Hyperdimension Neptunia Re;Birth2 SISTERS GENERATION – Recensione

Gamindustri è in prda a una grave crisi. Le CPU sembrano scomparse nel nulla. Riusciranno Nepgear e le altre Candidate a riportare il mondo alla normalità?

Hyperdimension Neptunia Re;Birth2 SISTERS GENERATION

hyperdimension-neptunia-rebirth2-sisters-generation-recensione-boxartAnno 20XX. Gamindustri sta affrontando una catastrofica crisi. I negozi sono sbarrati, i creatori sono affamati, sovraccarichi di lavoro, e un’atmosfera di morte incombe su tutti i cittadini. Sebbene le CPU rifiutino di accettare che questo possa essere il Game Over del loro pianeta e sebbene Gamindustri abbia rotto i propri legami con il caotico Lawless Realm molto tempo fa, l’avvento di ASIC (Arfoire Syndacate of International Crime) ha fatto svanire ogni parvenza di moralità da questo mondo. Si vocifera che quasi l’80% degli studenti venerino la presunta divinità che prende il nome di Arfoire. I loro genitori, sebbene a conoscenza del fatto che si tratti di un esempio negativo, si sono arresi e hanno permesso ai loro figli di cedere al lato oscuro. Persino i governi di tutto il mondo hanno chiuso un occhio, piuttosto che risolvere la situazione di crisi quando era ancora arginabile. In poche parole, Gamindustri è alquanto disastrata, precipitata in un disordine totale. Coloro che ancora si affaticano a vivere in questo mondo corrotto vagano con poche speranze nel Cimitero di Gamindustri, perduti per sempre.

Sulle tracce del primo remake giunto in Europa lo scorso fine agosto, Hyperdimension Neptunia Re;Birth2 SISTERS GENERATION narra ancora una volta le vicende dell’originale Hyperdimension Neptunia Mk2 uscito su PlayStation 3 nel 2011, sfruttando l’ottimo comparto tecnico messo in piedi per il primo Re;Birth e raccontando in maniera leggermente diversa dal titolo originale le vicende di Nepgear, candidata CPU e sorella minore di Neptune. Anche se a tutti gli effetti si tratta di un remake, come nel caso del primo, chi ha già giocato ai precedenti episodi potrà considerarlo sì un ripasso di ciò che è già stato vissuto, ma a tutti gli effetti un sequel, sebbene le novità a livello di trama non saranno così tante rispetto a quante ne abbiamo viste nel primo reboot.

  • Titolo: Hyperdimension Neptunia Re;Birth2 SISTERS GENERATION
  • Piattaforma: PlayStation Vita
  • Genere: JRPG
  • Giocatori: 1
  • Software house: Idea Factory International
  • Sviluppatore: Idea Factory, Compile Heart, FELISTELLA
  • Lingua: Inglese (testi), Inglese o Giapponese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 6 febbraio 2015 (retail), 11 febbraio 2015 (digitale)
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • Reperibilità: versione retail non comune
  • DLC: costumi e personaggi aggiuntivi
  • Note: disponibile un’edizione limitata contenente calendario da scrivania, colonna sonora su CD e box da collezione

Nel filmato introduttivo di SISTERS GENERATION, le quattro Console Patron Unit che regnano su Gamindustri, ovvero Neptune, Noire, Vert e Blanc, si ritrovano assieme alla giovane Nepgear ad affrontare un nemico dall’immensa potenza, finendo irrimediabilmente per essere sconfitte e lasciando il loro mondo in preda alle entità malvagie della pirateria, che finiranno con il corrompere nel profondo il mondo e i suoi abitanti.

Sister Act

hyperdimension-neptunia-rebirth2-sisters-generation-recensione-schermata-06Tre anni dopo la battaglia, nel Cimitero di Gamindustri, IF e Compa vagano su indicazione di Histoire alla ricerca delle CPU scomparse, e le ritrovano aggrovigliate in un cumulo di cavi, prive dei loro poteri e sorvegliate dal malvagio CFW Judge. Le due riescono solo a risvegliare Nepgear, a riportarla a Planeptune: una volta spiegata la situazione, Histoire rivelerà alla sorella minore di Neptune che lei è l’unica speranza rimasta al mondo e che, assieme alle altre sorelle minori delle CPU, dovrà raccogliere Share e oscurare la popolarità delle forze oscure di ASIC nel cuore delle genti. Ma come possono delle povere aspiranti dee a guadagnare più popolarità dell’oscura legge della pirateria? Probabilmente con l’aiuto delle Game Mascot, entità guardiane che supportano le CPU e che si celano ancora all’interno delle città di Gamindustri.

hyperdimension-neptunia-rebirth2-sisters-generation-recensione-schermata-10Dopo questa breve introduzione alla trama del secondo capitolo della saga di Hyperdimension, il sistema ci reintrodurrà subito a una delle meccaniche con cui abbiamo già avuto modo di familiarizzare in passato: le missioni acquisibili alla Gilda. Accettando l’unica missione inizialmente a disposizione, il nostro alter-ego Nepgear potrà riprendere confidenza con i rudimenti delle battaglie, in modo da consentirci di imparare (o ricordare) come si svolgono i combattimenti a turni di SISTERS GENERATION, quasi del tutto identici a quelli del Mk2, di Victory e, naturalmente, Re;Birth1.

Portare a temine le quest ci consentirà di ottenere nuovi oggetti, accumulare denaro e guadagnare punti Share, gli stessi che serviranno alle Console Patron Unit per riguadagnare la popolarità perduta.

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La guerra in tasca

Ecco come ci dipingono i developer di Compile Hart.

Ecco come ci dipingono i developer di Compile Hart.

Proprio dal Mk2 in poi, le battaglie di Neptunia di svolgono in un’area in cui potremo muovere, uno alla volta, i personaggi del nostro party entro un certo raggio di azione, che ci consentirà di avvicinarci ai nemici per poi mirare e avviare la nostra scarica di attacchi, utilizzare oggetti o eseguire le abilità speciali a nostra disposizione. Per quanto concerne i semplici attacchi, sarà necessario impostare le nostre combo tramite l’apposito menu: l’esecuzione di colpi Rush, Power o Break in successione consumerà CP (Capacity Point), che determineranno la durata del nostro turno. Ciascuna sequenza potrà chiudersi con un attacco EXE Finish, e oltre alle semplici combo potremo contare sugli attacchi EXE Drive, quella che può essere considerata la Limit Break all’interno dell’universo di Neptunia. Caratteristica più importante di quelle che vengono invece indicate come CPU è la possibilità di assumere in battaglia la forma HDD (Hard Drive Divinity) che consente loro di diventare incredibilmente più potenti, accorciando, tuttavia, la quantità di SP a disposizione. Da questo punto di vista, non abbiamo davvero nessun cambiamento rispetto al titolo accolto qualche mese orsono: squadra vincente non si cambia, ok, ma avrei preferito assistere a ulteriori miglioramenti o a novità di qualche tipo in battaglia, per spezzare la monotonia di può aver già macinato decine (o centinaia) di ore sul precedente titolo.

Smettila di nasconderti nelle scatole per spiare le loli, Snake.

Smettila di nasconderti nelle scatole per spiare le loli, Snake.

In maniera del tutto identica al precedente Hyperdimension Neptunia Re;Birth1, l’esplorazione sarà suddivisa in due fasi: quella all’interno delle città (Planeptune, Lastation, Leanbox e così via) e quella all’interno dei dungeon. La prima avverrà semplicemente su di una world map bidimensionale, con punti di interesse e abitanti con cui interagire rappresentati da icone e segnalini su cui dovremo muovere lo sprite 8 bit di Nepgear per potervi interagire. La seconda, vero fulcro del gioco, sfrutterà una classica visuale in terza persona che ci consentirà di muoverci liberamente all’interno delle tanto colorate mappe già apprezzate nel remake giunto prima di questo sulla portatile di casa Sony, con nemici visibili nei dintorni e, chiaramente, con la possibilità di attaccarli alle spalle cogliendoli di sorpresa. Peccato che, con l’avanzare della trama, i dungeon risultano essere quasi sempre gli stessi, ripetuti con qualche variante e piano aggiuntivo, in modo da risultare più difficili. Introdotto nel primo Re;Birth, tornerà anche in questo secondo RPG della serie per PS Vita il cosiddetto Remake System: gli NPC che troveremo nelle mappe ci elargiranno Piani che, se utilizzati, ci permetteranno di riscrivere parti del gioco aggiungendo nuovi dungeon, facendo comparire nuovi mostri, rendendo più potenti quelli già presenti nei dintorni o addirittura sbloccando nuovi oggetti o nuove funzioni all’interno del gioco.

"Capron!" "Cretin!" "Capron!"

“Capron!”
“Cretin!”
“Capron!”

Avanzando nella storia e nelle subquest verremo accompagnati dalle onnipresenti sezioni in stile visual novel, dove i bellissimi sprite bidimensionali dei personaggi interagiranno fra loro attraverso una serie di dialoghi più o meno seri, a seconda delle situazioni, dipanando una storia che si mantiene sempre sugli standard per questo genere: non partite con l’idea che Neptunia possa catturare la vostra attenzione con una trama dai toni seriosi e cupi, ma mettete sempre in conto di potervi imbattere da un momento all’altro in siparietti demenziali in puro stile nipponico o in scene di fanservice, sebbene mai troppo spinte. Tra i personaggi utilizzabili, oltre alla nuova protagonista Nepgear e alle onnipresenti IF e Compa, potremo contare sulle altre candidate, ovvero Uni, Ram e Rom, nonché sui personaggi che rappresentano altri brand di aziende videoludiche del calibro di Red, Falcom, MarvelousAQL e 5pb. e sugli inediti Oracoli di ciascuna città. Purtroppo, come è successo nel precedente episodio, dovremo dire addio a Nisa e Gust, presenti nel Mk2 originale, ormai totalmente escluse dai nuovi episodi del franchise. Lo sviluppo delle nostre guerriere avverrà attraverso Dischi sui quali potremo masterizzare nuove abilità e il collaudato sistema di Lily Rank, che ci permetterà di approfondire i legami di affinità fra le varie protagoniste, che si garantiranno così supporto vicendevolmente durante le battaglie.

Un, due, tre… Stella!

hyperdimension-neptunia-rebirth2-sisters-generation-recensione-schermata-07Tra le poche novità che SISTERS GENERATION introduce rispetto al passato abbiamo lo Stella’s ☆ Dungeon, accessibile dopo aver attivato l’apposito Piano nella modalità Remake System tramite il menu di città come Planeptune, Lastation, Leanbox o Lowee. Questo mini-gioco vedrà protagonisti la dolce Stella e il suo gatto Felis (un attimo… Feli… Stella…!) avventurarsi nei dungeon di gioco. “E cosa cambia dal normale avventurarsi nei dungeon?” — vi starete chiedendo. Semplice: noi dovremo solo scegliere quali armi ed equipaggiamento Stella dovrà portarsi appresso, in quale dungeon, quando in profondità nello stesso e, di conseguenza, per quanto tempo. Il resto verrà da sé! Dovremo solo augurarci che la nostra nuova amichetta non venga brutalmente massacrata da qualche nemico troppo forte, e che torni a casa sana e salva con nuovi equipaggiamenti e un bel bottino per noi. La particolarità di Stella’s Dungeon è che potremo decidere di mandare la strana coppia al lavoro anche mentre la console sarà in standby (ma non spenta, ci ho provato) per poi raccoglierne i frutti una volta caricata la partita: per questo motivo è sempre raccomandabile ricordarsi di mandare Stella e Felis in missione prima di mandare a nanna la nostra cara PS Vita. Attenzione però: tutto ciò che i due porteranno in missione, se sconfitti, sarà perduto per sempre. Di sicuro si tratta di una novità interessante e piuttosto divertente da gestire, specie perché potremo seguire in tempo reale i progressi di stella dall’apposito log ma, sfortunatamente, dopo un paio di tentativi, riuscirete facilmente a capire quale sarà il trucco per farli tornare sani e salvi a casa tutte le volte.

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Little Sister Complex

"Guarda che mi sono accorta che sbirciavi sotto la gonna, razza di gamer pervertito!"

“Guarda che mi sono accorta che sbirciavi sotto la gonna, razza di gamer pervertito!”

Il comparto tecnico di Re;Birth2 ripesca a piene mani quello che abbiamo già potuto ammirare qualche mese fa sul primo remake per PlayStation Vita: le sequenze animate, realizzate con i modelli poligonali nell’originale Mk2 per PlayStation 3, vengono sostituite con le sequenze visual novel con sprite bidimensionali più rifiniti, ma che lasciano decisamente più spazio all’immaginazione, dato che non vedremo muoversi né compiere le azioni più basilari i personaggi coinvolti nei dialoghi, fatta eccezione per le espressioni facciali e gli elementi grafici che ci lasciano intuire in qualche modo ciò che avviene sullo schermo. In ogni caso, il remake risulta superiore sotto ogni punto di vista al titolo originale, potendo contare anche sul doppiaggio originale giapponese, che personalmente preferisco di gran lunga rispetto a quello americano, e su una nuova opening theme cantata dalla già nota nao, dal titolo “Kirihirake! Role-Play☆Star Girl“.

A chi consigliamo Hyperdimension Neptunia Re;Birth2 SISTERS GENERATION?

hyperdimension-neptunia-rebirth2-sisters-generation-recensione-schermata-08I fan della saga di Neptunia saranno ben felici di tornare su Gamindustri, ancora una volta nei panni della giovane Nepgear (che, personalmente, reputo più interessante della svampita oneesan). Se avete apprezzato il primo Re;Birth, apprezzerete anche Hyperdimension Neptunia Re;Birth2 SISTERS GENERATION: tuttavia, se vi aspettate novità di rilievo nel gameplay rispetto all’originale Mk2, o se lo avete giocato da poco, potreste rimanere un tantinello delusi. Chi ha intenzione di avvicinarsi alla saga per la prima volta, farebbe meglio a recuperare l’originale Hyperdimension Neptunia Re;Birth1, disponibile su PlayStation Store dallo scorso agosto, per poi proseguire la propria avventura con SISTERS GENERATION. Chiunque sia alla ricerca di un buon RPG giapponese, dovrebbe valutare la possibilità di avvicinarsi a Neptunia, tenendo tuttavia in conto che la trama e le situazioni non saranno mai troppo serie o impegnative: ciò che vi porterà via più tempo sarà il grinding necessario ad affrontare un determinato nemico.

  • Possibilità di scelta fra audio inglese o giapponese
  • Tecnicamente notevole
  • Tutti i miglioramenti del primo Re;Birth
  • Disponibile in edizione retail

  • Mancata localizzazione italiana
  • Pochissime novità rispetto al primo Re;Birth
  • I soliti dungeon ripetitivi
  • Alcune incongruenze nella trama
Hyperdimension Neptunia Re;Birth2 SISTERS GENERATION
3.8

Un ottimo JRPG, ma un remake privo di novità rilevanti

Compile Heart e Idea Factory proseguono con il loro programma di reboot/sequel per la saga di Neptunia con una versione portatile del secondo capitolo, superiore sotto ogni punto di vista al titolo originale per PlayStation 3. Come già ribadito, la rivoluzione avvenuta con il primo Re;Birth ha portato a grandi cambiamenti: questo secondo episodio li erediterà tutti, ma senza offrire novità di rilievo che possano stuzzicare l’interesse dei giocatori, fatta eccezione per qualche piccola novità come la modalità Stella’s ☆ Dungeon. Hyperdimension Neptunia Re;Birth2 SISTERS GENERATION risulta essere un ottimo JRPG per PlayStation Vita e uno dei migliori capitoli della saga, consigliato solo a chi ha già avuto modo di portare a termine la precedente avventura e non ha paura di ritrovarsi davanti a un gioco quasi identico al precedessore in termini di gameplay e all’originale Mk2 in termini di trama e contenuti. Ci auguriamo il meglio per il remake del terzo episodio.

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Trent’anni passati a inseguire il sogno giapponese, fra un episodio di Gundam e un match a Street Fighter II. Adora giocare su console e nelle sale giochi di Ikebukuro che ormai, per quanto lontana, considera una seconda casa.

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