Zero Time Dilemma – Recensione

Zero Time Dilemma - Recensione

Zero Time Dilemma - RecensioneAnno 2028. In una struttura ipertecnologica, localizzata da qualche parte nel deserto del Mojave, si stanno svolgendo esperimenti di simulazione della vita su Marte. Ad esso prende parte un piccolo gruppo di persone, ognuna con le proprie personali motivazioni: c’è Carlos, un pompiere aitante e altruista; la sensuale e frigida Mira con il suo impulsivo fidanzato Eric; la timida e mansueta infermiera Diana; il cinico Junpei, seguito dall’amica d’infanzia Akane; la sagace studentessa universitaria Phi e Sigma, un ultrasessantenne nel corpo di un ventiduenne.

Dopo cinque giorni di test, i soggetti si risvegliano in una situazione che non si sarebbero mai aspettati: rinchiusi in delle celle con degli strani orologi al polso e in compagnia di un nuovo amico: il piccolo e misterioso Q, che nasconde il suo aspetto dietro un’enorme maschera. Prima che possano capire il perché di questa particolare situazione (e se, effettivamente, sia correlata o meno agli esperimenti a cui prendono parte), si avvicina loro una misteriosa figura vestita in maniera simile a un untore. Presentandosi come il secondo Zero, l’individuo invita i nove prigionieri a prendere parte ad un gioco mortale, dal quale sostiene debba pendere il futuro stesso dalla razza umana.

ZERO ESCAPE: Toki no Dilemma (Il Dilemma del Tempo) è il terzo e ultimo capitolo dell’avvincente saga di visual novel di Kotaro Uchikoshi, a cui appartengono anche gli ottimi 999: Nine Hours, Nine Persons, Nine Doors e Virtue’s Last Reward, tra i quali è ambientato. Sebbene le scarse vendite dei primi due giochi abbiano spinto in principio la casa di sviluppo a fermarne l’uscita, fu grazie all’insistenza dei fan, più che desiderosi di vedere finalmente la degna conclusione della trilogia, se a fine giugno del 2016 è diventato possibile giocare questo titolo, disponibile ora su PC, Nintendo 3DS e Playstation Vita.

  • Titolo: Zero Time Dilemma
  • Piattaforma: Nintendo 3DS, PlayStation Vita, PC
  • Genere: Visual Novel, Puzzle
  • Giocatori: 1
  • Software house: Spike Chunsoft, Aksys Games
  • Sviluppatore: Chime
  • Lingua: Inglese (testi), Giapponese, Inglese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 28 giugno 2016 (3DS/Vita), 30 giugno 2016 (PC)
  • Disponibilità: digital delivery
  • DLC: non presenti
  • Note: capitolo conclusivo della saga di ZERO ESCAPE

Dopo aver fallito un lancio di moneta con il quale avrebbero potuto scappare senza partecipare al gioco, i nove vengono narcotizzati per risvegliarsi in gruppi da tre in quello che sembra essere un qualche rifugio antiatomico. A questo punto, una registrazione di Zero li informa del gioco a cui dovranno prendere parte. Il nome del gioco, questa volta, è Decision Game, nel quale i concorrenti, gettati in situazioni estreme, saranno chiamati più volte a prendere decisioni dalle quali dipenderà spesso la vita o la morte dei partecipanti. Come c’è da aspettarsi, lo scopo finale del gioco è riuscire a fuggire dal rifugio antiatomico, ma per poter aprire il portellone di uscita è necessario innanzitutto inserire sei password specifiche, le quali si sbloccano solo e unicamente con la dipartita di sei concorrenti. Un gioco, quindi, in cui la morte sembra inevitabile e in cui solo tre fortunati giocatori potranno salvarsi.

Come è lecito aspettarsi da un gioco di questo tipo, da questa premessa nascono molti bivi, con la storia che cambia a seconda di quali personaggi siano sfuggiti o meno alla morte, in maniera non dissimile dal precedente Virtue’s Last Reward, sebbene con molte più diramazioni, finali negativi e misteri da svelare.

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Tutta colpa di una lumaca

Diversamente da 999 e VLR, che hanno mantenuto un puro stile da visual novel (sebbene quest’ultimo avesse implementato modelli poligonali invece di sprite o personaggi disegnati), ZTD abbandona lo stile e l’interfaccia tipica del genere a favore di vere e proprie cutscene animate e completamente doppiate. Diverso anche il character design, questa volta curato da Rui Tomono, che predilige uno stile più cupo e tutto sommato realistico rispetto ai design dei personaggi di Kinu Nishimura, dandoci quindi personaggi dall’aspetto più credibile (tralasciando l’enorme maschera di Q e il seno esagerato di Mira) rispetto ai predecessori (niente agenti segrete egiziane seminude o graziose ragazzine dai capelli rosa), il tutto contornato da un’ambientazione cupa, claustrofobica e decisamente più cruenta dei predecessori che non lascia indifferenti. Se da un lato questi fattori riescono a far immergere maggiormente il giocatore nelle vicende di ZTD, da un altro creano delle piccole magagne tecniche. I modelli poligonali in cel-shading, sebbene siano molto curati e ricordino molto la grafica di avventure grafiche della Telltale come Wolf Among Us e i giochi su The Walking Dead, hanno spesso movimenti innaturali (specie quando un personaggio piega le braccia o i polsi) e animazioni piuttosto legnose che vanno a rovinare il dettaglio di cutscene altrimenti girate alla perfezione. Sono inoltre presenti dei palesi rallentamenti nel frame rate in alcune sequenze, come ad esempio quando sono presenti molto fumo o esplosioni sullo schermo.

Altro fattore deludente, ma tutto sommato perdonabile, è la totale assenza dell’implementazione del 3D stereoscopico su Nintendo 3DS, specie dopo aver visto il modo magistrale in cui è stato utilizzato in VLR, una scelta comprensibile vista la già incredibile capacità di gestire un gioco come Zero Time Dilemma, i cui requisiti di sistema su PC non sono esattamente ottimali. Inoltre bisogna dire che non sempre, su 3DS, è così facile notare dei piccoli particolare da andare a toccare su touchscreen, vista la piccola taglia dello schermino della console portatile Nintendo. Coloro che vogliono giocarlo su 3DS farebbero bene a tenere gli occhi ben aperti!

La vita è semplicemente ingiusta…

La struttura di Zero Time Dilemma è unica, nel senso che non vi è un vero e proprio personaggio principale tramite il quale seguirne tutte le vicenda come Junpei in 999 o Sigma in VLR, e il giocatore è libero di passare da una delle tre squadre a un’altra quando vuole. La storia di ogni team è suddivisa in frammenti liberamente esplorabili in ordine non cronologico, ognuno con dei puzzle e delle scelte specifiche a seconda della situazione, e ogni scelta porterà a un esito diverso, più o meno negativo. Capiterà infatti molto spesso che una propria decisione sbagliata porti a un truculento game over in cui uno o più membri di una determinata squadra andranno incontro a una morte sanguinosa; vi ricordo che il gioco è PEGI 18, quindi ci sono davvero molte scene violente e conturbanti!

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Proprio come in Virtue’s Last Reward, ZTD offre un pulsante che permette di tornare indietro alle scelte da prendere per quel determinato bivio o l’opzione di uscire dal frammento esplorato per prendere il controllo di un’altra squadra. Dalla schermata di selezione del team è possibile controllare e muoversi su uno schema più dettagliato degli eventi in ordine cronologico con tanto di vari bivi o, se si preferisce, una versione più semplificata che presenta solo i frammenti in ordine cronologico. E sempre come nel predecessore, saranno presenti di tanto in tanto dei blocchi narrativi che si andranno a sbloccare solo esplorando altri frammenti, così da non creare spoiler fra una route e l’altra. Vale inoltre la pena notare che in certi frangenti non sarà possibile esplorare altri frammenti, e il titolo costringerà il giocatore a seguire una determinata route fino alla sua conclusione. Insomma, chi ha amato le meccaniche di spostamento fra una linea temporale e l’altra in VLR qui avrà pane per i suoi denti.

Desine fata deum flecti sperare precando

Nuovo ZERO ESCAPE, nuovi infernali enigmi. Ogni frammento è ambientato in una diversa stanza del rifugio antiatomico, ognuna con un qualche rompicapo da risolvere per poter proseguire nella storia (qui chiamati Quest). Molti enigmi richiederanno di avere a portata di mano carta e penna per annotare certe informazioni o combinazioni necessarie ad aprire certi scomparti in cui trovare degli oggetti da usare in certi punti della mappa e/o combinare fra loro, o dei suggerimenti per altri puzzle. Altri richiederanno capacità logiche o di calcolo. Altri ancora saranno dei mini-giochi in cui spostare degli oggetti in determinati modi o far combaciare delle figure. C’è comunque da dire che alcuni enigmi non saranno sempre chiarissimi nella risoluzione, cosa che potrebbe intimidire i giocatori meno pazienti (come alcuni presenti nel biolab, non sempre comprensibilissimi), e il fatto che i frammenti siano esplorabili in ordine non cronologico fa sì che ci si ritrovi spesso ad affrontare puzzle decisamente ostici seguiti da altri molto più facili, creando un senso di sbilanciamento generale. Se avete voglia di spremervi per bene le meningi, questo è il gioco che fa per voi. Gli altri potrebbero voler lasciar perdere.

Let’s inhibit the virus!

In tutte le versioni distribuite in Europa il gioco è unicamente in inglese, ma permette l’opzione del doppio audio inglese o giapponese, e in entrambi i casi il doppiaggio è davvero di buona fattura. Difatti, tutto il reparto sonoro è incredibilmente ben curato, anche per gli effetti sonori e la colonna sonora, che include alcuni dei migliori temi della serie ZERO ESCAPE riarrangiati ad hoc. La traduzione inglese è abbastanza buona, sebbene talvolta i traduttori si siano lasciati sfuggire qualche piccolo errore di battitura, e i vezzi della traduzione di VLR sono ancora presenti, come ad esempio i giochi di parole sui gatti di Sigma.

A chi consigliamo Zero Time Dilemma?

Consiglio questo gioco a chiunque non si faccia problemi a seguire lunghi minuti di cutscene, a chi ami il genere horror psicologico e la violenza in cui il sangue scorre letteralmente a fiotti, ai fan di SAW – L’enigmista e a chi adora perdersi in rompicapi impegnativi. Le tante scelte alternative che spronano il giocatore a sbloccare tutti gli eventi per completare al 100% i frammenti di storia sono incredibilmente avvincenti, e una volta ingranata la marcia vi ci vorrà tutta la forza di volontà che avete per smettere di giocare! Ovviamente bisogna avere una buona conoscenza dell’inglese per poter godere appieno il gioco nella sua interezza, senza la quale non riuscireste a recepire bene né i particolari della storia né i vari indizi per risolvere i puzzle.

  • Una trama appassionante narrata da tre punti di vista differenti
  • Personaggi incredibilmente ben caratterizzati
  • Moltissime svolte narrative che invogliano il giocatore a esplorare tutte le diramazioni della trama
  • Ottima ambientazione horror piena di momenti sanguinosi
  • Puzzle lunghi e impegnativi…

  • …che potrebbero tuttavia risultare troppo ostici
  • Comparto grafico non sempre all’altezza
  • Mancato uso del 3D stereoscopico su 3DS
  • Mancata localizzazione in italiano
Virtue's Last Reward
4.7

Acta est fabula

Quando pensavo che Virtue’s Last Reward ricordava molto SAW, mi sbagliavo di grosso. Quell’affermazione appartiene invece a Zero Time Dilemma. Con la sua ambientazione cupa e le sue situazioni mortali, riesce a catapultare in una storia intensa, matura e drammatica molto più dei suoi due predecessori. Uchikoshi si è curato di creare una conclusione col botto ad una delle migliori trilogie di visual novel in circolazione, e questo risultato finale soddisfa decisamente tutti gli standard. L’unica vera pecca che va a minare il punteggio finale è l’inconsistenza grafica sotto certi punti, ma si tratta comunque di grattare il fondo del barile. Zero Time Dilemma è un gioco che merita di essere giocato da qualunque fan del genere e, personalmente, sono contenta che una saga come questa finisca con stile, piuttosto che portarsi stancamente avanti e diventare sempre più stagnante come altre serie.

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Cristina Ciocchetti
Una normalissima bimba ultraventenne che ha trafficato con computer e videogiochi per tutta la vita. Nel tempo libero le piace scarabocchiare sul suo sketchbook.
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