Dopo aver atteso anni dall’annuncio e dopo aver corso un paio di volte il rischio di non vederlo arrivare in Europa, se non addirittura di non vederlo uscire e basta, fra qualche giorno anche i videogiocatori del Vecchio Continente potranno finalmente mettere le loro avide e sudaticce (oh se sono sudaticce) mani su Tokyo Mirage Sessions ♯FE, il tanto agognato cross-over fra l’universo ludico creato da ATLUS, Shin Megami Tensei, e quello del franchise sviluppato da Intelligent Systems e pubblicato da Nintendo, Fire Emblem.
A onor del vero, coloro i quali sperano di trovarsi di fronte le ambientazioni a cavallo fra il medievale e il gotico a là Berserk e i temi bellici che hanno reso famosa la saga di Marth e Chrom, rimarranno delusi. Qualche mezzo sorriso è concesso ai fan di Shin Megami Tensei, in modo particolare agli appassionati dello spin off pop (probabilmente anche più popolare della saga principale) Persona. I temi e le ambientazioni, infatti, ricalcano molto quelli già affrontati nei capitoli della serie: c’è una comitiva di liceali, c’è un Giappone vivo e reale, in questo caso corrispondente alla zona di Shibuya, e una dimensione alternativa in cui entrare per salvare il mondo.

I dungeon poi, in linea con quanto visto nel bellissimo Persona 4, sono costruiti attorno ad un tema. C’è quello presente all’interno del fittizio 106 (il negozio simbolo di Shibuya, nominato 109 nel mondo reale) organizzato attorno al concetto di moda e abbigliamento, altri poi si sviluppano partendo dall’idea della fotografia, mentre un altro ancora prende a piene mani dal mondo della televisione (dov’è che ho già visto questa cosa?).
Nell’intervallo fra un capitolo e l’altro, il giocatore, nei panni di Itsuki Aoi, può divertirsi a interagire con gli altri personaggi, in modo da cementare il rapporto con essi. Tale feature, già presente in Persona come Social Link, non gode più della stessa importanza attribuitale dal misterioso affittuario della Velvet Room Igor, ma può comune tornare utile, in quanto un maggior affiatamento fra i personaggi può portare vantaggi durante le fasi di combattimento, visto che due personaggi legati fra di loro da un rapporto solido completeranno, per il dispiacere dei Mirage avversari, una Session d’improvvisazione, riportando una quantità di danni incalcolabile.
In conclusione
Tokyo Mirage Sessions ♯FE arriva in Europa alla fine del ciclo vitale di Wii U e a pochi mesi di distanza dalla tanta agognata pubblicazione di Persona 5. In tal senso, il suo essere di fatto un Persona 4.5 può aiutare tantissimo i fan della serie, che avranno modo di assaporare quel Giappone ultra-pop fatto di idol e liceali con i calzettoni e armati fino ai denti che tanta fortuna ha portato ad ATLUS, riuscita a ritagliarsi la sua piccola (ma poi nemmeno tanto) fetta di appassionati anche in Occidente. Se siete curiosi di scoprire di più riguardo TMS♯FE, rimante su Akiba Gamers in attesa della nostra recensione.
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