CODE VEIN – Recensione

Shift abbandona gli hunting game per proporci la sua visione del genere soulslike con un Action RPG dalle tinte sanguinolenti. La nostra recensione di CODE VEIN!

CODE VEIN – Recensione

CODE VEIN - RecensioneEbbene sì, siamo arrivati al fatidico momento dell’uscita di CODE VEIN, il nuovo “soulslike” di casa BANDAI NAMCO Entertainment.

“Siamo assetati di sangue, ma non abbiamo mai fame. Eppure per noi mangiare ha un grande significato. Lottiamo, beviamo sangue, resuscitiamo e lottiamo di nuovo. Le nostre vite sono come un ciclo contino. Ma a ogni giro quasi dimentichiamo… che un tempo anche noi eravamo umani. Mangiare mi ricorda quei tempi, mi aiuta a rimanere me stesso.” – Yakumo

Dopo ritardi, posticipi e demo che ne anticipavano l’arrivo, abbiamo avuto modo di mettere mano sull’ultima fatica dei creatori di GOD EATER, che dopo aver passato il testimone, cambiano genere e si ispirano a quel DARK SOULS che tanto piace e tanto ci fa imprecare. Disponibile dal 27 settembre su PlayStation 4, Xbox One e PC, scoprite insieme a noi cosa aspettarvi da CODE VEIN, nella nostra recensione.

  • Titolo: CODE VEIN
  • Piattaforma: PlayStation 4, Xbox One, PC / Steam
  • Versione analizzata: PlayStation 4 (EU)
  • Genere: Action RPG
  • Giocatori: 1-2 (multiplayer online)
  • Software house: BANDAI NAMCO Entertainment
  • Sviluppatore: BANDAI NAMCO Studios, Shift
  • Lingua: Italiano (testi), Inglese, Giapponese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 27 settembre 2019
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: Season Pass contenente 3 nuovi dungeon, Codici Sanguigni extra e oggetti per personalizzare il personaggio
  • Note: disponibile una Collector’s Edition con statua di Mia Karnstein, colonna sonora e artbook digitali

Abbiamo recensito CODE VEIN con un codice PlayStation 4 fornitoci gratuitamente da BANDAI NAMCO Entertainment Europe.

In un futuro non molto distante dal nostro tempo, la razza umana è stata quasi completamente spazzata via dalla Grande Rovina, una calamità che ha devastato intere città in tutto il mondo. Nel tentativo di salvare dall’estinzione l’umanità, è stato attivato un progetto per trasformare i superstiti in Redivivi, creature immortali simili ai vampiri, consumate dal desiderio e dalla fame di sangue, che se non soddisfatta porta a mutarsi in Corrotti. La società, o quel che rimane, è finita sotto il controllo di un governo provvisorio che ha il compito di controllare i Redivivi e al tempo stesso fornirgli il nutrimento necessario per evitare la trasformazione.

CODE VEIN inizia con il nostro risveglio, in questo mondo sull’orlo della rovina. Privi di ricordi del nostro passato, l’unica presenza amichevole sembra essere quella di Io, una misteriosa ragazza che ci aiuterà a rimetterci in piedi. Dopo aver ripreso le forze, verremo catturati da un gruppo di Redivivi in pattuglia, che senza troppe gentilezze ci costringeranno a metterci alla ricerca delle Gocce di Sangue, i “frutti” prodotti dalle Sorgenti Sanguigne, rarissime piante in grado di dare sostegno vitale ai Redivivi. La nostra missione però non andrà come previsto, e dopo che il nostro compagno di missione si sarà trasformato in un Corrotto, saremo tratti in salvo da Luis, che ci porterà nella sua base, uno dei pochi posti sicuri rimasti. Qui Luis ci illuminerà sulla situazione, spiegandoci il suo piano per liberare i Redivivi dalla gogna del governo e scongiurare una volta per tutte la sete di sangue. Il suo intento infatti è quello di seguire le tracce delle varie Sorgenti, per trovare così la fonte primaria e dare così un futuro sereno agli altri Redivivi.

CODE VEIN

Non chiamateli vampiri

È proprio qua che entriamo in gioco noi. Pur essendo Redivivi come Luis, in noi scorre qualcosa di diverso, qualcosa che ci rende speciali. Ogni Redivivo ha la possibilità di combattere sfruttando il potere del Codice Sanguigno, una qualità innata che ne delinea le caratteristiche fisiche e poteri fuori da ogni logica umana. Nel nostro caso però potremo sfruttare il potere di più Codici Sanguigni, ottenendo così accesso ai “doni”, più precisamente le tecniche speciali che ogni codice custodisce. Inizierà così il nostro viaggio nel mondo di CODE VEIN, un viaggio estenuante, che non si risparmierà nulla pur di metterci i bastoni tra le ruote e renderci la vita difficile.

La storia, già “dall’assaggio” avuto con la demo, parte a rilento senza sbilanciarsi troppo su eventi e personaggi. Sarà solo con il proseguire delle vicende che inizierà a raccontarsi, a far luce sul passato dei Redivivi e sulle ragioni scatenanti della Grande Rovina. Piccoli pezzi di un puzzle che ci permetteranno di svelare anche il mistero legato al nostro potere, e trovare il fil rouge che lega tutti i personaggi che ci accompagneranno in questa avventura, protagonisti di un dramma al quale avrebbero fatto a meno di partecipare. Avventurandoci nel cuore del racconto di CODE VEIN, ci si accorge di come rispetto a DARK SOULS il gioco sia maggiormente story-driven, e la narrazione qui ricopra un ruolo di maggior risalto, cercando di essere chiara ed onesta con il giocatore. È presente anche una “lore” piuttosto corposa che ci aiuta a comprendere meglio l’universo narrativo di CODE VEIN, ma la storia non si abbandona unicamente ad essa, come invece avviene nel titolo FromSoftware, dove al giocatore viene affidato l’annoso compito di decifrarne le sfumature.

L’impatto narrativo in CODE VEIN trova ulteriore conferma nelle numerose cut-scene che diventano protagoniste proprio nei momenti clou del gioco, ma ancor più durante l’analisi dei Vestigi, frammenti di ricordi che ci permetteranno di rivivere il passato dei protagonisti e conoscerne così il background.

I doni della morte

Chi ha seguito lo sviluppo del gioco sa che la fonte primaria d’ispirazione di CODE VEIN è DARK SOULS. E proprio dal titolo di FromSoftware, il team di Shift pesca a piene mani, proponendo un Action RPG basato sulla costante crescita del proprio personaggio e del trial & error, che ci porterà, sconfitta dopo sconfitta, a padroneggiare il gioco e tutte le sue difficoltà.

CODE VEIN

Shift da DARK SOULS “succhia” la struttura abbastanza lineare della costruzione del mondo di gioco, così come un sistema di combattimento spesso fin troppo rigido, assoggettato ad un uso attento della stamina, o ancora la meccanica della morte e della relativa perdita dei progressi fatti, ormai diventata caratteristica innata dei soulslike. Dove però CODE VEIN vuole e riesce ad avere un tratto distintivo è nell’introduzione dei Codici Sanguigni. Assimilabili alle classi di un RPG, ogni codice sbloccherà determinati doni, sia attivi che passivi, che potranno essere equipaggiati ed usati in battaglia contro i Corrotti. Al contrario di altri Action RPG, CODE VEIN non ci vincola a una sola classe, ma ci invoglia a sperimentare quanti più codici possibili, cercando quello che meglio si sposa con il proprio stile di combattimento. Si va da quelli più improntati sul combattimento nudo e crudo, ad altri che privilegiano l’uso di abilità, ad altri ancora che fanno gioco sull’utilizzo di potenziamenti che consentono l’incremento delle statistiche fisiche.

La parte interessante arriva poi quando avremo “maxato” i singoli doni del codice in uso. Così facendo le tecniche imparate potranno essere usate indipendentemente dal Codice Sanguigno usato, permettendo la creazione di build situazionali che ci permetteranno di superare qualsiasi pericolo. Una volta compresa la funzione dei codici e dei doni sarà necessario farne buon uso in battaglia. Il nostro personaggio potrà equipaggiare tutta una serie di armi, che potranno essere imbracciate o meno a seconda che il codice lo permetta, dato che ognuno godrà di caratteristiche e statistiche uniche. Fra spade, spadoni a due mani, asce e baionette, avrete l’imbarazzo della scelta, con la possibilità di settarne due diverse contemporaneamente, passando dall’una all’altra con la rapida pressione di un tasto. In questo modo il sistema di combattimento si apre al giocatore, offrendo un gameplay stratificato e abbastanza variegato. Ogni arma consumerà vigore, che una volta esaurito necessiterà di qualche secondo per ricaricarsi. Lo stesso succederà ogni qualvolta effettueremo una schivata, o andremo a parare i colpi avversari.

CODE VEIN

La gestione del vigore è un altro elemento fondamentale dei soulslike, e rimanere a secco proprio nel momento del bisogno potrebbe costarci molto caro e portarci a una morte prematura. Anche i doni sono soggetti a un loro sistema che coinvolge il consumo di Icore. Equiparabile ai punti magia o al ben più noto mana, ogni utilizzo di un’abilità consumerà Icore, che potrà essere ripristinato combattendo e sconfiggendo nemici. Esistono poi altri modi per ottenere icore, come attivare il Prosciugamento, una serie di mosse speciali che sembra quasi ricalcare la Divorazione di GOD EATER, e che ci consente non solo di eliminare in maniera più rapida i nemici, ma anche di incrementare le nostre scorte di Icore. Dovendo quindi combattere per ottenere nuovi quantitativi di Icore, CODE VEIN ci sprona a dover affrontare più a viso aperto i nemici, prediligendo il contatto fisico piuttosto che le situazioni a distanza.

Feed. Kill. Repeat.

Appartenendo al filone dei soulslike, come potete immaginare il livello di difficoltà si assesta su livelli sopra la media. Non appena assaggerete la morte, ogni progresso fatto verrà cancellato, riportandovi all’ultima pianta di vischio visitata. Il vischio è l’equivalente dei falò di DARK SOULS e, proprio come in quest’ultimo, potranno essere usati sia per creare una rete di teletrasporto fra vari punti del mondo di CODE VEIN, sia per potenziare il proprio personaggio. Sconfiggendo i nemici saremo ricompensati con un certo quantitativo di Foschia, una sorta di valuta che potremo usare sia per salire di livello, aumentando così tutte le statistiche fisiche, sia per sbloccare nuovi doni. Alla base potremo invece investire la Foschia per migliorare l’equipaggiamento, utilizzando in maniera congiunta anche alcuni oggetti recuperati qua e là esplorando le diverse aree e sconfiggendo nemici. E non troveremo solo armi, ma anche i Veli di Sangue, le vesti che sarà possibile indossare per proteggerci dagli attacchi nemici.

Come abbiamo visto, morire ci svuoterà di tutta la foschia raccolta. Ma non tutto sarà perduto, e avremo l’occasione di recuperare il nostro bottino recandoci nuovamente nel punto esatto dove siamo stati sconfitti in precedenza. Nell’eventualità in cui non si voglia rischiare di vederci sottrarre tutto in maniera definitiva, nel caso venissimo sconfitti nuovamente, potremo sfruttare i vantaggi delle terme presenti nella nostra base. Qui, prendendoci una pausa dalla nostra battaglia, ci verrà resa solamente metà del bottino perso, un prezzo da pagare scegliendo la strada più facile.

Meglio soli che male accompagnati

Ma soffermiamoci adesso sull’altra caratteristica che lo distingue dalla saga FromSoftware e che dona al gioco un tocco di originalità. Durante tutta l’avventura potremo portarci dietro uno degli altri NPC che fanno parte del racconto, che ci offrirà il suo supporto in battaglia. Questa scelta va sicuramente ad addolcire quel retrogusto pungente dei soulslike, che “impongono” a questo sottogenere una difficoltà che non guarda in faccia nessuno. Così facendo, in CODE VEIN riceveremo sempre supporto dai nostri compagni, che si prodigheranno nel darci aiuto a sconfiggere i nemici o a salvarci in extremis condividendo parte della propria salute vitale.

CODE VEIN

Come dobbiamo leggere questa scelta da parte di Shift? Nonostante si noti una certa tendenza ad essere meno punitivo rispetto ad altri esponenti del genere, il gioco offrirà comunque la sua dose di “cattiveria”, e ci si accorgerà di questo fenomeno specialmente nelle prime ore di gioco, quando Codici Sanguigni e Doni saranno disponibili in quantità limitate. Esiste però la possibilità per i “puristi” di scegliere di non farsi accompagnare da nessun NPC, riequilibrando la difficoltà generale nel caso si pensi sia troppo facile. C’è da dire che, a parte la possibilità di essere rianimati in caso di abbattimento, il fattore compagno non è così determinante come potrebbe sembrare, tutt’altro. L’IA non è sempre così reattiva, e spesso e volentieri si lancia in azioni scriteriate che la portano verso la morte, specie contro i boss o più nemici. Sempre per rendere le cose “pepate”, in alcune zone della mappa si nascondono dei nemici pronti a gettarsi alla ricerca di sangue, che scateneranno una specie di orda di Corrotti, che si lanceranno su di noi a gruppi senza lasciarci un attimo di respiro.

Eredità importante

Come in altri soulslike, l’approccio ai combattimenti predilige situazioni limitate a pochi nemici, spingendo il giocatore ad attirare un Corrotto alla volta e a separarlo dagli altri. Sebbene abbiamo visto quanto CODE VEIN sproni il giocatore alla sperimentazione, approfondendo tutta la parte dei Codici e dei Doni, la pratica stride spesso con la teoria. Pad alla mano ci si accorge di una certa piattezza negli scontri. I nemici, seppur vari nell’aspetto e nella forma, condividono spesso alcuni pattern d’attacco diventando subito riconoscibili e facili da mettere K.O. Spesso l’attacco frontale è la soluzione più rapida, andando magari a sacrificare l’uso dei doni o di strategie basate sulla lunga distanza. E nel caso troviate sulla strada qualche difficoltà, basterà spendere la vostra Foschia per salire di livello, e ricevere quell’aiuto di cui avrete bisogno per superare qualsiasi scoglio.

CODE VEIN

Decisamente meglio per quanto riguarda i boss, le star di CODE VEIN, alcuni dei quali verranno poi ripescati e utilizzati come “normali” nemici nel corso del gioco. Saranno proprio i boss a darci più filo da torcere e richiederanno più di un tentativo per essere sconfitti definitivamente. Nel caso abbiate qualche problema, è possibile mandare una richiesta d’aiuto, in modo che un altro giocatore possa unirsi alla nostra partita, dandoci una mano a superare l’ostacolo.

CODE VEIN non “eredita” da DARK SOULS solo gli aspetti positivi ma anche qualche magagna che da sempre segna il DNA della produzione firmata Miyazaki. Proprio come nel titolo a cui si ispira, anche qui troviamo diversi problemini che vanno ad intaccare, sebbene in minima parte, il gameplay. Ad esempio, spesso e volentieri le hitbox dei nemici non sono ben definite, e verremo colpiti anche quando il nostro personaggio si trova al di fuori del raggio d’azione. O ancora, problemi legati alla compenetrazione poligonale, con spade e proiettili che attraversano le pareti andando a consumare la nostra salute. O la telecamera virtuale, che non sempre riesce a fornirci una visuale chiara di quello che succede a video, specie nelle ambientazioni più chiuse, mettendo in crisi il sistema di targeting e invogliando il giocatore a disabilitarlo momentaneamente in favore di un controllo manuale della camera. Dettagli, piccole sbavature, che i veterani dei soulslike potranno anche perdonare, ma che non dovrebbero essere presenti nel 2019, soprattutto consapevoli delle critiche mosse al titolo d’ispirazione.

La dura vita del Redivivo

Soffermandoci invece sulla durata di CODE VEIN, abbiamo raggiunto il finale stoppando il contatore al superamento delle trenta ore. In questo tempo abbiamo avuto modo di esplorare nella sua interezza il mondo di gioco, raccogliere gran parte dei Codici Sanguigni e dei Doni, e di avventurarci all’interno delle profondità, dei dungeon extra che si sbloccheranno recuperando delle mappe speciali nascoste nelle varie aree. Le profondità sono un ottimo modo per racimolare Foschia per crescere di livello o recuperare materiali da investire nel potenziamento degli equipaggiamenti. Anche in questo caso la difficoltà di questi dungeon sarà crescente, e richiederanno da parte del giocatore uno sforzo sempre maggiore per essere completati.

Non mancherà poi la raccolta dei Vestigi, che come abbiamo visto prima, quando accennavamo alla storia, non solo ci forniranno nuovi dettagli di trama, ma anche un modo per sbloccare doni e codici più rari e potenti. Troveremo poi una manciata di missioni secondarie, ottenibili e completabili ritornando nell’area dove abbiamo sconfitto il boss che la abitava. Si tratta di compiti abbastanza “semplici”, come uccidere un determinato bersaglio o recuperare degli oggetti, ma spendere tempo in questi incarichi sarà sempre remunerativo. CODE VEIN offre anche qualche stimolo sul versante della rigiocabilità. A seconda di alcune scelte prese nel gioco sarà possibile raggiungere uno dei tre finali disponibili. Una volta completato il titolo, potremo decidere se tornare sui nostri passi, magari affrontando alcune aree lasciate indietro o risolvendo dei compiti secondari, oppure ricominciare una nuova avventura mantenendo il livello e gli oggetti attuali ma intraprendendo scelte e strade diverse da quelle prese in precedenza.

CODE VEIN

La morte ti fa bella

CODE VEIN si mostra con un buon comparto tecnico. L’ambientazione post apocalittica della città regala spunti interessanti, con aree ben caratterizzate sul piano del design sebbene sia possibile scorgere un filo conduttore che le accomuna tutte. Meno convincente lo sviluppo delle aree esplorabili, solitamente fin troppo lineari e guidate nella loro esplorazione. Viene introdotto anche un radar con la mappa, che aiuta il giocatore a orientarsi e segnala oggetti e punti di interesse.

Il livello di dettaglio è abbastanza alto, e a fare una bella figura sono sicuramente i modelli 3D dei personaggi (con un ottimo editor per il protagonista) e dei nemici, in particolare i boss. Pulitissimo graficamente, possiamo ammettere che a livello di colpo d’occhio fa sicuramente la sua figura, mettendo a suo agio il giocatore con una splendida atmosfera decadente. Anche lo stile anime di cui si avvale (con tanto di intro animata a cura di ufotable) non cozza troppo con lo spirito del gioco, riuscendo a mantenere quel tono dark e maturo che si respira solitamente in questo genere di produzioni. C’è qualche inquadratura fanservice qua e là, e qualche centimetro di pelle in vista, ma il tutto realizzato senza esagerare, risultando digeribile anche a chi solitamente non apprezza queste scelte stilistiche.

CODE VEIN

Oltre ai difetti tecnici evidenziati relativi al gameplay, è giusto segnalare anche una performance non proprio liscia. La nostra prova si è svolta su PlayStation 4 Pro, e nonostante la maggior potenza offerta dalla console Sony, spesso e volentieri abbiamo assistito a numerosi fenomeni di frame rate traballante anche nelle fasi di sola esplorazione, che diventavano maggiormente vistosi nelle sezioni più affollate o strutturalmente più complesse. Speriamo che Shift e BANDAI NAMCO Entertainment si adoperino per correggere almeno questa problematica, in modo da consentire partite prive di grossi problemi. Evocativa invece la colonna sonora, con alcuni brani orchestrati d’effetto e numerose tracce in grado di “pompare” adrenalina nelle vene dei giocatori durante i combattimenti più impegnativi. Non manca nemmeno il doppiaggio originale giapponese e di quello completamente in italiano, per la gioia di una buona fetta dei giocatori.

A chi consigliamo CODE VEIN?

Sicuramente la curva d’apprendimento più dolce rispetto ad altri esponenti del genere rende CODE VEIN un titolo adatto a chi non apprezza particolarmente i soulslike, o chi, spaventato dallo snervante livello di difficoltà, se ne è stato sempre alla larga, facendo così da apripista e preparando i giocatori a sfide ben più ardue. I veterani di DARK SOULS potrebbero trovarlo molto più semplice, ma con qualche accorgimento in-game, CODE VEIN può riservare più di un grattacapo.

In un futuro non troppo lontano, una catastrofe ha provocato il crollo del mondo. Imponenti grattacieli, un tempo simboli di benessere, ora sono fredde tombe dell’umanità distrutta dai Rovi del giudizio. Qui è sorta Vein, una società segreta di Redivivi, l’ultima roccaforte in cui i sopravvissuti sono stati dotati di poteri in cambio dei loro ricordi e della sete di sangue. Chi cede alla sete si unisce ai Corrotti, diabolici demoni senza umanità. Crea alleanze e parti per un viaggio negli inferi in CODE VEIN.

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  • Artisticamente molto valido
  • Storia ben raccontata
  • Impegnativo ma mai frustrante
  • Codici Sanguigni e Doni offrono varietà…

  • …Ma spesso la tattica migliore è attaccare a testa bassa
  • Qualche problema tecnico di troppo
  • Si porta dietro le magagne dei soulslike
  • Per alcuni potrebbe sembrare fin troppo facile
CODE VEIN
3.9

Un action RPG impegnativo, ma alla portata di tutti

CODE VEIN è una buona prima volta. La nuova IP di Shift per BANDAI NAMCO Entertainment tenta di riempire il vuoto nei fan lasciato da DARK SOULS, riuscendoci solo in parte. Sul piatto abbiamo un titolo dal gameplay valido, che offre un buon livello di sfida senza mai sfociare nella frustrazione, che riesce ad apportare la sua buona dose di novità interessanti, come i Codici Sanguigni e i Doni. Nonostante le buone intenzioni, CODE VEIN soffre delle stesse problematiche del suo “senpai”. L’esplorazione è fin troppo lineare, mentre ritroviamo i problemi con la telecamera e di compenetrazione poligonale tanto odiati in DARK SOULS. Anche sul comparto tecnico va rivisto qualcosa, in particolar modo il frame rate che non riesce a essere stabile come vorrebbe, minando un’esperienza altrimenti ben confezionata. Se siete amanti del genere, e riuscite a soprassedere agli stessi problemi che avete avuto in passato con i titoli FromSoftware, CODE VEIN potrebbe regalarvi diverse soddisfazioni. E viste le premesse di questo primo capitolo, non possiamo che augurarci di rivedere i Redivivi in un seguito che vada a sistemare tutti i “problemini” di questo interessante debutto.

Giacomo Favilla
Dopo anni passati fra videogiochi, anime e serie TV, sente ancora il bisogno di dire a tutti la sua su qualsiasi cosa. Anche se in realtà nessuno gli ha mai chiesto di farlo.
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