Ni no Kuni II: Il Destino di un Regno PRINCE’S EDITION – Recensione

Ni no Kuni II è arrivato su Switch con un’edizione che garantirà svariate ore di gioco anche ai giocatori più esigenti

Ni no Kuni II: Il Destino di un Regno PRINCE’S EDITION - Recensione

Sono trascorsi tre anni e mezzo dall’uscita di Ni no Kuni II su PS4 e PC, e ora anche gli utenti Nintendo possono finalmente mettere le mani sul tanto decantato seguito de “La maledizione della strega cinerea”, che tanto aveva stregato i giocatori nel 2018. Con un po’ di compromessi tecnici ecco che quindi la PRINCE’S EDITION di Ni no Kuni II arriva su Nintendo Switch, permettendoci di vivere l’avventura di Evan e Roland anche su console portatile. Com’è, quindi, in retrospettiva, Ni no Kuni II: Il Destino di un Regno?

Ni no Kuni II: Il Destino di un Regno PRINCE’S EDITION - Recensione

  • Titolo: Ni no Kuni II: Il Destino di un Regno PRINCE’S EDITION
  • Piattaforma: Nintendo Switch
  • Versione analizzata: Nintendo Switch (EU)
  • Genere: Action RPG
  • Giocatori: 1
  • Publisher: BANDAI NAMCO Entertainment Europe
  • Sviluppatore: LEVEL-5
  • Lingua: Italiano (testi), Inglese o Giapponese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 17 settembre 2021
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: all’interno di questa edizione sono già inclusi i contenuti aggiuntivi “Adventurer’s Pack”, “Il Labirinto del Re Fantasma” e “Il Leggendario Libro del Mago”
  • Note: il titolo è già disponibile su PlayStation 4 e PC

Abbiamo recensito Ni no Kuni II: Il Destino di un Regno PRINCE’S EDITION con un codice Nintendo Switch fornitoci gratuitamente da BANDAI NAMCO Entertainment Europe.

Un regno in pericolo

Dopo un inaspettato bombardamento atomico, Roland Klein (presidente degli Stati Uniti, nell’immaginario del gioco) viene teletrasportato all’interno del castello di Gatmandù, dove è in corso un colpo di stato da parte delle forze di Ratoleon, che intende spodestare Evan Pettiwhisker Felix, erede al trono in seguito alla morte di suo padre. Roland, che altro non è che un alter ergo del giocatore (sebbene a differenza di titoli come Dragon Quest sia doppiato e prenda delle scelte in autonomia), simpatizza subito con il ragazzo, spronandolo a resistere a ciò che sta accadendo e a mettersi in salvo così da riorganizzare le proprie forze e combattere l’usurpatore.

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È proprio da questo incipit che inizia l’avventura che ci vede catapultati alle prese con un duplice obiettivo: da una parte sconfiggere le forze che hanno preso il controllo delle terre di Evan, ma anche costituire un regno da zero in grado di tenere testa al nemico. Per fare ciò, i due protagonisti si affidano al cosiddetto “nume tutelare”, un’entità che è in grado di creare un legame con una persona degna di diventare sovrano, dandole così autorità e diritti da regnante.

Come in tutti i giochi di questo tipo, il gruppo di eroi andrà ad aumentare, ottenendo nuovi personaggi anche nei capitoli avanzati del gioco. Ognuno di questi ha un background e delle motivazioni diverse, ma che in un modo o nell’altro saranno complementari a quelle dell’aspirante re Evan. Ed è qui che è subito da chiarire la prima nota dolente, ovvero quanto storia e personaggi stentino a decollare, un aspetto che sarà possibile notare fin da subito.

Quello che poteva essere un interessante incipit, in relazione anche al come e al perché Roland sia finito nel mondo di gioco, non viene utilizzato in alcun modo se non in merito ad un piccolo aspetto (di comunque poca rilevanza in termini di storia) che non vi spoilereremo, in quanto facente parte di una sezione di gioco piuttosto avanzata.

Questo discorso vale, purtroppo, per molti altri aspetti della narrazione. Gli elementi ci sono, i personaggi possiedono delle motivazioni, ma escluso il vero protagonista Evan, nessuno emerge tramite qualche guizzo o momento particolare. Anche il suddetto re, alla fine della fiera, resta un personaggio che subisce poca evoluzione nel corso dell’avventura. Lo stesso si può dire della trama, che sebbene riservi qualche piccola sorpresa, impiega molte ore a decollare e anche quando lo fa non sfrutta a dovere l’interessantissima ambientazione e gli spunti emersi fino a quel momento.

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Visto che non potremmo dilungarci su quelli che sarebbero considerabili spoiler, basti pensare che, specie nelle ore iniziali e centrali del gioco, le azioni intraprese dal giocatore, più che mandare avanti la trama generale, saranno un semplice visitare luoghi e città del mondo per ingraziarci le persone che ci vivono, guadagnare la loro fiducia e salvarli da un qualche tipo di minaccia. Sia chiaro: non c’è nulla di male in questo tipo di narrazione se non fosse così dall’inizio alla fine, ma non è questo il caso. Appare quindi chiaro che quando si parla di trama, il problema di Ni no Kuni II sembra più una mancanza di ambizione o di coraggio in questo senso.

Insomma, non c’è nulla di brutto o di noioso in quello che succede, ma una maggiore coesione avrebbe di sicuro aiutato il titolo ad avere un ritmo più costante e a mantenere l’interesse vivo. Il filo conduttore è infatti talvolta debole ed emerge solo nelle fasi più avanzate del gioco.

Vecchio e nuovo

Ni no Kuni II è un anche un titolo che ci ricorda come passato e presente possano coesistere in maniera efficace. Sebbene non proponga nulla di davvero originale nel genere, tutto ciò che fa, lo fa amalgamando vecchio e nuovo in maniera esemplare. È il caso del sistema di combattimento, che ricorda più da vicino un gioco di appena un anno prima, ovvero DRAGON QUEST XI, ma rielaborando alcuni piccoli elementi e dando maggiori libertà al giocatore.

Abbiamo quindi da un lato un sistema di combattimento in tempo reale, tendente all’action JRPG, e una serie di punti da battaglia da spendere nel menu di gioco per potenziare le difese, le capacità e i danni elementali della squadra, oltre ai livelli che ogni singolo personaggio può accumulare, unitamente all’inventario che gioca un ruolo importante non solo nelle mere statistiche, ma anche nel dare tanti piccoli bonus a certi danni elementali o donarci più punti esperienza.

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La mappa di gioco, in stile vecchio JRPG con visuale a volo d’uccello e personaggi in formato mini, funziona benissimo, dà respiro all’opera e ci permette di entrare in maniera veloce nelle battaglie, senza interrompere troppo l’azione, dando vita a scontri rapidi e in cui è possibile combinare l’utilizzo di più armi corpo a corpo con altre a distanza. Possiamo cambiare in qualsiasi momento l’eroe che comandiamo e con l’aiuto dei piccoli Cioffi saremo in grado di debilitare e danneggiare i nemici in svariati modi, così come supportare o curare il gruppo. I suddetti Cioffi sono molto importanti per l’andamento di alcune battaglie (specie alle difficoltà più elevate) e possono essere potenziati e reclutati con una grande varietà di metodi.

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Così come l’utilizzo dei Cioffi, anche la possibilità di scorrere le armi in base al loro livello di carica è lasciata alla preferenza del giocatore. Potendo scegliere tra la modalità automatica, semi-automatica e manuale è tutto nelle nostre mani e consente di dare vita a delle combinazioni interessanti, specie nei combattimenti contro i mostri speciali disseminati sulla mappa e nei DLC inclusi nella Prince’s Edition, che propongono dei dungeon e un grado di sfida generale elevato rispetto al gioco base.

In maniera del tutto inaspettata, è poi la parte gestionale a brillare. Per quanto semplice, tutto ciò che andremo a fare risulterà ben sfaccettato e implementato nell’esperienza globale. Gestire il regno, farlo crescere, portare persone a vivere al suo interno e guidare il nostro esercito in battaglia arricchisce il tutto e non risulta fuori posto, né forzato. Guadagnare le risorse, costruire nuovi edifici e ricercare nuove capacità sono solo alcune delle cose che sarà possibile fare.

L’esplorazione, inoltre, consente di tornare sui propri passi in un secondo momento una volta sbloccate delle abilità che ci permetteranno di accedere a punti prima irraggiungibili. Questo avviene tramite l’apprendimento, da parte di Evan, di nuovi incantesimi che aprono nuove strade, ma anche una volta sbloccato l’accesso alla nave. Questo potente strumento, che poi ci consentirà di raggiungere anche il continente orientale, dona una nuova prospettiva alle zone visitate fino a quel momento, potendole riesplorare dalla costa e scoprire segreti e nuove vie prima precluse.

Il punto debole più grande in tutto questo quadro è la ripetitività di certi momenti e situazioni. L’esplorazione si conclude molto spesso con una piccola zona nuova con dei nemici di livello più alto, qualche ingrediente raro da raccogliere o una battaglia campale in più. I dungeon sono, purtroppo, quasi del tutto assenti e se ne contano davvero pochi in tutta l’avventura.

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Aggiungiamo inoltre che quando vorremo reclutare qualcuno nel nostro regno per poi assegnarlo ad una delle innumerevoli strutture presenti, dovremo prima risolvere una quest per conto suo. Le storie di questi personaggi sono talvolta simpatiche, ma niente di più: gli stessi finiscono poi per sparire dalla scena o darci missioni aggiuntive o richieste per reclutarli poco interessanti, risolvendosi quasi sempre in fetch quest che non richiedono alcuna abilità né attenzione, o mostri da battere che avremo già affrontato diverse volte in passato.

Anche la varietà di nemici sulla mappa soffre in questo senso: capiterà spesso di affrontare nemici con skin diverse, ma che all’atto pratico sono solo versioni più potenti di altri già incontrati.

Edizione definitiva?

Una delle critiche che furono mosse alla pubblicazione di Ni no Kuni II era relativa alla sua semplicità generale. Già da qualche anno questa problematica era stata risolta con l’introduzione di una modalità difficile e addirittura una esperto. Quest’aggiunta è quanto meno necessaria per garantire un certo grado di sfida ad un gioco altrimenti davvero molto semplice se affrontato a normale. La cosa migliore di tutto ciò sta nel fatto di poter modificare la difficoltà in qualsiasi momento accedendo alle opzioni, potendo aumentarla o diminuirla in base alle esigenze. Le due modalità superiori a quella normale, in particolar modo quella esperto, offrono tanti spunti e una sfida notevole in alcuni frangenti di gioco, risultando anche ben equilibrate.

Ni no Kuni II è inoltre un gioco davvero immenso. Già solo far crescere e prosperare il regno richiederà un notevole ammontare di ore al giocatore, ma se si aggiungono anche le attività secondarie non legate a questo aspetto, il titolo propone diverse possibilità di approfondire il mondo di gioco e vederne ogni anfratto. A tal proposito, i DLC presenti in questa edizione sono delle interessanti aggiunte, dando accesso a dei lunghi e complessi dungeon, le cui parti più profonde e ostiche sono accessibili solo alla difficoltà massima.

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In particolare, è il DLC “Il labirinto del re fantasma” a rappresentare l’aggiunta più sostanziosa di tutte. Si tratta di un massiccio dungeon (di cui, onestamente, si sentiva la mancanza) formato da più piani e con scontri sempre più letali. Con dei checkpoint piazzati ogni 20 piani, il suddetto labirinto potrebbe rivelarsi una vera sfida in modalità difficile o a esperto, ma può essere anche una buona opzione di farming a normale, o se si vuole ottenere dell’equipaggiamento inedito e potente. Si tratta comunque di un contenuto che andrebbe fruito soprattutto nell’endgame e che quindi molti potrebbero ignorare.

Gli altri due contenuti aggiuntivi sono invece di minore durata, sebbene Il leggendario libro del mago riveli qualche retroscena aggiuntivo sul mondo di gioco. Entrambi, comunque, ci portano ad affrontare nuovi boss e nuovi dungeon (comunque non equiparabili a quello de Il labirinto del re fantasma in termini di grandezza), così come ad ottenere nuovi Cioffi e pezzi di equipaggiamento.

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A parte questo, duole dire che la Prince’s Edition di Ni no Kuni II su Nintendo Switch non è l’edizione definitiva a cui si può giocare al titolo di LEVEL-5. E i motivi sono quasi tutti di natura tecnica, ma che inficiano anche in parte sull’esperienza di gioco in senso stretto. Il titolo ha, al momento attuale della versione 1.10, dei vistosi e costanti problemi di frame rate, che sembrano di difficile risoluzione.

Nelle battaglie, sulla mappa, nei pochi filmati presenti e nei dungeon ci sono continui cali di frame. Se in certi punti, per pochi secondi, il gioco raggiunge i 30 fps o anche di più, alcuni attimi dopo può arrivare a dieci o anche meno. Le città sembrano essere le zone più affette da questa problematica, così come le battaglie che presentano molti effetti su schermo. Purtroppo non sembrano esserci sostanziali differenze in versione docked o handheld.

I problemi continuano poi con texture che vengono caricate dopo dei secondi, caricamenti piuttosto lunghi (specie tra aree molto diverse tra loro), di cui il gioco risente per via dei frequenti teletrasporti che saremo portati a utilizzare, arrivando addirittura a freeze (sebbene di un secondo o poco più) in alcune transizioni tra cutscene e gioco normale, o tra la fine di una battaglia e il ritorno sulla mappa. Un peccato, contando che il ritmo di gioco e l’immersione ne risentono, così come il gameplay che a volte diventa inutilmente caotico per via dei problemi tecnici.

Lo zampino (defilato) dello studio Ghibli

Dal punto di vista artistico e creativo, Ni no Kuni II è tuttavia un grande esempio di bellezza e genialità così nel 2018 come nel 2021. Anche se assente in questo sequel, il tocco dello Studio Ghibli è ancora tangibile dal primo gioco, aggiungendo quel pizzico di magia grazie al fatto che i ragazzi di LEVEL-5 hanno seguito le orme del predecessore. Se da un lato infatti il titolo utilizza texture e modelli piuttosto semplici, compensa tutto dal lato artistico, che è invecchiato più che bene. E, anzi, verrebbe da dire che per via dello stile adoperato, sia sempre adatto a qualsiasi epoca videoludica.

Anche sul fronte delle musiche, grazie al maestro Joe Hisaishi, il gioco vive di vita propria tramite le atmosfere del compositore. Unico neo della produzione è il fatto che ci siano relativamente poche tracce all’interno di un gioco così longevo, arrivando a poco più di trenta brani. Questo si avverte soprattutto sul lungo andare. Sebbene ogni traccia sia, dal punto di vista orchestrale e di arrangiamento, eccellente, manca una certa varietà nel commento musicale, comunicando meno personalità a certi momenti.

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Questa potrebbe essere stata una scelta stilistica atta a far sì che le tracce presenti entrino più nell’immaginario del giocatore, ed è in effetti proprio ciò che accade: ci ritroveremo spesso a canticchiare i motivi dei brani più ricorrenti, in special modo quelli delle tracce delle battaglie. Che sia un bene o un male, può essere solo una questione soggettiva.

Invece, ciò che più di ogni altra cosa sorprende in negativo sono purtroppo alcuni piccoli dettagli stonati che, insieme alla tonnellata di fetch quest e battaglie contro nemici reskinnati, mettono un po’ in ombra l’indubbia alta produzione dell’opera. Basti pensare al doppiaggio e alle cutscene. Il primo è molto poco presente (se non addirittura quasi assente), in quanto la maggior parte dei dialoghi non sono affatto doppiati e sono risolti con dei semplici versi o monosillabi pronunciati dai personaggi durante lo scorrere del testo a schermo, mentre le seconde sono poche e con un frame rate ballerino che spezza davvero l’immersione.

Parti assieme al giovane re Evan in un’avventura epica per fondare un nuovo regno, unire il mondo e salvare il suo popolo da un terribile male. Affronta questa indimenticabile avventura che sfuma il confine tra film animato e videogioco. Sviluppato da LEVEL-5, Ni no Kuni II vanta l’incantevole character design del leggendario Yoshiyuki Momose e una toccante colonna sonora composta dal famosissimo Joe Hisaishi. Immergiti nell’esperienza definitiva di Ni no Kuni con la PRINCE’S EDITION, che include il gioco completo, le espansioni che aggiungono tantissime ore di gioco e pacchetti di oggetti aggiuntivi che ti aiuteranno nel corso dell’avventura.

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Ni no Kuni II: Il Destino di un Regno PRINCE’S EDITION - Recensione

A chi consigliamo Ni no Kuni II: Il Destino di un Regno PRINCE’S EDITION?

Ni no Kuni II, nella sua nuova versione “PRINCE’S EDITION”, è una tappa importante per gli amanti dei giochi di ruolo giapponesi che non abbiano già apprezzato quest’avventura a suo tempo. Si tratta infatti di un titolo che mischia bene il classico con il nuovo, con tantissime cose da fare e che è arricchito da dei DLC di pregevole fattura. Chi ha già giocato il titolo non troverà, invece, nulla di nuovo, se non una versione tecnicamente inferiore e meno stabile di quella vista su PS4 e PC, con l’unico concreto vantaggio in più di poterlo giocare anche in versione portatile.

  • Immenso e ulteriormente arricchito dai DLC
  • Gameplay semplice ma sfaccettato
  • Sapiente commistione tra passato e presente
  • Ottima direzione artistica

  • Diversi problemi di frame rate
  • Trama e personaggi poco incisivi
  • Alcuni scivoloni stonano con l’alto livello della produzione
Ni no Kuni II: PRINCE’S EDITION
3.9

Alla riscoperta dell’epopea di Evan e Roland

Forte di tante idee già rodate ma ben amalgamate, e in grado di coniugare passato e presente, Ni no Kuni II: Il Destino di un Regno propone un’avventura longeva, sfaccettata e appassionante dal punto di vista ludico, unitamente ad un mondo immenso in cui perdersi. Lo stile e il design generale sono senza dubbio accattivanti, ma non riescono sempre a sopperire in maniera adeguata a una trama che ingrana tardi e dei personaggi con del potenziale mal sfruttato. Si tratta comunque di un JRPG divertente, immediato ma anche profondo, sebbene in una versione che non aggiunge nulla a quelle già viste. Anzi, in questo senso è purtroppo un passo indietro dal punto di vista tecnico, a meno che non venga stabilizzato da delle patch in futuro.

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Classe 1993, cresciuto a pane e videogiochi. Ha studiato musica durante la sua adolescenza per poi appassionarsi alla cultura giapponese, studiare la lingua e andare a vivere in Giappone per studio e lavoro. Nella vita di tutti i giorni è un traduttore freelance, Dungeon Master e videogiocatore incallito. Tra le altre sue passioni, il cinema, la tecnologia e le lingue in generale.

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