A quasi un anno di distanza dall’uscita, KOEI TECMO GAMES e Omega Force tornano ancora una volta sull’acclamato DYNASTY WARRIORS ORIGINS con il DLC narrativo Le visioni dei quattro eroi, che propone mini archi narrativi “what if” dedicati a quattro personaggi: Zhang Jiao, Dong Zhuo, Yuan Shao e Lu Bu. Alcuni titoli precedenti della serie avevano già sperimentato idee simili, spesso attraverso pochi livelli che esploravano scenari alternativi, ma Origins affronta il concetto in modo molto più misurato, attraverso un’analisi di chi sarebbero potuti diventare questi individui se non avessero ceduto alle loro peggiori inclinazioni, quelle che in definitiva li hanno condotti alla propria rovina. Scopritene con noi il risultato in questa nostra ultima recensione.
- Titolo: DYNASTY WARRIORS ORIGINS: Le visioni dei quattro eroi
- Piattaforma: PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch 2, PC (Steam)
- Versione analizzata: Xbox Series X (EU)
- Genere: Azione, Strategia
- Giocatori: 1
- Publisher: KOEI TECMO GAMES
- Sviluppatore: Omega Force
- Lingua: Italiano (testi), Inglese, Cinese e Giapponese (doppiaggio)
- Data di uscita: 22 gennaio 2026
- Disponibilità: digital delivery
- Note: espansione inerente all’omonimo videogioco del 2025
Abbiamo recensito DYNASTY WARRIORS ORIGINS: Le visioni dei quattro eroi con un codice Xbox Series X fornitoci gratuitamente da KOEI TECMO GAMES.
Cambiando il passato e influenzando il futuro
Il DLC Le visioni dei quattro eroi è accessibile dalla locanda nel menu del gioco base. Ogni arco narrativo è separato sia dalla campagna principale che dagli altri presenti all’interno del DLC, ma livelli, statistiche, oggetti, armi e abilità del giocatore vengono mantenuti invariati. Le storie sono completamente lineari, senza diramazioni narrative, a differenza del gioco base che permetteva di scegliere tra i percorsi Wei, Wu e Shu.
La campagna di Zhang Jiao (accessibile dopo il Capitolo 2), incentrata sui Turbanti Gialli, è la prima ad essere disponibile e deve essere completata obbligatoriamente prima di poter affrontare le altre. Una volta conclusa, si può scegliere liberamente se proseguire con Dong Zhuo (richiede il raggiungimento del Capitolo 3), Yuan Shao o Lu Bu (dove bisognerà arrivare al Capitolo 5). Il primo livello riprende l’area aperta in cui, nel gioco base, il protagonista silenzioso Ziluan affrontava Zhang Jiao per l’ultima volta. Questa volta, però, Ziluan appare misteriosamente per salvarlo dal suo destino. Non ci sono mappe completamente nuove: sebbene sia interessante rivedere ambientazioni già note con variazioni di orario, clima e disposizioni dei nemici, il senso di déjà-vu è inevitabile. Tutti gli scontri del DLC scalano dinamicamente in base al livello del giocatore, e nemmeno un personaggio di livello 90 post endgame è in grado di spazzare via i nemici senza difficoltà, soprattutto giocando alla difficoltà massima Ultimate Warrior.
Dal momento che Ziluan si schiera con quelli che, nella storia principale, sono considerati i “villain” prima della divisione definitiva tra Wei, Wu e Shu, il DLC propone spesso scontri contro numerosi personaggi di primo piano. Le visioni dei quattro eroi abbraccia pienamente la filosofia “all killer, no filler”, catapultando il giocatore da una battaglia all’altra con pochissimi momenti di pausa. Non mancano alcune novità di rilievo rispetto al gioco base, a partire da due nuove tipologie di armi: l’arco e il dardo di corda. Entrambe si ottengono come drop dai comandanti nemici; l’arco è garantito nelle prime fasi della campagna di Zhang Jiao, mentre il dardo di corda è completamente casuale. Le nuove armi aggiungono varietà all’arsenale di Ziluan e risultano più tecniche rispetto a molte di quelle presenti nel gioco base, grazie ad azioni aggiuntive e combo più elaborate. Potenziarle consente di ottenere nuove statistiche e abilità, utilizzabili anche nella campagna principale. È stato inoltre introdotto un nuovo albero delle abilità specifico per il DLC, i cui bonus (statistiche e skill speciali) sono però validi solo all’interno delle campagne aggiuntive. Una scelta comprensibile per non sbilanciare il gioco base, anche se l’albero in sé risulta piuttosto poco entusiasmante, offrendo perlopiù potenziamenti numerici e un aumento della quantità di oggetti curativi trasportabili.
Durante le campagne del DLC, Ziluan può essere affiancato da nuovi personaggi di supporto come Zhuhe, Diaochan e un misterioso nuovo alleato. Tuttavia, solo Zhuhe accompagna stabilmente il protagonista lungo tutte le rotte narrative, mentre gli altri sono utilizzabili in modo limitato. Come nel gioco base, i compagni sono controllabili solo temporaneamente e Origins continua a non permettere di giocare liberamente con altri personaggi in modo permanente, una limitazione che resta un po’ frustrante. Inoltre, la natura isolata dei DLC esclude molte delle funzionalità della mappa del mondo originale, che viene però riadattata per ospitare una nuova meccanica: le Battaglie Strategiche. Queste sezioni trasformano la mappa del mondo in una sorta di gioco da tavolo, con gruppi di alleati e nemici rappresentati da barre della vita e valori di forza complessiva.
L’obiettivo è ridurre la forza del nemico prima dello scadere del limite di turni, momento in cui si attiva automaticamente lo scontro finale. Ogni schermaglia vinta da Ziluan elimina un gruppo nemico, che a sua volta, nel turno successivo, può infliggere danni agli alleati vicini. Vincendo questi scontri si ottiene energia da spendere in abilità strategiche, come paralizzare i nemici, curare gli alleati o persino forzare un duello diretto. Il sistema è interessante ma piuttosto basilare, e avrebbe beneficiato di una maggiore profondità. È facile immaginare una sua evoluzione più integrata in un eventuale seguito di Origins. Le Battaglie Strategiche ricompensano anche con le Secret Tactics, abilità temporanee delle guardie del corpo che permettono di creare zone di potenziamento, curare o danneggiare i nemici tramite l’ambiente.
Il vero punto di forza del DLC è la sua capacità di esaltare ciò che rendeva Origins così coinvolgente: enormi battaglie campali, eserciti contrapposti e un flusso costante di scontri spettacolari. I confronti su larga scala non perdono mai il loro fascino e il DLC li propone con grande frequenza, includendo alcune delle battaglie finali migliori dell’intero gioco. Tra uno scontro e l’altro, i giocatori possono accedere a un piccolo hub esplorabile con locanda, negozi e campi di addestramento per tutte le armi, inclusi quelli avanzati che si sbloccano a livelli molto elevati e offrono sfide ancora più impegnative.
A chi consigliamo Le visioni dei quattro eroi?
Le visioni dei quattro eroi è consigliato a tutti coloro che hanno amato l’opera principale, oltre che agli amanti dell’azione continua e delle riletture narrative. Sconsigliato ai nuovi arrivati o giocatori in cerca di varietà strutturale, essendo un contenuto indirizzato maggiormente a chi ne ha potuto apprezzare già in precedenza la strutturata profondità.
- Combattimenti epici e ad alta tensione
- Nuove armi e meccaniche RPG
- Nuove prospettive narrative “what if”…
- …Ma poca innovazione visiva e di contenuti
- Narrativa lineare e “semplice”
- Limitazioni nel gameplay
DYNASTY WARRIORS ORIGINS: Le visioni dei quattro eroi
Un nuovo luminoso futuro
DYNASTY WARRIORS ORIGINS: Le visioni dei quattro eroi si conferma un’espansione solida, pensata chiaramente per chi ha già apprezzato e assimilato le fondamenta del titolo principale. Omega Force sceglie di non stravolgere la formula, ma di rifinirla, puntando su ciò che Origins sapeva fare meglio: battaglie su larga scala, ritmo serrato e una messa in scena costantemente spettacolare. Le nuove campagne “what if” non brillano per profondità narrativa o varietà strutturale, ma offrono riletture interessanti e talvolta suggestive di personaggi iconici, soprattutto per chi conosce bene il contesto del Romanzo dei Tre Regni. Le aggiunte ludiche, tra nuove armi e Battaglie Strategiche, rappresentano più un’evoluzione contenuta che una vera rivoluzione, lasciando spesso la sensazione di meccaniche con un potenziale ancora inespresso. Allo stesso tempo, però, il DLC riesce a mantenere alta la tensione e il coinvolgimento grazie a un flusso di combattimenti continuo e a scontri finali tra i migliori visti in Origins. In definitiva, Le visioni dei quattro eroi non è un contenuto pensato per ampliare il pubblico del gioco, ma per consolidarlo. Un’espansione che arricchisce l’esperienza per i veterani, senza correggere alcune rigidità strutturali ormai note, e che ribadisce come DYNASTY WARRIORS ORIGINS abbia gettato basi interessanti su cui, auspicabilmente, il futuro della serie potrà costruire qualcosa di ancora più ambizioso.











