Atelier Sophie 2: The Alchemist of the Mysterious Dream – Recensione

La nostra recensione di Atelier Sophie 2: The Alchemist of the Mysterious Dream, midquel della saga di Mysterious della serie JRPG di GUST

Atelier Sophie 2: The Alchemist of the Mysterious Dream - Recensione

Atelier Sophie 2: The Alchemist of the Mysterious Dream è il nuovo capitolo del franchise che vede come protagoniste Sophie e Plachta. Gli sviluppatori di GUST hanno voluto continuare con la storia della giovane alchimista Sophie Neuenmueller, che vive in un mondo davvero particolare. La saga ha sempre avuto degli alti e bassi, anche se di recente ha ricevuto parecchie attenzioni con la fortunata saga di Ryza, di cui il secondo capitolo è uscito l’anno scorso (qui trovate la nostra recensione). Ciononostante, questa longeva serie di GUST è considerata ancora come una saga videoludica di nicchia. Questo perché è incentrata quasi totalmente sul gameplay, con una trama divisa tra momenti di slice of life e di combattimento.

A differenza di molti altri JRPG, le tematiche dei titoli Atelier sono molto semplici e leggere. Infatti, spesso e volentieri hanno un incipit molto semplice che va complicandosi man mano con l’inserimento di elementi drammatici, ma senza mai esagerare nell’incupire troppo il tema generale dell’avventura.

Atelier Sophie 2: The Alchemist of the Mysterious Dream - Recensione

  • Titolo: Atelier Sophie 2: The Alchemist of the Mysterious Dream
  • Piattaforma: PlayStation 4, Nintendo Switch, PC / Steam
  • Versione analizzata: PlayStation 4 (EU)
  • Genere: JRPG
  • Giocatori: 1
  • Publisher: KOEI TECMO GAMES
  • Sviluppatore: GUST
  • Lingua: Inglese (testi), Inglese o Giapponese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 25 febbraio 2022
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: Season Pass con costumi, ricette, BGM e scenario aggiuntivi
  • Note: disponibile in edizione limitata Special Collection Box sullo store di KOEI TECMO GAMES

Abbiamo recensito Atelier Sophie 2: The Alchemist of the Mysterious Dream con un codice PlayStation 4 fornitoci gratuitamente da KOEI TECMO GAMES tramite Koch Media.

Atelier Sophie 2: The Alchemist of the Mysterious Dream - Recensione

Questo nuovo capitolo mantiene la formula alchemica funzionante del primo Atelier Sophie, ma con qualche piccola aggiunta. Nel caso in cui non si conoscessero gli eventi del titolo che precede The Alchemist of the Mysterious Dream, infatti, è disponibile direttamente dal menu principale l’opzione “Story so far”, che riassume in modo breve e conciso gli eventi e personaggi principali. Inoltre, come abbiamo già sottolineato nella nostra anteprima, Atelier Sophie 2 è un sequel diretto del primo gioco ma che si piazza prima degli eventi dei titoli successivi in cui Sophie Neuenmueller effettivamente appare come personaggio secondario. Atelier Sophie è infatti incluso nella trilogia Mysterious, che include The Alchemist of The Mysterious Journey, The Alchemist of The Mysterious Paintings e The Alchemist of the Mysterious Book.

Un’avventura di mezzo

La storia di Atelier Sophie 2: The Alchemist of the Mysterious Dream inizia con le due protagoniste – Sophie e Plachta – che durante un’escursione nella foresta, per cercare materiali alchemici e indagare su uno strano sogno della seconda, vengono incuriosite da un enorme albero; dopo qualche momento vengono entrambe catturate da uno strano vortice che si apre davanti alle sue radici, per poi venire separate dall’altra parte del varco soprannaturale. Quando Sophie si risveglia, viene portata da alcune persone nella strana cittadina di Erde Wiege, ma senza Platcha al suo fianco. Erde Weige è una città situata nel mondo dei sogni, dove i desideri onirici delle persone prendono forma, un mondo dove è praticamente impossibile entrare a meno che non si venga invitati dalla sua regina.

Atelier Sophie 2: The Alchemist of the Mysterious Dream - Recensione

Ma tutti, in città, conoscono una versione diversa della compagna storica di Sophie: loro infatti sono familiari con la figura di Plachta l’alchimista, il che è strano, dato che per alcuni eventi precedenti a Atelier Sophie 2: The Alchemist of the Mysterious Dream, essa non è più in grado di praticare l’alchimia. Vi rinfreschiamo la memoria: nel recap di inizio gioco viene infatti spiegato che Platcha fu intrappolata all’interno di un libro, perdendo la sua memoria. Sophie, per questa ragione, la aiuta a darle almeno un corpo umano creandolo grazie all’alchimia, grande fulcro narrativo del primo titolo. Come ci riesce? Intrappolando la sua anima in una bambola, così che possa avere una vita pressoché umana. Quando Sophie incontra Platcha in Erde Weige, tuttavia, non riesce a riconoscere la sua storica amica. E da qui inizia l’avventura per recuperare la “vera” Plactha e capire come tornare indietro da questo mondo dei sogni.

Nuova Alchimia

Una delle cose che sorprendono di più è il fatto che il sistema d’alchimia e di combattimento sono cambiati rispetto ai precedenti titoli, i due popolarissimi giochi dedicati a Ryza, risultando invece più simili ai giochi ancora precedenti ad essa. Per quanto riguarda la raccolta degli elementi che ci aiuteranno nel realizzare alcuni oggetti che serviranno durante i combattimenti, sarà necessario esplorare la mappa in lungo e in largo, concentrandosi sulla raccolta da piante, rocce, alberi e simili, reinvestendo i materiali ottenuti nella sintetizzazione di vari oggetti ed equipaggiamenti utili. Prima di parlare del combat system è doveroso parlare dell’alchimia. Questo sistema si basa su due fasi: la raccolta degli oggetti e la loro sintetizzazione in un calderone.

La prima fase vi farà esplorare il mondo di gioco, avvicinandovi e raccogliendo tutto ciò che vi capiterà a tiro. Sì, perché solo così verranno sbloccate nuove ricette che vi permetteranno di creare oggetti alternativi come accette, falci e picconi con cui ottenere materiali particolari e più rari, cosa che incoraggia l’esplorazione e l’accumulo seriale di tutto quello che si riesce a trovare nelle ampie mappe di gioco che compongono il mondo di Sophie 2. Alcune volte sarà invece necessario combattere contro i nemici per ottenere determinati oggetti, droppati solo da loro dopo la vittoria in battaglia. Una volta che avrete ottenuto ciò che desiderate dovrete tornare a casa, qui vi aspetta il calderone e la fase di sintetizzazione degli oggetti. In altre parole, la vera alchimia.

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Avrete davanti a voi una griglia con degli slot da riempire, e ogni ingrediente per la sintetizzazione che andrete a selezionare avrà una certa forma (un po’ come in Tetris) e sarà necessario piazzarli in maniera oculata creando catene elementali che a seconda della forma, dell’intensità e degli slot occupati abbiano una maggiore possibilità di Super Success che renderà ciò che state creando ancora migliore. A destra dello schermo troverete cosa state costruendo e quali sono gli effetti che avranno questi oggetti (ad esempio un valore in denaro più alto alla vendita, una resistenza elementale più alta o una maggiore difesa), quindi sarà possibile manipolare ingredienti e posizionamento sulla griglia, per esempio, per ottenere un determinato effetto: dipende tutto da come posizionerete i vari oggetti. Sembra molto complesso sulla carta, ma in realtà bisogna solo prenderci la mano, sbagliare tante volte finché non si riesce a creare esattamente ciò che si desidera. Per chi non volesse perdere troppo tempo e dedicarsi alla storia principale, invece, è anche possibile con la semplice pressione di un tasto, lasciar fare tutto in automatico al gioco che creerà la combinazione migliore con i componenti a vostra disposizione E con l’ottimismo di Sophie non vi scoraggerete mai!

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Combat system dinamico, quest secondarie leggere

Uno degli aspetti più migliorati di Atelier Sophie 2 è il combat system. Si tratta sempre di un combattimento a turni, che abbandona l’active time battle di Ryza e Ryza 2, ma gli sviluppatori hanno realizzato un’esperienza decisamente più fluida e divertente di quanto visto nei titoli precedenti. Anche alla vista. Quando lo scontro inizierà potrete vedere quale membro del vostro party è stato puntato dal nemico, e quindi risulterà più semplice decidere se attaccare o scegliere di difendersi.

Inoltre gioca un ruolo più importante lo sfruttamento delle debolezze nemiche perché mentre si combatte verranno scoperte le varie debolezze elementali, così da poterle sfruttare contro di loro e renderci non solo la vita più semplice, ma permettendoci anche di combattere con maggiore sicurezza, un po’ similmente a Persona 5 ma senza davvero imitarlo. Inoltre è possibile eseguire delle tecniche di coppia fra due personaggi presenti nel nostro party, così da fare più danni a un certo nemico: quando si sceglierà quest’opzione ci sarà un’animazione unica ed effetti unici in base ai vari elementi del party.

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Dunque nonostante la staticità classica dei combattimenti a turni, GUST è riuscita nel rendere il tutto decisamente più dinamico, senza snaturare troppo ciò che abbiamo visto nei capitoli precedenti. Come già ribadito poco fa, combattere non solo è utile per il level up dei vari membri del party, ma è fondamentale per ottenere alcuni oggetti da sintetizzare.

Atelier Sophie 2 è un gioco di ruolo in tutto e per tutto: dunque ci saranno anche una serie di quest secondarie che vi faranno combattere o esplorare la mappa alla ricerca di un certo materiale, andando ad allungare parecchio la nostra esperienza di gioco. Infatti, questi incarichi secondari dati dagli abitanti di Erde Weige si dividono principalmente in due tipi: uno che riguarda il sintetizzare un determinato oggetto con l’alchimia e il secondo che ci richiederà di eliminare un certo numero di nemici. Le potrete distinguere facilmente grazie alle icone che vedrete a schermo. Una cosa davvero utile è il fatto che quando si scorrono le quest è possibile già vedere cosa si ottiene quando la si porterà a termine.

Inoltre, c’è un sistema di reputazione che andrà a sbloccare altre side quest. Dulcis in fundo: è possibile accettare più quest, fino ad un limite di dieci, ma questo significa che potrete portare a termine più incarichi e poi tornare e riscattare ciò che vi spetta. Insomma, un ottimo gameplay loop che diverte un sacco ed è spensierato. Soprattutto perché vi permetterà di livellare e ottenere altre ricette senza dover spendere troppe ore a grindare.

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Un passo avanti, nel suo piccolo

Atelier Sophie 2 non è il massimo che si può immaginare, se pensiamo al suo comparto grafico. Ma con questo nuovo capitolo gli sviluppatori hanno comunque fatto dei passi in avanti e hanno dato il meglio soprattutto nelle animazioni, che sono davvero belle da vedere e fluide. Anche l’ambientazione che vi circonderà per tutto il tempo sarà davvero gradevole e vastissima. Inoltre, la palette di colori utilizzata è perfetta per l’esperienza di gioco che vuole essere questo titolo, andando a raccogliere completamente l’eredità del franchise: cioè un’avventura tranquilla. Un aspetto che potrebbe allontanare i nuovi giocatori da Atelier Sophie 2 è la mancanza totale dell’italiano, come in tutti gli altri episodi della saga. I sottotitoli e tutti i testi saranno in inglese, mentre l’audio è possibile averlo sia in inglese che in giapponese. Ovviamente non si tratta di inglese arcaico o così difficile da comprendere, ma è altrettanto comprensibile che ci siano persone che non conoscono la lingua anglosassone.

Atelier Sophie 2: The Alchemist of the Mysterious Dream - Recensione

Tutto sommato Atelier Sophie 2 porta l’intero franchise in avanti. È un’esperienza gradevole e con un gameplay profondo da scoprire. Così come la trama. Semplice ma con risvolti non particolarmente ispirati, ma tuttavia super-gradevole.

A chi consigliamo Atelier Sophie 2: Alchemist of the Mysterious Dream?

Consigliamo Atelier Sophie 2 a coloro che vogliono un’avventura leggera, ma con un gameplay divertente e profondo. Può anche essere un ottimo primo gioco di ruolo a turni e un buon modo di approcciarsi alla saga di Atelier soprattutto perché potrete scoprire cos’è successo prima grazie al riassunto disponibile dal menu principale. Inoltre chi non ha dimestichezza avrà tutto il tempo di imparare. Ma anche chi conosce a menadito il franchise avrà pane per i suoi denti, soprattutto perché potrà scoprire cosa succede tra la fine del primo capitolo di Atelier Sophie: The Alchemist of the Mysterious Book e gli altri, così da avere l’anello mancante della trama. Inoltre, dovrà comunque confrontarsi con i vari cambiamenti implementati dagli sviluppatori, senza contare che – soprattutto le side quest – diventeranno ogni volta sempre più difficili. Questo Mysterious Dream è un acquisto quasi obbligato per i giocatori che hanno amato l’inguaribile ottimista Sophie e le sue avventure precedenti.

La misteriosa storia di un sogno misterioso… In questa storia si narrano le avventure vissute da Sophie l’alchimista dopo avere lasciato la sua casa natale di Kirchen Bell. Dopo essere state separate, Sophie si mette alla ricerca di Plachta nel mondo onirico di Erde Wiege. Nel corso dell’avventura instaurerà nuovi legami d’amicizia. Il gioco presenta nuove battaglie a turni multi-link con un gruppo di sei membri diviso in due squadre. Le battaglie iniziano senza interruzioni non appena i giocatori vengono a contatto con i nemici durante l’esplorazione. L’esperienza del combattimento è arricchita da una miriade di azioni ed effetti speciali fra cui le abilità Dual Trigger che scatenano l’attacco combinato di due membri della squadra. Il gioco presenta un intuitivo sistema di sintesi modello-puzzle nel quale il giocatore deve collocare gli ingredienti su un pannello per creare nuovi oggetti. I giocatori possono scegliere di utilizzare sia lo Standard Panel che il Restricted Panel con il quale aumentano il livello di difficoltà e le ricompense.

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Atelier Sophie 2: The Alchemist of the Mysterious Dream - Recensione

  • Combat system migliorato rispetto ai precedenti
  • Animazioni fluide
  • Alchimia più divertente

  • Troppi modelli di personaggi ripetuti
  • L’esplorazione potrebbe annoiare, a lungo andare
  • La mancanza dell’italiano potrebbe essere un muro
Atelier Sophie 2: The Alchemist of the Mysterious Dream
3.7

Un buon gioco di ruolo, un ottimo Atelier

Possiamo dire che Atelier Sophie 2: The Alchemist of the Mysterious Dream sia l’avventura di mezzo perfetta. Non solo per il suo essere un “midquel”, come abbiamo più volte reiterato durante la recensione, ma anche perché è un titolo adatto alla maggior parte dei videogiocatori. Il combat system è statico, visto lo svolgimento a turni, ma trova il suo bilanciamento grazie ai vari modi che avremo di combattere, guadagnando anche in dinamicità grazie alle animazioni fluidissime e agli attacchi di coppia. Il sistema di alchimia non è più così complesso come nei precedenti titoli e il gioco propone una serie di sfide secondarie che avanzeranno di difficoltà man mano che si progredisce. Insomma. È tutto davvero ottimo, se non fosse per la mancanza della lingua italiana, che in un gioco di ruolo, seppur leggero, potrebbe pesare. E anche per la ripetizione esagerata di alcune aree davvero troppo simili fra loro, che potrebbe portare alcuni giocatori a storcere il naso.

Classe ’97. Appassionata di videogiochi fin da quando ha memoria, ne parlerebbe per ore. Cresciuta tra Metal Gear Solid, TOCA e Ace Attorney, apprezza ogni genere di gioco, purché diverta o abbia una bella storyline.

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