Sakura Dungeon – Recensione

Winged Cloud e Sekai Project portano sugli schermi dei nostri PC il bollente Sakura Dungeon, dungeon crawler RPG tutto al femminile

Sakura Dungeon - Recensione

Sakura Dungeon - RecensioneDopo esser stata risvegliata da un lungo e forzato sonno di mille anni, Yomi, una potente demone volpe, farà l’improvvisa conoscenza di Ceri, la giovane avventuriera che è riuscita a risolvere l’intricato mistero che la teneva intrappolata all’interno di un cristallo.

Dopo una burrascosa introduzione, in cui Ceri cercherà di sbarazzarsi senza ritegno della ragazza, Yomi si accorgerà che il suo enorme potere le è stato prosciugato durante il suo imprigionamento e, con le ultime forze rimaste, stipulerà un contratto magico decisamente forzato con la giovane avventuriera, rendendola sua subordinata. Teletrasportate fuori dalla misteriosa stanza in cui si trovavano e giunte in un più tranquillo villaggio, Yomi rivelerà di essere una dungeon lord, o quanto meno che lo era, dal momento che la misteriosa figura che l’ha intrappolata le ha tolto anche tutto quello che possedeva. Comincia così l’intrepida avventura di Ceri e Yomi; la prima, il cui desiderio è quello di sbarazzarsi di tutti i pericolosi mostri presenti nel dungeon, e la seconda, che vorrebbe riappropriarsi del suo territorio. Ma per riuscire nell’ardua impresa, le due non avranno altra scelta se non quella di collaborare.

Sviluppato da Winged Cloud e portato sui PC occidentali da Sekai Project, Sakura Dungeon è in tutto e per tutto un dungeon crawler RPG che vede come protagoniste assolute solo ragazze, ma ha una particolarità che lo contraddistingue da titoli decisamente più famosi del calibro di Moe Chronicle e seguiti vari: è un eroge.

  • Titolo: Sakura Dungeon
  • Piattaforma: PC / Steam
  • Genere: Avventura, RPG, Dungeon Crawler
  • Giocatori: 1
  • Software house: Sekai Project
  • Sviluppatore: Winged Cloud
  • Lingua: Inglese (testi)
  • Data di uscita: 3 giugno 2016
  • Disponibilità: digital delivery
  • DLC: nessuno
  • Note: versione Steam censurata; sarà necessaria un’apposita patch per godere dei contenuti originali

“Signore e signori… ma che dico, signori!” — È con questa citazione tratta dall’episodio dei Simpson che ho appena visto su Sky e che ho trovato a dir poco calzante, che vi do il benvenuto alla prima recensione R-18 di Akiba Gamers. Per cui, bando alle ciance, vediamo insieme cosa ci offre questa torbida avventura solo per occhi adulti.

Le immagini provengono dalla versione non censurata del gioco. Tuttavia, per non turbare le menti dei nostri giovani lettori, il faccione Riccardo coprirà con abilità senza precedenti tutte le parti intime esposte.

Le immagini provengono dalla versione non censurata del gioco. Tuttavia, per non turbare le menti dei nostri giovani lettori, il faccione Riccardo coprirà con abilità senza precedenti tutte le parti intime esposte.

Mettete a letto i bambini

La storia offerta da Sakura Dungeon inizia nel più classico dei modi, con un incontro dettato dal destino tra le due protagoniste, Yomi e Ceri, che si ritroveranno a dover collaborare per raggiungere i propri interessi. E fin qui, nulla di strano. Voglio dire, è il classico incipit che potrebbe avere un qualsiasi gioco. Tutto nella norma, nulla di particolarmente deviante o di dubbio gusto. Per quello ci sarà da attendere un po’.

Dopo alcune righe di testo, che vedono finalmente Ceri accettare il contratto forzato imposto da Yomi con un incantesimo, le due decidono di incamminarsi all’interno del famigerato dungeon che è stato estirpato con l’inganno dalle mani del provocante demone volpe. Un inizio decisamente diretto che ci getta subito nel bel mezzo dell’azione, anche se ci verranno offerte altre cose da poter intraprendere tramite un apposito menu che comparirà sullo schermo, ma che ci costringerà in qualche modo a dirigerci immediatamente al primo livello del losco dungeon.

What a wonderful world to live in

Entrati nel labirinto ci verrà subito spiegato come muoverci al suo interno, abbandonando quindi i tipici tratti da visual novel dove dovremo leggere i simpatici dialoghi delle due protagoniste e basta, per un qualcosa di vagamente più movimentato. I movimenti sono eseguibili sia con i classici comandi da PC, ovvero WASD, con Q e R a far da supporto per ruotare la visuale ai due lati, sia con la classiche frecce direzioni, che tuttavia non permetteranno movimenti laterali istantanei.

Tempo di fare due passi, ed ecco che il titolo ci mette subito contro una delle tantissime ragazze-mostro che infestano il dungeon, introducendoci così al semplicissimo sistema di combattimento che ci accompagnerà durante tutta l’avventura. Nulla di particolarmente complicato, affatto, dal momento che dovremo semplicemente cliccare sul nome di uno degli attacchi che compariranno sulla schermata durante il nostro turno, che consumeranno gli appositi punti azione, ricaricabili ogni qual volta sconfiggeremo un avversario o decideremo di metterci in guardia.

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Neanche il tempo di finire il primo combattimento che ci ritroveremo di fronte ad una delle feature principali del gioco, ovvero il danneggiamento dei costumi. A seconda dell’attacco utilizzato e dal danno inferto, sia i nostri vestiti che quelli degli avversari potranno distruggersi, lasciandoci o lasciandole completamente nude. Sì, completamente. Inutile dire che, una volta privati dei nostri abiti, i danni ricevuti o subiti avranno decisamente più effetto.

Affrontando e battendo i nemici classici, anche se accadrà molto più facilmente contro i boss, verremo deliziati con alcune illustrazioni che vedono la creatura in questione non solo sconfitta, ma anche completamente ignuda e in una posa pseudo-imbarazzante. Nulla rimane alla nostra fantasia, tutto mostrato chiaro e tondo sugli schermi dei nostri PC.

VOTO: 10 su 5. Bene, è stato bello, grazie a tutti per aver letto la recensione. Ciao.

Ac-chiappa-le tutte!

Perché in precedenza ho citato Moe Chronicle? Perché in realtà Sakura Dungeon gli somiglia molto, sia per l’atmosfera della trama, non troppo pesante e spesso e volentieri anche spensierata, e sia perché in entrambi i titoli possiamo trovare la stessa caratteristica principale. Fatta eccezione per le due protagoniste, la restante composizione del party è a discrezione del giocatore e questo vuol dire che nel corso della storia non troveremo personaggi prestabiliti che si integreranno pian piano nel gruppo, ma coloro che ci affiancheranno in queste particolari vicende dovranno essere acquisiti proprio da noi.

Il tutto fungerà come una sorta di Pokémon, ma in versione zozza… tipo Pornémon. Girovagando per i vari livelli del dungeon infatti, ci imbatteremo spesso e volentieri in incontri casuali in cui dovremo combattere contro le già citate ragazze-mostro e, grazie all’apposita funzionalità di cattura, ci sarà possibile “forzarle” a diventare parte del nostro team. Una volta catturate, queste verranno piazzate all’interno di una cella, visitabile tramite l’apposita voce messa a disposizione ogni volta che torneremo nella locanda/base e, dopo una breve chiacchierata, in cui il succo della conversazione sarà “o ti schieri con noi o rimani lì dentro”, queste entreranno ufficialmente a far parte del nostro gruppo. Da questo momento ci sarà possibile inserirle nel nostro party, che potrà contare fino a sei personaggi: tre principali e tre secondari, dove questi ultimi prenderanno il posto dei primi ogni volta che verranno sconfitti.

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IT’S ADVENTURE TIME!

All’interno dei dungeon troveremo anche innumerevoli vasi e scrigni, caratteristica essenziale per un titolo che si basa sull’esplorazione, contenenti oggetti vari che possono spaziare tra pozioni, pergamene di magie da insegnare ai personaggi e alcuni costumi malridotti che potremo far sistemare alla nostra cara locandiera e indossare dalle due protagoniste. Trattandosi di un titolo dai toni bollenti, questi costumi saranno per la maggior parte utili per mettere in bella vista le forme delle due ragazze, ma sfortunatamente il tutto si ferma qui. Non mi sarebbe dispiaciuto vedere una feature che desse anche il giusto spessore all’abbigliamento indossato, tipo che modificasse qualche attributo a caso a seconda di cosa equipaggiato. Sfortunatamente invece, il tutto fungerà solo in termini di eye-candy.

Altra cosa di cui si sente la mancanza e che poteva essere tranquillamente implementata, è la possibilità di equipaggiare oggetti vari ai personaggi, classica funzione presente quasi in tutti gli RPG. Infatti, in Sakura Dungeon mancano del tutto armi, armamenti e accessori vari per rendere il nostro party ancora più forte, obbligando quindi i giocatori ad andare avanti concentrandosi principalmente sul livello dei vari personaggi, e su alcune magie per aumentarne i punti azione, punti vita e altre piccolezze.

È la prima volta che mi trovo a recensire un titolo dai contenuti maturi, per adulti, e forse sto pretendendo un po’ troppo. Sicuramente la maggior parte delle persone che si avvicineranno a questo particolare titolo lo faranno per tutt’altro, ma visto l’impegno impiegato nel rendere il gioco e le sue battaglie piacevolmente ardue, cosa che richiederà ai giocatori almeno un minimo di concentrazione e di tempo speso a grindare un minimo, non sarebbe stato poi tanto male vedere qualche classica funzionalità in più per rendere godibile al massimo questa torbida esperienza.

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V.M. 18

Eccoci finalmente giunti a parlare delle particolari scene dal contenuto piccante che troveremo nel corso della nostra avventura. Essendo questo un titolo per adulti, questo paragrafo non poteva di certo mancare. Come detto in precedenza, Sakura Dungeon si persenta come uno classico dungeon crawler RPG, e per questo la sua trama principale si svolgerà principalmente all’interno dei vari livelli di gioco. Sebbene potremo trovare alcune scene hot affrontando nuovi nemici, ma solo la prima volta, e durante le boss fight, potremo assistere anche ad alcune scene secondarie tramite l’apposita voce “Walk around town”. Il più delle volte questa voce sarà cliccabile, ma ci verrà prontamente detto che non è il momento giusto, e sarà meglio ritornare più tardi. E quel più tardi, al 90% delle volte, corrisponde a “ogni volta che cattureremo una nuova ragazza mostro”.

Spesso e volentieri, dopo aver catturato una delle adorabili bestiole e averle aggiunte alla nostra squadra, con il proseguimento della storia vedremo comparire alcune apposite voci dedicate a quegli specifici personaggi in nostro possesso. Qui, come nella più classica delle visual novel, dovremo solo assistere al susseguirsi degli avvenimenti, senza offrire risposte e compiere azioni di alcun genere, se non mandare avanti i dialoghi e gustarci le piccanti scene che, da lì a breve, ci riempiranno il cuore di felicità.

Somewhere Over the Dungeon

Sakura Dungeon non è palesemente un blasonato titolo dal budget altissimo, anzi, siamo proprio all’interno del territorio indie. Nonostante tutto, sebbene la sua realizzazione non sia propriamente sofisticata, presenta comunque belle illustrazioni per i personaggi e le scene erotiche, ma anche per le varie ambientazioni, anche se tra queste ultime ne troveremo alcune piuttosto blande. Per il resto, niente di tutto quello che troveremo all’interno del gioco è vagamente animato, tranne ovviamente per gli attacchi che scaglieremo durante le tantissime battaglie. Purtroppo le interfacce offerte non sono niente di visivamente elaborato, ma al contrario saranno di semplice realizzazione, quindi niente che faccia gridare al miracolo o strizzi l’occhio a coloro che cercano una certa bellezza estetica nell’insieme. Anche se, sinceramente, non so se coloro che andranno a giocare a un titolo del genere si preoccuperanno mai di queste cose…

Da lato sonoro invece è tutto un po’ sottotono. Certo, ci sono brani carini per ciascun dungeon e altri ambienti in cui ci ritroveremo, alcuni che ne ricalcano l’atmosfera, ma diciamo che in generale le musiche non mi hanno preso particolarmente durante il corso del gameplay, non mi hanno entusiasmato abbastanza o enfatizzato quanto, normalmente, un comparto sonoro in questo genere di giochi.

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A chi consigliamo Sakura Dungeon?

Questa è facile, dai! Siete amanti dei titoli loschi, torbidi, e dai contenuti decisamente per adulti? E per caso siete anche un po’ stufi delle solite visual novel che, dopo neanche un’ora, vi fanno già ciao ciao con la manina e “grazie per aver giocato”? Allora Sakura Dungeon potrebbe fare al caso vostro. Perché dico potrebbe? Perché innanzitutto dovrebbe piacervi anche il genere dungeon crawler e, anche in caso vi piacesse, dovrete essere anche un po’ di manica larga per abbonare al gioco quelle piccolezze, tipiche comunque del genere RPG, di cui si sente la mancanza. Ma tranquilli, il lato eroge si mostrerà presto in tutto il suo splendore, e quindi magari riuscirà a portare la nostra attenzione su tutt’altro. Ovviamente, se cercate qualcosa di elaborato fin nei minimi particolari, andate oltre. Senza voltarvi indietro.

EXTRA

Se deciderete di avvicinarvi a Sakura Dungeon, sappiate però che la versione Steam del gioco è sfortunatamente censurata, come ripetuto più volte da Sekai Project e dal buon Nutaku. Quando deciderete di avvicinarvi a un titolo per adulti di questo genere, fate sempre una ricerca per vedere se, in giro per la community della famosissima piattaforma per giochi PC, qualche buon samaritano ha reso disponibile anche la patch per la versione non censurata. Altrimenti, purtroppo, senza una minima ricerca vi potrà capitare di acquistare un titolo e doverlo obbligatoriamente giocarlo censurato. Per cui aprite gli occhi e informatevi un po’ prima di gettarvi a capofitto nell’acquisto di qualche titolo del genere.

Se siete interessati a Sakura Dungeon, potete trovare l’apposita patch in questa pagina. Vi basterà scaricare il file presente e seguire le istruzioni per godere a pieno di tutti i contenuti del titolo originale.

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  • Belle le illustrazioni e la realizzazione delle scene piccanti
  • Buona longevità e buon senso di sfida
  • Almeno non è la solita visual novel

  • Manca del tutto di alcuni tratti tipici del genere RPG
  • Musiche non proprio accattivanti
  • Alcuni dungeon a tratti ripetitivi
3.4

L'apprezzabile esperimento di Winged Cloud richiederebbe un pizzico di cura in più

In definitiva, trattandosi di un indie, Sakura Dungeon non mi è dispiaciuto affatto. Certo, magari non sarebbe stato male vedere una miglior gestione dell’equipaggiamento dei personaggi, trattandosi comunque di un RPG, e di altre piccolezze e dettagli tipici del genere, ma forse la compagnia non pensava sinceramente che qualcuno ci avrebbe fatto caso o l’avrebbe comprato anche per quello. Comunque sia, il titolo mi ha divertito abbastanza, offrendomi qualcosa di diverso per spezzare la fin troppa serietà dei classici esponenti del genere, e offrendo al mondo intero qualcosa di diverso dalle classiche visual novel a sfondo erotico, dal momento che questo corrispondono quasi al 90% del parco titoli di Sekai Project. Nulla contro le VN, sia chiaro, ma ogni tanto sarebbe anche bello poter giocare e variare genere… e questo titolo ne è la prova lampante. Sinceramente, credo che questo gioco non avrà mai un sequel, ma non mi dispiacerebbe poter mettere le mani su qualche altro gioco, sempre della medesima compagnia, che navighi nella stessa tipologia e, magari, riesca stavolta a offrire quelle feature essenziali di cui si sente il bisogno. Senza ovviamente rinunciare alle scene zozze eh, ovvio!

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Prestigiatore, ballerino di break dance, produttore cinematografico, fondatore di Akiba Gamers: un curriculum da fare invidia a Johnny Sins, ma che non regge il confronto con la sua smodata passione per i giochi d’importazione e per i tegolini.