Yakuza Kiwami 2

Yakuza Kiwami 2 – La nostra prova

Il Drago di Dōjima torna a Sōtenbori per affrontare una nuova nemesi nota come il Drago del Kansai. Yakuza Kiwami 2 sta per arrivare in Giappone e lo abbiamo provato.

Un viaggio in treno da Tōkyō a Ōsaka in compagnia di Dōjima Jr. e di una lattina di caffé Boss che ci fa sentire subito come se fossimo a casa. Non è un film, non una pubblicità (forse un product placement), ma è così che inizia la versione di prova di Yakuza Kiwami 2, rilasciata sul PlayStation Store giapponese non troppi giorni fa. Questa demo anticipa l’arrivo in Giappone, come esclusiva PlayStation 4, del remake del secondo Ryū Ga Gotoku originale, sbarcato l’8 dicembre 2005 sulla cara vecchia PlayStation 2.

Dopo il successo dell’ottimo remake del primo capitolo, giunto in Europa lo scorso ferragosto, il team di Nagoshi si è immediatamente adoperato per fornire un sequel alle vicende del “giovane” Drago di Dojima anche per chi non avesse mai avuto il piacere di conoscerlo prima dell’avvento di Yakuza 0 sull’attuale ammiraglia di casa Sony. A differenza del primo remake, tuttavia, questo sfrutta un motore grafico ben più performante e sbalorditivo: il Dragon Engine, creato per l’imponente Yakuza 6: The Song of Life, prossimo a vedere la luce in Europa il prossimo marzo.

Estremo, ma non troppo

Se nel primo Yakuza Kiwami — che sfruttava il più possibile il lavoro svolto su Zero — avevamo a disposizione una serie di meccaniche, location e mini-game tratti dal bellissimo ed emozionante prequel, in questa seconda avventura ambientata a Sōtenbori ci sembrerà quasi di rivivere quanto sperimentato nell’ultima avventura di Kiryū. Il livello di dettaglio e il realismo delle ambientazioni sono così elevati da far piangere di nostalgia chiunque abbia visitato il Paese del Sol Levante, e le animazioni dei personaggi sono fluide e credibili anche durante i combattimenti. Salta all’occhio, specie per chi è reduce dei già citati titoli già arrivati in Europa prima di Yakuza 6, la totale assenza di transizioni fra le fasi esplorative e i combattimenti, che si svolgeranno senza caricamenti di sorta nel luogo esatto in cui i nemici avranno la sfortuna di incrociare lo sguardo del quarto leader del Tōjō-kai.

Proprio nei combattimenti troviamo la differenza più sostanziale per chi si approccia senza aver sperimentato il sesto capitolo: a mancare sono gli stili di combattimento Brawler, Rush e Beast, che lasciano il posto allo stile del Drago, l’unico presente in Yakuza 6 e, di conseguenza in Kiwami 2. Con uno solo stile cambia totalmente l’approccio ai combattimenti, frenetici e ricchi di tecniche eseguibili, tra combo e Heat Action, ma sfortunatamente meno variegati. A differenza dei due giochi giunti su PS4 in Europa, tuttavia, potremo portare in combattimento una serie di armi assegnabili ai tasti del D-Pad, selezionate precedentemente dall’inventario: ciò può aiutare i giocatori ad affrontare anche le situazioni più difficili, mettendo in mano a Kiryū un’affilata katana nel momento del pericolo.

All’interno della demo potremo affrontare qualche Sub-Story, visitare molteplici edifici tra gli immancabili conbini della catena POPPO e i prelibati ristoranti del Kansai, nonché rimettere piede al GRAND, lo sfarzoso locale gestito da Majima ai tempi della bolla economica. Sarà proprio all’interno di questo locale che Kiryū entrerà in contatto con Ryūji Gōda, antagonista principale delle vicende, che i più attenti avranno adocchiato anche in una delle missioni secondarie del prequel.

Sfortunatamente è sul più bello, dopo che avremo saccagnato di botte i suoi scagnozzi e ostentato la nostra forza davanti al suo biondo faccione, che la demo ci metterà dinnanzi a un filmato di chiusura alla data di uscita giapponese.

Sotenbori Mon Amour

In questa versione di prova non sono certamente presenti tutte le attrattive del gioco completo, e nemmeno i tutti mini-giochi. Andando a zonzo per questa manciata di minuti, tuttavia, è possibile utilizzare la fotocamera per scattare foto (e farsi selfie), ma anche imbattersi nell’immancabile Club SEGA e sperimentare i consueti crane game; scorgeremo i familiari Virtua Fighter l’inedito cabinato di Virtual-On, ma quest’ultimo purtroppo sarà giocabile solo versione finale del titolo. Troviamo un assaggio anche dei mini-giochi delle freccette e del golf, tuttavia possiamo solo immaginare in che modo sarà cambiata la modalità Clan Creator introdotta in Yakuza 6 e stavolta incentrata sull’impresa edile guidata dal folle Cane di Shimano. Ciò che mi attrae di più è invece la nuova storia parallela nella quale ci caleremo nuovamente nei panni di quest’ultimo, per reincontrare una certa chiropratica conosciuta vent’anni prima.

Per giocare a Yakuza Kiwami 2 dovremo attendere almeno un annetto, secondo le mie previsioni, dato che SEGA stessa ha dichiarato di voler lasciar passare del tempo dall’uscita di Yakuza 6 in Europa, prevista per il prossimo 20 marzo. Il titolo di cui vi abbiamo parlato in questi articolo, invece, vedrà la luce questo 7 dicembre su suolo giapponese: sarete abbastanza audaci da importarlo e giocarlo in lingua originale? Se per gustarmi il sesto in ogni sua sfumatura ho preferito attendere il rilascio in lingua anglofona, questa volta il Drago mi sta seriamente tentando.

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