NOMIKAI – Cos’è? Come si svolge? Quali regole dobbiamo seguire?

NOMIKAI – Cos’è? Come si svolge? Quali regole dobbiamo seguire?

Se si vive in Giappone capiterà di imbattersi almeno una volta nella parola “Nomikai” (飲み会). Questo termine significa letteralmente “Incontro per bere” ed è un aspetto della cultura del Sol Levante molto importante e sentito. Ma cos’è, in cosa consiste e quali sono le regole da seguire? Vediamolo insieme!

In che occasioni si organizza un nomikai

I nomikai sono eventi in cui l’organizzatore prenota un tavolo presso un tradizionale ristorante giapponese (lo “izakaya”) e coloro che fanno parte dell’azienda si riuniscono per bere e approfondire le relazioni sociali che intercorrono fra loro al di fuori dell’ambiente lavorativo. Nonostante non sia considerato obbligatorio parteciparvi, è considerato scortese o in generale strano rifiutare a meno che non ci sia un solido motivo.

Di solito i nomikai aziendali sono organizzati su base mensile, trimestrale o anche annuale e non vanno confusi con i “soubetsukai” o i “bounenkai” in cui i primi sono i party di addio ad un collega che va in pensione o più semplicemente lascia l’azienda, mentre i secondi sono party di fine anno in cui ci si riunisce con i colleghi di lavoro per ringraziarli del duro lavoro svolto lungo i dodici mesi appena trascorsi e per augurarsi in maniera reciproca di continuare a fare il proprio meglio per l’anno successivo.

La cultura giapponese ruota intorno al lavoro e per aziende si intendono non solo le multinazionali, ma anche lo staff di un ristorante o di un piccolo ufficio, è per questo che i nomikai sono così diffusi e comuni!

Funzionamento del Nomikai

Partendo dal fatto che la maggior parte dei drink giapponesi sono molto più leggeri di quelli europei (in quanto più diluiti e con molto ghiaccio al loro interno), nella maggioranza dei casi un nomikai si svolge nella formula “all you can drink” che sebbene in Occidente non sia famosissima quanto “all you can eat” lascia poco all’immaginazione: pagando un prezzo fisso in base al tempo e al menù scelto si può ordinare all’infinito qualsiasi bevanda alcolica utilizzando di solito un tablet posto su ogni tavolo. Il bar riceverà dunque l’ordine e un cameriere porterà le bevande ai commensali.

Attenzione però! Il fatto che i drink giapponesi siano più leggeri non deve trarvi in inganno perché gli alcolici e i superalcolici sono forti eccome! Ad esempio nel nord del Giappone è molto diffuso il whisky mentre è comune trovare ovunque il tradizionale saké, anch’esso dall’alta gradazione alcolica.

Sakè

Non tutti forse sanno che in Occidente utilizziamo questo termine in maniera impropria. Quando in Italia parliamo di saké ci riferiamo infatti a ciò che in Giappone è chiamano “nihonshu”, che letteralmente significa “alcol giapponese”, mentre per “saké” in Giappone si intende l’alcol in generale. Un po’ confusionario, eh?

Solitamente il nomikai ha inizio quando tutti gli invitati sono giunti e si apre con un primo giro di semplice birra o saké, così da brindare tutti e permettere poi a chi lo desidera di ordinare ciò che preferisce.

Mentre è cosa buona e giusta partecipare, non è strettamente necessario bere alcolici se non lo si desidera, potendo optare anche per drink leggeri o per bevande analcoliche se si è astemi. Ricordate però che i giapponesi in genere non reggono bene l’alcol e potrebbe essere un po’ strano ritrovarsi perfettamente sobri ad un tavolo di persone brille!

Alla fine del nomikai, se non è già stato l’organizzatore a pagare, si mettono insieme i soldi di ognuno e si salda il conto con l’izakaya. Ma non è finita! Molto spesso, specie se il nomikai viene indetto nel finesettimana, dopo il primo c’è anche il secondo! Il cosiddetto “nijikai” che letteralmente vuol dire proprio “secondo incontro” o “incontro per la seconda volta” in cui chi lo desidera si dirige in un altro izakaya dove si continuerà a bere, oppure si va al karaoke, dato che anche in molti di essi si propone la formula “all you can drink”.

Insomma, i nomikai possono protrarsi anche per tutta la notte!

Regole e galateo dei nomikai

Così come ogni interazione sociale in Giappone, anche il nomikai ha delle regole o comunque delle norme comportamentali che è bene tenere presente. Bisogna sapere di cosa si può parlare, come relazionarsi con i colleghi e come comportarsi con il proprio capo: la gerarchia è infatti importantissima nella vita quotidiana giapponese.

Come già menzionato prima, non è obbligatorio partecipare, ma se proprio bisogna rifiutare, che sia per un motivo valido. Per quanto riguarda il comportamento durante l’evento in sé ricordate sempre che, sebbene anche questo non sia obbligatorio, sarebbe bene non parlare di lavoro e affrontare argomenti leggeri o parlare di interessi e svaghi di ognuno dei colleghi con cui vi interfacciate. Sono comuni anche scambi di posto per le tavolate lunghe ed è possibile farlo più e più volte. Ovviamente è consentito lasciare il tavolo per andare al bagno quando si vuole! Dopotutto si beve tanto, quando scappa scappa…

Un’altra forma molto comune di rispetto, in particolare verso colleghi con più esperienza di noi o verso il nostro capo, è prendere la propria bottiglia di saké o birra e versare un bicchiere e dire qualche parola di ringraziamento o di “small talk” verso il ricevente. Anche l’organizzatore ha delle regole da rispettare però! Quando si tratta di piccoli gruppi o uomini facoltosi, non è del tutto impossibile che il capo paghi per tutti, in particolar modo se è stato lui ad organizzare il nomikai!

Infine alcune accortenze nel caso succedano incidenti spiacevoli (e non è raro). Come si è specificato prima, i giapponesi non reggono molto l’alcool e talvolta continuano a bere solo per far contenti i loro superiori o per semplice compagnia. Dunque non mancano situazioni in cui crollano per terra, rimettono o rompono qualcosa.

Quando questo succede è certamente spiacevole, ma esiste un modo del tutto giapponese per affrontare la situazione. Oltre ad offrirsi di pagare ciò che si rompe (e all’eventualità ad aiutare ad allontanarsi la persona che sta male), se anche il proprietario dovesse inalberarsi (cosa rara), bisogna non solo rimanere calmi, ma una volta sistemata la questione del pagamento, tornare nello stesso izakaya! Potrebbe suonare strano o ci si potrebbe sentire in soggezione, ma sarà invece apprezzato. Sono invece da evitare regalini al proprietario in un secondo momento: sono considerati addirittura offensivi!

Spero che questo breve articolo possa aver chiarito qualche dubbio o curiosità sui nomikai e su un aspetto poco conosciuto della cultura giapponese al di fuori del paese del Sol Levante! Le regole e le indicazioni qui sono per lo più valide sempre ma potrebbero esserci piccole variazioni da azienda in azienda, ad esempio qualcuna organizza dei piccoli giochi di società o lotterie durante i nomikai.

In ogni caso se doveste mai capitare in un nomikai, pensate per lo più a divertirvi e a bere tanto, agli stranieri vengono perdonate certe inaccuratezze nei comportamenti e sono anzi trattati come ospiti d’onore!

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Classe 1993, cresciuto a pane e videogiochi. Ha studiato musica durante la sua adolescenza per poi appassionarsi alla cultura giapponese, studiare la lingua e andare a vivere in Giappone per studio e lavoro. Nella vita di tutti i giorni è un traduttore freelance, Dungeon Master e videogiocatore incallito. Tra le altre sue passioni, il cinema, la tecnologia e le lingue in generale.

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