Hatsune Miku: Project DIVA Mega Mix – Recensione

I VOCALOID di SEGA e Crypton debuttano su Nintendo Switch con Hatsune Miku: Project DIVA Mega Mix, un rhythm game per vecchi e nuovi appassionati del genere: la nostra recensione

Hatsune Miku: Project DIVA Mega Mix - Recensione

Lo scorso 15 maggio ha esordito in Europa uno dei titoli più attesi dai fan dei rhythm game di stampo nipponico. Parliamo di Hatsune Miku: Project DIVA Mega Mix, ultima incarnazione della prolifica serie di videogiochi che vede per protagonisti i VOCALOID di Crypton, fra cui spicca senza alcun dubbio l’intramontabile Hatsune Miku, idol virtuale che ha conquistato i cuori degli appassionati di tutto il mondo.

Se non fosse per la ragazza che frequentavo dieci anni fa non avrei mai avuto contatti col mondo dei VOCALOID e in particolare con Project DIVA, il primo titolo della serie rilasciato sulla storica PSP. Per farla contenta acquistai la versione giapponese del gioco, mai arrivato in Occidente, ma finii per essere io ad appassionarmi così tanto al mondo di Miku e alle sue canzoni da impararle tutte a memoria tentando di ottenere il punteggio perfetto a ogni livello di difficoltà. Da allora il franchise è cresciuto, approdando nelle sale giochi di tutto il Giappone e su tutte le console di casa Sony: PS Vita, PS3, PS4 e PlayStation VR, passando con gli spin-off Project Mirai anche su 3DS e giungendo infine anche in Europa. Arriviamo a oggi, con un nuovo titolo rilasciato, dopo un paio d’anni di pausa dall’ultimo, su una nuova piattaforma: Nintendo Switch, palcoscenico perfetto per il ritorno di una delle star del panorama musicale giapponese più famose al mondo.

Hatsune Miku: Project DIVA Mega Mix - Recensione

  • Titolo: Hatsune Miku: Project DIVA Mega Mix
  • Piattaforma: Nintendo Switch
  • Versione analizzata: Nintendo Switch (EU)
  • Genere: Rhythm Game
  • Giocatori: 1
  • Publisher: SEGA
  • Sviluppatore: SEGA-AM2
  • Lingua: Inglese (testi), Giapponese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 15 maggio 2020
  • Disponibilità: digital delivery
  • DLC: pacchetti di canzoni aggiuntive e T-Shirt gratuite
  • Note: uscito in Giappone col titolo di Hatsune Miku: Project DIVA MEGA 39’s

Abbiamo recensito Hatsune Miku: Project DIVA Mega Mix con un codice Nintendo Switch fornitoci gratuitamente da SEGA tramite Cosmocover.

Hatsune Miku: Project DIVA Mega Mix - Recensione

La saga di Project DIVA, prodotto da SEGA, vede protagonisti i personaggi sotto licenza Crypton Future Media capitanati appunto da Miku, ma soprattutto le splendide canzoni composte da numerosi artisti come ryo, OSTER project, Dixie Flatline, kz e tanti altri ancora. Per chi ne fosse ancora all’oscuro, “VOCALOID” è un sintetizzatore vocale realizzato da Yamaha, un programma nel quale è possibile immettere testi e melodie per farle letteralmente “cantare” da una delle voci disponibili. Crypton ha reso famoso il software sviluppando nuove voci e i primi “idol virtuali” fra cui spiccava la stessa Hatsune Miku, che ha ispirato questa serie di videogiochi.

Sviluppato dal team AM2 di SEGA, Hatsune Miku: Project DIVA ha visto il suo esordio come un gioco per la prima console portatile di casa Sony, per poi diventare un must nei game center di tutto il Giappone e proseguire la sua corsa su piattaforme più grandi, come PlayStation 4: l’ultima incarnazione prima di Mega Mix è infatti stata Future Tone, iterazione rilasciata come titolo free-to-start con pacchetti di canzoni acquistabili in bundle o separatamente. Sebbene la resa grafica di questo nuovo episodio per Nintendo Switch non raggiunga le vette toccate da quest’ultimo, a mio parere Hatsune Miku: Project DIVA Mega Mix è una delle iterazioni meglio riuscite del gioco dai tempi della PSP in termini di giocabilità e contenuti. Ma andiamo ad analizzarlo più nel dettaglio.

Hatsune Miku: Project DIVA Mega Mix - Recensione

Ragazze, quella è la Tour Eiffel, non la Torre di Pisa.

The reappearance of Hatsune Miku

Spiegarvi il gameplay della saga di Project DIVA risulta semplice, in quanto segue le più basilari regole del genere dei rhythm game. Selezionati una canzone e un livello di difficoltà, bisognerà premere i tasti a tempo seguendo le indicazioni mostrate sullo schermo, cercando di azzeccare il giusto tempismo per ottenere la nota perfetta e concatenare una combo lunga tutta la canzone. In questa versione del gioco sono disponibili ben cinque livelli di difficoltà: Easy, Normal, Hard, Extreme ed Extra Extreme, quest’ultimo novità introdotta nel recente Future Tone per PS4, da cui Mega Mix eredita buona parte dei suoi contenuti.

Il gioco base disponibile su Nintendo eShop contiene una tracklist di ben 101 brani, a cui poi se ne aggiungono altri 40 disponibili tramite DLC a pagamento (uno solo di questi pacchetti verrà distribuito gratuitamente il prossimo mese), fra i quali troviamo pezzi di rilievo come Roshin Yukai, Kokoro, Packaged e VOC@LOID in Love. Fra le tracce incluse nel titolo base troviamo invece classici provenienti dai precedenti titoli come Just Be Friends, The Disappearence of Hatsune Miku, Melt, Magnet, Cantarella, Po Pi Po, Senbonzakura, nonché dieci brani inediti che debuttano in questa incarnazione su console Nintendo: 39 Music!, Alien AlienCatch the WaveDreaming Chu Chu, Hibana, Jigsaw Puzzle, JITTERBUG, Ohedo Julia-Night, ROKI e Teo.

Hatsune Miku: Project DIVA Mega Mix - Recensione

La modalità principale, chiamata Arcade Mode, potrà essere alternata all’inedita Mega Mix, che dà il nome al gioco. Una volta avviata una canzone in questa modalità sarà necessario staccare i Joy-Con e utilizzare la console in modalità TV o da tavolo. Dovremo ruotare i polsi per muovere gli indicatori e premere i tasti dorsali per suonare le note. Peccato che, utilizzandolo su un modello Lite senza controller aggiuntivi, non vi sarà alcun avvertimento e le canzoni partiranno comunque. Provando a inclinare la console ho notato che una delle due “racchette” si muove leggermente, ma il fatto che questa modalità si avvii lo stesso è decisamente un segnale di superficialità da parte degli sviluppatori. Giocandoci normalmente con una console collegata al televisore, inoltre, ho notato come inclinare i Joy-Con lateralmente per prendere le note risulti decisamente scomodo. Una modalità che, a mio avviso, serviva solo come riempitivo utile a diversificare Mega Mix dagli altri giochi della serie e che secondo me sarebbe potuta essere rimpiazzata già dal principio dalla modalità Touch, già disponibile come aggiornamento gratuito della versione giapponese e non ancora confermata per quella occidentale.

Miku Miku Fashion Style

Parte del divertimento del gioco è dato dalla presenza dei Moduli, ovvero skin alternative ai classici modelli poligonali di Miku, Luka, Rin, Len, KAITO e MEIKO, che potremo acquistare tramite la valuta in-game che otterremo completando le canzoni ai vari livelli di difficoltà e che potremo selezionare e memorizzare in appositi slot. Tramite queste personalizzazioni potremo decidere quali costumi o personaggi alternativi usare per ciascuna canzone (come VOCALOID “secondari” del calibro di Yowane Haku e Kasane Teto), ma ciò non si fermerà unicamente ai già innumerevoli preset presenti nel gioco, che spaziano dalle varie Snow Miku a costumi ispirati a Sonic, Space Channel 5 o addirittura Valkyria Chronicles. Potremo infatti modificare a nostro piacimento accessori e acconciature per creare le nostre combinazioni preferite (o più assurde) e, novità assoluta, disegnare le nostre T-Shirt personalizzate attraverso l’apposita voce di menu.

Con cinque magliette bianche a nostra disposizione potremo infatti sbizzarrirci nel creare quelle che più ci aggradano e farci due risate vedendole all’interno dei brani. La personalizzazione non si ferma unicamente al fattore estetico: possiamo infatti creare le nostre playlist di brani preferiti, ma soprattutto potremo modificare i suoni delle note e persino le icone. Potremo scegliere i tasti predefiniti di Nintendo Switch, ovvero ABXY, le frecce del D-Pad (o della pulsantiera di sinistra, con i Joy-Con) e, udite udite, i tasti triangolo, cerchio, X e quadrato della versione Arcade del gioco, ereditati dalle sue origini su PlayStation. E indovinate quali sceglieranno i giocatori di vecchia data?

Hatsune Miku: Project DIVA Mega Mix - Recensione

Vegetable Juice

Le 101 tracce del titolo sono tutte di ottima fattura, anche se si sente la mancanza di qualche brano decisamente imprescindibile per un titolo che raccoglie l’eredità di oltre dieci anni. Ad esempio Koi wa Sensou, Raspberry Monster, Last Night, Good Night e la versione giocabile di Ievan Polkka (presente, come al solito, nel tutorial iniziale). L’interfaccia grafica all’interno dei brani è presa pari pari dal Future Tone per PlayStation 4, ma purtroppo non possiamo dire che a livello tecnico i modelli poligonali e gli ambienti di sfondo raggiungano l’impatto visivo di quest’ultimo.

Ci troviamo, piuttosto, di fronte a una versione di nuova generazione di quanto abbiamo imparato a vedere sui giochi per PSP, con modelli che sfruttano una grafica cel-shaded e una risoluzione e frame rate variabili a seconda della canzone e della configurazione della console. In sostanza, alcuni brani gireranno più fluidi di altri, come in altri i modelli dei personaggi appariranno visibilmente più sgranati. Una scelta, purtroppo, dettata dai limiti della console, che PSP ai tempi aggirava abbinando video “statici” (sequenze di immagini 2D, per intenderci) a praticamente metà delle canzoni della tracklist. In Mega Mix questo accade solo in pochissimi casi, come Dreamin Chu Chu di Megurine Luka. A ogni modo, i caricamenti di ciascuna canzone sono decisamente lunghi, sia che giochiate in portatile, sia collegati al televisore. Lo stesso, fortunatamente, non accade uscendo da un brano e tornando al menu principale, o navigando fra le varie voci.

A chi consigliamo Hatsune Miku: Project DIVA Mega Mix?

Hatsune Miku: Project DIVA Mega Mix è un ottimo rhythm game che saprà divertire per ore e ore i possessori di Nintendo Switch, ponendosi come punto di partenza per chi non ha mai avuto modo di approcciarsi a questo genere, ma anche come una discreta sfida per i giocatori più navigati, che troveranno nelle diaboliche Extra Extreme pane per i loro denti. Purtroppo, chi ha già spolpato all’osso Future Tone per PS4 proverà un costante senso di dèjà-vu, ma mettiamola così: Hatsune Miku torna finalmente a tenervi compagnia anche fuori casa e nella vostra fortezza della solitudine fatta di ceramica e piastrelle.

Hatsune Miku: Project DIVA Mega Mix - Recensione

  • Miku torna finalmente portatile
  • Buone possibilità di personalizzazione
  • Più di 100 brani inclusi nel gioco base…

  • …Ma ancora troppi DLC per i miei gusti
  • Caricamenti troppo lenti
  • Mancano alcuni brani iconici della saga
  • La modalità Mega Mix
Hatsune Miku: Project DIVA Mega Mix
4

La regina dei rhythm game conquista anche Nintendo Switch

Il tempo passato in compagnia del titolo SEGA non è stato certamente tempo sprecato. Hatsune Miku: Project DIVA Mega Mix è un ottimo esordio per la saga su Nintendo Switch e ne sfrutta le peculiarità, prima fra tutte la possibilità di giocarlo ovunque sul piccolo schermo della console. Peccato per una modalità “motion control” del tutto trascurabile e per l’assenza della versione touch, almeno fino al prossimo aggiornamento. La tracklist base di 101 canzoni è decisamente corposa, se messa a paragone di titoli come gli originali per PSP e Project DIVA X, ma sfigura un po’ se messa a confronto col “cugino grande” Future Tone, scaricabile gratis e ampliabile con pacchetti di canzoni acquistabili separatamente. Tuttavia, ci troviamo di fronte a un ottimo rhythm game, di cui rimpiango solo uno story mode simile a quello del già citato X, ma che mi ha notevolmente appagato in sessioni mordi e fuggi. A conti fatti, i circa quaranta euro che spenderete per Mega Mix saranno ottimamente ripagati, considerando i contenuti gratuiti che vi si aggiungeranno nelle prossime settimane.

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Alessandro Semeraro
Trent’anni passati a inseguire il sogno giapponese, fra un episodio di Gundam e un match a Street Fighter II. Adora giocare su console e nelle sale giochi di Ikebukuro che ormai, per quanto lontana, considera una seconda casa.

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