Dalla sua prima apparizione nel 2017, la saga di Nioh ha saputo conquistare il cuore degli appassionati di action RPG grazie a un mix unico di combattimento tecnico, ambientazioni storiche e tensione costante. Dal Giappone del XVII secolo del primo capitolo, passando per l’entusiasmante caccia ai demoni di Nioh 2, Team NINJA ha costruito un mondo popolato da samurai, ninja e Yokai, dove precisione, strategia e pazienza diventano le chiavi della sopravvivenza. Con Nioh 3, in uscita questo febbraio, la serie compie un nuovo passo evolutivo: il gioco mantiene le radici del suo stile punitivo e strategico, ma introduce elementi inediti, offrendo ai veterani e ai nuovi giocatori un’esperienza più ricca, profonda e dinamica che mai. In questo capitolo, tradizione e innovazione si incontrano, dando vita a un action RPG che amplia gli orizzonti della saga senza tradirne l’essenza. Pronti a scoprirne di più in questa recensione?
- Titolo: Nioh 3
- Piattaforma: PlayStation 5, PC (Steam)
- Versione analizzata: PlayStation 5 (EU)
- Genere: Azione, RPG
- Giocatori: 1 (1-3 online)
- Publisher: KOEI TECMO GAMES
- Sviluppatore: Team NINJA
- Lingua: Italiano (testi), Inglese e Giapponese (doppiaggio)
- Data di uscita: 6 febbraio 2026
- Disponibilità: retail, digital delivery
- Note: per il gioco è disponibile una demo sia su PlayStation 5 che su PC, e sarà possibile mantenere i progressi effettuati trasferendo il salvataggio al gioco completo.
Abbiamo recensito Nioh 3 con un codice PlayStation 5 fornitoci gratuitamente da KOEI TECMO GAMES.
Fra tradizione e apertura
Nioh 3 si apre in un Giappone feudale lacerato dal caos, dove il fragile equilibrio tra il mondo degli uomini e quello degli Yokai è ormai prossimo al collasso. Le guerre tra clan continuano a insanguinare il paese, ma nell’ombra si muove una minaccia ancora più antica e insidiosa: una corruzione sovrannaturale che si insinua nei campi di battaglia, nei villaggi e persino negli animi dei guerrieri. Il protagonista si trova coinvolto in questo conflitto in un momento cruciale della storia, quando potere politico, ambizioni personali e forze demoniache iniziano a fondersi in modo irreversibile. Spiriti guardiani, artefatti proibiti e rituali dimenticati tornano a manifestarsi, trasformando lo scontro tra uomini in una guerra per la sopravvivenza stessa del mondo terreno.
Come da tradizione per la serie, la narrazione procede in modo frammentato e suggestivo, affidandosi a dialoghi essenziali, descrizioni ambientali e documenti di gioco per raccontare una storia fatta di tradimenti, sacrifici e destino, lasciando al giocatore il compito di ricostruire il significato più profondo degli eventi. Uno degli aspetti più discussi però è l’introduzione delle macro aree esplorabili, paragonabili quasi a dei piccoli “open world”, una novità significativa rispetto alla struttura prevalentemente lineare dei capitoli precedenti, ma che trae completamente ispirazione da opere similari come Rise of the Ronin. Queste aree convivono con missioni più tradizionali, caratterizzate da corridoi, scorciatoie, trappole e imboscate, preservando il design claustrofobico e punitivo che ha sempre contraddistinto la serie. Il risultato è un equilibrio interessante tra libertà e direzione, che evita la dispersione tipica di molti open world moderni. Ogni mappa è divisa in diverse regioni, ciascuna con il proprio livello di esplorazione. Aumentarlo non permette solo di ottenere oggetti e aumentare le proprie statistiche, ma anche di ottenere informazioni base dell’area, come la visualizzazione dell’intera mappa, la visualizzazione della posizione dei punti di interesse e degli oggetti collezionabili. Potremo aumentare il livello di esplorazione completando miti (ovvero le missioni secondarie), conquistando basi nemiche, purificando i Crogioli minori (che approfondiremo a breve), nonché interagendo con alcuni Yokai amichevoli come i Kodama, gli Incespigatti ei Chijiko.
Come accennato, all’interno delle aree esplorabili fa il suo debutto il Crogiolo, probabilmente l’aggiunta più radicale di questo capitolo. Il Crogiolo rappresenta infatti una sorta di prova estrema: un’attività spesso opzionale, ma fortemente consigliata per chi vuole mettersi davvero alla prova. Qui i nemici sono potenziati, i danni subiti sono più severi e entra in gioco la meccanica della Corrosione, che riduce temporaneamente la salute massima del giocatore ogni volta che si viene colpiti. In queste aree la tensione è costante e per annullare l’effetto è necessario sconfiggere gli avversari e adoperare gli elisir appositamente potenziati, creando una dinamica di rischio e ricompensa che spinge a non giocare in modo eccessivamente difensivo. Non mancano anche le diverse interazioni online, siano esse tombe lasciate dagli altri giocatori o la possibilità di affrontare assieme missioni ed esplorazioni attraverso la modalità spedizione.
Come da tradizione, Nioh 3 offre un sistema di progressione estremamente profondo. Equipaggiamento, abilità, Spiriti Guardiani, Nuclei d’Anima e ora anche la gestione separata delle build Samurai e Ninja contribuiscono a creare un livello di personalizzazione superiore. La quantità di opzioni disponibili è enorme, e se da un lato questo rappresenta uno dei maggiori punti di forza del titolo, dall’altro può risultare opprimente per i nuovi giocatori, ma vediamolo più nel dettaglio.
Due anime, un solo guerriero
Come anticipato pocanzi, il fulcro dell’esperienza rimane ancora una volta il combattimento, da sempre marchio di fabbrica della serie, ma in Nioh 3 l’approccio cambia in maniera sostanziale grazie alla separazione netta tra l’approccio Samurai e l’approccio Ninja, due stili distinti che possono essere alternati dinamicamente durante il gameplay.
Lo stile Samurai rappresenta l’evoluzione naturale di quanto visto nei capitoli precedenti: un combattimento tecnico, basato sulla gestione del Ki, sulla difesa e sull’uso strategico delle “posizioni” d’impugnatura. Le armi tradizionali — katane, lance, asce, falci e nuove introduzioni come l’ōdachi — mantengono una fisicità marcata, con animazioni pesanti e colpi che comunicano chiaramente impatto e pericolosità. Nioh 3 qui introduce l’Indicatore delle Arti, visualizzato in basso a destra dello schermo, che si riempie quando si attacca, ci si difende dagli attacchi nemici, o si esegue una parata perfetta nota come deviazione. Una volta che l’indicatore è pieno, è possibile utilizzarlo per attivare le Competenze nelle Arti, un colpo speciale in grado di infliggere ingenti danni al nemico. Ogni arma possiede una posizione alta, media e bassa. Passare da una posizione all’altra cambierà il tipo di attacco, la forza e la gittata, insieme alla quantità di Ki consumata.
Lo stile Ninja, invece, introduce un ritmo completamente diverso. Qui il focus è sulla velocità, sulla mobilità e su attacchi fulminei capaci di attraversare i nemici, concatenarsi rapidamente e punire con precisione chirurgica. L’influenza di opere come il più recente Ninja Gaiden 4 è evidente, soprattutto nell’uso della katana singola e di tecniche avanzate che privilegiano il rischio in cambio di un potenziale offensivo elevatissimo. Questo stile eccelle inoltre nell’uso del Ninjutsu, permettendoci di castare facilmente Magie Onmyo o utilizzare potenti strumenti. A differenza dello stile Samurai, qui premere R1 subito dopo aver attaccato permetterà di girarsi rapidamente e schivare un attacco nemico. Potenziando l’abilità è anche possibile lasciare un’immagine residua e, se un nemico ci dovesse entrare in contatto, ripristinare parte del nostro Ki.
La possibilità di switchare istantaneamente tra i due stili rappresenta una delle innovazioni più riuscite del gioco. Non si tratta di una semplice scelta di build, ma di un vero e proprio strumento tattico che consente di adattarsi a ogni situazione: controllare il campo con il Samurai, colpire e fuggire con il Ninja. Il cambio di stile influenzerà non solo le tecniche di combattimento utilizzate, ma anche l’equipaggiamento, le armi, gli oggetti, le abilità e lo Spirito Guardiano equipaggiato. Alcuni attacchi nemici non possono essere parati o schivati, e saranno riconoscibili da un alone rosso che ne indica l’attacco imminente. Per interrompere questi attacchi dovremo usare proprio il cambio stile al momento giusto, annullando così l’attacco in arrivo e infliggendo danni alla vita e al Ki del nostro avversario, riducendone inoltre la barra massima.
Questo sistema aggiunge profondità senza snaturare l’identità della serie, ma richiede anche una notevole capacità di apprendimento. Le basi del combattimento sono simili ai precedenti giochi della serie, dove useremo il nostro Ki (ovvero la nostra resistenza) per eseguire attacchi rapidi e attacchi potenti, così come per parare e schivare gli attacchi nemici. Potremo ancora una volta recuperare parte del nostro Ki speso attraverso un Impulso Ki subito dopo aver attaccato, ma solo in stile Samurai. Anche i nostri avversari, siano essi Yokai o umani, useranno il loro Ki per attaccarci, ma se dovessimo ridurlo a zero, allora saremo in grado di farlo barcollare e infliggere danni significativi eseguendo una presa speciale. I nemici umani tenderanno a ripristinare il proprio Ki nel tempo, mentre i demoni solo se si troveranno all’interno del proprio regno o in circostanze particolari. Come nei titoli precedenti, sbloccheremo nuovi Spiriti Guardiani progredendo nella storia, ma in Nioh 3 avranno un ruolo più importante, conferendo la loro forza non solo in combattimento, ma persino durante l’esplorazione.
Potremo ancora riempire la nostra Barra Amrita attaccando i nostri avversai o raccogliendo Amrita durante l’esplorazione, ma ora permetterà anche di attivare l’Artefatto Vivente. Questa è una breve finestra durante la quale il nostro Spirito Guardiano ci presterà la sua forza, sostituendo i nostri indicatori di salute e Ki, infondendo le nostre armi con l’elemento a lui affine ed evitando che la morte possa sopraggiungere rendendoci brevemente immortali. Potremo inoltre usare le abilità degli Spiriti Guardiani riempiendo la barra della Forza Spirituale. Il livello di ogni Spirito potrà essere migliorato spendendo Frammenti d’Anima, che aumenteranno la potenza delle sue abilità e i suoi effetti.
Nel menu equipaggiamento potremo gestire le nostre armi e armature per ciascuno dei due stili e, mentre le armi da mischia e le armature saranno associate al proprio stile, le armi a distanza saranno comuni per entrambe le build, permettendoci di scegliere se equipaggiare la stessa arma a seconda del nostro stile di combattimento. Una volta avanzati nella storia potremo persino equipaggiare due armi da mischia per ogni stile, oltre a salvare i nostri set preferiti di equipaggiamento per poterli trovare più facilmente in seguito. Procedendo nella storia sbloccheremo il fabbro, che potrà creare nuovi equipaggiamenti, potenziare quelli esistenti e modificarne gli effetti usando oro e materiali. Le statistiche delle armi e delle armature possono essere modificate per aumentarne il potere di attacco o di difesa, e persino smontarne i pezzi non più utili per recuperarne materiali. Potremo anche fare un’offerta pregando presso i santuari e le statue del Bodhisattva, che ricompenseranno il giocatore tramite Amrita o persino oggetti. Qui sarà anche possibile salire di livello, aumentando le statistiche base desiderate spendendo la quantità richiesta di Amrita. Le statistiche di base – Costituzione, Cuore, Resistenza, Forza, Abilità, Intelligenza e Magia – sono comuni per entrambi gli stili di combattimento, ma prima di confermare la scelta è possibile visualizzare in anteprima l’impatto che la scelta avrà sui due stili. Non manca però la possibilità di azzerare le statistiche senza costi aggiuntivi.
Alcuni Yokai che affronteremo saranno più potenti di altri e saranno noti come Spettri del Crogiolo. Sebbene affrontare questi demoni possa rivelarsi una vera sfida, sconfiggerli ci ricompenserà non solo con bottino prezioso, ma anche con potenti Nuclei d’Anima che possono essere purificati presso i santuari e utilizzati tramite la Scatola Onmyo. Ereditato da Nioh 2, questo sistema, ora migliorato, consente di posizionare i Nuclei d’Anima in due posizioni diverse, Yin e Yang, per creare vari oggetti magici. I nuclei posizionati in posizione Yang creeranno potenti Sigilli di Evocazione, permettendoci di evocare Yokai sul campo di battaglia. La posizione Yin permette di creare oggetti inerenti la Magia Onmyo con vari effetti a seconda dei nuclei utilizzati.
Nioh 3 non rinuncia però alla sua fama di titolo esigente. La difficoltà resta elevata, senza modalità semplificate, e continua a premiare l’osservazione, la memoria dei pattern e la gestione delle risorse. I nemici, soprattutto nelle fasi avanzate, sono progettati per punire l’imprecisione: pochi colpi possono bastare a compromettere una run, e l’uso sconsiderato della stamina porta rapidamente alla sconfitta. I boss seguono la tradizione della serie, alternando fasi leggibili a improvvise variazioni che obbligano il giocatore a rimanere costantemente vigile. Le nuove meccaniche introducono un ulteriore livello di profondità, premiando con vantaggi tangibili, incentivando uno stile di gioco aggressivo ma consapevole, rendendo ogni scontro una prova di precisione più che di mera resistenza.
Tecnica e stile
Nioh 3 utilizza ancora una volta il Katana Engine, il motore di Team NINJA, sviluppato e migliorato negli ultimi anni con titoli come Wo Long: Fallen Dynasty e Rise of the Ronin. Questo engine è pensato per gestire animazioni fluide e reattive, streaming efficiente degli asset su hardware moderno, molteplici effetti visivi durante combattimento e trasformazioni. Tuttavia Nioh 3 non rappresenta un salto grafico drastico rispetto alle iterazioni precedenti: la qualità di texture, illuminazione e dettagli ambientali rimane in linea con il passato, non dimostrandosi rivoluzionaria, pur restando funzionale alla direzione artistica del gioco. In particolare su PS5 sembra puntare più sulla fluidità e reattività del gameplay piuttosto che sulla pura resa visiva esagerata.
D’altro canto Nioh 3 mantiene una direzione artistica coerente con il franchise, con ambientazioni ispirate all’estetica del Giappone storico contaminate da elementi soprannaturali e horror, con contrasti tra natura e corruzione Yokai, design dei personaggi e degli equipaggiamenti che riflette la dualità Samurai/Ninja, con armature più marcate o indumenti agili per la mobilità. La grafica presenta effetti visivi più moderni e shaders aggiornati rispetto ai capitoli precedenti, con effetti particellari intensi nei combattimenti, illuminazione globale che mira a rendere più atmosferici ambienti e boss fight, oltre le nuove aree progettate per favorire l’esplorazione.
Nioh 3 è il nuovo gioco dell’oscura serie Action-RPG a tema samurai. Il gioco presenta un terreno aperto carico di tutta la tensione tipica della serie “Nioh” in grado di far emergere le emozioni più recondite del tuo cuore. In questo tenebroso mondo dei samurai incontrerai formidabili yokai, esplorerai villaggi dall’atmosfera sinistra ove alberga l’oscurità e lotterai contro la nefasta presenza del “Crogiolo“. Nel corso della battaglia avrai la possibilità di passare istantaneamente e senza soluzione di continuità da uno stile di combattimento all’altro fronteggiando i nemici apertamente secondo lo Stile Samurai o ricorrendo alle fulminee movenze e alle tecniche speciali dello Stile Ninja.
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A chi consigliamo Nioh 3?
Nioh 3 si configura come il capitolo più completo, complesso e ambizioso della saga. Un titolo che non cerca di reinventarsi radicalmente, ma che perfeziona e amplia la propria identità, offrendo agli appassionati un’esperienza profonda, impegnativa e ricca di possibilità. Non è un gioco per tutti, ma per chi è disposto ad accettarne le regole, rappresenta una delle espressioni più mature e raffinate dell’action RPG moderno. Consigliato ai veterani della saga, ma anche a tutti quei giocatori che amano semplicemente “sperimentare”, cercando nel frattempo una sfida costante e appagante.
- Sistema di combattimento profondo e dinamico
- Level design equilibrato e gratificante
- Difficoltà adattiva…
- …Ma la curva di apprendimento è spesso ripida
- Presentazione tecnica non sempre brillante
- Potenziale senso di ripetitività
Nioh 3
Un equilibrio riuscito tra innovazione e coerenza
Nioh 3 rappresenta un punto di svolta significativo per la saga di Team NINJA, non tanto per una rottura con il passato, quanto per la capacità di rielaborarne i cardini in una forma più ampia, ambiziosa e strutturata. L’introduzione delle macro aree esplorabili e del Crogiolo aggiunge varietà e respiro all’esperienza, senza sacrificare quel level design teso e punitivo che ha sempre definito l’identità della serie. È un’apertura controllata, consapevole, che evita le derive dispersive tipiche di molti open world e riesce a integrarsi con naturalezza nel ritmo di gioco. Il vero cuore pulsante del titolo rimane però il sistema di combattimento. La dualità tra stile Samurai e stile Ninja non è una semplice variazione di gameplay, ma un’evoluzione strutturale che arricchisce in modo sostanziale il combat system, offrendo al giocatore una libertà tattica senza precedenti. Il cambio di stile in tempo reale, le nuove meccaniche legate alle deviazioni, agli Spiriti Guardiani e all’Artefatto Vivente contribuiscono a creare scontri profondi, tecnici e costantemente stimolanti, capaci di premiare la padronanza delle meccaniche più della semplice perseveranza. Allo stesso tempo, Nioh 3 non fa alcuna concessione sul fronte della difficoltà. L’esperienza resta esigente, a tratti spietata, e richiede attenzione, studio e adattamento continuo. È una scelta coerente con la filosofia della serie, ma che continua a rendere il titolo poco accessibile ai neofiti, soprattutto a fronte di un sistema di progressione estremamente denso e stratificato. Dal punto di vista tecnico e artistico, il gioco si dimostra solido e funzionale, privilegiando fluidità e reattività rispetto allo spettacolo visivo fine a sé stesso. Pur senza stupire sul piano puramente grafico, la direzione artistica resta efficace nel restituire un Giappone feudale oscuro e corrotto, valorizzato da un combat system che rimane tra i più soddisfacenti del panorama action contemporaneo.
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