Yakuza Kiwami 3 & Dark Ties – Recensione

Buon remake oppure operazione fallimentare? Abbiamo messo sotto torchio Yakuza Kiwami 3 & Dark Ties, ecco la nostra recensione!

Yakuza Kiwami 3 & Dark Ties – Recensione

Da questo febbraio Yakuza 3 — uscito originariamente nel 2009 su PlayStation 3 — sorge a nuova vita grazie al più recente remake guidato dal “nuovo” Ryu Ga Gotoku Studio di Masayoshi Yokoyama: Yakuza Kiwami 3 & Dark Ties.

Pur ricevendo lo stesso trattamento del primo e, meglio ancora, del secondo episodio con Kiryu protagonista, l’avventura a Okinawa riceve pesanti modifiche nel gameplay, come lecito aspettarsi, ma anche nei contenuti e persino nella trama. Oltre alla campagna principale, infatti, l’avventura è composta da una seconda porzione indipendente chiamata Dark Ties, che vede protagonista Yoshitaka Mine, tra gli antagonisti di questo terzo episodio.

Nonostante i precedenti remake siano stati bene accolti dal pubblico, la community internazionale di fan di Yakuza/Like a Dragon è insorta giudicando negativamente questa recente operazione, che comprende il delisting dello Yakuza 3 Remastered uscito nel 2019 e soprattutto alcune modifiche al canone della storia, accompagnate dalle criptiche scelte del producer che discuteremo più avanti. Ma sarà davvero così pessimo come dicono in giro? Scopriamolo assieme.

Yakuza Kiwami 3 & Dark Ties – Recensione

  • Titolo: Yakuza Kiwami 3 & Dark Ties
  • Piattaforma: PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Series X|S, Nintendo Switch 2, PC (Steam, Microsoft Store)
  • Versione analizzata: PC (Steam)
  • Genere: Azione, Avventura
  • Giocatori: 1
  • Publisher:  SEGA
  • Sviluppatore: Ryū Ga Gotoku Studio
  • Lingua: Italiano (testi), Giapponese o Inglese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 12 febbraio 2026
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: abiti aggiuntivi, personaggi per i minigame, cosmetici per il cellulare e CD aggiuntivi
  • Note: disponibile con una Steelbook in edizione limitata

Abbiamo recensito Yakuza Kiwami 3 & Dark Ties con un codice Steam fornitoci gratuitamente da SEGA tramite Cosmocover.

Dopo le vicende di Yakuza Kiwami 2 che ha visto in conflitto fra i Tojo e l’Alleanza Omi di Osaka, Kazuma Kiryu ha nuovamente abbandonato i suoi ex compagni affidando le sorti del clan al giovane Daigo e ritirandosi a vita privata assieme alla piccola Haruka. La nuova casa dei due è l’orfanotrofio Asagao (Morning Glory) di Okinawa, un piccolo paradiso sul mare che ospita otto bambini e il cane Mame, lo stesso cucciolo che abbiamo salvato assieme a Haruka nel primo episodio della serie. Ovviamente la vita non può scorrere tranquilla e i guai busseranno presto alla porta del nostro caro, vecchio Drago. Ritrovandosi al centro di vicende che, come sempre, lo riporteranno a Kamurocho nelle vesti di Yondaime (il quarto presidente del clan Tojo), Kiryu dovrà difendere la sua nuova casa, i suoi figli adottivi, nonché vecchi e nuovi amici.

Come nel caso dei primi due, anche Kiwami 3 è un remake completo del terzo capitolo originale, e come gli altri due non sarà una copia uno a uno dei contenuti del titolo originale: troveremo nuove substory, nuove meccaniche di gioco, location differenti, minigame, un nuovo stile di combattimento e tanto altro ancora. Persino la trama ha subito alcune modifiche che hanno gettato nel panico il fandom, soprattutto nelle fasi finali. Le intenzioni di Yokoyama, a quanto pare, sono quelle di proseguire la saga in maniera differente rispetto al quarto e quinto capitolo originale, che non subiranno anch’essi un trattamento Kiwami, ma che probabilmente verranno riscritti con nuovi episodi che, ci auguriamo, si ricolleghino senza troppi problemi con sesto, settimo e ottavo capitolo.

Yakuza Kiwami 3 e Dark Ties – Recensione

Dai la cera, togli la cera

Oltre a utilizzare un Dragon Engine all’ennesima potenza per il comparto grafico, che su PC lascia davvero sbalorditi, Yakuza Kiwami 3 rivoluziona il sistema di combattimento del terzo capitolo. A disposizione di Kiryu troveremo il classico stile “Drago di Dojima” che ci permette di combattere a mani nude e tramite l’utilizzo di armi improvvisate e raccolte dalla strada, nonché l’inedito stile di Ryukyu, ispirato al quartiere di Okinawa. Diversamente dal terzo capitolo originale, dove le nuove tecniche venivano imparate da Kiryu tramite il sistema di “Rivelazione” (totalmente eliminato assieme a personaggi e substory collegate), qui troviamo gli inediti Dojo Miyazato e il sensei Miya, maestro del nuovo stile di Kiryu, che utilizza armi tradizionali come nunchaku, scudo, catena e persino un remo, che potremo mescolare in devastanti combo utili soprattutto contro gruppi di avversari.

Il sistema di progressione mescola un albero di abilità basato sull’utilizzo di denaro per le statistiche e di punti per le abilità e altri potenziamenti, e lo stile Ryukyu ci chiamerà a superare veri e propri esami in palestra per passare di livello. Per rimanere in famiglia, la figlia di Miya, Tsubasa, ci sbloccherà invece il minigame delle Haisai Girls, che tramuterà Kiryu nel “ragazzaccio drago” in aiuto di una banda di Bōsōzoku al femminile. Reclutando ragazze (e non solo) in giro per il centro di Ryukyu, dovremo formare i nostri squadroni, allenarli e partecipare a risse e veri e propri assalti in moto alle basi nemiche: un minigame non troppo complesso, ma decisamente spassoso che ho apprezzato molto durante la mia partita.

Yakuza Kiwami 3 e Dark Ties – Recensione

Sei forte papà!

Tra le nuove attività disponibili (sia a Ryukyu che a Kamurocho) troviamo quella dei Vendicatori, che ci trasformerà in cacciatori di taglie per ex membri traditori del Clan Tojo, mentre per tutta l’avventura avremo a disposizione una nuova funzione del cellulare personalizzabile di Kiryu: il fastidiosissimo LaLaLa Loveland, che sostituisce in qualche modo l’Aloha dei capitoli ambientati a Honolulu, risultando purtroppo inutile e molto, molto macchinosa: bocciato.

L’orfanotrofio Morning Glory diviene invece un’esperienza molto più interessante rispetto all’originale, dove eravamo chiamati a seguire interminabili e tediose substory dedicate a ognuna dei bambini, che in questo remake vengono sostituiti da più agili minigame quasi del tutto opzionali (se non per il tutorial). Kiryu potrà gestire numerosi aspetti della vita dei ragazzi cucinando, cucendo, coltivando, pescando e giocando con i ragazzi alla cattura di insetti e ad altri vari minigame, che renderanno l’esperienza piacevole e incentiveranno il giocatore a passare più tempo con i giovani figli adottivi del Drago, come un vero e proprio cozy game all’interno del gioco principale.

Yakuza Kiwami 3 e Dark Ties – Recensione

Come già detto poc’anzi, le substory dedicate ai bambini sono state tagliate e sostituite da filmati a cui assisteremo quando faremo salire il nostro legame con loro, ma non sono le uniche: gran parte delle storie secondarie originali sono state anch’esse tagliate e sostituite con un numero più ristretto di attività, ma quelle rimaste sono più variegate e approfondite, così come i minigiochi che vedono l’introduzione del Game Gear e relative cartucce, nuovi cabinati arcade e il ritorno di classici come Karaoke (con vecchie e nuove canzoni), bowling, golf e tanti altri.

Da zero a mito

Una volta terminata l’avventura principale potremo finalmente gettarci nell’avventura inedita di Dark Ties — sebbene sia disponibile fin da subito, il gioco ci consiglia di giocarla solo dopo aver completato la campagna di Kiwami 3. Si tratta di una sorta di DLC incluso nel pacchetto, come quello di Majima in Kiwami 2, in cui scopriremo il passato del villain principale di quest’opera, Yoshitaka Mine. Rivivremo il suo passato assistendo al primo incontro con Daigo Dojima che cambierà la sua vita, alla decisione di entrare nel Clan Tojo sfruttando Kanda e al legame di amicizia non proprio sincero che stringerà con quest’ultimo.

Yakuza Kiwami 3 e Dark Ties – Recensione

Mine avrà a disposizione un solo, brutale, stile di combattimento basato sulla kickboxe e un sistema di crescita simile a quello di Kiryu (ma basato solo sul denaro), nonché una sua versione del power up chiamato “Risveglio oscuro”, che renderà i colpi decisamente più violenti ed efficaci. Nonostante l’avventura di Mine duri decisamente poco, al suo interno troviamo due corpose attività secondarie da seguire oltre agli stessi minigiochi di Kiryu: il fight club clandestino e la sua “Sopravvivenza all’inferno” e la meccanica di damage control di Kanda. Nel primo, oltre a svolgere incontri come nella classica arena presente anche nella campagna principale (immancabile il Purgatorio di Kamurocho accessibile da Kazuma), potremo partecipare a missioni di sopravvivenza che ci getteranno letteralmente all’inferno contro orde di nemici e boss, in una specie di modalità “Musou” con tanto di potenziamenti ed extra sbloccabili come armi e personaggi aiutanti, dove per arrivare in fondo è necessario forse più tempo di quello richiesto per la storia di Mine in sé.

La reputazione di Kanda invece dovrà essere salvata tramite le buone azioni che compieremo nei panni di Mine: picchiare delinquenti per salvare civili, trovare oggetti smarriti o regalare bibite o pasti a chi ne ha bisogno, e ciascuna di queste buone azioni farà salire un indicatore apposito che, di volta in volta, sbloccherà un corposo premio in denaro e una divertente scena di Kanda che porterà il povero Mine in un soap club nel tentativo di farlo divertire.

Segui la storia di Kazuma Kiryu mentre combatte per proteggere coloro che ama in un remake totale di Yakuza 3 che migliora ogni aspetto di questo gioco amatissimo. Le vie di Okinawa e Tokyo prendono vita con dettagli incredibili e un sistema di combattimento rinnovato che porta le brutali risse a un livello superiore. Nuove scene aggiungono più profondità ed emozione alla storia tanto amata, con nuove esperienze aggiuntive che ti fanno immergere come mai prima.Segui la nuovissima storia del personaggio di Yakuza 3, Yoshitaka Mine, in un nuovo gioco incluso. Fondatore di una startup di successo, quest’uomo si è tuffato volontariamente nel mondo oscuro della yakuza dopo aver perso ogni cosa. Con il cuore in frantumi cerca nuovi legami e affronta, ancora una volta, un viaggio drammatico ricco di combattimenti ispirati alla boxe e tante avvincenti missioni secondarie. Le storie di due uomini che si incrociano e fanno tremare il fato stesso.

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A chi consigliamo Yakuza Kiwami 3 & Dark Ties?

Sia che abbiate giocato l’originale Yakuza 3, sia che abbiate aspettato proprio una versione Kiwami per proseguire dopo il secondo episodio, vi consigliamo questa versione del capitolo terzo, decisamente più giocabile e moderna rispetto all’originale e al suo remaster, e per la prima volta tradotto in italiano. Nonostante i numerosi tagli e cambienti rispetto al gioco del 2009, il prodotto finale è decisamente superiore, l’unica nota dolente potrebbe riguardare i cambiamenti a livello di storia che, al momento, vanno a cozzare con gli avvenimenti dell’episodio immediatamente successivo: staremo a vedere come Yokoyama e il suo team intendono proseguire la storia.

Yakuza Kiwami 3 e Dark Ties – Recensione

  • Superiore sotto tutti gli aspetti all’originale
  • I nuovi minigame e attività secondarie
  • Dark Ties è come un DLC incluso nel pacchetto

  • Era necessario stravolgere alcuni aspetti della storia?
  • Molte meno substory rispetto all’originale
  • Dark Ties non convince appieno
Yakuza Kiwami 3 & Dark Ties
4

Un ottimo remake, nonostante le polemiche

Ne abbiamo lette tante in giro su Yakuza Kiwami 3 & Dark Ties in questi mesi, prima e dopo l’uscita. La community internazionale non l’ha decisamente accolto bene ma, fatta eccezione per la questione che riguarda la presenza di un attore controverso come Teruyuki Kagawa, non ci spieghiamo decisamente il motivo. Il prodotto finale è in linea con tutte le moderne produzioni del franchise e risulta godibile sotto quasi tutti gli aspetti (sì, LaLaCoso a parte, potevamo evitarlo). Sebbene questa direzione più pudica e meno seriosa della serie stia andando di traverso a molti, è innegabile che Kiwami 3 sia un prodotto di valore. Come già detto, non sappiamo come andrà avanti la storia, dato che il team ha deciso di riscrivere in maniera incisiva gli eventi sul finale che lo collegherà al “nuovo” quarto episodio: al momento manda i successivi fuori continuity, ma staremo a vedere. Per quanto concerne Dark Ties, si tratta di un’aggiunta interessante, ma che poteva essere sviluppata meglio. Apprezziamo almeno il fatto che sia incluso nel gioco base e non sia stato venduto tramite DLC, come già successo con Lost Judgment.

Trent’anni passati a inseguire il sogno giapponese, fra un episodio di Gundam e un match a Street Fighter II. Adora giocare su console e nelle sale giochi di Ikebukuro che ormai, per quanto lontana, considera una seconda casa.

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