UNDER NIGHT IN-BIRTH Exe:Late – Recensione

UNDER NIGHT IN-BIRTH

under-night-in-birth-exe-late-recensione-boxartIn alcune regioni del Giappone avviene uno strano fenomeno chiamato Hollow Night, una notte che da secoli si ripete ogni mese in cui delle strane e misteriose creature chiamate Void, esseri invisibili a occhio nudo, invadono la nostra realtà e attaccano gli umani per assorbirne l’existence, la loro unica fonte di nutrimento, portando così le vittime alla perdita della sanità mentale. Esistono, tuttavia, umani che hanno sviluppato l’abilità di vedere i Void e che riescono a sopravvivere nonostante siano costantemente vittime dei loro attacchi: costoro vengono chiamati In-Birth e sono in grado di utilizzare l’existence per materializzare i Void, sfruttandoli come armi da combattimento. Il protagonista della nostra storia si chiama Hyde, un sopravvissuto alla Hollow Night che risvegliando il potere del suo EXS è riuscito a plasmare il Void fino a renderlo una spada in grado di uccidere anche esseri immortali. Chi, ma soprattutto cosa dovrà affrontare il nostro Hyde durante la prossima Hollow Night?

UNDER NIGHT IN-BIRTH, inizialmente sviluppato nel 2012 come titolo arcade da SEGA, ECOLE SOFTWARE e French-Bread, creatori della serie Melty Blood, è un titolo che può contare sulle classiche meccaniche di un picchiaduro in due dimensioni miste a sezioni visual novel, presenti prima di alcuni incontri e fondamentali per la narrazione. Un anno dopo il suo arrivo nelle sale viene rilasciata una versione aggiornata del titolo chiamata UNDER NIGHT IN-BIRTH Exe:Late, la quale aggiunge nuovi personaggi e dei nuovi scenari al già nutrito roster. Ne viene infine annunciata una versione casalinga, esclusiva per PlayStation 3, curatata da ARC SYSTEM WORKS e French-Bread giunta a noi grazie al lavoro di localizzazione di NIS America.

  • Titolo: UNDER NIGHT IN-BIRTH Exe:Late
  • Piattaforma: PlayStation 3
  • Genere: Fighting Game
  • Giocatori: 1-2 (multiplayer online e in locale)
  • Software house: SEGA (arcade), ARC SYSTEM WORKS (console)
  • Sviluppatore: French-Bread, ECOLE SOFTWARE
  • Lingua: Inglese (testi), Giapponese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 27 febbraio 2015
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: nessuno
  • Note: ospita personaggi provenienti da Akatsuki Blitzkampf e Melty Blood

Essendo UNDER NIGHT IN-BIRTH il porting di un titolo da sala giochi, non troveremo al suo interno modalità innovative per il genere, potendo contare solo sulle classiche Arcade, Time Attack, Score Attack, Survival e Versus, oltre che l’immancabile Training; nella modalità Arcade potremo combattere diversi avversari per procedere nella storia del personaggio da noi selezionato e, come già detto nell’introduzione, i dialoghi che accompagneranno ciascuno scontro saranno del tutto simili a quelli di una visual novel; le fasi di combattimento sono calibrate perfettamente e, qualsiasi sarà il personaggio da noi scelto nel roster di sedici combattenti in totale, non avremo difficoltà nell’utilizzarlo: i comandi sono semplici e intuitivi e non rappresenteranno un ostacolo neanche per chi si avvicina al gioco per la prima volta.

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“Baby, I love you! I wonder day and night!”

 

Più ostico, tuttavia, sarà comprendere il funzionamento delle due barre poste in basso, una per l’EXS, la classica per le finisher e la Grind Grid divisa in più sezioni che potremmo definire in comune tra i due personaggi. Questi dodici blocchi, infatti, non saranno divisi equamente fra i due avversari, ma si ricaricheranno sia mandando a segno i colpi che tenendo premuto il tasto X. Così facendo potremo ottenere più GRD, al fine di possedere più blocchi del nostro avversario e ottenere quindi un piccolo incremento sulla nostra forza d’attacco e, tramite l’uso del suddetto comando, parare il colpo più efficacemente o ricaricare la nostra barra EXS. Questa funzione si rivelerà particolarmente utile in battaglia se vorremo ottenere velocemente energia Existence per sorprendere il nostro avversario con una finisher. Pochissimi personaggi, inoltre, possiedono delle particolari icone, diverse per ognuno di loro, sotto la loro barra d’energia: un esempio sono i colpi nel caricatore della pistola di Eltnum (tenete a mente questo personaggio).

Ma te che Voi(d)?

Tutti i guerrieri di UNDER NIGHT IN-BIRTH Exe:Late sono ben caratterizzati al livello visivo, ma non possiamo dire la stessa cosa per i loro caratteri e i rapporti con gli avversari che affronteranno: il tutto è dovuto a delle brevissime, e oltretutto rare, sezioni di visual novel a senso unico, nelle quali non potremo intervenire attivamente scegliendo delle risposte, il che a mio parere non approfondisce bene il personaggio in questione e le sue relazioni con gli altri combattenti. Ciò comporta una scarsa immedesimazione del giocatore all’interno della storia non coinvolgendolo e relegandolo al ruolo di spettatore. All’interno del titolo non saranno presenti filmati, se non quello introduttivo, ed è un vero peccato poiché la qualità delle animazioni mostrate è molto buona e non mi sarebbe dispiaciuto, considerando la poca interazione con il giocatore, qualche video tra un combattimento e l’altro. Persino i finali dei personaggi, per nostra sfortuna, si ridurranno a delle semplici immagini statiche.

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Avremo anche la possibilità di modificare i colori dei nostri personaggi attraverso la modalità apposita, ma bisogna rimanere con i piedi per terra, perché la personalizzazione è ridotta al solo poter scegliere il colore principale tra quelli già proposti oppure tra quelli comprati con la valuta di gioco, ottenibile completando la modalità arcade oppure sconfiggendo avversari nelle altre modalità come Time Attack e Survival; dimentichiamoci, purtroppo, l’editor RGB presente in titoli come CAPCOM vs SNK o GUILTY GEAR: Isuka. Una piccola particolarità che possiamo trovare è la presenza di due ospiti: Akatsuki, protagonista del picchiaduro Akatsuki Blitzkampf, uscito nel 2007 esclusivamente in terra nipponica (e di cui i suoi creatori originali ne hanno ricreato il moveset per l’occasione) e un personaggio già da me citato in precendeza: Eltnum. Questa ragazza è già comparsa nella serie Melty Blood, come protagonista principale, con il nome di Sion Eltnam Altasia, anche se differisce leggermente nell’outfit e nel doppiaggio rispetto all’originale; personalmente, ho trovato la storia di questo personaggio molto più divertente delle altre, in quanto pregna di battute che romperanno la quarta parete e che faranno chiari riferimenti al gioco di origine, anche se questi ultimi risulteranno difficili da cogliere ai più, perché della lunga serie di titoli della saga di Melty Blood non è mai giunto nulla in occidente.

Visual&Sound.exe

Sul piano tecnico Exe:Late sa il fatto suo, dato che questa conversione è stata gestita in maniera ottima da ARC SYSTEM WORKS, capace di non creare alcun problema di sorta in ambito video; anche nelle fasi più concitate non vedremo mai sgranarsi gli sprite dei personaggi e noteremo sin dall’inizio una fluidità continua, senza subire alcun calo di framerate, un problema che è sono mostrato in altri titoli dello stesso genere. Tutte le sezioni novel sono completamente doppiate, esclusivamente in giapponese, da doppiatori anche piuttosto conosciuti da chi si diletta guardando anime o preferisce giocare con il doppiaggio originale, come Ryohei Kimura, voce di Hyde, doppiatore di Wonder Red in The Wonderful 101 e di Sorey del recente Tales of Zestiria, oppure Yuki Kaji (che da diversi danni dò la voce ai protagonisti di moltissime serie) voce di Seth, famoso per i ruoli di Eren Jager (che avevo detto?) di Shingeki no Kyojin e Link (già… Link) in Hyrule Warriors; la colonna sonora non colpisce particolarmente, ma comunque fa da contorno all’azione senza stonare. Non brillano per originalità gli stage, tutti creati in 3D e completamente statici, tranne che per qualche piccolo dettaglio non particolarmente degno di nota.

A chi consigliamo UNDER NIGHT IN-BIRTH Exe:Late?

Consigliamo caldamente UNDER NIGHT a tutti gli amanti del genere fighting game, in particolare a quelli che amano i picchiaduro bidimensionali, ma anche a coloro che aspettavano finalmente un titolo dai comandi semplici e intuitivi, uno di quelli dove si può subito prendere la mano e cambiare tranquillamente personaggio di volta in volta senza rischiare di dover avere difficoltà nell’utilizzarlo. Personalmente parlando, da grande fan della saga di GUILTY GEAR, lo consiglio soprattutto ai giocatori che, come me, stanno aspettando ancora l’arrivo del recente Xrd -SIGN- in Europa: UNDER NIGHT è sicuramente un ottimo passatempo e saprà decisamente addolcire l’attesa.

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  • Animazioni superbe e alta qualità degli sprite
  • Doppiaggio affidato a esperti del settore
  • Personaggi semplici da utilizzare…

  • …ma poco approfonditi
  • Riferimenti a titoli mai arrivati in Europa
  • Stage in 3D che stonano con l’atmosfera
UNDER NIGHT IN-BIRTH Exe:Late
3.7

Non è mai troppo tardi per menar le mani in 2D

UNDER NIGHT IN-BIRTH Exe:Late si è dimostrato un ottimo gioco, con i suoi personaggi molto vari e diversificati tra loro, tecnicamente curati in maniera maniacale, ma dalle personalità poco approfondite per via delle cutscene in stile visual novel decisamente poco sviluppate; è davvero un peccato che questo lato non sia stato sfruttato al meglio, come del resto anche il fattore personalizzazione, limitato a un semplice shop con dei pattern di colori già prestabiliti; tuttavia, nonostante sia corredato da un gameplay semplice e intuitivo, il titolo di ECOLE SOFTWARE e Frend-Bread dà tranquillamente filo da torcere ad altri titoli ben più famosi del medesimo genere di fighting game in due dimensioni di cui, ultimamente, si vedono purtroppo sempre meno tracce. Speriamo che Exe:Late sia solo l’apripista di altri titoli di questa qualità e di una possibile localizzazione del suo predecessore spirituale (ma non troppo) Melty Blood.

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Francesco Bellomo
Autore dei meme più memorabili, responsabile di pubbliche relazioni e marketing, è noto per il suo irraggiungibile odio verso FINAL FANTASY XV e per la trademark phrase che accompagna ogni suo video sul nostro canale: “Ma non indugiamo oltre.”
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