Dragon Ball Z: Extreme Butoden – Anteprima

Dragon Ball Z: Extreme Butoden – Anteprima

Grazie al nuovo numero della rivista nipponica V-Jump siamo oggi in grado di offrirvi una piccola anteprima del nuovo titolo per Nintendo 3DS targato BANDAI NAMCO Entertainment e ARC SYSTEM WORKS, tratto dalla famosissima serie creata dall’illustre maestro Akira Toriyama: Dragon Ball Z: Extreme Butoden.

Con una data di uscita fissata al momento solo nel paese del Sol Levante per il prossimo 11 giugno, questo fighting game promette di dare al brand una nuova linfa vitale per quanto riguarda le console portatili; gli ultimi due titoli usciti infatti, Dragon Ball Heroes: Ultimate Mission e Dragon Ball Heroes: Ultimate Mission 2, erano nient’altro che porting del card game arcade presente in molte delle sale giochi in Giappone. All’interno del panorama videoludico, i Butoden esistono da ben ventidue anni, facendo di Dragon Ball Z: Super Butoden il primo titolo della serie a vedere la luce su Super Famicom nel 1993. La serie conta all’attivo ben dieci giochi, anche se solo sei di questi riportano la parola Butoden nel titolo, e sono: Dragon Ball Z: Super Butoden, Dragon Ball Z: Super Butoden 2, Dragon Ball Z: Buyū Retsuden, Dragon Ball Z: Super Butoden 3, Dragon Ball Z: Ultimate Battle 22, Dragon Ball Z: Shin Butoden, Dragon Ball Z: Hyper Dimension, Dragon Ball GT: Final Bout, Dragon Ball Kai: Ultimate Butoden, e ovviamente il nuovo Dragon Ball Z: Extreme Butoden.

Trattandosi sfortunatamente di una versione di prova, le modalità di gioco in essa contenute sono ovviamente limitate, specialmente se consideriamo che una delle due è da utilizzarsi con gli amici sfruttando la connessione ad hoc della console, e quindi, almeno per noi, inutilizzabile. Tralasciando questo piccolo contrattempo, ci fiondiamo sulla modalità principale della demo, Free Battle, la classica modalità in cui potremo effettuare liberamente alcune battaglie contro la CPU. Degli oltre cento personaggi annunciati, questa versione di prova ci metterà a disposizione solo quattro combattenti giocabili: Goku, Gohan, Vegeta e Majin Buu (quello grasso), accompagnati da nove Z-Assist, vale a dire personaggi puramente di supporto: Tenshinan, Great Saiyaman, Karin, Taopaipai, Tartaruga, Super Uub, Recoome, Mr. Satan e Vegeta Super Saiyan God Super Saiyan, originariamente non presente, ma sbloccabile utilizzando una speciale sequenza di tasti diffusa durante la proiezione del nuovo film attualmente nei cinema nipponici Dragon Ball Z: Fukkatsu no F. Sfortunatamente la tanto attesa nuova trasformazione di Goku, ovvero il Super Saiyan God Super Saiyan, che sarebbe dovuta essere giocabile all’interno di questa versione di prova, non è presente. BANDAI NAMCO ha optato per renderlo disponibile nel gioco completo solo per coloro che conserveranno sulla propria console un salvataggio della demo.

La caratterizzazione dei personaggi giocabili è la più basilare, e sinceramente da questo lato ne sono rimasto in parte deluso, soprattutto se si pensa che dietro al titolo c’è lo zampino di ARC SYSTEM WORKS, che ormai i picchiaduro  dovrebbe saperli fare. Se deciderete di acquistare il gioco in futuro, anche nel caso un domani venga annunciato per il nostro territorio, dimenticatevi le mezzelune, dimenticatevi i charge character, dimenticatevi di tutto! In Dragon Ball: Extreme Butoden la croce direzionale verrà utilizzata solo per muoversi e nulla di più, lasciando quindi tutte le poche combinazioni di attacchi eseguibili ai tasti azione veri e propri. Anche il parco mosse di ciascun personaggio non sarà proprio dei più vasti che si possa pretendere, ed è un vero spreco se si pensa a quanto è stato fatto per rendere il gioco abbastanza veloce e un minimo competitivo. In cuor mio continuo a sperare che quanto appena riportato sia da limitarsi alla sola demo, e che quindi la versione finale del gioco, da questo lato, possa essere decisamente migliore e un minimo più complessa, anche se ho il sentore che tutto rimarrà così com’è.

Ciascuno dei personaggi potrà effettuare i classici attacchi deboli, attacchi forti e colpi dell’aura, e combinandoli insieme potremo creare delle, sfortunatamente limitate, combo. Con la pressione del tasto dorsale L assieme a uno dei tasti di azione sarà possibile eseguire una delle tecniche speciali che corrispondono esattamente al tipo di tasto premuto, ottenendo così un attacco speciale fisico debole, un attacco speciale fisico forte, e un attacco speciale con colpo dell’aura. Ciascuno dei personaggi sarà anche in grado di utilizzare la bellezza di tre attacchi finali, a seconda di quanta energia avrà a disposizione, dello stato del giocatore e della posizione. Sebbene siano belli da vedere, tutti questi attacchi verranno sempre eseguiti in diagonale, dal basso verso l’alto o dall’alto verso il basso, e saranno un tantino lenti, nel senso che potrebbe volerci un bel po’ prima che il colpo da noi scagliato arrivi a colpire il nostro avversario. Tutto questo però ha una scusante ben precisa: durante questi attacchi speciali, indipendentemente dal fatto che essi siano eseguiti da noi o dal nostro avversario, sarà possibile, previa pressione dell’apposito tasto, effettuare un contrattacco. In questi casi, le due tecniche si scontreranno, e la modalità per decretare la più forte sarà il classico button mash, ossia la pressione ripetuta di tutti i pulsanti, fino a quando una delle due tecniche non avrà surclassato l’altra. All’interno di questo titolo non sarà possibile volare di propria iniziativa; l’unico modo per farlo sarà spedire o essere spediti in aria dal nostro avversario con una delle apposite combo.

La modalità di combattimento presente in questa versione di prova è la classica uno contro uno, dove però potremo scambiare il nostro personaggio con uno degli altri precedentemente selezionati, sempre ammesso che si siano stati pre-selezionati. Perché dico questo? Perché prima di addentrarci negli innumerevoli combattimenti sarà necessario creare la propria squadra secondo le necessità del giocatore. Per farvi qualche esempio generico, sarà possibile mettere in un team un personaggio giocabile da solo, o uno giocabile e quattro Z-Assist, due personaggi giocabili e due di supporto, o direttamente tre personaggi giocabili e nessun aiutante. Durante la selezione però, dovremo tenere conto dei DP (Dragon Power) in nostro possesso, perché ciascuno dei personaggi e degli Z-Assist avrà un costo per il proprio inserimento che noi giocatori non potremo sforare.

Sullo schermo inferiore della console, durante i combattimenti, ci verrà mostrato tramite delle apposite icone quello che sarà il nostro team personalizzato. Sfruttando il touchscreen potremo selezionare durante i vari combattimenti alcune azioni extra da poter eseguire:

  • Cambio di personaggio – I personaggi giocabili vengono raffigurati nello schermo inferiore con delle icone rettangolari. Se si è deciso di metterne più di uno nella nostra squadra, sarà possibile intercambiarlo in-game semplicemente toccando l’icona di quello che intenderemo utilizzare. Le icone relative ai guerrieri giocabili saranno sempre accompagnate sia dall’apposita barra per segnalare la quantità di energia vitale rimasta a ciascuno di essi, sia dalla cifra numerica approssimativa sempre per indicarci in modo più dettagliato quanta energia vitale ci rimane.
  • Utilizzo personaggio di supporto – I personaggi di supporto invece verranno raffigurati sullo schermo inferiore con delle icone quadrate, in modo da occupare meno spazio possibile, e di conseguenza farcene entrare di più. Toccando l’icona relativa al personaggio che vorremo utilizzare, questo apparirà immediatamente sullo schermo superiore, pronto a effettuare il suo attacco.

Ma arriviamo a uno dei punti importanti di questa anteprima: sarà possibile effettuare le trasformazioni in-game? Ni. Nonostante questa versione di prova metta a disposizione dei giocatori alcuni dei personaggi “trasformabili” per antonomasia quali Goku, Gohan e Vegeta, questi non possono diventare Super Saiyan in-game in maniera totale, ma si trasformeranno solamente per una manciata di secondi durante l’utilizzo di uno degli attacchi finali. Avendo però visto nelle immagini e nei vari trailer del gioco che queste versioni dei guerrieri Z sono giocabili, possiamo perfettamente intendere che essi saranno inseriti come personaggi a sé stanti. Detto questo però, continua a non essere comprensibile se tali versioni vengano contate tra i ventiquattro personaggi finali, o quei ventiquattro sono da intendere come “personaggi unici”, non tenendo conto delle varie forme alternative. Purtroppo, da questo lato non possiamo fare molto al momento, se non metterci comodi e attendere che BANDAI NAMCO dica qualcosa a riguardo. Nel peggiore dei casi, lo vedremo con i nostri occhi nella versione completa.

Per quanto riguarda il lato estetico, devo esser sincero: tutte le volte che vedevo nuove immagini o video del gioco, ho sempre avuto paura della sua resa grafica, specialmente per quanto riguarda gli sprite 2D dei personaggi, ma mi son dovuto ricredere. Non vi negherò che ci sia qualche difettuccio nella loro realizzazione, ma considerando quello che mi aspettavo e quello che realmente mi sono trovato davanti agli occhi, ne sono rimasto decisamente molto soddisfatto. Tanto di cappello anche per le bellissime musiche presenti in questa demo, che sono riuscite ad esaltarmi decisamente tanto durante il corso delle partite.

In conclusione

Tirando le somme, Dragon Ball Z: Extreme Butoden si è rivelato in parte essere quello che mi aspettavo: divertente, accattivante e non estremamente complicato da padroneggiare… anzi, per quanto riguarda questo ultimo punto, si è rivelato tutto il contrario. Nonostante i personaggi giocabili siano sfortunatamente pochi rispetto a quelli di supporto, riportati come una ventina nella versione completa, mi sento di dare fiducia al titolo in base a quello che ho visto e provato con mano, anche perché si tratta solo di una versione di prova; mi auguro quindi che ci sia ancora tanto da scoprire nella versione completa.

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Roberto Fuccini
Prestigiatore, ballerino di break dance, produttore cinematografico, fondatore di Akiba Gamers: un curriculum da fare invidia a Johnny Sins, ma che non regge il confronto con la sua smodata passione per i giochi d’importazione e per i tegolini.
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