Atelier Ayesha Plus: The Alchemist of Dusk – Recensione

Atelier Ayesha Plus: The Alchemist of Dusk – Recensione

Atelier Ayesha Plus - RecensioneLa giovane Ayesha, dopo la morte del nonno e la scomparsa della sorella Nia, gestisce l’erboristeria di famiglia vivendo in solitudine in un remoto atelier, e con l’aiuto del suo amico d’infanzia Ernie, un venditore errante di prodotti, commercia con successo i suoi medicinali con i paesi vicini. Durante una visita alla tomba della sorellina, scomparsa tre anni prima nelle stesse rovine dove Ayesha è solita raccogliere erbe medicinali, le appare il fantasma della sua amata Nia. In seguito a questo episodio spettrale, Ayesha fa la conoscenza di un uomo misterioso, il quale, avendo assistito anch’egli all’apparizione, le rivela che la sorella è ancora in vita e che è possibile salvarla a patto di mettersi in viaggio e dedicarsi alla ricerca sui fiori delle rovine. La nostra eroina lascia senza indugi il suo Atelier e inizia così la sua avventura, nel corso della quale scoprirà l’alchimia e incontrerà i numerosi personaggi che la accompagneranno nel suo tentativo di riabbracciare la sorella Nia.

Atelier Ayesha Plus ~The Alchemist Of Dusk~ è la versione migliorata del quattordicesimo capitolo della saga RPG di Gust, uscito originariamente su PS3 in Giappone il 28 giugno 2012 e giunto in Europa il 28 marzo 2013. Con i precedenti Totori, Meruru e Rorona è il quarto gioco della serie ad essere disponibile su PS Vita in Europa, esclusivamente in formato digitale, grazie a KOEI TECMO Europe, ma si discosta dal punto di vista narrativo dalla precedente saga di Arland, essendo il primo capitolo della Dusk Trilogy. Il gioco, seguendo quanto fatto nelle precedenti versioni Plus, ripropone le stesse dinamiche delle edizioni per console casalinga con alcune interessanti aggiunte, come la presenza di nuovi boss e di un’esclusivo livello di difficoltà. Il gameplay si dividerà, esattamente come i precedenti capitoli, in due fasi: esplorazione e creazione. Vestiamo dunque i panni di Ayesha Altugle, una giovane ragazza che lavora pacificamente in uno sperduto atelier, ignorando completamente l’esistenza dell’alchimia.

  • Titolo: Atelier Ayesha Plus ~The Alchemist of Dusk~
  • Piattaforma: PlayStation Vita
  • Genere: JRPG
  • Giocatori: 1
  • Software house: KOEI TECMO Europe
  • Sviluppatore: Gust Corporation
  • Lingua: Inglese (testi e doppiaggio), Giapponese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 14 gennaio 2015
  • Disponibilità: digital delivery
  • DLC: pacchetto di BGM alternative
  • Note: include tutti i DLC della versione PS3

Crea, Esplora, Lotta

Come già accennato, nel gameplay Atelier Ayesha non si distanzia dai suoi immediati predecessori, mantenendo evidente la distinzione tra due fasi di gioco, una nella quale ci dedicheremo alla raccolta di oggetti nelle varie zone della Land of Dusk, lottando con i mostri che le infestano, potenziando i nostri personaggi e ottenendo alcune ricompense dalle nostre vittorie, e l’altra, invece, che prevede che la nostra protagonista si dedichi, affidandosi al suo amato calderone, alla creazione di numerosi oggetti sfruttando la misteriosa arte dell’alchimia. Questi oggetti potranno sia essere utilizzati per portare a termine le numerose richieste che riceveremo dai cittadini di Vierzberg, sia per creare armi o item curativi da poter utilizzare durante i nostri combattimenti. Inoltre, come nei precedenti capitoli, Ayesha avrà due diversi sistemi di crescita, entrambi con un limite di 50, uno strettamente legato all’esplorazione e quindi all’aumento delle statistiche collegate al livello, ed un altro invece legato all’alchimia, in modo tale che migliore sarà la qualità dell’oggetto creato, maggiore sarà l’esperienza che riceveremo, e tanto maggiore sarà il livello dell’alchimia di Ayesha, tanto più sarà possibile creare un maggior numero di oggetti. Strettamente legato alla fase esplorativa del gioco è il battle system: Ayesha potrà assere accompagnata nelle sue avventura da un massimo di altri due personaggi ma sarà l’unica (almeno prima delle fasi finali del gioco) ad utilizzare gli oggetti da lei creati. Questi oggetti hanno un peso tutt’altro che irrilevante sull’economia delle battaglie, e possedere una vasta e versatile scorta di item aumenta esponenzialmente la nostra efficacia in combattimento, a patto però di aver sintetizzato gli strumenti più adatti a fronteggiare i mostri che ci si pareranno davanti.

Non saremmo davanti a un JRPG senza i classici comandi di battaglia come la fuga o la posizione difensiva, i quali sono però integrati dalla barra delle azioni di supporto, una per personaggio, che si caricherà man mano che eseguiamo o subiamo attacchi, aprendoci la possibilità di far subire danni ridotti ad un determinato personaggio in luogo di un altro, oppure di eseguire un attacco aggiuntivo. Come nella versione PS3, anche qui la nostra protagonista potrà fare da scudo ai suoi alleati, a differenza delle alchimiste della precedente trilogia. Non mancano, ovviamente, le skill utilizzabili, che per poter essere eseguite richiederanno il canonico apporto di MP, affiancate però dalle Advanced Skill, in grado di causare ingenti danni, che potranno essere utilizzate solo quando i nostri personaggi avranno raggiunto un livello avanzato. La novità principale introdotta nel battle system della versione PS3, e che ritorna in questa nuova versione portatile, è la possibilità di spostare i nostri personaggi e di poter eseguire attacchi alle spalle dei nostri nemici, causando più danni. In caso di totale sconfitta, ovvero quando gli HP dei nostri eroi raggiungeranno lo zero, saremo costretti a tornare in città perdendo alcuni giorni del nostro prezioso tempo.

Finding Nia

Quella del party non è l’unica meccanica gestionale di Atelier Ayesha, il gioco ci assegna infatti un tempo limite per salvare Nia, pari a tre anni, e il calendario avanzerà ogni volta che eseguiamo determinate azioni. quali viaggiare tra un’area e l’altra, raccogliere e creare oggetti, combattere… tutto ci porterà via giorni preziosi. A differenza dei titoli della serie di Arland però, non avremo una gilda a cui far riferimento per poter ricevere le missioni da portare a termine, ma le riceveremo direttamente dai cittadini. Mentre i limiti di tempo precedentemente erano molto più rigidi, in questo titolo sarà più semplice e sopratutto meno stressante riuscire a portare a termine gli incarichi, contando che la maggior parte di essi saranno legati al proseguire della storia e agli eventi secondari, legati a loro volta all’amicizia con i vari membri del party. Compiere determinate azioni, come ad esempio sconfiggere tutti i nemici di una zona, raccogliere e creare oggetti o risolvere le richieste farà guadagnare ad Ayesha determinati Memory Point, i quali potranno essere spesi per far scrivere alla nostra protagonista alcuni eventi nel suo diario: ciò ci garantirà un aumento delle statistiche e altri simili bonus.

Carpe diem.

Carpe diem.

Social Link Go!

A differenza dei precedenti capitoli, la cui storia era solitamente legata all’assegnazione di determinati incarichi da portare a termine in un determinato arco temporale, in Atelier Ayesha ci si focalizza solo ed esclusivamente sulla ricerca della sorella perduta. La storia, come è consuetudine per la serie, avrà dei toni abbastanza allegri e spensierati, resi talvolta un po’ cupi dagli ambienti di gioco in rovina. La trama principale avanzerà in maniera abbastanza lenta e nella fase iniziale, dove verrà introdotta la protagonista e la sua storia, ci vorrà un bella oretta abbondante prima di poter effettivamente cominciare a giocare. Anche in questo titolo sarà possibile tenere sotto controllo il legame di amicizia che intercorre tra diversi personaggi del nostro party, parametro che aumenterà in base al numero di giorni che trascorreremo con loro, portandoli in giro per il mondo di gioco e avendoli come membri attivi. Man mano che aumenta il livello d’amicizia saranno disponibili eventi secondari e, alla fine del gioco, come consuetudine della serie, si sbloccheranno delle versioni leggermente differenti del finale. Inoltre nella città di Vierzberg saranno organizzati alcuni eventi cittadini, quali la presenza di botteghe gestite dai nostri membri del party o una bizzarra gara di esposizione.

Miglioramenti portatili

La versione PS Vita del gioco, oltre a riproporre la versione PlayStation 3 con l’aggiunta dei relativi DLC, presenta alcune novità, prima fra tutte l’introduzione della modalità difficile, che aumenta gli HP dei mostri incontrati e rende le battaglie per questo motivo più lunghe e impegnative. Altre aggiunte sono il doppiaggio originale giapponese, oltre a quello inglese, grande assente della precedente versione, e la presenza di alcuni pannelli nel menu principale che ci daranno accesso a immagini aggiuntive per la galleria, ottenibili completando una serie di richieste opzionali. Sarà inoltre possibile cimentarsi in combattimenti contro i vari boss mediante il libro utile a salvare e caricare la partita in qualsiasi momento, anche questa aggiunta esclusiva della versione Plus.

A chi consigliamo Atelier Ayesha Plus The Alchemist of Dusk?

Essendo questo capitolo l’inizio di una nuova saga, quindi privo di riferimenti ai capitoli precedenti, è particolarmente adatto a tutti coloro che intendono avvicinarsi per la prima volta a questa serie. Ovviamente lo consigliamo anche ai fan della serie che vogliono provarne una versione portatile. Il gioco risulta meno frustante rispetto ai precedenti, anche se prima di entrare nel vivo della storia richiederà parecchia pazienza nel seguire i numerosi filmati introduttivi.

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  • Presenza dell’audio originale giapponese
  • Meno frustante dei precedenti e più accessibile
  • Personaggi ben caratterizzati
  • Contenuti della versione Plus interessanti per chi ha già giocato l’originale

  • Cali di frame rate all’interno di zone con molti NPC
  • A lungo andare può risultare ripetitivo
  • Trama che richiede abbastanza ore di gioco prima di risultare interessante
Atelier Ayesha Plus The Alchemist of Dusk
3.5

Un porting di pregio inaugura la seconda trilogia portatile

Atelier Ayesha Plus si presenta nuovamente come un’armoniosa combinazione di gioco di ruolo e attività gestionali, affiancato questa volta da una trama che prende il sopravvento sul sistema di scadenze e consegne della scorsa saga. La trama, la quale preferirà la fase esplorativa a quella di crafting, per quanto assuma toni leggermente “cupi”, si manterrà nello standard gioioso della serie, con personaggi che risultano essere abbastanza moe. Il gioco ha una buona veste grafica, che però presenta alcuni evidenti cali di frame rate all’interno di zone con un elevato numero di NPC, come ad esempio i centri abitati. Inoltre, seppur sia molto più libero e decisamente più accessibile dei precedenti, risulta alla volte dispersivo e con la presenza di eventi che, in caso venissero ignorati, si accavallerebbero rendendo interminabili alcune sessioni di filmati.

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Izanagi
Giocatore accanito di JRPG, Musou e quant'altro di tipicamente giapponese. Il suo sogno nel cassetto è quello di poter un giorno iniziare dei Social Link con le ragazze di SENRAN KAGURA.
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