PARANORMASIGHT: The Mermaid’s Curse – Recensione

La nostra recensione di PARANORMASIGHT: The Mermaid’s Curse di SQUARE ENIX, in uscita il 19 febbraio su Steam, Nintendo Switch e dispositivi mobile

PARANORMASIGHT: The Mermaid’s Curse – Recensione

Dopo le ombre urbane del primo capitolo, la serie di PARANORMASIGHT cambia pelle e si sposta lontano dai neon e dall’asfalto per abbracciare il vento salmastro e il silenzio del mare. PARANORMASIGHT: The Mermaid’s Curse, gioco completamente slegato dal primo capitolo, è una vera e propria indagine. E come tutte le vere indagini, richiede pazienza, memoria e una certa tolleranza per ciò che resta irrisolto troppo a lungo.

Analizziamolo con la nostra recensione del titolo di SQUARE ENIX in uscita il 19 febbraio su Steam, Nintendo Switch e dispositivi mobile.

PARANORMASIGHT: The Mermaid’s Curse – Recensione

  • Titolo:PARANORMASIGHT: The Mermaid’s Curse
  • Piattaforma: Nintendo Switch, PC/Steam, iOS, Android
  • Versione analizzata:  Nintendo Switch (EU)
  • Genere: Visual Novel
  • Giocatori: 1
  • Publisher: SQUARE ENIX
  • Sviluppatore: xeen
  • Lingua: Inglese (testi)
  • Data di uscita: 19 febbraio 2026
  • Disponibilità: digital delivery
  • DLC: nessuno
  • Note: pur essendo un seguito di PARANORMASIGHT: The Seven Mysteries of Honjo si tratta di un’esperienza di gioco stand-alone

Abbiamo recensito PARANORMASIGHT: The Mermaid’s Curse con un codice Nintendo Switch fornitoci gratuitamente da SQUARE ENIX tramite BANDAI NAMCO Entertainment Europe.

Un’isola fuori dal tempo

Siamo negli anni ’80, sull’isola di Kameshima. Un luogo sospeso tra tradizione e superstizione, dove le immersioni delle ama diver, immersioniste prive di attrezzatura, convivono con leggende di sirene e sparizioni mai del tutto chiarite.

L’arco narrativo copre appena due giorni. Questa è una scelta precisa per aumentare la pressione del giocatore svelando eventi in un arco di tempo molto breve ma apparentemente lungo, mentre i ricordi dei personaggi si allargano all’indietro come cerchi nell’acqua. L’atmosfera è meno apertamente horror rispetto al primo episodio, ma molto più opprimente sul piano emotivo.

La struttura resta corale: i personaggi sono tanti ma i veri e propri protagonisti sono in quattro. Avremo modo di vivere tutti i loro punti di vista in questa storia, saltando da un personaggio all’altro con una flow-chart che rende chiare le tempistiche degli eventi.

PARANORMASIGHT: The Mermaid’s Curse – Recensione

Yuza, tornato sull’isola dopo la morte dei genitori durante una tempesta, porta con sé una scaglia di sirena e un dubbio che lo divora: sua madre era davvero una di loro? Sato, ragazza senza passato trovata nuda e incosciente sulla spiaggia tre mesi prima. Vive sotto la tutela di un magnate locale, ma non va a scuola e non ricorda chi sia. Yumeko, agente di un dipartimento speciale che indaga sul paranormale. Fredda, metodica, e chiaramente motivata da qualcosa di personale. Arnav, giornalista dell’occulto, ingenuo ma ostinato, alla ricerca della carne di sirena che promette immortalità.

Le loro linee narrative si intrecciano lentamente. C’è il sospetto costante che tutti stiano nascondendo qualcosa… E col tempo scopriremo i loro segreti, che finiscono per rendere storie apparentemente separate, una sola intricata retta di eventi.

Il Narratore torna, figura onnisciente che narra gli eventi al giocatore, ma cambia ruolo. Non è un manipolatore, o almeno non solo: è un esaminatore. Nei momenti chiave interrompe la scena, fa comparire una tastiera su schermo e chiede al giocatore di scrivere la risposta a una domanda cruciale: un collegamento, un sospetto, una deduzione. Per rispondere bisogna aver letto i file, incrociato le informazioni, ricordato dialoghi apparentemente secondari. È una delle scelte più brillanti di PARANORMASIGHT: The Mermaid’s Curse: non basta cliccare, ma bisogna capire, pensando fuori dagli schemi e andando a ritroso con la mente ad ogni dialogo.

Gameplay: tra immersione e illusione

Rispetto al gioco precedente, ritroviamo diverse scelte di meccaniche che non sono cambiate: le ambientazioni sono esplorabili con un movimento a 360°, la story chart si biforca e presenta percorsi alternativi che modificano eventi e rivelazioni, e l’archivio dei file è consultabile in qualsiasi momento. Una delle novità principali è l’immersione subacquea. Yuza può esplorare i fondali in prima persona, muovendosi liberamente sott’acqua. È un segmento tecnicamente riuscito, atmosferico, con una gestione dell’ossigeno e delle statistiche potenziabili tramite raccolta di perle e tesori.

PARANORMASIGHT: The Mermaid’s Curse – Recensione

Il problema? Questa meccanica non è parte integrante dell’intero gioco, ma occupa circa un’ora dell’esperienza complessiva (ed è possibile spenderla tutta verso gli inizi) e la maggior parte di questa ora è in realtà farming per potenziare abilità come ossigeno, radar, o forza. Funziona, perchè è fondamentale per alcuni eventi di trama, ma è avremmo preferito decisamente che fosse un qualcosa di molto più presente all’interno della storia, poichè rispecchia totalmente l’atmosfera che ci si aspetta. È una meccanica forte che resta inespressa.

PARANORMASIGHT: The Mermaid’s Curse – Recensione

Ritmo e struttura investigativa

Il cuore dell’esperienza è l’intreccio: i misteri si accumulano, i ricordi si frammentano, e solo verso la seconda giornata iniziano a ricomporsi in una struttura coerente. Si tratta di una trama il cui ritmo è deliberatamente lento nella prima metà, e non tutti apprezzeranno. Nello svolgersi degli eventi e nel leggere gli interminabili dialoghi, a volte prenderemo mano al controller per risolvere degli enigmi, che possono spaziare dal semplice cliccare il giusto oggetto/opzione di dialogo, al riuscire a trovare il punto esatto su una mappa. Alcuni enigmi risultano però eccessivamente criptici: in più di un’occasione è necessario rigiocare interi segmenti per accorgersi di un dettaglio cliccabile o di un’informazione fondamentale nascosta in una linea di dialogo secondaria. Era chiaro che non fosse un gioco che accompagna il giocatore verso la soluzione, ma va detto che a volte sfiora la frustrazione.

La regia sfrutta ancora la visuale a 360°, ma qui non serve per creare tensione improvvisa, quanto piuttosto per permettere un’esplorazione a tutto tondo e instillare nel giocatore un’atmosfera vivida e reale, e questo si aggiunge ad un comparto sonoro quasi malinconico, che crea sospensione e aspettativa.

PARANORMASIGHT: The Mermaid’s Curse – Recensione

A chi consigliamo PARANORMASIGHT: The Mermaid’s Curse?

Consigliamo PARANORMASIGHT: The Mermaid’s Curse chi ama le visual novel investigative che premiano l’attenzione ai dettagli, a chi vuole un mistero che si costruisce pezzo dopo pezzo senza scorciatoie, a chi apprezza storie in cui il soprannaturale finisce col prendere piede in maniera quasi naturale. Chi cerca tensione costante o meccaniche dinamiche potrebbe trovarlo troppo contemplativo.

  • Intreccio narrativo solido e stratificato
  • Ottimo uso dell’archivio e della deduzione
  • Personaggi complessi e umanizzati
  • Atmosfera coerente e distintiva

  • Sezione subacquea marginale nell’esperienza
  • Farming e potenziamenti poco necessari
  • Alcuni puzzle troppo criptici
  • Ritmo iniziale molto lento
PARANORMASIGHT: The Mermaid's Curse
3.7

Un mistero nei flutti marini

PARANORMASIGHT: The Mermaid’s Curse di SQUARE ENIX è un titolo che indaga sulla memoria, sull’identità e sul paranormale. Come ogni buon mistero marino, lascia la sensazione che sotto la superficie dell’acqua ci sia ancora qualcosa che non abbiamo visto. Lasciatevi accompagnare dalle parole del narratore, che ci immergeranno in una storia piena di colpi di scena che vi faranno finire in apnea.

Amante di videogiochi, manga, anime, giochi di ruolo, cosplay, e tutto il mondo nerd sin da tenera età. Ha eternamente 14 anni, le persone che gli hanno ricordato la sua vera età sono misteriosamente scomparse.

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