DEATH STRANDING DIRECTOR’S CUT per PC – Recensione

Dopo la prova su PS5, la Director’s Cut dell’ultima fatica di Kojima giunge anche su Steam ed Epic Games Store. Ecco come ha retto su PC

DEATH STRANDING DIRECTOR'S CUT per PC - Recensione

DEATH STRANDING è un titolo che non ha bisogno di presentazioni. Divisivo e visionario, amato e odiato, criptico e filosofico, il titolo di Hideo Kojima datato 2019 vedeva l’autore di videogiochi giapponese alle prese con qualcosa di diverso da Metal Gear dopo tanti e tanti anni. Il risultato fu un gioco davvero unico nel suo genere e con solo rare opinioni che stessero nel mezzo: lo si è adorato (in alcuni casi idolatrandolo per il solo nome dell’autore) o lo si è stroncato interamente (non capendone alcuni messaggi). La versione DEATH STRANDING DIRECTOR’S CUT già vista su PS5 e ora disponibile anche su PC aggiunge però tante cose. Ma quali e quante? E soprattutto, farà cambiare idea a chi proprio non lo ha digerito? Vediamolo insieme.

DEATH STRANDING DIRECTOR'S CUT per PC - Recensione

  • Titolo: DEATH STRANDING DIRECTOR’S CUT
  • Piattaforma: PC (Steam\Epic Games Store)
  • Versione analizzata: PC (Steam)
  • Genere: Avventura dinamica
  • Giocatori: 1
  • Publisher: Sony Interactive Entertainment
  • Sviluppatore: KOJIMA PRODUCTIONS
  • Lingua: italiano (testi e doppiaggio)
  • Data di uscita: 30 marzo 2022
  • Disponibilità: digital delivery
  • DLC: nessuno
  • Note: la Director’s Cut è la stessa versione uscita a settembre 2021 su PS5

Abbiamo recensito DEATH STRANDING DIRECTOR’S CUT con un codice Steam fornitoci gratuitamente da 505 Games.

Norman Re— ah no, aspetta

Non si può negare che Hideo Kojima sia sempre stato non solo una persona ambiziosa nel narrare le sue storie, ma anche e soprattutto un autore fortemente legato al cinema. Metal Gear Solid ne era sempre stata la prova lampante. Il taglio delle sue opere (e la verbosità di altre) non si è però sempre sposato bene con i gusti dei giocatori, e infatti non è neanche un caso che Kojima si sia anche attirato critiche sia al di fuori che all’interno del suo zoccolo duro di appassionati.

DEATH STRANDING DIRECTOR'S CUT per PC - Recensione

Il taglio con Konami lo aveva quindi reso del tutto indipendente dalle scelte e ideologie del publisher, consentendogli quindi una produzione che non doveva tenere d’occhio il budget e il pericolo di sforarlo. Ecco quindi spiegati nomi giganteschi come Norman Reedus, Mads Mikkelsen, Troy Baker, Guillermo del Toro (sebbene solo nelle sembianze), Léa Seydoux e tanti altri all’interno del cast, e allo stesso modo gli aveva permesso di stringere un accordo con Sony che sebbene lo legasse (almeno inizialmente) a un’esclusività del titolo, non dava grossi limiti né alla finestra di lancio né alla libertà artistica, tanto cara a Kojima e che fu poi alla base dei mille problemi di The Phantom Pain.

DEATH STRANDING DIRECTOR'S CUT per PC - Recensione

Ed è proprio così che quindi nacque DEATH STRANDING. Un titolo che dal momento dell’annuncio fino alla sua pubblicazione rimase per lo più avvolto nel mistero, con scarsi (o tardivi) video di gameplay, un genere indefinibile e una trama e un’ambientazione ancora più nebulose. E la situazione non diventò di certo più chiara una volta fatto partire il gioco: fin da subito la creatura di Hideo Kojima, pur mostrando gli stilemi tipici dell’autore, era volutamente criptica, sebbene cerchi di dosare le informazioni date al giocatore per non inondarlo di nozioni.

La maniera migliore con cui è possibile riassumere gli eventi di DEATH STRANDING precedenti al momento in cui mettiamo mano al pad, è la seguente: il misterioso evento che dà nome al gioco ha portato all’arrivo delle cosiddette creature arenate, giunte direttamente dalla Spiaggia, una dimensione parallela (e facente parte di un multiverso) che altro non è che l’aldilà. In questo contesto è di fondamentale importanza bruciare al più presto i corpi dei defunti per evitare eventi di nome voragini, ovvero esplosioni di grande portata in grado di distruggere intere porzioni di mondo. Le voragini avvengono perché lo spirito del defunto tenta di ritornare dall’aldilà (quindi sotto forma di creatura arenata) nel proprio corpo, venendo quindi attirato nel nostro mondo e causando questa instabilità (e portando anche altre creature arenate con sé). Ma non è tutto: il tempo, in seguito alla devastante apocalisse è ora distorto, specie tramite la temibile cronopioggia, ovvero una pioggia sovrannaturale che fa scorrere il tempo ad una velocità impressionante, facendo quindi invecchiare in pochissimi minuti (o secondi) le persone che vi ci entrano in contatto o la vegetazione (come testimoniato dalla velocissima nascita e morte dell’erba nel corso del suddetto evento atmosferico.

Sam Bridges (Norman Reedus) sarà quindi incaricato di una missione legata alla salvezza di quelli che prima del Death Stranding erano gli Stati Uniti d’America: riconnettere il mondo ora che tutte le persone sono isolate e vivono in enormi città-bunker di nome nodi. Sì, perché Sam non è una persona comune, è un corriere assoldato dalla Bridges per portare non solo beni di prima necessità alle persone bisognose, ma anche di creare una rete che possa ricollegare i nodi e far rivivere il paese tramite le United Cities of America. Tra rivelazioni sull’origine del Death Stranding, il passato di Sam e le sue visioni ricorrenti, il conflitto contro Higgs, a capo di un’organizzazione di terroristi che hanno rapito la Presidente degli Stati Uniti, il gioco ci porterà a numerosi colpi di scena, momenti toccanti e altri d’azione.

DEATH STRANDING DIRECTOR'S CUT per PC - Recensione

Quali sono le novità?

Ma passiamo al nocciolo della questione: cosa introduce di nuovo questa DEATH STRANDING DIRECTOR’S CUT? Prima di tutto, al di là delle migliorie tecniche che ne potenziano la stabilità e di cui parleremo tra un po’, sono le aggiunte al gameplay che suscitano il maggior interesse. Diversi oggetti sono stati infatti resi disponibili da questa versione, mentre altri sono stati potenziati.

Oggetti interessanti sono ad esempio dei fucili non letali per combattere i MULE, così come torrette e nuove mosse fisiche da parte di Sam. Il fucile è basato sull’elettricità e risponderà diversamente in base a come decidiamo di utilizzarlo: in acqua avrà effetti amplificati e sui veicoli potrebbe mandarli in corto circuito in maniera rapida. Parlando del protagonista, ora sia lui che BB possiedono molte più opzioni di personalizzazione e gadget da usare. E cosa ne è delle consegne? Tranquilli, ci sono anche dei droni che ora è possibile utilizzare, sparandoli direttamente come se fossero dei missili. Abbiamo anche un nuovo tipo di esoscheletro che sarà quello definitivo e dotato di tutti gli aspetti migliori di quelli visti nel gioco base. Abbiamo poi l’aggiunta di un poligono di tiro per fare pratica con le armi, i circuiti con cui gareggiare contro il tempo o testare le proprie abilità di guida per migliorarle al fine delle consegne vere e proprie. Unitamente, c’è anche un nuovo veicolo che sebbene in certi ambienti mostra dei limiti, rappresenta una delle opzioni migliori viste fino ad ora.

DEATH STRANDING DIRECTOR'S CUT per PC - Recensione

Non vi basta? Ci sono anche nuove missioni (su cui non faremo spoiler) e nuove strutture da costruire. Una l’abbiamo già menzionata: è il drone che può essere sparato così da portare a destinazione un carico in pochissimo tempo, purché non sia troppo distante. C’è poi una nuova rampa che consente di saltare oltre degli impedimenti quando ci troviamo su un veicolo, utile per guadare piccoli corsi d’acqua, ad esempio. Abbiamo i ponti chirali, dei ponti più stretti di quelli comuni, ma più lunghi, i cui unici veri nei è il non poter utilizzare grossi veicoli per guadarli e dal fatto che la pioggia li farà temporaneamente sparire. I bot sono invece in giro per il mondo ora e ci seguono nel caso vogliamo portarli con noi. C’è però da sottolineare che chi ha già confidenza col gioco non troverà tutte queste aggiunte fin da subito, poiché esse sono state distribuite in maniera equa e coerente nel corso dell’avventura, il che è di certo un incentivo interessante per ricominciarlo.

Infine è da segnalare la possibilità inserita in questa Director’s Cut di poter rigiocare le battaglie contro i boss. È da sottolineare che al netto di queste migliorie, permangono purtroppo dei problemi storici del gioco e mai del tutto risolti come ad esempio i sopracitati combattimenti: sempre con poco mordente, caotici e poco profondi. Neanche questa versione è quindi riuscita a mettere una pezza su quello che era stato fin da subito il più grande problema del gioco. Nonostante poi lo stealth venga incoraggiato, specie nelle sezioni con i MULE, non è poi implementato così bene (ironico, dal papà di Metal Gear) e si finisce per combattere contro gruppi di nemici mentre si perde cargo e si cerca di recuperarlo.

Un sontuoso abito per DEATH STRANDING

Dopo due anni e mezzo dalla sua uscita e questa Director’s Cut, bisogna ammettere che DEATH STRANDING è ancora un gioco assolutamente attuale da un punto di vista tecnico. Contando che inoltre le sue richieste hardware non sono poi così esagerate contando ciò che riesce a restituire con le sue immagini, la versione PC era già promossa a pieni voti sotto ogni punto di vista. Raggiungendo inoltre una stabilità e una fluidità che di certo la PS4 non riusciva a dare.

DEATH STRANDING DIRECTOR'S CUT per PC - Recensione

Oltre ad essere attuale, il gioco resta quindi saldo sui 60 FPS nei settaggi massimi e anche su postazioni non così performanti. Inoltre, a patto di scendere a qualche compromesso e abbassare alcune impostazioni, riesce a girare in maniera ottima anche su sistemi “medi”, a riprova dell’ottimo lavoro di ottimizzazione del titolo. E questo lo si può evincere dagli screenshot qui presenti, presi da un PC sì potente, ma non così potente.

Riconnetti una società in frantumi nell’esperienza definitiva di DEATH STRANDING per PlayStation 5. Supera le difficoltà nei panni di Sam Bridges con un sistema di combattimento avanzato, ulteriori azioni dei personaggi e un sistema di classifica competitivo per speciali sfide in questa esperienza definitiva di DEATH STRANDING. Vivi una trama estesa attraverso nuove missioni in un’area ampliata. Utilizza armi e veicoli aggiuntivi, affronta nuovi tipi di nemici ed esplora nuovi luoghi come il poligono di tiro e il circuito, con missioni e minigiochi extra.‎ Resta in contatto con altri giocatori di tutto il mondo. Dona risorse preziose per ricostruire le strutture nel tuo mondo e in quello degli altri utenti sostenendone le creazioni con dei “mi piace” per ricompensarli dell’impegno.

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Insomma, in definitiva DEATH STRANDING, grazie a questa Director’s Cut si impone come un punto di partenza fondamentale per lo sviluppo grafico del medium videoludico e gli anni sul groppone non lo fanno sfigurare, trovandoci ora come nel 2019 davanti non solo a paesaggi mozzafiato, ma anche a momenti di lirica bellezza visiva e personaggi realistici nei loro movimenti e interazioni, grazie al lavoro capillare di motion capture.

DEATH STRANDING DIRECTOR'S CUT per PC - Recensione

A chi consigliamo DEATH STRANDING DIRECTOR’S CUT?

La Director’s Cut di DEATH STRANDING è senza dubbio la versione definitiva della divisiva opera di Kojima e che è rivolta in primis a chi non lo ha mai giocato date le sue aggiunte e migliorie sia tecniche che di giocabilità. Allo stesso modo però non andrebbe del tutto sottovalutata da chi lo giocò nel 2019 e lo apprezzò già all’epoca. Per chi è invece allergico ai titoli di Kojima o più semplicemente non ha apprezzato DEATH STRANDING la prima volta, questa versione non gli farà cambiare idea, in quanto è una estensione di ciò che si era già visto all’uscita.

  • Le novità sono tutte intelligenti e ben integrate
  • Visivamente ancora splendido e addirittura migliorato
  • Il gioco è pressoché lo stesso del 2019…

  • …Nel bene e nel male
  • Gli scontri a fuoco sono ancora debolucci
  • Chi non lo apprezzò all’epoca difficilmente cambierà idea
DEATH STRANDING DIRECTOR'S CUT
4

L’ultima consegna di Sam Bridges

Con la DEATH STRANDING DIRECTOR’S CUT uscita su PC dopo mesi dalla pubblicazione su PS5, KOJIMA PRODUCTIONS mette il punto alla sua prima opera, donandoci l’esperienza definitiva. E sia chiaro, questo accade sia nel bene che nel male: il gioco non scende a compromessi e rimane coerente con la sua visione di due anni e mezzo fa. I suoi difetti ci sono ancora, ma i suoi pregi sono elevati ancora di più. L’aspetto ludico microgestionale, capillare e a volte punitivo è sempre lì, la sua trama filosofica e a volte fumosa è immutata e le novità introdotte sono degli intelligenti quality of life improvement. In definitiva chi non aveva ancora messo mano a questo affascinante mondo, ora non ha più scuse per non farlo.

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Classe 1993, cresciuto a pane e videogiochi. Ha studiato musica durante la sua adolescenza per poi appassionarsi alla cultura giapponese, studiare la lingua e andare a vivere in Giappone per studio e lavoro. Nella vita di tutti i giorni è un traduttore freelance, Dungeon Master e videogiocatore incallito. Tra le altre sue passioni, il cinema, la tecnologia e le lingue in generale.

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