ai suoi artigli artigli e alle sue ferite, al suo modo di straziare i corpi dei nemici, e ne rappresenta un disegno perfetto, per tutta la durata della campagna. Parlando di sceneggiatura, è impossibile non apprezzare anche il peso del villain principale di turno. Non vi anticiperò niente, sia chiaro, ma sappiate che il lavoro svolto, in tal senso, da Insomniac è veramente di primissimo livello.

Lineare e ripetitivo: ma è per forza un difetto?

Archiviato il discorso sulla trama e sulla direzione narrativa, dobbiamo affrontare il proverbiale elefante nella stanza, che in questo caso ha un bel paio di artigli appuntiti al posto delle zanne. Marvel’s Wolverine, e lo sapevamo già dall’inizio, non vuole in alcun modo replicare e riproporre lo stile di gioco già visto in Spider-Man, anzi.

Ludicamente parlando, per quanto alcune strutture rimangono fondamentalmente quelle, come la fisica degli scontri e la gestione dei combattimenti, inteso come il modo in cui si svolgono le battaglie, in particolare, i punti di rottura tra le due serie sono evidenti. A cambiare, soprattutto, è la formula di gioco. Come sappiamo, infatti, Marvel’s Wolverine non è un gioco open world, né open map.

Marvel’s Wolverine – Recensione

Il nuovo titolo di Insomniac è un action Adventure nudo e crudo e lo si capisce anche dal modo in cui si susseguono gli eventi e, di conseguenza, le missioni. La storia di Wolverine è un concentrato di regia, sangue, violenza, impatto morale e narrativo e per questo motivo gli sviluppatori hanno deciso di circoscrivere il tutto in una sorta di gigantesco corridoio, in cui gli avvenimenti si susseguono, anche proprio “pad alla mano” con grande frenesia e velocità.

In questo nuovo progetto di Insomniac, per farla breve, non c’è spazio per l’esplorazione, non c’è spazio per la voglia di vivere la città o di scoprire i suoi segreti: in Marvel’s Wolverine l’obiettivo è sempre quello di portare a casa la pelle e trucidare quanti più nemici possibili, e non c’è spazio per alcuna distrazione. Se devo essere onesto, anche se può sembrare un punto a sfavore, a me questa scelta ha convinto parecchio. Considerando la natura fortemente “story driven” del titolo, onestamente, trovo che la scelta di snellire tante di quelle meccaniche viste in Spider-Man sia stata a dir poco vincente e, soprattutto, convincente.

A caccia di mostri con il mostro

Se volete farvi un’idea più precisa di quanto sia “povero” in termini mini di possibilità e attività, vi basi pensare che nel gioco non sono presenti nemmeno le solite missioni secondarie, diventate un po’ il simbolo delle ultime generazioni di console, soprattutto quando si parla di giochi d’azione e avventura, in generale. In Marvel’s Wolverine bisogna correre, avanzare. Il core dell’esperienza è il combattimento, è lo scontrarsi continuamente con le forze nemiche, e il gioco non fa niente per nasconderlo.

Le missioni, infatti, consistono nel raggiungere un obiettivo e nel mezzo, onestamente, c’è molto poco. Le attività secondarie sono molto classiche: si va a caccia di collezionabili e materiali di potenziamento, casse scorte di materiali e bottiglie di whisky, perfette per aiutare Logan a recuperare “se stesso” e la sua forma originale. Il tutto senza dimenticare la ricerca delle “Porte dell’Incubo”,che nascondono la presenza di sfide di abilità da superare per ottenere in cambio vantaggi importanti in game.

Nel mezzo, c’è veramente poco altro. Il level design è molto basilare e anche la stessa esplorazione è fortemente limitata. È una scelta autoriale ben precisa e che, sinceramente, mi sento anche di promuovere nelle intenzioni, ma a conti fatti limita parecchio il senso di immersione. Considerando l’ottimo lavoro svolto in termini di gameplay e curva di difficoltà (almeno sotto il profilo della crescita oggettiva del livello di sfida), onestamente, si poteva puntare a creare un punto di congiunzione diverso, un po’ più spinto.

L’incedere dell’avventura, che ha un longevità, secondo me, abbastanza accettabile per un titolo del genere, per quanto comprensibilmente scelga di rimanere più focalizzato sulla storia risulta però in alcuni casi ridondante e lucidamente pesante. Se devo essere sincero, però, ho apprezzato parecchio questo tipo di impostazione, anche per una questione di gusto personale. Negli ultimi anni, infatti, le produzioni hanno iniziato a diluire sempre di e sempre più artificialmente le loro produzioni, con risultati non sempre vincenti, ragion per cui non mi sento di additare più di tanto la scelta di Insomniac.

Marvel’s Wolverine – Recensione

Brutale, spettacolare e rabbioso

Sul combattimento, e in generale su tutta l’infrastruttura ludica, c’è tanto da dire. In primissimo luogo, voglio subito chiarire una cosa molto importante: Marvel’s Wolverine è un titolo dannatamente divertente, profondo e appagante. Se, inizialmente, poteva sembrare un prodotto derivativo ma con tanti limiti e mancanze, dopo averlo provato con mano posso garantirvi, invece, che siamo di fronte a uno dei titoli lucidamente più a fuoco degli ultimi anni.

Il sistema di combattimento della nuova avventura di Insomniac, per quanto molto semplice e canonico, basato su parry, schivate, attacchi veloci e attacchi pesanti, funziona veramente bene. Il feedback dei colpi è meraviglioso, assuefacente, e gli scambi a mani nude tra Wolverine e i suoi “intercessori” sono sempre spettacolari e poderosi. Andando avanti con la storia e potenziando le abilità dell’uomo di adamantio, il sistema di combattimento diventa sempre più profondo e appagante, anche grazie alle abilità in cooldown che si possono utilizzare.

Wolverine può generare una sorta di scudo, può roteare fino a simulare un vortice e colpire gli avversari e così via, diventando così sempre più forte e violento. Colpendo i nemici con velocità, e possibilmente senza farsi colpire, si ricarica sia l’indicatore della furia sia la barra vitale. Questo tipo di approccio rende gli scontri, per forza di cose, sempre più veloci e feroci, fino a diventare una vera e propria danza di sangue, che non ha alcun tipo di freni in termini di filtri ed edulcorazioni varie.

Tra boss fight e IA nemica non sempre a fuoco

Per quanto semplice possa sembrare, l’esperienza di gioco è in realtà abbastanza complessa. Il livello di sfida, a livelli standard, è mediamente tirato verso l’alto, soprattutto se si decide di approcciare il titolo con sufficienza. Per quanto sia un titolo “ignorante” sotto questo aspetto, va detto che Wolverine è allo stesso tempo poderoso ma anche fragile e arrivare al game over, senza l’adeguata preparazione, non è così difficile. Anzi.

I nemici fanno molto danno, al di là del livello di potenziamento del personaggio. Va detto che però alcuni nodi dello “skill tree” vanno proprio a lavorare sulla soglia della resistenza ai danni, ma è anche vero che la potenza bellica dei nemici aumenta di pari passo e con l’avanzare della storia. Questo comporta un livello di sfida stimolante, che evita lo spettro del semplice “button mashing” che avrebbe potuto caratterizzare l’esperienza di gioco.

In questo contesto, però, a stonare è l’intelligenza artificiale dei nemici. Per quanto molto potenti e strutturati, i nemici appaiono, come sempre, molto “stupidi” e ripetitivi nelle loro azioni. Elementi come nemici ignari della vostra presenza a due centimetri di distanza se Wolverine è accovacciato, o che ignorano un cadavere ai loro piedi, ritornano anche in questa produzione e, sinceramente, nel 2026 da una produzione di questo spessore mi sarei e ci saremmo aspettati sicuramente molto di più.

Anche le boss fight, in tal senso, sono un po’ deludenti, soprattutto alcune. Spesso e volentieri, infatti, i boss si limitano a seguire a ripetizione un pattern ben delineato rendendo così, ovviamene, lo scontro nettamente meno stimolante. È un peccato, perché a livello visivo sono spesso spettacolari, scenici e dannatamente ben realizzati, ma il livello di sfida offerto, in generale, non è quasi mai del tutto adeguato.

Artigli un po’ smussati su PS5

Da un punto di vista squisitamente tecnico e audiovisivo, il titolo di Insomniac Games si comporta piuttosto bene, sotto diversi aspetti, ma non mi ha convinto del tutto. Se, in generale, la modellazione poligonale dei protagonisti e dei corpi umani risulta di grande impatto, la stessa cosa non si può dire del contorno, che appare nettamente sottotono. Volendo essere del tutto onesti, in Marvel’s Wolverine manca quell’effetto di “potenza” tecnologica, tipica degli altri prodotti dello sviluppatore californiano.

Elementi quali le animazioni, le espressioni facciali e la sincronizzazione labiale sono il fiore all’occhiello della produzione, soprattutto con la modalità “fedeltà” attiva, ma, in generale, si mantengono su livelli sempre molto elevati. Quello che, invece, funziona decisamente meno bene è la creazione del mondo e delle ambientazioni.

Marvel’s Wolverine – Recensione

Al di là di una scarsissima personalità in termini location e aree, specialmente quelle “al chiuso”, è proprio la qualità dell’immagine che risulta sottotono e poco ispirata. Elementi quali la vegetazione e la pavimentazione appaiono spesso “sporchi” e poco curati e fanno un po’ da contrasto con la beltà delle scene principali.

Questo, ovviamente, è il risultato che si ottiene puntando ai 60fps che, tranne in alcune circostanze più complicate da gestire, risulta anche piuttosto stabile. Accontentandosi dei 30fps, e sinceramente non ve lo consiglio, su PS5 base il colpo d’occhio cambia radicalmente, Il compromesso in termini di prestazioni e fluidità è, però, abbastanza marcato e tirando le somme il gioco non vale la candela.

Sentirsi Wolverine, in tutti i sensi

Il lavoro tecnico sulla produzione, però, non si esaurisce al solo comparto visivo. In primis, va premiata una validissima localizzazione, con tanto di doppiaggio italiano di altissimo livello. Marvel’s Wolverine può contare sulla presenza di volti storici del settore, come quella di Francesco Rizzi, già a lavoro, in passato, su Wolverine e che anche qui risulta praticamente perfetto nei panni del mutante con gli artigli di adamantio.

Marvel’s Wolverine – Recensione

In generale, comunque, il livello espressivo e recitativo si mantiene su livelli altissimi. Anche sul piano dell’accessibilità e della libertà di personalizzazione, Marvel’s Wolverine si conferma un prodotto solidissimo, in perfetta continuità con il lavoro di Insomniac. Il menù principale, per giunta molto chiaro e conciso, permette di personalizzare tantissimi aspetti del gioco, come la grandezza dei caratteri e il colore, ma non solo. Il gioco permette anche di abilitare la lettura dello schermo, oltre ad offrire diversi filtri per i daltonici.

Uno degli aspetti che ho maggiormente apprezzato, però, è il supporto al DualSense. Con Marvel’s Wolverine l’asticella tecnologica sembra essersi un po’ alzata. Il feedback generale dei colpi dati e subiti, il movimento: tutto viene trasmesso in maniera sensibile attraverso il contatto con il pad e l’effetto finale, credetemi, è davvero soddisfacente. Sia chiaro, non è nulla di clamoroso, ma considerando la natura del gioco i benefici sono abbastanza evidenti.

A chi consigliamo Marvel’s Wolverine?

Al netto di tutte le critiche ricevute, per il gameplay, per la longevità e per la formula di gioco troppo lineare, Marvel’s Wolverine è un titolo che ti rimane dentro, in un modo o nell’altro. Il viaggio del mutante artigliato è violento e brutale, anche nei temi trattati e nei modi in cui vengono trattati ed è impossibile non amare una scrittura così profonda, impreziosita da un protagonista memorabile. Se siete appassionati di Wolverine o, in generale, del mondo dei supereroi, insomma,  non potete rinunciare.

Marvel’s Wolverine – Recensione

  • Un Logan più fedele che mai
  • Feedback dei colpi sontuoso e spettacolare
  • Il combattimento è il pezzo pregiato dell’esperienza
  • Sonoro e doppiaggio di altissimo livello
  • Buon supporto al DualSense

  • Un po’ troppo lineare
  • IA e pattern dei nemici molto mediocri
  • Boss fight deludenti e poco stimolanti
  • Troppi limiti su PS5 base
Marvel's Wolverine
4

Tra fiumi di sangue, mazzate e tanta azione

Marvel’s Wolverine non è un titolo perfetto, anzi, ma è comunque un prodotto dal carattere forte e pungente. L’opera di Insomniac Games, certamente, non raggiunge i livelli della serie Spider-Man ma, per certi, versi, risulta più concreta e matura. Un videogioco, per certi versi, d’altri tempi, con meno fronzoli e che va più (forse troppo) al sodo ma che, comunque, colpisce per una storia molto ben scritta, un gameplay divertente e, ovviamente, il peso di un protagonista memorabile. Peccato per tutte le mancanze che già conosciamo, perché avrebbero potuto spingere l’opera verso livelli diversi. Ma, forse, va bene così.

Scrive di manga e videogiochi per comprare manga e videogiochi. Scrive, cucina, fa la pizza e nel tempo libero impasta. Necessita di più soldi, di più mani e di uno stomaco extra.

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