Ni no Kuni – Recensione del film animato

Il film animato di Ni no Kuni, ispirato alle magiche atmosfere della saga videoludica, è finalmente disponibile su Netflix. Sarà riuscito a convincerci? Scopritelo nella nostra recensione.

Ni no Kuni - Recensione del film animato

Se siete degli appassionati di JRPG, molto probabilmente conoscerete il franchise di Ni no Kuni. Si tratta senza dubbio di uno dei più peculiari della decade appena trascorsa, in quanto il primo capitolo, uscito nel 2013 in tutto il mondo su PlayStation 3 (dopo l’esordio giapponese su Nintendo DS nel 2010 e sull’ammiraglia Sony nel 2011) e approdato di recente sulle console di ultima generazione in un’edizione rimasterizzata, è nato dalla collaborazione che ha coinvolto lo sviluppatore LEVEL-5 e lo studio d’animazione Studio Ghibli, uno dei più famosi in patria nonché autentico simbolo dell’animazione giapponese nel mondo. Oltre alle scene animate e al design dei personaggi supervisionati da Yoshiyuki Momose, il gioco vanta la collaborazione di un’altra figura storica dello studio: il compositore Joe Hisaishi, autore delle musiche di molti film dello Studio Ghibli (e di quelli di Hayao Miyazaki in particolare), qui ideatore della colonna sonora. Il gioco ha avuto un seguito, Ni no Kuni II: Il destino di un regno, uscito in tutto il mondo il 23 marzo 2018 su PlayStation 4 e PC, che tuttavia non ha visto rinnovata questa interessante collaborazione. Nonostante ciò, gli stessi Momose (non più dipendente di Studio Ghibli) e Hisaishi hanno lavorato nuovamente nei rispettivi ruoli anche per il secondo capitolo.

Questa situazione si è ripetuta nel film animato Ni no Kuni, prodotto da LEVEL-5 stessa e annunciato attraverso un teaser trailer il 10 aprile 2019. Distribuito da Warner Bros. nei cinema giapponesi (dove ha ottenuto incassi deludenti) il 23 agosto 2019, e rilasciato in tutto il mondo sulla piattaforma di streaming Netflix il 16 gennaio 2020, il film vede il ritorno di Yoshiyuki Momose, qui alla sua prima prova come regista, di Joe Hisaishi alle musiche e di Akihiro Hino, CEO di LEVEL-5 e autore della storia dei due capitoli videoludici, alla sceneggiatura. Le animazioni sono state realizzate dallo studio OLM (Oriental Light and Magic), noto ai più per aver lavorato a tutte le serie animate del franchise Pokémon.

Ni no Kuni - Recensione del film animato

La storia del film ha come protagonisti i due liceali Yu, un ragazzo disabile, e Haru, che un giorno si ritrovano coinvolti in un misterioso incidente assieme alla loro amica d’infanzia Kotona, fidanzata di Haru e di cui Yu è segretamente innamorato. Tale incidente li trasporta in un mondo magico parallelo, dove scoprono che la principessa Asha, il cui aspetto è identico a quello di Kotona, è stata vittima di un potente sortilegio. I due ragazzi dovranno quindi lottare per salvare le vite di Asha e Kotona e per scongiurare una grave minaccia che incombe su entrambi i mondi, connessi da uno stretto legame che rende affini i relativi abitanti. La trama di questo film è originale e non si collega direttamente a quella dei videogiochi, potendo essere così fruita senza problemi anche dai neofiti della saga. Sono presenti comunque numerosi riferimenti, in particolare al primo capitolo, che faranno felici i fan di lungo corso del brand.

Uno dei punti di forza dei capitoli videoludici di Ni no Kuni è il comparto narrativo, che, pur seguendo il tipico canovaccio del genere, regala in entrambi i casi una storia epica ed emozionante, sviluppata egregiamente e con personaggi ben caratterizzati. Purtroppo non si può dire altrettanto per il film, che risulta, a conti fatti, un’opera ai limiti della sufficienza che non aggiunge nulla al franchise. Dopo una prima mezz’ora che introduce molto bene l’ambientazione, i personaggi e le premesse, la trama subisce una brusca accelerata che impedisce agli eventi di svilupparsi bene, azzoppando qualsiasi ambizione narrativa. La pellicola segue la stessa strada dei due giochi proponendo una storia semplice e lineare, ma questa caratteristica da pregio si trasforma in difetto a causa delle ragioni precedentemente citate, alle quali si aggiungono una sensazione di prevedibilità costante (i pochi colpi di scena sono telefonatissimi) e alcuni deus ex machina che si potevano facilmente evitare. Un altro punto debole della pellicola sono i personaggi: ad eccezione del protagonista, l’unico che viene un minimo approfondito, tutti gli altri risultano stereotipati e privi di spessore, impedendo così allo spettatore di provare empatia nei loro confronti.

Tecnicamente parlando l’opera risulta di pregevole fattura, grazie all’ottimo lavoro svolto dallo staff del film e dallo studio OLM, che replica la stessa magia dei giochi regalando sfondi mozzafiato, disegni e animazioni di ottimo livello, e in generale un comparto artistico che si ispira in maniera evidente alle produzioni dello Studio Ghibli. Ciò nonostante, il film non riesce a spiccare nemmeno sotto questo profilo a causa in primis di un character design abbastanza anonimo, che si ripercuote sulla scarsa caratterizzazione dei personaggi e, in un circolo vizioso, viene a sua volta influenzato da questa. Bocciato l’utilizzo, per fortuna limitato, della CGI per i mostri e altri elementi dello scenario: di bassissima fattura, la sua presenza stona terribilmente con tutto il resto e peggiora di molto la resa visiva del film. Dal punto di vista sonoro, infine, nulla da segnalare: le musiche di Hisaishi sono piacevoli e azzeccate, per quanto certamente non le migliori del suo repertorio, mentre una nota di merito va senza dubbio al doppiaggio italiano di ottima qualità.

Ni no Kuni - Recensione del film animato

Un’opera senza identità

Tirando le somme, Ni no Kuni rappresenta un lavoro con più di un problema di identità, che non aggiunge nulla al franchise di cui fa parte e che fallisce nel tentativo di suscitare curiosità ai neofiti, arrivando anzi a provocare probabilmente l’effetto opposto. Non si tratta di un film davvero brutto, ma piuttosto di un film inutile, il che forse è anche peggio. Se dovessi paragonarlo a un’altra pellicola d’animazione recente, lo farei senza dubbio con Mary e il Fiore della Strega. Ma laddove l’opera prima dello Studio Ponoc (guarda caso quello dove sono confluiti molti ex-animatori di Studio Ghibli) è piacevolissima nella sua semplicità e, se vogliamo, infantilità, la stessa caratteristica si rivela il tasto dolente della produzione di LEVEL-5 e OLM a causa di tutti i problemi elencati in questa recensione. È ancora presto per sentenziare che il franchise non ha più nulla da dire, ricordiamo che un nuovo capitolo videoludico è attualmente in lavorazione, ma ci auguriamo che questa pellicola rimanga solo un isolato incidente di percorso. In definitiva, consigliamo Ni no Kuni solo ai fan più sfegatati del franchise e a quelli che cercano un’opera fantasy leggera e senza pretese, consapevoli di dover chiudere un occhio su più di un difetto.

Solo per i fan più accaniti

Alessio Micheloni
Figura mitologica, ossessionata da tutto ciò che proviene dal Giappone, che ama districarsi abilmente fra mille impegni e buoni propositi che non realizzerà mai. Ha tirato più bestemmie in un solo mese che in una vita intera grazie a SEKIRO: Shadows Die Twice e, quando non impugna un controller, si diletta a leggere manga di dubbio gusto.
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