DRAGON QUEST VII Reimagined – Recensione

Un tuffo nel passato ci attende con DRAGON QUEST VII Reimagined. Sarà riuscito a convincerci? Scopritelo nella nostra recensione!

DRAGON QUEST VII Reimagined – Recensione

Ormai non è una novità che alcune software house decidano di riprendere in mano alcuni dei loro più amati classici e reinventarli, in modo da offrire al pubblico un nuovo modo di vivere quel determinato gioco. Di remake e di reimmaginazioni ormai ne abbiamo viste tante, e non tutte purtroppo funzionano bene. Quando ci si occupa di un lavoro del genere è fondamentale bilanciare perfettamente cosa andare a modificare, scegliendo accuratamente quali contenuti possono essere rimossi o rivisitati, quali necessitano di migliorie e quali invece sono assolutamente da mantenere intatti.

Oggi parliamo di DRAGON QUEST VII Reimagined, una nuova versione dell’amatissimo RPG di SQUARE ENIX in arrivo il prossimo 5 febbraio. Per l’occasione la software house ha deciso di rinnovare sia il gameplay, andando ad applicare diverse migliorie alla quality-of-life, che il comparto tecnico rendendolo davvero peculiare grazie all’utilizzo di bambole realizzate con cura e poi scansionate all’interno del gioco creando un effetto in stile diorama. Allo stesso tempo ha scelto di andare a rendere la trama più coesa, implementando nuove parti e tagliandone altre in modo da avere una narrazione più fluida. Ma sarà riuscita a creare un buon bilanciamento tra il gioco originale e le novità? Scopritelo all’interno della nostra recensione!

DRAGON QUEST VII Reimagined – Recensione

  • Titolo: DRAGON QUEST VII Reimagined
  • Piattaforma: PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch 2, Nintendo Switch, PC
  • Versione analizzata: PlayStation 5 (EU)
  • Genere: RPG
  • Giocatori: 1
  • Publisher:  SQUARE ENIX
  • Sviluppatore: SQUARE ENIX, HEXADRIVE
  • Lingua: Italiano (testi), Giapponese o Inglese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 5 febbraio 2026
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: nessuno
  • Note: l’originale DRAGON QUEST VII: Frammenti di un mondo dimenticato per PlayStation non venne mai distribuito in Europa. Nel 2016 arrivò però il primo remake per Nintendo 3DS.

Abbiamo recensito DRAGON QUEST VII Reimagined con un codice PlayStation 5 fornitoci gratuitamente da SQUARE ENIX via BANDAI NAMCO Entertainment Europe.

DRAGON QUEST VII Reimagined

Sull’isola di Estard regna la tranquillità. Gli abitanti della capitale e del villaggio di Baia Sardina vivono in pace, dedicandosi ad attività semplici come la pesca trattandosi dell’unica isola in un mondo vuoto. Al protagonista, il figlio di un pescatore, e al principe Kiefer questa tranquillità inizia però a stare stretta. Spinti dalla voglia di avventura infatti stanno ricostruendo in gran segreto un’imbarcazione in modo da poter scoprire con i propri occhi se la loro isola sia davvero l’unica landa di terra abitata al mondo. I due vengono spesso intralciati da Maribel, la figlia del sindaco di Baia Sardina anch’essa intrigata dall’idea di scoprire luoghi lontani.

Un giorno il protagonista e Kiefer decidono di investigare un misterioso tempio sull’isola, a cui nessuno riesce ad accedere. Spinti da una voce misteriosa, i due riescono ad entrare e incontrano così un buffo personaggio che svela loro come un tempo la loro isola fosse solo una piccola parte in un continente molto più ampio e ricco di abitanti. Fu infatti il Signore del Male a frammentare ogni parte del mondo e isolarla dalle altre, portando così solitudine e devastazione. L’unico modo per riportare il mondo alla normalità è quello di viaggiare nel passato e aiutare gli abitanti di ogni nazione. Accompagnati da Maribel, i due si imbarcheranno nella loro tanta agognata avventura che li porterà ad affrontare pericoli inimmaginabili sperduti nel tempo.

Un DRAGON QUEST dischiuso tra i petali del tempo

Per il gameplay di DRAGON QUEST VII Reimagined la software house ha pensato di cercare di mantenere intatto il più possibile lo stile dell’originale, pur andando a migliorare diversi elementi della quality-of-life. Ancor prima di essere catapultati a Baia Sardina infatti ci verrà data l’opportunità di scegliere tra diverse opzioni di difficoltà, tra cui una completamente personalizzabile in cui potremo decidere liberamente come bilanciare il gioco. Grazie ad essa potremo dunque optare per una sfida maggiore o più semplice durante i combattimenti, ma anche decidere se aumentare l’esperienza ottenuta in battaglia per facilitare così le sessioni di grinding. Tutte queste opzioni potranno poi essere modificate durante qualsiasi momento del gioco, permettendoci così di variare in base al nostro modo di giocare.

DRAGON QUEST VII Reimagined

All’interno del gioco ci troveremo a esplorare continenti frammentati viaggiando nel tempo, permettendoci così di vedere come si sono evoluti con il passare degli anni. Viaggiare tra passato e presente sarà fondamentale per poter proseguire, specialmente per alcune delle sotto-trame secondarie presenti nel gioco. Prima di poterci avventurare nel passato però dovremo riuscire a trovare tutti i Frammenti di Tavoletta legati a quella specifica parte del continente, che saranno sparsi per il mondo di gioco. Per aiutarci a trovarli potremo consultare la pagina apposita nel menù informazioni, che ci segnerà se abbiamo tralasciato dei frammenti in un luogo già visitato. Ovviamente non mancheranno tantissimi tesori nascosti, incluse le ormai celebri Minimedaglie da collezionare e scambiare per portentosi premi.

Credo che la software house abbia fatto bene a mantenere pressoché invariato il gameplay. DRAGON QUEST VII era di per se un gioco che funzionava alla grande, e questa nuova versione introduce diversi elementi che non vanno a snaturarlo ma semplicemente lo rendono più al passo coi tempi. Le opzioni di difficoltà personalizzabili sono un tocco davvero interessante, non solo lo rendono più accessibile a chi si vuole affacciare per la prima volta con un RPG di questo calibro, ma ad esempio una persona come me che ha già avuto modo di giocarlo nelle sue precedenti edizioni ha potuto scegliere di andare a ridurre un po’ il grinding aumentando l’esperienza ottenuta e allo stesso tempo aumentare la difficoltà degli scontri. Si tratta di una funzione che ho apprezzato davvero parecchio e che credo dovrebbe essere più comune come possibilità tra i RPG.

Una classe per domarli

Le meccaniche di gioco che hanno subito più modifiche in DRAGON QUEST VII Reimagined rispetto al passato riguardano quasi tutte il sistema di combattimento. Durante l’esplorazione il gruppo potrà attaccare in anticipo i nemici, ma stavolta nel caso in cui i nostri eroi siano più forti degli avversari questi saranno sconfitti immediatamente senza far partire una battaglia. Questa funzionalità ha però alcune limitazioni, dato che così facendo non riceveremo lo stesso quantitativo di esperienza e punti abilità che invece otterremo sconfiggendoli normalmente. Un’altra miglioria alla quality-of-life è invece legata alla possibilità di velocizzare le animazioni dei combattimenti, e persino di poter impostare delle strategie per avviare i combattimenti automatici e far agire autonomamente l’AI del nostro gruppo.

DRAGON QUEST VII Reimagined

Totalmente inediti anche i Vantaggi di Vocazione, ognuno dei mestieri presenti nel gioco infatti ha un’abilità specifica che può essere utilizzata solamente quando il personaggio entra in Frenesia Combattiva. Grazie ad esse potremo riuscire a capovolgere il risultato di una battaglia dato che ci garantiranno dei bonus non indifferenti come la possibilità di garantire attacchi critici o di annullare i danni inflitti dai nemici per un breve periodo di tempo. Inoltre in questa reimmaginazione del settimo capitolo ognuno dei nostri personaggi potrà utilizzare due Vocazioni contemporaneamente, permettendoci così di creare un party ancora più equilibrato. Sono state inoltre introdotte delle nuove classi inziali per tutti i protagonisti, e la vocazione Cacciatore di Mostri è stata completamente modificata ed è ora diventata il Domamostri, che può evocare alcuni avversari in battaglia e sfruttare il loro potere a proprio vantaggio.

Ho trovato tantissimi aspetti postivi legati alle migliorie apportate al gameplay di DRAGON QUEST VII Reimagined. La possibilità di velocizzare le battaglie, fondamentale per le sessioni di grinding, è solo la punta dell’iceberg. Credo infatti che grazie al sistema di doppia Vocazione la software house sia riuscita a rendere la personalizzazione del party molto più interessante, dando la possibilità al giocatore di sperimentare con classi che altrimenti in passato non avrebbe utilizzato. L’unica grande pecca legata alle Vocazioni è la totale assenza dei costumi alternativi presenti nella versione 3DS del gioco, che davano un tocco di personalizzazione estetica a ogni personaggio. Non ho invece sentito l’assenza del Cacciatore di Mostri, credo che SQUARE ENIX abbia svolto un ottimo lavoro nel rework e ho trovato il Domamostri una classe molto più interessante.

Taglia e cuci

Per quanto sia stata scelta una direzione molto interessante, il comparto tecnico di DRAGON QUEST VII Reimagined non è senza difetti. Visivamente il gioco è davvero un tripudio per gli occhi. La scelta di realizzare il gioco con uno stile diorama è davvero azzeccatissima, il mondo del settimo capitolo è infatti più vivo che mai soprattutto grazie ai modelli poligonali dei protagonisti e degli avversari. Allo stesso tempo però mi è capitato di notare diverse imprecisioni, a partire dalle ombre presenti nelle varie ambientazioni e che spesso appariranno in modo un po’ scattoso. Inoltre, sempre parlando di scatti, le animazioni di movimento di alcuni dei personaggi che si uniranno al party come ospiti risultano un po’ poco curate e poco fluide. Inoltre il gioco si porta dietro un problema già evidenziato anche nella versione 3DS, ovvero la troppa ripetitività di alcuni modelli poligonali utilizzati per gli NPC delle varie città.

DRAGON QUEST VII Reimagined

Quando si parla delle musiche di DRAGON QUEST è impossibile non restare affascinati dai brani composti dal compianto Koichi Sugiyama. Tuttavia, specialmente in questo capitolo, ho trovato la colonna sonora del gioco forse un po’ troppo ripetitiva. Non parlo di una questione di qualità, ogni brano è infatti perfettamente confezionato, il problema è che trattandosi di un gioco che ruota attorno ai viaggi nel tempo non sarebbe guastata un po’ più di varietà nelle musiche, specialmente quando si passa da un’epoca all’altra. Ottima la localizzazione dei testi in italiano, che mantiene lo spirito e l’umorismo tipico del franchise, così come il doppiaggio presente sia in inglese che in giapponese.

Per il comparto narrativo di DRAGON QUEST VII Reimagined la software house ha deciso di andare a semplificare la trama principale in modo da renderla più coesa e fluida, andando però a rimuovere alcuni contenuti che riteneva un po’ superflui. Sono stati rimossi dal gioco diversi elementi, come ad esempio il Parco dei Mostri e il Rifugio, così come alcune ambientazioni viste nelle precedenti versioni. Nonostante penso che SQUARE ENIX avrebbe dovuto mantenere almeno alcune delle parti rimosse, ammetto che nelle mie ore di gioco ho trovato la narrazione ben strutturata e meno frammentata rispetto al passato. La trama principale avanza con una cadenza più regolare e sono stati rimossi alcuni dei momenti in cui era necessario fare backtracking prima di poter proseguire. All’interno del gioco è inoltre stata implementata una parte totalmente inedita, di cui non andrò ad approfondire oltre per non fare troppi spoiler. Posso dirvi però che personalmente l’ho trovata un po’ superflua per come è stata gestita, ed è davvero un peccato dato che avrebbe potuto creare delle interazioni molto interessanti ed ampliare un po’ meglio alcune delle relazioni interpersonali degli NPC.

Parti per un’avventura tra passato e presente in DRAGON QUEST VII Reimagined! Sei l’energico figlio di un pescatore e hai sempre vissuto sulla pacifica isola di Estard. La tua avventura inizia con una semplice domanda: C’è altro al mondo, oltre a questo piccolo regno insulare? In cerca delle risposte, tu e i tuoi amici d’infanzia scoprite il Tempio dei Misteri e venire riportati indietro nel tempo. Nel passato, scoprite una scioccante verità: intere terre sono state intrappolate da una forza malvagia. Il destino del mondo, ora, è nelle vostre mani. DRAGON QUEST VII Reimagined riprende un classico senza tempo in modo totalmente nuovo, con un’accattivante grafica in diorama, dinamiche di gioco aggiornate e una storia snellita.

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A chi consigliamo DRAGON QUEST VII Reimagined?

Nonostante qualche piccola imperfezione DRAGON QUEST VII Reimagined è senza dubbio una versione imperdibile del titolo SQUARE ENIX. Chi è alla ricerca di un RPG profondo e ricco di contenuti caratterizzato da un comparto tecnico visivamente accattivante non può lasciarselo sfuggire. Le migliorie alla quality-of-life e le opzioni di personalizzazione della difficoltà lo rendono perfettamente accessibile anche a chi non è molto portato per il genere ma vuole comunque immergersi nella sua storia ricca di colpi di scena.

DRAGON QUEST VII Reimagined

  • Il comparto visivo in stile diorama funziona perfettamente e porta nuova vita al gioco
  • La possibilità di scegliere due Vocazioni rende il gameplay ancora più interessante
  • Trama alleggerita e meno frammentata rispetto al passato…

  • …Ma a discapito del taglio di alcuni contenuti interessanti
  • Non mancano sbavature qua e la al comparto tecnico
  • Alcune delle parti inedite sono sviluppate in modo un po’ frettoloso e poco approfondito
DRAGON QUEST VII Reimagined
4.4

Una reimmaginazione davvero ben riuscita

Nonostante qualche piccolo intoppo qua e la e, a parer mio, qualche contenuto tagliato di troppo, credo che DRAGON QUEST VII Reimagined sia un titolo davvero validissimo. La software house è riuscita a infondere nuova vita al settimo capitolo grazie a un comparto grafico visivamente eccezionale. La scelta dello stile diorama e dell’utilizzo di bambole come base per i protagonisti è risultata più che vincente e riesce a farci soprassedere alle varie sbavature tecniche presenti. Ammetto però che sono rimasto un po’ deluso dai contenuti inediti, che potevano essere approfonditi in modo maggiore, così come dall’assenza dei costumi alternativi per le varie Vocazioni. Alla fine della fiera però DRAGON QUEST VII Reimagined è la perfetta rivisitazione di un grande classico, un gioco imperdibile per tutti i fan degli RPG.

Raro esemplare di panda sardo cresciuto a bambù e JRPG. Soffre di sindrome di Stoccolma nei confronti di SQUARE ENIX, ed è disposto a privarsi del sonno pur di spulciare all’inverosimile ogni titolo gli capiti fra le mani.

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