5 anni con voi: Akiba Gamers 5th Anniversary Awards

5 anni con voi: Akiba Gamers 5th Anniversary Awards

Con oggi sono cinque, cinque lunghi anni dal giorno in cui abbiamo deciso di partire da zero, senza alcuna esperienza diretta nella gestione di un sito di questo calibro, per imbarcarci in una delle avventure più impegnative della nostra vita. Akiba Gamers è nato dal nulla, da gente che aveva solo la passione per i videogiochi e sapeva scrivere e occuparsi di un sito internet. Col tempo abbiamo imparato molte cose e in questi ultimi due anni stiamo avendo un notevole riscontro anche dal punto di vista dei lettori e della nostra community, e non possiamo che esserne grati.

L’articolo che segue, come quello dell’anno scorso, è un diverso modo di concepire i nostri Anniversary Awards: ognuno di noi ha scelto un gioco che l’ha particolarmente colpito nel corso di questi dodici mesi (dal marzo 2017 al marzo 2018) e ne ha parlato in maniera sincera, come se lo stesse consigliando a un amico.

Il video che trovate qui di seguito, invece, è il campanello per alcuni importanti cambiamenti che avverranno all’interno del sito nel corso dei prossimi mesi. Stiamo per evolvercianche se non sappiamo ancora di quanto tempo avremo bisogno — e vogliamo rendervi partecipi di questo cambiamento. Fateci sapere cosa ne pensate e, soprattutto, fateci tanti auguri.

5 anni di Akiba Gamers

Akiba Gamers 5th Anniversary Awards

La quinta edizione dei premi di Akiba Gamers per i giochi usciti da marzo 2017 a marzo 2018.

TEKKEN 7

TEKKEN 7

Sono prevedibile: anche quest’anno ho passato più tempo sui vari Yakuza che su qualsiasi altro gioco della mia lista, e ancor di più sono i titoli che ho preso al day one e che sono finiti irrimediabilmente nella pila di venti metri del mio backlog. Tuttavia c’è un titolo in particolare a cui vorrei dedicare il mio gesto di affetto per questo quinto anno di Akiba. Si tratta di TEKKEN 7, l’ultima iterazione di una saga a cui sono particolarmente legato dai tempi della prima PlayStation. Ho conosciuto la console Sony proprio con TEKKEN 2 e l’ho vista crescere ed evolversi nel corso degli anni. Il settimo capitolo, inoltre, è stato per me particolarmente speciale: come ho già raccontato in diverse altre occasioni, la prima volta che l’ho provato è stato in Giappone, alla sala giochi di NAMCO Sugamo, nel corso di un location test. L’ho visto migliorare con l’arrivo ufficiale in sala giochi l’anno successivo, e quello dopo ancora con la versione FATED RETRIBUTION.

Il settimo torneo del Re del Pugno di Ferro giunto da noi su PC e console è frutto di un costante miglioramento da parte del team di sviluppo grazie anche alla collaborazione degli affezionati giocatori che ogni sera, in Giappone, infestano le numerose sale giochi con il proprio tabacco e il bisogno di mettersi alla prova. Nonostante gli scivoloni imputabili al roster ancora privo di personaggi storici (qualcuno ha detto Lei?) e con qualche intruso di troppo (sono ancora dell’idea che Noctis concettualmente non dovrebbe proprio sbucare nella schermata di selezione), le speranze per un supporto duraturo e sempre migliore ci sono ancora: se ce l’ha fatta Street Fighter V a risollevarsi, perché non TEKKEN 7, che ha avuto da subito riscontri positivi? E adesso datemi Kazuma Kiryu.

Zechs (Alessandro Semeraro)

MONSTER HUNTER: WORLD

MONSTER HUNTER: WORLD entra di diritto nei nostri award per ben più di un motivo. Andiamo, non vi sono bastati i record delle vendite del titolo? Se avete una squadra di amici affiatata questo gioco è davvero quello che fa per voi. CAPCOM ha portato una delle sue più popolari saga nella new gen, affinando la storia, dapprima snobbata e introdotta successivamente negli ultimi capitoli, semplificando alcune dinamiche diventate obsolete con il tempo (eliminando ad esempio i picconi e le coti esauribili, mettendo compatibili le armature da cacciatore e artigliere) e ampliando l’esplorazione delle aree di gioco e delle variabili ambientali.

La grafica inoltre, grazie alle potenzialità delle ultime console Sony e Microsoft, vi farà innamorare fin dall’inizio e dimenticare di aver giurato lo stesso amore per gli schermi del Nintendo 3DS. Il multiplayer ci permetterà inoltre di creare sessioni di caccia o di andare in soccorso di perfetti sconosciuti, oltre a ricevere ricompense giornaliere per l’accesso. Inoltre, ci tengo a ricordare una delle cose che mi ha esaltato di più: possiamo assistere alla lotta fra due bestie durante la nostra caccia, come se ci trovassimo in uno dei vecchi film di Godzilla. MONSTER HUNTER: WORLD vi farà “pagare volentieri” il PlayStation Plus o l’abbonamento Xbox LIVE sottoponendovi a tantissime missioni, godibili pure in solitaria, con DLC e eventi gratuiti disponibili quasi ogni mese. Insomma, rimane quasi un acquisto obbligato, come scritto sulla nostra recensione, destinato a non crollare nel tempo, come invece successo ad altri giochi della stessa tipologia.

Hiruma (Riccardo Piras)

Utawarerumono: Mask of Deception & Mask of Truth

Utawarerumono: Mask of Deception & Mask of Truth

Scegliere il titolo a cui destinare la mia nomination non è stato per niente facile: si è trattato di un periodo alla fine particolarmente ricco per il panorama videoludico, complici anche gli ultimi mesi che implacabili hanno tartassato le nostre finanze. Probabilmente persino il corriere è riuscito a farsi una idea sulle date di uscita di certi titoli, visto che verso settembre sembrava già sapere quando ci saremmo rivisti…

Cerchiamo di non distrarci, concentrazione. Il titolo da candidare. Scorrendo la mia libreria sono stati davvero tanti i titoli che hanno catturato la mia attenzione, tra il ritorno di glorie come .hack//G.U. Last Recode o titoli inediti del calibro di Persona 5 o Monster Hunter: World, ma per la scelta finale non ho potuto che basarmi su un buon equilibrio tra ricordi ed emozioni, trovando nella serie di Utawarerumono una verità assoluta. Provai il primo capitolo su PC davvero tanti anni fa e aver raggiunto l’epilogo prossimo all’alba è probabilmente qualcosa che non dimenticherò mai. Anche perché pioveva, quella notte. Eccome se pioveva, terribilmente vicino a quell’infausto periodo in cui finii Ciel noSurge e il successore Ar noSurge.

Il primo annuncio in Giappone della nuova duologia, lì sotto il nome Itsuwari no Kamen e Futari no Hakuoro, fu accompagnato probabilmente da una sonora ginocchiata contro la scrivania — due ad essere precisi, una per capitolo. E il poter vantare la versione PlayStation Vita per ogni regione e un pizzico di PlayStation 4 europea per puro scherzo del destino è un chiaro segno di quanto abbia apprezzato i titoli. Ma perché tanto amore per la serie? A rispondere con esattezza, non ne sono completamente sicuro. Sarà la gargantuesca storia offerta, forse gli stessi personaggi che nel rintocco delle varie melodie ho percepito come estremamente reali o persino l’umorismo che di tanto in tanto riusciva ad allontanarmi in un sorriso dalla consapevolezza di una imminente tragedia. Magari lo stile a turni curato nel dettaglio, che nelle varie modalità di gioco secondarie si sono rivelate come una piacevole compagnia durante gli interminabili viaggi in treno quasi rendendo positivi i canonici ritardi. Quasi, perché è bene non esagerare.

Leggende saranno quindi sempre narrate, e quando finalmente arriverà anche da noi Utawarerumono: Chiriyuku Mono e no Komoriuta io sarò lì ad ascoltare. Nel ricordo di quando le giornate erano estremamente più semplici, di quando eri giovane e la più grande responsabilità era quella di tornare a casa dopo le lezioni.

Rhaplanca (Davide Decataldo)

Persona 5

Un altro anno di Akiba Gamers è passato, durante il quale ho avuto modo di mettere le mani su alcuni dei migliori esponenti del mio genere preferito, gli JRPG. Non è stato per nulla facile doverne scegliere uno, considerando il fatto che dallo scorso marzo ad oggi sono stati rilasciati titoli del calibro dei maestosi Ys VIII: Lacrimosa of DANA e Xenoblade Chronicles 2. Ma c’è un gioco che è stato capace di far breccia nel mio cuore più di altri, su cui ho passato interminabili ore senza mai staccarmi dal controller tant’era la voglia di scoprire come sarebbe andata a finire la particolarissima trama: parlo ovviamente di Persona 5 capolavoro targato ATLUS per PlayStation 4 e PlayStation 3.

Persona 5 è stato capace di rimanere fedele alla tradizione di una saga che ha ormai più di vent’anni portando allo stesso tempo con se una ventata di aria fresca e novità, non stravolgendo le meccaniche di gioco che tutti abbiamo imparato ad amare col tempo ma migliorandole e rifinendole al meglio. Mentre tutte le software house hanno deciso di puntare sull’azione, ATLUS ci ha visto giusto ed ha deciso di andare controcorrente mantenendo il classico sistema di combattimento a turni, dando però ai giocatori la possibilità di approcciarsi ai combattimenti in maniera diversa e con tantissime nuove possibilità.

Ma non è stato solo il gameplay a catturare la mia attenzione, Persona 5 vanta di alcune delle scelte stilistiche più azzeccate viste negli ultimi anni sia grazie ad una grafica d’impatto che ad una trama capace di catturare l’attenzione del giocatore e tenerla salda fino alle ultime battute. Senza considerare la strizzata d’occhio a Monkey Punch e il suo celebre ladro gentiluomo Lupin III, anime che ha accompagnato parte della mia infanzia. Kudos quindi ad ATLUS per il lavoro svolto, e speriamo che questo 2018 sia capace di regalarci esperienze di gioco al pari di quelle dell’anno precedente.

Faith (Federico Schirru)

DRAGON BALL FighterZ

È stato un lungo anno quello appena passato in casa Akiba Gamers, non si può certo dire che il 2017 e questi primi tre mesi del 2018 non siano stati pregni di uscite interessanti e tanto attese, come quella del mio gioco dell’anno: DRAGON BALL FighterZ. Il titolo targato BANDAI NAMCO Entertainment e ARC SYSTEM WORKS ha fatto breccia nel mio cuore sin dall’annuncio avvenuto all’E3 dello scorso anno. Il trailer mi bastò per farmi capire che quello sarebbe stato per me il gioco definitivo della saga creata dal maestro Akira Toriyama. Sì, perché dopo aver provato gli ennesimi titoli con ambientazione in tre dimensioni, era ora di tornare al puro e magico 2D.

Meglio dire 2.5D, perché come vi ho detto prima, c’è lo zampino, ma andrebbe bene anche il termine zampone, di ARC SYSTEM WORKS, che ha dato i natali a saghe come BLAZBLUE e GUILTY GEAR, ed è proprio dall’ultima iterazione di quest’ultima che FighterZ prende il motore grafico e alcune delle sue funzionalità principal. Come dissi nel video di unboxing della corposa limited, bramata sin dalla diffusione delle prime immagini, la promessa di matrimonio tra ARC SYSTEM e BANDAI NAMCO era da rinnovare; nonostante le numerose critiche rivolte al roster decisamente troppo limitato per essere un titolo di Dragon Ball, quello inserito al lancio era ben variegato, e sì han dimostrato che Yamcha non è la solita loffia.

Il punto di forza di questo titolo, tralasciando il fattore competitivo multiplayer, è la modalità storia con trama inedita, con l’introduzione dell’Androide 21 e delle vicende a lei strettamente collegate; ma altro punto di forza, a mio parere, è l’estrema semplicità dei comandi che rende questo titolo fruibile da chiunque: che tu sia un pro player o un semplice giocatore, DRAGON BALL FighterZ riesce ad accontentare tutti. L’idea di dare a ogni personaggio una mappatura dei comandi simile è stata la migliore possibile, così da offrire a ognuno di noi la possibilità di non perdere troppe ore dinanzi alla modalità tutorial se non per capire quale combinazione di personaggi usare. Poteva essere fatto di meglio? Assolutamente no.

BaSS (Francesco Bellomo)

Yakuza Kiwami

Con Persona 5 e DRAGON BALL FighterZ già tirati in ballo dai miei colleghi, due titoli usciti nel periodo preso in esame e che ho particolarmente apprezzato, è rimasto solo un gioco fuori dalla lista che ho personalmente adorato altrettanto: Yakuza Kiwami, il remake del capitolo inaugurale della saga di Ryū ga Gotoku. Essendo stato dietro a questa serie sin dal suo esordio in occidente all’epoca di PlayStation 2, per me è stato davvero emozionante poter rivivere il vero e proprio inizio della leggenda di Kazuma Kiryu, il Drago di Dojima. Il lavoro di restaurazione svolto dal Ryū ga Gotoku Studio è stato davvero magistrale per questo remake basato sullo scheletro di Yakuza 0, che è riuscito a mantenere intatta l’atmosfera originale, dandogli allo stesso tempo anche quella spinta in più che, grazie all’attuale generazione, ci possiamo permettere.

Certo, qualche piccolo dettaglio poteva essere tranquillamente rivisto, includendo un modello più Akiyama-forme al “fortunato” senzatetto, e limitando un minimo la pesantezza del sistema Majima Everywhere, dovuta al crescente successo del pericoloso quando esilarante Cane Pazzo di Shimano. Ma con queste premesse, nonostante fin troppe volte ci si lamenti dei tantissimi remake e simili che infestano sempre più le piattaforme attuali a discapito delle nuove IP, non disdegnerei davvero l’eventualità di poterli rivedere e rivivere tutti. Senza ombra di dubbio, Yakuza Kiwami è un ottimo primo approccio alla serie per tutti coloro che decidono di avvicinarsi solo adesso a questa strepitosa opera!

Kurama (Roberto Fuccini)

Redazione
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