Hideo Kojima vorrebbe creare un gioco capace di cambiare in tempo reale

Hideo Kojima

Con l’uscita di DEATH STRANDING DIRECTOR’S CUT ormai alle porte, al buon Hideo Kojima non resta che guardare al futuro per capire i prossimi passi da intraprendere per continuare a sorprendere il pubblico. Nel corso di una recente intervista che lo ha visto coinvolto, Kojima ha rivelato che sarebbe più che interessato a creare un gioco che sia capace di cambiare in tempo reale, citando il titolo Boktai per Game Boy Advance:

Vorrei realizzare un videogame capace di cambiare in tempo reale. Ora come ora, se persone di diversa età e provenienza si approcciano a un titolo videoludico, finiscono per giocarlo allo stesso modo. Quello che vorrei fare io è riuscire a realizzare un qualcosa in grado di cambiare sotto vari fattori, in base a dove l’utente vive e anche alla prospettiva unica di quella persona. In Boktai ad esempio è richiesta la luce del sole per sconfiggere i vampiri, e questo videogame cambia a seconda di dove e quando ci si gioca. Questo tipo di dettagli collega i sistemi creati dall’uomo alla vita vera.

Si è poi passati a parlare del processo creativo di DEATH STRANDING, ultima fatica di KOJIMA PRODUCTIONS, dell’interesse per la realizzazione di titoli che possano continuare a servire al proprio scopo anche dopo il playthrough principale, e altro ancora.

Kojima ha anche voluto spendere qualche parola su come la community di giocatori sia cambiata e diventata più creativa, proponendo adesso figure come gamer professionisti, live streamer, e addirittura anche fotografi in-game, tutte cose che lo fanno sentire più come qualcuno che costruisce un parco giochi piuttosto che un videogame. Si è detto molto felice al fatto che l’utenza continua a “divertirsi nel suo parco giochi” a lungo anche dopo aver completato l’esperienza principale.

Fonte: Anan via Siliconera

Prestigiatore, ballerino di break dance, produttore cinematografico, traduttore ufficiale di frasi imbarazzanti per prodotti R18, fondatore di Akiba Gamers: un curriculum da fare invidia a Johnny Sins, ma che non regge il confronto con la sua smodata passione per i giochi d’importazione e per i tegolini.

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