I MARRIED A GIRL TO SHUT MY PARENTS UP – Recensione

Parliamo di I married a girl to shut my parents up, il nuovo volume unico della collana Queer di Star Comics, un dolce scorcio su tematiche lgbtq nella società tradizionalista nipponica.

I MARRIED A GIRL TO SHUT MY PARENTS UP - Recensione

In un sistema economico e sociale altamente sviluppato come quello nipponico, si continua ad essere legati a forme di tradizionalismo e di ostracismo culturale a cui ormai non siamo più abituati nelle società più avanzate, ma che si mantengono invariate per via di una mentalità popolare che ancora non riesce a scardinarsi del tutto dai propri demoni del passato. I MARRIED A GIRL TO SHUT MY PARENTS UP di Naoko Kodama, edito in Italia da Star Comics, è una rappresentazione molto tenue degli stereotipi legati al matrimonio e alle unioni civili in Giappone. Se da una parte la famiglia tradizionale tende a spingere i propri figli a trovare un lavoro stabile e ben remunerato, dall’altra la società nipponica è basata sullo stereotipo della famiglia nucleare in cui la donna rimane a casa per adempiere ai propri doveri casalinghi e accudire i figli.

Si crea, dunque, uno squilibrio tra il lato economico e produttivo della società e quello propriamente tradizionalista, in cui l’uomo lavora e “porta a casa lo stipendio” mentre la donna si occupa delle faccende domestiche e dei figli. Il tradizionalismo sociale del Giappone è mitigato nelle grandi città rispetto ai centri rurali, come può essere ovvio, ma di certo non scompare: non sono rari incontri matrimoniali organizzati dalle famiglie per i propri figli, i cosiddetti omiai, in cui si tende a far conoscere potenziali pretendenti molto spesso di levatura sociale o economica abbastanza alta. Le ragazze, quindi, sono spinte dai propri genitori a trovare un uomo in grado di provvedere alla sussistenza familiare, mentre loro possano dedicarsi alla vita casalinga, molto spesso ignorando le aspirazioni di carriera femminile.

  • Titolo originale: Oya ga Urusai node Kouhai to Gisou KekkonI MARRIED A GIRL TO SHUT MY PARENTS UP - Recensione
  • Titolo italiano: I MARRIED A GIRL TO SHUT MY PARENTS UP
  • Uscita giapponese: 2018
  • Uscita italiana: 31 marzo 2021
  • Numero di volumi: 1 (volume unico)
  • Casa editrice: Star Comics
  • Genere: yuri, slice of life, sentimentale
  • Disegni: Naoko Kodama
  • Storia: Naoko Kodama
  • Formato: 13×18
  • Numero di pagine: 168

Abbiamo recensito I MARRIED A GIRL TO SHUT MY PARENTS UP tramite volume stampa fornitoci da Star Comics.

Un matrimonio (s)combinato

I MARRIED A GIRL TO SHUT MY PARENTS UP si presenta come un volume unico soft manga yuri, che affronta le difficoltà legate all’apparenza e alla voglia di far accettare le proprie inclinazioni e i propri desideri ad una società fin troppo radicata e radicale. Machi ha trovato un ottimo lavoro in un’azienda quotata in Borsa, ma questo non sembra soddisfare appieno i suoi genitori, da sempre proiettati verso un’educazione molto rigida nei confronti della figlia. Vorrebbero, infatti, che Machi trovasse un buon marito, un ottimo partito di cui potersi vantare. La convivenza con la sua kohai e amica Hana, che tempo addietro le aveva confessato i propri sentimenti, sembra poter essere una soluzione al problema: possono fingere di essere sposate e dunque mettere a tacere la famiglia di Machi. Ma il problema sembra invece ingigantirsi! Dopo il coming out – apparentemente finto – della figlia, i genitori sembrano infuriarsi ancora di più, guidati dalle convinzioni velatamente omofobe ancora imperanti in Giappone.

La storia di Machi e Hana dopo la rivelazione del loro certificato di partnership – in Giappone ancora non sono consentiti matrimoni gay, ma in alcune prefetture è possibile far emettere un atto di riconoscimento della coppia – subisce inaspettatamente un’evoluzione sentimentale, permettendo a Machi di comprendere la bellezza della vita di coppia e della convivenza. I sentimenti di amicizia tra le due ben presto si trasformano in qualcosa di più.

Tradizionalismo nipponico e rinnovamento sociale

Il manga di Naoko Kodama si presenta senza un notevole spessore, affrontando sì tematiche molto calde e attuali della società nipponica, ma senza soffermarsi troppo sulle conseguenze effettive che tali implicazioni hanno sulla psicologia delle persone, ma concentrandosi sulla componente emozionale dell’evoluzione della storia d’amore tra le due ragazze. I MARRIED A GIRL TO SHUT MY PARENTS UP è una storia molto leggera sul concetto di affezione, sull’imparare a convivere con qualcuno che apparentemente è diverso da te, ma che effettivamente ti è molto più vicino di quello che pensi. Non ci si concentra eccessivamente, dunque, sulla discriminazione omofoba e sul tradizionalismo sociale, anche se gli spunti emersi sono di notevole rilevanza e andrebbero affrontati non solo in un’opera di fantasia, ma sul piano pratico attraverso discussioni e azioni reali. Le premesse basilari sono dunque di notevole spessore e importanza, ma la storia non riesce a decollare partendo proprio da questi presupposti.

 

Machi ha trovato un buon lavoro in un’azienda da poco quotata in borsa, è indipendente e apparentemente tranquilla. I suoi genitori però sono scontenti della sua scelta di essere andata a vivere da sola e vorrebbero che trovasse un buon partito da sposare! Machi non ne vuole sapere, ed ecco che la sua amica e al momento coinquilina Hana le propone un’ottima idea per far tacere i genitori: fingere di sposarsi e di voler continuare la loro vita insieme. Quella che all’inizio sembra essere una convivenza forzata si trasformerà in qualcosa di più tra le due ragazze, sullo sfondo di una società ancora troppo ancorata ai tradizionalismi e alle discriminazioni di gender.

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I disegni sicuramente sono apprezzabili, guadagnandosi una nota di merito nella valutazione complessiva: dal tratto delicato e preciso, lo stile di Naoko Kodama si avvicina molto a tinte shojo anche per via dell’uso ponderato di retini che ingentiliscono il tutto. Anche la cover, che si presenta nell’edizione italiana di Star Comics come sovraccoperta lucida e di relativo spessore, presenta un’immagine nitida bicromatica che si armonizza con lo sfondo rosa pastello.

La storia continua…

Dal punto di vista grafico rimane degna di nota anche la seconda storia contenuta nel volume unico, intitolata Amore senza fiato, una breve rappresentazione della vita scolastica di Oshimi e Mutsuki, compagne di stanza in un liceo rinomato per le discipline sportive. Dai caratteri completamente opposti, sembrano però compensarsi a vicenda, rivelando dei caratteri e delle inclinazioni che non rispecchiano completamente le apparenze che le due vogliono mostrare. Questo le porta a sentirsi più vicine e a sviluppare sentimenti che non riescono a condividere con altri. Anche qui i disegni sono tendenti alla stilizzazione morbida e delicata dello shojo, mantenendo lo stile sobrio ma al contempo aggraziato e delicato, adattandosi alla complessiva atmosfera sentimentale. La storia però, anche per via della limitatezza delle tavole, non è di rilevante spessore, presentandosi come un semplice riempimento posto a conclusione del volume. Anche qui la tematica LGBTQ+ non è preponderante, viene fatto un lieve accenno ma ci si concentra forse di più sulla psicologia delle protagoniste, sebbene sempre in modo velato.

Le due storie contenute nel volume di Naoko Kodama possono essere viste come dei candidi tentativi di portare all’attenzione del grande pubblico tematiche che in Giappone non vengono evidentemente adeguatamente trattate, come appunto la tendenza a valutare una donna in base al proprio partner e la discriminazione omosessuale che ancora, purtroppo, è largamente diffusa.

A chi consigliamo I MARRIED A GIRL TO SHUT MY PARENTS UP?

Una storia dai dolci tratti sentimentali, I married a girl to shut my parents up è sicuramente una storia consigliata a chi è interessato a delle tematiche LGBT, che proprio in questo volume unico vengono mostrate come punto dolente del tessuto socio-culturale giapponese: se da una parte, infatti, numerosi sono i fumetti nipponici legati a queste tematiche, esse sono ancora considerate quasi dei tabù dalla società. Il manga di Nako Kodama è una storia delicata, dolce, dai tratti quasi effimeri, che sicuramente sarà apprezzata per la sua leggerezza dagli amanti del genere yuri e shojo.

  • Disegni delicati e dai tratti morbidi e precisi
  • Attenzione su tematiche ancora scottanti per la società nipponica, come i matrimoni combinati, l’omosessualità e la stabilità familiare
  • Storia breve ma che rispecchia la volontà di essere uno scorcio di vita quotidiana non troppo impegnato

  • Storia non estremamente incisiva
  • Non vengono approfondite in modo netto le tematiche LGBTQ+
  • La psicologia dei personaggi e la loro caratterizzazione non è così evidente
I MARRIED A GIRL TO SHUT MY PARENTS UP
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L’amore ai tempi del tradizionalismo

I MARRIED A GIRL TO SHUT MY PARENTS UP ha il merito di mostrarsi in modo diretto e schietto come un manifesto lieve e delicato di alcuni aspetti scottanti della società nipponica. Il tradizionalismo legato alla stabilità economica e familiare, alla condizione di single e soprattutto alle tematiche LGBTQ+ è ancora preponderante in una delle società più sviluppate al mondo. La storia di Machi e Hana — e seppur brevemente, di Oshimi e Mutsuki — è un esempio di accettazione, di forza nei confronti della schiacciante valenza socio culturale che sovrasta gli individui, ma al contempo si presenta come dolce rappresentazione della forza dell’amore nonostante tutto.

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Una mahō shōjo che vive sommersa tra libri e fumetti, Pokémon e dadi di D&D. Divoratrice compulsiva di film e serie TV, nel tempo libero complotta con il suo gatto per conquistare il mondo. Sogna un giorno remoto di disegnare una storia a fumetti incentrata su una campagna di Dungeons & Dragons.

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