Mina the Hollower – Recensione

Mina the Hollower è in arrivo il 29 maggio 2026 su console e PC. Ecco la nostra recensione di questo gioco pazzesco!

Mina the Hollower – Recensione

I ragazzi di Yacht Club Games non hanno bisogno di presentazioni. Sono quei mitici sviluppatori di Shovel Knight, che fece tanto parlare di sè per i più disparati motivi. La qualità dell’opera, la colonna sonora, le enormi espansioni completamente gratuite per chi aveva acquistato semplicemente il gioco base. Non c’è quindi da stupirsi se siamo tutti in fermento per l’uscita del loro nuovo titolo, Mina the Hollower.

Questo team ha preso pezzi di giochi passati apparentemente incompatibili tra di loro, li hanno infilati in un calderone gotico pieno di ratti, tombe, fruste, elettricità, ossa, e sono riusciti a tirarne fuori un altro capolavoro. Mina the Hollower è una gigantesca lettera d’amore all’intera epoca Game Boy Color, ai vecchi giochi della saga di The Legend of Zelda, e persino alla filosofia dei soulslike moderni. In pratica, Mina the Hollower è quello che uscirebbe fuori se Zelda e Bloodborne facessero un figlio. Andiamo più nel dettaglio con la nostra recensione.

Mina the Hollower – Recensione

  • Titolo: Mina the Hollower
  • Piattaforma:PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch, PC
  • Versione analizzata: Nintendo Switch (EU)
  • Genere: Action RPG
  • Giocatori: 1
  • Publisher: Yacht Club Games
  • Sviluppatore: Yacht Club Games
  • Lingua: Italiano (testi)
  • Data di uscita: 29 maggio 2026
  • Disponibilità: digital delivery
  • DLC: non annunciati
  • Note: la software house ha annunciato l’intenzione di rilasciare in futuro un’edizione fisica per il gioco, ma al momento non ci sono altri dettagli al riguardo

Abbiamo recensito Mina the Hollower con un codice Nintendo Switch fornitoci gratuitamente da Yacht Club Games.

Un mondo gotico caduto nell’oscurità

La prima cosa che colpisce di Mina the Hollower è l’atmosfera. Non appena si mette piede nell’Isola Tenebrosa, il gioco ci avvolge immediatamente con un mix retrò di horror vittoriano e malinconia gotica. Mina è una topolina hollower (membri di una gilda di avventurieri dedicati allo studio della Terra), che è anche una geniale inventrice. A lei si deve l’invenzione del sistema a scintille, un tipo di energia che, usata tramite grandi generatori, ha portato la luce in un’isola dove regnavano le tenebre. Il governatore dell’isola, Lionel, chiama Mina urgentemente a causa di gravi danni ai sette generatori, dovuti agli attacchi di un terrorista convinto che questa energia porterà alla rovina. Mina si reca quindi alla città di Ossex, pronta a partire in lungo e in largo per andare a riparare i generatori di sua invenzione, ma preparandosi a dover affrontare pericoli indicibili sparsi per l’intera isola.

Mina the Hollower – Recensione

La città di Ossex, che funge da hub centrale, è probabilmente uno degli aspetti più riusciti dell’intero gioco. È viva, sporca, strana, piena di PNG memorabili, commercianti assurdi, fantasmi competitivi e bambini inquietanti, ma nel suo insieme ha tutto una coerenza incredibile. Il merito di questo va soprattutto alla direzione artistica di Yacht Club Games, che ha scelto una palette di colori limitata, rigidamente ispirata ai vincoli hardware del Game Boy Color, ma utilizzandola con una maestria impressionante. Le animazioni sono fluidissime, dettagliate, espressive, con ogni sprite che sembra disegnato con amore maniacale. La colonna sonora di Jake Kaufman poi, già leggenda vivente grazie a Shovel Knight, qui fa magie. Tra Jazz gotico, orchestrazioni malinconiche, temi inquietanti e melodie avventurose, ogni area ha una sua identità sonora fortissima, ma il pregio principale è che i brani rimangono in testa immediatamente.

Essere un topo ma fare la talpa

La meccanica principale di Mina the Hollower, se togliamo l’ovvio gameplay basilare dei giochi di The Legend of Zelda, è legata al sistema di scavo. Premendo un tasto, Mina si seppellisce sottoterra diventando temporaneamente invulnerabile agli attacchi normali. Può attraversare ostacoli, evitare colpi, infilarsi in cunicoli per risolvere enigmi e riposizionarsi durante i combattimenti. Non è una semplice schivata alternativa, ma un qualcosa che cambia letteralmente il ritmo del gioco, perché Mina the Hollower non è un semplice action RPG dove è possibile caricare a testa bassa o premere pulsanti a caso. L’eredità dei soulslike si sente: i nemici fanno davvero male, i boss puniscono, le animazioni hanno un peso. C’è bisogno di lettura dei pattern, di gestione dello spazio, e qui entra in gioco lo scavo.

Mina the Hollower – Recensione

Entrare sottoterra per evitare un colpo e riemergere alle spalle di un nemico per caricare un attacco devastante dà una soddisfazione enorme. C’è quasi un feeling “predatorio” nei combattimenti, una danza continua tra aggressività e prudenza. Il vero punto dolente da questo punto di vista è la continua sensazione di essere in completo svantaggio contro i nemici che possono muoversi, saltare e attaccare dove e come gli pare, mentre i nostri attacchi sono relegati ai quattro principali punti cardinali senza poter attaccare in diagonale. Questo rende alcuni scontri addirittura frustranti.

Usare pugnali o martellone è questione di stile

Una delle sorprese più grosse riguarda proprio la componente RPG. Molti si aspettavano un semplice action adventure lineare in stile Zelda classico, ma in realtà Mina sembra avere una quantità impressionante di build, equipaggiamenti e approcci differenti. Le armi cambiano radicalmente il modo di giocare, tra il mazzafrusto (versatile e a lunga distanza), il martellone per effettuare attacchi lenti ma devastanti, i doppi pugnali per combattere in velocità. Ci viene data una scelta iniziale tra le tre armi, come se fosse un gioco di Pokèmon, ma avremo la possibilità di trovare anche le altre nella nostra avventura, comprese altre due che non sono disponibili all’inizio: lo scudo che introduce parry e contrattacchi e il fucile che trasforma il gioco quasi in uno shooter.

Mina the Hollower – Recensione

E poi ci sono i trinket, utili equipaggiamenti che generano i più svariati effetti passivi con cui costruire importanti sinergie e strategie. Sono tantissimi, ottenibili principalmente tramite negozi, sidequest e segreti da scoprire, e possiamo equipaggiarne solo in numero limitato. Questi permettono una personalizzazione che porta Mina the Hollower a un grado di profondità non indifferente. A questo aggiungiamoci un sistema di punti esperienza che in qualche modo ci ha ricordato Zelda II e Castlevania II. Mostri sconfitti e drop vari generano Ossa, che sono contemporaneamente esperienza e valuta. E sì, abbiamo parlato di soulslike perchè quando muori le perdi. Recuperarle diventa una tensione continua, soprattutto nelle prime ore, con ogni spedizione fuori città che sembra una scommessa.

Come ogni soulslike che si rispetti ogni shortcut scoperta regala sollievo, ma Mina riesce a evitare la frustrazione economica che deriva di solito da questo tipo di giochi. Questo grazie a due nuovi sistemi molto intelligenti: il primo di essi riguarda un sistema di conservazione all’interno della nostra base. Alcune ossa trovate tramite segreti non vengono aggiunte direttamente al nostro inventario, ma vengono trovate sottoforma di gemme che vengono inviate a un deposito di ossa presente nella nostra base operativa (accessibile da ogni checkpoint). Questo permette di avere sempre una quantità di ossa messe da parte per ogni evenienza. Inoltre, a ogni level up, è possibile decidere di non potenziare una propria statistica per mandare invece le Ossa ottenute direttamente al deposito. Il secondo sistema di conservazione riguarda le Scintille portatili, che Mina tiene con sè. Alla morte di Mina lei farà cadere una scintilla: se riusciremo a recuperarla non ci saranno problemi, ma se dovessimo morire prima di riprenderla perderemo tutte le ossa che abbiamo con noi. Questo permette però ben due metodi di salvataggio per evitare la frustrazione: l’aumento del numero di Scintille permette di aumentare i tentativi di recupero, e allo stesso tempo le Ossa a nostra disposizione non si azzerano alla prima morte ma solamente a quella in cui abbiamo fallito il recupero. Questo significa che se abbiamo paura di perderle abbiamo sempre la possibilità di spenderle tutte anticipatamente per evitare il peggio.

In quanto in parte soulslike, anche le cure sono in numero limitato e ripristinabili solo ai checkpoint. In Mina the Hollower però hanno voluto fare le cose diversamente: non basta bere una boccetta per ripristinare punti vita. Quando la barra della vita non è completa, bere una boccetta e basta non ci conferirà alcun HP. Dovremo invece colpire i nostri nemici per fare in modo che si carichi man mano una barra arancione nella zona degli HP mancanti: quella sarà la cura che riceveremo quando berremo una boccetta. Questo significa che per potersi curare in maniera decente, è necessario allo stesso tempo essere coraggiosi e prima combattere un po’.

Potere del senso di orientamento, a me!

Uno degli aspetti più affascinanti del gioco è quanto sembri rispettare l’intelligenza del giocatore. Non ci sono mille indicatori invasivi, non ci sono tutorial eterni, non c’è mappa né minimappa. Ti perdi e va bene così. Così come accadeva in Dark Souls l’isola è interconnessa, piena di segreti, passaggi nascosti, PNG opzionali, scorciatoie, dungeon e deviazioni assurde. Gli sviluppatori hanno dichiarato che teoricamente è possibile affrontare molte zone in ordine libero, e addirittura rischiare di finire troppo avanti rispetto a dove dovremmo in realtà trovarci. Questa filosofia si sente tantissimo, e a dirla tutta Mina the Hollower sembra voler ricreare quella sensazione da vecchio gioco d’avventura dove parlavamo con gli amici a scuola per capire dove andare dopo. In linea del tutto personale, giocando mi sono ritrovato a riscoprire certe sensazioni ormai perdute e che ho potuto provare solamente grazie all’aver giocato anticipatamente, senza che online esistessero guide o consigli vari. Sfidare Mina the Hollower completamente al buio, senza aiuti da internet, è probabilmente il modo in cui gli svilupattori hanno concepito l’intera esperienza. Vi consigliamo davvero di viverla così.

A chi consigliamo Mina the Hollower?

C’è poco da dire: Mina the Hollower è un titolo fatto apposta per chi ama Zelda, per chi ama i soulslike, gli action RPG vecchia scuola, le atmosfere gotiche, i giochi con una pixel art curata maniacalmente, la scoperta libera senza indicazioni, la sperimentazione di build ed equipaggiamenti. Se cercate un gioco super cinematografico, guidato, moderno nel senso AAA del termine, o un’avventura rilassante senza particolari difficoltà, lo troverete senza dubbio frustrante. Ma per chi è cresciuto con pane e cartucce Nintendo, mappe disegnate a mano e segreti nascosti dietro muri improbabili, Mina the Hollower diventerà la vostra nuova ossessione.

Mina the Hollower – Recensione

  • Direzione artistica e colonna sonora eccezionali
  • Meccaniche intelligenti e perfettamente funzionanti
  • Risveglia le nostre sensazioni perdute da veri videogiocatori

  • Potrebbe risultare frustrante per alcuni
  • Differenza di possibilità di movimento unfair tra Mina e i nemici
  • Una volta trovato un buon farming spot è semplice arrivare ai livelli massimi
Mina the Hollower
4.8

Una sfida con sè stessi: non cedere alle guide.

Dopo anni di attesa, Mina the Hollower non è un semplice “nuovo gioco dagli autori di Shovel Knight”. È un action RPG gotico che unisce i classici The Legend of Zelda, Bloodborne e l’estetica da Game Boy Color, con una direzione artistica e una OST spettacolari. Il combat system è profondo e tecnico, l’esplorazione conferisce meraviglie continue e il mondo trasuda personalità da ogni pixel. Yacht Club è riuscita a creare quel tipo di gioco che ricordiamo di aver amato da bambini, non rovinatevi l’esperienza con guide e aiuti vari. Potreste riuscire a ritirare fuori delle emozioni che credevate perdute.

Amante di videogiochi, manga, anime, giochi di ruolo, cosplay, e tutto il mondo nerd sin da tenera età. Ha eternamente 14 anni, le persone che gli hanno ricordato la sua vera età sono misteriosamente scomparse.

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