Quando una serie di giochi torna con uno spin-off ambientato tra i due capitoli principali, è inevitabile chiedersi se ci sia davvero bisogno di altro. No Sleep For Kaname Date – From AI: THE SOMNIUM FILES è la risposta ironica e sfacciata a questa domanda: un titolo che non punta a stravolgere la serie, ma a far divertire chi già la ama, con una dose extra di fanservice, umorismo sopra le righe ed enigmi che richiamano lo spirito di ZERO ESCAPE.
In questa recensione vi raccontiamo perché, pur con tutti i suoi limiti, questo bizzarro intermezzo ha saputo conquistarci più di quanto ci aspettassimo. Buona lettura.
- Titolo: No Sleep For Kaname Date – From AI: THE SOMNIUM FILES
- Piattaforma: Nintendo Switch 2, Nintendo Switch, PC (Steam)
- Versione analizzata: Nintendo Switch (EU)
- Genere: Avventura
- Giocatori: 1
- Publisher: Spike Chunsoft
- Sviluppatore: Spike Chunsoft
- Lingua: Inglese (testi), Giapponese (doppiaggio)
- Data di uscita: 25 luglio 2025
- Disponibilità: digital delivery
- DLC: nessuno
- Note: disponibile l’edizione fisica “Aiba Edition” che include due esclusivi adesivi olografici da 7,62 cm
Abbiamo recensito No Sleep For Kaname Date – From AI: THE SOMNIUM FILES con un codice Nintendo Switch fornitoci gratuitamente da Spike Chunsoft.
Qualcuno ha per caso detto Date?
La trama di No Sleep For Kaname Date – From AI: THE SOMNIUM FILES parte con Iris Sagan, promettente star del web, rapita dagli alieni e costretta a partecipare a una serie di escape room. Dietro questo complotto c’è una misteriosa donna, Akemi, che appare su uno schermo e conduce quello che definisce il Third Eye Game. Date torna protagonista per ritrovare Iris, mentre lei cerca di scappare insieme al suo “amico” Ota.
La prima cosa che salta all’occhio è che tutti i personaggi sono portati all’estremo: l’obiettivo di questo spin-off è chiaramente far ridere. Date è più maniaco che mai, ancora più dipendente da riviste “per adulti” e locali a luci rosse. I personaggi più sopra le righe dei precedenti giochi hanno qui più spazio, com’è logico che ci si aspetterebbe visto l’umorismo e la breve durata dell’opera. Mizuki e Ryuki fanno qualche comparsata, ma vengono messi in secondo piano per lasciare spazio ai personaggi più adatti alle gag. Quasi tutti i personaggi dei due capitoli principali tornano, anche quelli apparentemente insignificanti. Considerando che la sceneggiatura non è di Uchikoshi, e che già in Nirvana Initiative i personaggi erano un po’ più semplificati, direi che va benissimo così.
Questo gioco vive e muore grazie alla sua comicità più di qualsiasi altro. Se vi faceva ridere Date che annusava scarpe in preda al feticismo nel primo gioco, qui andrete a nozze. Avere di nuovo Date come protagonista in effetti aiuta già a compiere metà del lavoro: per quanto questo vecchio maniaco possa dare sui nervi a tutti, è impossibile odiarlo, ed è una delle ragioni principali per i giocatori si sono innamorati del primo Somnium Files. Quindi un intero spin-off incentrato sui suoi battibecchi con Aiba è stato una goduria. A parte i personaggi nuovi, che abbiamo trovato ok ma non memorabili, l’unica che non ci ha convinto è la stessa Iris. Il suo ruolo di complottista è narrativamente interessante, ma ormai la gag è un po’ consumata dai tempi del primo gioco. Non che non sia divertente averla di nuovo, ma non è certo lei la stella dello show. No Sleep riporta in scena il cast originale, ma con la scrittura folle del sequel. E visto che le loro storie erano già concluse, va benissimo che questo mistero sia solo un pretesto per farli finire in situazioni assurde.
Zero Escape…. Room
Il gameplay è praticamente identico ai capitoli precedenti, con una differenza importante: le indagini in terza persona sono sostituite dalle escape room. Si gioca come Iris e gli altri, passando da un personaggio all’altro per risolvere enigmi di vario tipo. Eravamo curiosi di vedere come se la sarebbe cavata il Team Zero Escape dopo anni, ma dobbiamo dire che ci sanno ancora fare. Al di là della visuale in terza persona, ricorda molto quanto già apprezzato in passato: raccogli oggetti, li combini, risolvi puzzle intricati. Abbiamo apprezzato in particolare i momenti in cui parte un conto alla rovescia per risolvere l’enigma più difficile: lì la tensione si sente davvero, e ci siamo ritroavti a prendere appunti come ai vecchi tempi.
In questi segmenti spiccano anche i nuovi asset 3D, davvero ben realizzati. Dal punto di vista del gameplay, queste escape room sono la parte migliore del gioco. Purtroppo non possiamo dire lo stesso delle sezioni Somnium, che ci sono sembrate un passo indietro rispetto ai capitoli precedenti. Non solo sono molto più lineari, ma riutilizzano mappe già viste nei giochi precedenti. Speravamo che compensassero con Somnium più originali o strambi, ma così non è stato. Nei precedenti capitoli, le mappe riutilizzate venivano almeno ampliate o modificate, qui no, e i puzzle sono più semplici che mai. Già in Nirvana Initiative i Somnium erano stati semplificati, ma richiedevano comunque un minimo di sperimentazione. Qui niente di tutto questo: i Somnium hanno sempre funzionato come strumento creativo per approfondire i personaggi e portare avanti la trama, e qui fanno solo quello, senza sorprese. Sono più lineari, meno esplorabili. Un altro piccolo neo è la progressione della storia: niente bivi narrativi, niente flowchart ramificate come nei vecchi giochi. La scelta di rendere tutto lineare, con qualche bad Eeding scherzoso sbloccabile è stata un peccato. I finali alternativi sono spassosi, ma ci sarebbe piaciuto un ritorno alla struttura a timeline multiple.
Non possiamo entrare nei dettagli, ma confermiamo che gli extra sbloccabili di Nirvana Initiative tornano anche qui. Dopo una quindicina di ore, finiti i titoli di coda, ci sono diversi finali e contenuti opzionali da scovare. Non li abbiamo ancora trovati tutti, ma abbiamo sorriso più volte per i riferimenti e le gag, coerenti con il nuovo tono folle, e davvero spassosi. Anche se il mistero di fondo è intrigante, non arriva alle vette dei predecessori. Essendo un “interquel”, è chiaro fin dall’inizio che non può cambiare nulla di rilevante nella timeline, quindi quello che accade risulta un po’ prevedibile e inconcludente. Lo fa in pieno stile AI, ma il percorso non è stato sempre soddisfacente. Però, per fortuna, non è abbastanza per rovinare quello che funziona, e più passa il tempo, più ci si affeziona a questo spin-off.
Iris, l’idol di Internet, è stata rapita dagli alieni?! Ritrovandosi a bordo di un misterioso UFO e incaricata di completare uno strano gioco di fuga, Iris sa che c’è una persona su cui può sempre contare per chiedere aiuto: Kaname Date, Psyncer! Nei panni di Date, conduci indagini, risolvi enigmi del gioco di fuga e Psync nei sogni dei potenziali sospetti per aiutare Iris a fuggire e svelare il mistero dietro The Third Eye Game!
Per apprezzare No Sleep For Kaname Date bisogna solo sintonizzarsi sullo spirito giusto. Non aspettatevi un nuovo capolavoro emotivo o un mistero da spaccarsi la testa. In cambio, offre una scrittura comica di ottimo livello. Sa benissimo di non poter far avanzare davvero la trama principale, e non ci prova neanche, vuole solo farvi divertire ancora una volta con personaggi che avete amato, strapparvi risate con battute assurde e farvi applaudire mentre Date si carica di materiale “hot”. Da fan di AI, che non avevano bisogno di un “vero” terzo capitolo, non possiamo che apprezzare ciò che questo gioco rappresenta.
A chi consigliamo No Sleep For Kaname Date – From AI: THE SOMNIUM FILES?
No Sleep For Kaname Date – From AI: THE SOMNIUM FILES è pensato chiaramente per chi ha già amato AI: THE SOMNIUM FILES e Nirvana Initiative: fan che vogliono rivedere Date, Aiba e tutto il cast in situazioni ancora più assurde, senza prendersi troppo sul serio. Se cercate invece misteri intricati o vi avvicinate per la prima volta alla saga, non è sicuramente questo lo spin-off giusto da cui partire.
- Date e Aiba al massimo della loro follia
- Escape room ben costruite, divertenti e con qualche bel colpo di genio
- Concentrato di fanservice e inside joke che i fan storici adoreranno…
- …Ma la trama si rivela secondaria, senza impatto sulla storia principale
- Somnium troppo semplificati e poco ispirati
- Non ha bivi, finali multipli veri o flowchart: se amate la struttura dei vecchi capitoli qui ne sentirete la mancanza
No Sleep For Kaname Date - From AI: THE SOMNIUM FILES
No Sleep For Kaname Date: il fanservice che non sapevamo di volere
No Sleep For Kaname Date non è un nuovo capitolo principale, né prova a esserlo. È uno spin-off pensato chiaramente per chi conosce a memoria l’universo di AI: THE SOMNIUM FILES e vuole tornare a ridere con i suoi personaggi più folli, senza troppe pretese di trama o innovazione. Le escape room funzionano bene, le gag colpiscono nel segno (se apprezzate questo tipo di umorismo) e ritrovare Date e Aiba è sempre un piacere, a patto di non aspettarsi la genialità dei puzzle narrativi di Uchikoshi. Non è perfetto: i Somnium qui sono poco ispirati, la linearità si fa sentire e non tutto il cast brilla come dovrebbe. Ma se siete già fan, probabilmente lo eravate pronti ad accettare. E in fondo è proprio questo lo spirito di No Sleep: un regalo leggero per chi non ha mai davvero smesso di voler vedere Kaname Date ficcare il naso (letteralmente) dove non dovrebbe.
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