Halo: Campaign Evolved – Recensione

Halo: Campaign Evolved ci porta indietro di 25 anni questo luglio su Xbox, PlayStation e PC. La nostra recensione!

Halo: Campaign Evolved – Recensione

A 25 anni dal lancio di Halo: Combat Evolved e della prima Xbox, Halo Studios torna sull’anello con Halo: Campaign Evolved, un remake completo della celebre campagna che ha dato il via a questa saga immortale. In arrivo in accesso anticipato per tutti coloro che hanno acquistato l’edizione Premium questo 23 luglio, con il lancio globale fissato per il vicinissimo 28 luglio, potremo godere della prima avventura di  Master Chief su Xbox Series X|S, PC e, per la prima volta in assoluto per un capitolo della serie, su PlayStation 5.

Il team non si è limitato alla classica “operazione nostalgia”, ma ha realizzato un rifacimento completo dell’opera, in grado di rappresentare un nuovo punto di partenza per tutti i giocatori che non hanno mai avuto modo di approcciarla prima. Se siete curiosi di scoprire cosa significhi rivivere per la prima volta uno dei titoli che hanno costruito il mondo del gaming moderno, accompagnateci in questa recensione.

Halo: Campaign Evolved – Recensione

  • Titolo: Halo: Campaign Evolved
  • Piattaforma: Xbox Series X|S, PlayStation 5 e PC (Steam)
  • Versione analizzata: Xbox Series X (EU)
  • Genere: Action, Sparatutto
  • Giocatori: 1-2 (1-4 online)
  • Publisher: Xbox Game Studios
  • Sviluppatore: Halo Studios
  • Lingua: Italiano (testi e doppiaggio)
  • Data di uscita: 28 luglio 2026 
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: non annunciati
  • Note: accesso anticipato il 23 luglio 2026 per i possessori dell’edizione Premium

Abbiamo recensito Halo: Campaign Evolved con un codice Xbox Series X fornitoci gratuitamente da Microsoft.

Anno 2552: da 25 anni l’umanità combatte una guerra impari contro il Covenant, un’alleanza aliena a base religiosa decisa a sterminarla. Dopo la caduta di Reach, una delle ultime colonie umane rimaste, l’incrociatore Pillar of Autumn fugge nello spazio profondo con un salto alla cieca, sperando di allontanare il nemico dalla rotta verso la Terra. La nave riemerge davanti a un’enorme megastruttura artificiale a forma di anello, ribattezzata “Halo“, ma il Covenant l’ha seguita e l’assalto è immediato. Con la nave allo sbando, il Capitano Keyes risveglia dalla criostasi l’ultimo Spartan-II rimasto, il Master Chief John-117, affidandogli la protezione di Cortana, l’intelligenza artificiale di bordo che custodisce informazioni cruciali, tra cui la posizione della Terra. Dopo l’evacuazione, Master Chief, Cortana e i marine superstiti si ritrovano dispersi sulla superficie dell’anello, dove dovranno liberare Keyes prigioniero su una portanavi Covenant, scoprire la vera natura di Halo e affrontare una minaccia ben più antica e pericolosa del Covenant stesso: il Flood, un parassita divorante capace di infettare qualunque forma di vita senziente.

Halo: Campaign Evolved – Recensione

Halo: Campaign Evolved ripropone questa storia integralmente, missione per missione, arricchendola con le tre missioni prequel: Operation: Meteorite, che approfondiscono il legame tra Master Chief e il Sgt. Johnson durante l’anno che precede gli eventi narrati sopra.

Questa è la nostra storia

Per capire cosa rappresenti davvero questo remake, vale probabilmente la pena ripercorrere la “storia” editoriale che ha segnato il primissimo Halo. Pubblicato il 15 novembre 2001 come titolo di lancio della prima Xbox, Halo: Combat Evolved fu accolto da una critica pressoché unanime, ottenendo un punteggio aggregato di 97/100, con la stampa dell’epoca che ne lodava l’intelligenza artificiale di nemici e alleati, il level design “a sandbox” aperto a più approcci e un comparto multiplayer in split-screen e system link che alimentò leggendarie serate LAN.

Fu solo dieci anni dopo, con Halo: Combat Evolved Anniversary (poi confluita in Halo: The Master Chief Collection), che il gioco ottenne il suo primo restauro grafico “a interruttore”: il giocatore poteva passare in tempo reale tra la grafica originale del 2001 e un rivestimento visivo aggiornato, mantenendo però intatti level design, script e logica di gioco originali. Campaign Evolved fa ora un salto di categoria rispetto a entrambe le versioni precedenti: non è un filtro grafico né uno “switch” tra vecchio e nuovo, ma una ricostruzione integrale su Unreal Engine 5, con geometrie, illuminazione, encounter, animazioni, doppiaggio e colonna sonora rifatti da zero. È il primo vero remake della serie.

Halo: Campaign Evolved – Recensione

La campagna rifà da zero le dieci missioni originali, con ambientazioni ricostruite, nuove cinematiche, motion capture e doppiaggio interamente ricreati, oltre alla colonna sonora completamente rimasterizzata. A questo si aggiungono le tre missioni inedite sopracitate, in grado di offrire un tocco di novità anche per chi conosce l’opera come le proprie tasche. Lo stile di gioco orientato al sandbox, in ambientazioni più ampie, si è rivelato il modo migliore per introdurre meccaniche moderne come la corsa e la mira di precisione, oltre alla possibilità — completamente inedita per questa campagna — di usare armi iconiche di altri capitoli della saga come l’amatissima Energy Sword. Anche i veicoli hanno ottenuto il loro restauro, ed è ora finalmente possibile dirottare mezzi come il Wraith, con percorsi allargati per far passare il Warthog dove prima bisognava forzarlo.

Halo: Campaign Evolved – Recensione

La longevità, di per sé ancora modesta, è affidata alla sua ampia rigiocabilità attraverso i 42 Teschi raccoglibili — il numero più alto mai visto in un capitolo Halo — che sbloccano la nuovissima modalità Campaign Remix, dove è possibile rigiocare le missioni completate con nemici, armi e condizioni di visibilità randomizzati. Degno di nota è soprattutto il teschio che permette di vivere l’intera campagna in terza persona, un punto di vista mai offerto prima d’ora, tanto che è stato scelto dagli sviluppatori come primo collezionabile ottenibile. Non mancano piccole novità di quality of life, tra cui un tasto dedicato alla corsa e divertenti power-up come l’invisibilità temporanea o uno scudo energetico aggiuntivo.

Il titolo non dispone di funzioni multiplayer competitive: è pensato per essere incentrato unicamente sulla campagna, vivibile sia in split-screen a due giocatori (solo su console) sia online fino a 4 giocatori, con crossplay e cross-progression completi tra le piattaforme. Alcune ambientazioni sono state ampliate e modificate per offrire maggiore mobilità di campo quando si gioca in squadra completa, favorendo ulteriormente il lavoro di gruppo — un accorgimento che si sente soprattutto alle difficoltà più alte, come quella Eroica, decisamente più impegnativa rispetto all’originale del 2001.

Halo: Campaign Evolved – Recensione

Cortana, analisi del nemico

Tecnicamente il titolo colpisce immediatamente il giocatore. Su Xbox Series X, la Modalità Prestazioni si è rivelata molto solida: FPS bloccati e stabili per l’intera durata della campagna. Nonostante la priorità data al frame rate, la modalità mantiene attivi ray tracing hardware, l’illuminazione globale Lumen e il sistema Mega Lights per le luci d’interni, un compromesso tecnico per niente scontato per un motore come Unreal Engine 5. Il gioco applica inoltre una riduzione dinamica della risoluzione sui soli effetti trasparenti (fumo, esplosioni, particellari) nelle scene più pesanti, per proteggere il frame rate senza intaccare la nitidezza del resto dell’immagine.

A non convincerci pienamente è invece la Modalità Qualità a 30 FPS, un compromesso poco riuscito se confrontata con l’ottima Modalità Prestazioni appena descritta: speriamo in una patch che possa renderla molto più fluida, così da poter godere al meglio delle splendide ambientazioni offerte dal gioco.

Halo: Campaign Evolved – Recensione

A chi consigliamo Halo: Campaign Evolved?

Halo: Campaign Evolved nasce esplicitamente come porta d’ingresso alla saga, ed è probabilmente a chi non ha mai giocato a un Halo che si rivolge in primo luogo: racconta la storia che ha dato il via a tutto, con controlli, ritmo e presentazione aggiornati agli standard 2026, senza il peso di dover recuperare capitoli precedenti. Allo stesso tempo, però, i veterani della saga trovano ragioni concrete per tornarci: Operation: Meteorite aggiunge lore inedita sul rapporto tra Master Chief e Sgt. Johnson, mentre i 42 Teschi raccoglibili e la modalità Campaign Remix promettono la rigiocabilità più ampia mai offerta da un singolo capitolo Halo.

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  • Remake ambizioso
  • Possibilità di viverlo per la prima volta su PlayStation 5
  • Alta rigiocabilità grazie a più di quaranta modificatori…

  • …Ma poche novità fronte narrativo
  • Assenza del comparto multiplayer competitivo
  • Modalità Qualità non all’altezza del comparto tecnico generale
Halo: Campaign Evolved
4.5

Un nuovo inizio per l'anello di Halo

Halo: Campaign Evolved centra l’obiettivo che si era posto fin dall’annuncio: essere allo stesso tempo un’ottima porta d’ingresso per chi non ha mai vissuto l’epopea di Master Chief e un motivo solido di ritorno per chi la conosce a memoria. Il salto a Unreal Engine 5 paga soprattutto in Modalità Prestazioni, dove il gioco scorre fluido e stabile su Xbox Series X senza sacrificare ray tracing e illuminazione dinamica, mentre le tre missioni di Operation: Meteorite e i 42 Teschi garantiscono qualche buona ragione in più per tornare sull’anello anche a campagna finita. A lasciare qualche perplessità sono soprattutto la Modalità Qualità ancora acerba e un ampliamento narrativo che, per quanto gradito, non stravolge il peso della storia originale. Resta comunque, nel complesso, la versione più completa e curata mai realizzata della campagna che ha dato inizio a tutto.

Amante dei videogiochi fin dalla tenera età, ama perdersi nella scrittura ascoltando le OST di FINAL FANTASY e KINGDOM HEARTS. Convinto fieramente che la bellezza di un equip sia più importante delle sue statistiche, è sempre alla ricerca di nuovi oggetti da aggiungere alla sua collezione videoludica.

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