
A distanza di nove mesi dal suo debutto in Giappone, NIS America propone anche in territorio europeo il divertente quanto bizzarro The Guided Fate Paradox, il nuovo dungeon crawler RPG per PlayStation 3, definito sotto molti aspetti come il sequel spirituale del titolo per PSP Z.H.P. Unlosing Ranger VS Darkdeath Evilman.
- Titolo: The Guided Fate Paradox
- Piattaforma: PlayStation 3
- Genere: RPG, dungeon crawler
- Giocatori: 1
- Software house: NIS America
- Sviluppatore: Nippon Ichi Software
- Lingua: Inglese (testi e doppiaggio), Giapponese (doppiaggio)
- Data di uscita: 25 ottobre 2013 (retail) 30 ottobre (digitale)
- Disponibilità: retail, digital delivery
- Reperibilità: comune
- DLC: nessun DLC annunciato al momento
Complimenti, hai vinto!

Tra dubbi e incertezze, inizierà qui il cammino di Renya per diventare un Dio degno del titolo che porta ed esaudire le numerose preghiere che gli verranno rivolte ogni giorno, accompagnato dai suoi fedeli angeli servitori, in quello che si rivelerà il compito più arduo che il ragazzo abbia mai affrontato in vita sua. Ma non dimentichiamoci che, dopotutto, se il paradiso esiste, esiste anche la sua infernale controparte.
I will guide your fate to a revolution
Con una trama tipica da anime giapponese, The Guided Fate Paradox si presenta come un titolo piacevole e non complicatissimo da seguire. Sarà anzi possibile definirlo “semplice” sotto alcuni punti di vista, in quanto non sarà indispensabile arrovellarci più di tanto per immergerci in quella che sarà la storia vera e propria. Dopo aver assistito al prologo già citato, verremo catapultati a Celestia, una sorta di pseudo-paradiso dove faremo conoscenza degli altri angeli al nostro servizio e dove passeremo la maggior parte del tempo fra un capitolo e l’altro della storia.
Situata su due livelli collegati attraverso un portale, Celestia sarà il punto di inizio di tutte le nostre missioni; non dovremo avventurarci senza sosta in una gigantesca mappa, andare alla ricerca di una zona ben specifica o attivare un particolare avvenimento per poter entrare nel vivo dell’azione: tutto quello che ci serve è qui. Inizialmente saranno presenti solo gli angeli, alcuni mostri randomici con cui poter scambiare quattro chiacchiere e qualche negozio in cui poter comprare alcune armi base, oggetti per ristabilire la salute o l’energia per poter eseguire mosse speciali e quant’altro equipaggeremo al nostro personaggio; in seguito verranno introdotti altri NPC che fungeranno da banca, in cui depositare i nostri soldi (importante, viste le condizioni di gioco) il fabbro, che potenzierà il nostro armamentario e, procedendo nel gioco, molto altro.

Il Dio dei dungeon



Prima di partire in missione, però, è necessario sapere una cosa importantissima: per ogni nostra sconfitta riportata in uno dei dungeon il nostro equipaggiamento e le monete accumulate ci verranno brutalmente portate via, rendendo quindi Paradox una vera sfida, piacevolmente più arduo degli ormai immancabili giochi che si portano a termine nel giro di appena sei ore.
Così tenero… che si taglia con un grissino
Tralasciando le boss battle che dovremo affrontare da soli, nei vari capitoli della storia saremo quasi sempre accompagnati da uno degli angeli (che il più delle volte sarà Lilliel), essenziali per un’ottimale esplorazione dei dungeon generati casualmente, in quanto, oltre a darci mano nei combattimenti, ci offriranno anche una visuale della mappa di gioco più completa. Una sconfitta del nostro alleato comporterebbe, oltre alla perdita di tutto il suo equipaggiamento, anche una visuale drasticamente ridotta della mappa che ci circonda, rendendo il tutto ancora più arduo.
Molto bella è la modalità equipaggiamento, forse una delle parti che ho maggiormente apprezzato del titolo, in cui daremo al nostro personaggio una serie di armi, elmetti, accessori che il nostro avatar indosserà realmente, rendendosi così un vero e fighissimo DIO, o in alternativa un idiota che se ne va in giro con una spada in una mano, una lancia nell’altra, un mantello da supereroe, un carro armato al posto delle gambe e una maschera dalle fattezze di tonno sulla testa. Lo so, è un’immagine orribile, ma spesso sarà il giusto prezzo da pagare per avere delle buone statistiche. Non temete, ci saranno anche oggetti visivamente godibili da equipaggiare anche se così facendo il gioco ci perderà un po’ in stravaganza, basta solamente trovarli. Per ogni oggetto equipaggiato o indossato ci verrà messa a disposizione una skill, che sia essa di attacco, difesa, recupero energia/HP o alterazione dello stato degli avversari adiacenti; non saranno skill permanenti, una volta che toglieremo quello specifico oggetto l’abilità verrà rimossa o rimpiazzata con quella relativa al nuovo pezzo che andremo ad assegnare.


La malinconia di Renya Kagurazaka

Ma se da una parte abbiamo una grafica gradevole che svolge il suo lavoro, dall’altra possiamo contare su una colonna sonora pazzesca: già dal video di apertura del titolo non si può che rimanerne affascinati e, proseguendo nel gioco, la sensazione tende a crescere. Degne di nota le boss theme, i pezzi cantati sono semplicemente favolosi e riescono a fomentare l’esperienza di gioco a livelli inverosimili.
A chi consigliamo The Guided Fate Paradox?
Essendo definito il sequel spirituale di Z.H.P. Unlosing Ranger VS Darkdeath Evilman e avendolo provato, posso confermare come gran parte del gioco, storia a parte, sia veramente simile al titolo sopra citato, ragion per cui se lo avete adorato, se vi ha divertito, se volete provare qualcosa di diverso ma allo stesso tempo familiare, non vi pentirete di The Guided Fate Paradox. Mi sento di consigliarlo anche ai giocatori che preferiscono andare subito al sodo; se vi secca girare in mille posti diversi prima di trovare l’avvenimento che farà proseguire la storia e volete andare dritti al punto senza tanto tergiversare, o cimentarvi in un titolo semplice ma allo stesso tempo complicato, questo è il JRPG che fa per voi. Diciamo però che, visto il genere di gioco e la sua complessità in svariati frangenti, non è un titolo adatto o consigliabile ai neofiti del genere.
- Trama allettante, tipica di un anime giapponese
- Bizzarro e divertente
- Dungeon generati in maniera casuale
- Ottimo comparto musicale
- Possibilità di scegliere l’audio giapponese
- Elevata longevità
- La mancata localizzazione italiana per i testi potrebbe rendere il gioco inaccessibile per qualcuno
- Telecamera e comandi di gioco non proprio semplici da gestire
The Guided Fate Paradox
Essere un Dio circondato da Maid non vi renderà la vita facile
Personalmente, ho apprezzato tantissimo The Guided Fate Paradox. Con una trama degna di un anime giapponese, scene esilaranti, mosse speciali, trasformazioni a sorpresa, un pizzico di fanservice e riferimenti a caso agli abbondanti argomenti di Cheriel, non ha mai smesso si sorprendermi e farmi fare qualche risata. Ma non prendetelo alla leggera… ci sarà anche da sudare. E brava Nippon Ichi Software!.
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