
Da quel giorno sono passati tremila anni. Per proseguire nella ricerca dei Versi Sacri necessari per la sua resurrezione, il Diavolo in persona decide di creare tre serve e di mandarle sulla Terra. Il demone della morte elaborata, Caelea, il demone del tormento sadico, Veruza, e il demone del decesso umiliante, Lilia, accompagnate dalla “figlia” del signore oscuro Laegrinna, nata proprio dalla separazione di un frammento della sua anima: tutte quante sono pronte a scatenare la sua ira contro la razza umana.
Sviluppato da TECMO KOEI e prodotto dal creatore della serie Fatal Frame in persona, Keisuke Kikuchi, ecco giungere sulle PlayStation 3 e PlayStation Vita europee Deception IV: Blood Ties, il sequel spirituale di Devil’s Deception, il titolo targato TECMO uscito originariamente nel 1996 sulla prima PlayStation, e di TЯAPT, sempre targato TECMO, uscito su PlayStation 2 nel 2006.
- Titolo: Deception IV: Blood Ties
- Piattaforma: PlayStation 3, PlayStation Vita
- Genere: Azione, Strategia
- Giocatori: 1
- Software house: TECMO KOEI
- Sviluppatore: TECMO KOEI
- Lingua: Inglese, Francese, Tedesco e Giapponese (testi), Giapponese (doppiaggio)
- Data di uscita: 28 marzo 2014
- Disponibilità: retail, digital delivery
- Reperibilità: comune
- DLC: trappole e missioni extra
- Note: distribuzione di trappole extra come preorder bonus presso rivenditori selezionati


Già dal primo avvio del gioco, basteranno pochissimi minuti per rendersi conto che il titolo è semplice da capire, ma allo stesso tempo davvero complicato. Durante tutti i capitoli di storia offerti da Deception IV infatti, non dovremo fare altro che piazzare la nostra combinazione di trappole all’interno dei vari scenari, attirarvi i nostri nemici, attivarle, e scappare in una delle altre zone. Oltre a buona organizzazione e inventiva, servirà anche un buon tempismo per attivare i crudeli marchingegni: non solo potrebbero scattare a vuoto, ma ci sarà da attendere che il loro tempo di cool-down sia terminato per poterli riutilizzare di nuovo.
IT’S A TRAP!


A meno che non si rimuovano personalmente le trappole presenti in una determinata area dello stage di gioco, esse rimarrano lì come le abbiamo piazzate fino alla fine di quella precisa parte di storia: sarà quindi possibile piazzare alcune trappole in una specifica zona, utilizzarle, scappare in un’altra stanza e usarne altre; in caso decidessimo di tornare in una delle zone precedenti, le ritroveremo ad attenderci così come le abbiamo lasciate. Inizialmente, le trappole che potremo piazzare saranno solamente tre, ma man mano che la difficoltà di gioco crescerà, sarà possibile sbloccare altri slot per aumentarne il numero, non solo di quelle che potremo posizionare, ma anche di quelle che sceglieremo di portare con noi in ogni capitolo.
L’altro castello (no, non questo)

Avanzando del gioco verremo trasportati in altri luoghi, in cui potremo vagare in più di un’area per fuggire dai nostri nemici, e settare trappole prima del loro arrivo, comunque sia, non frequentemente, lasciandoci a volte anche per più di due capitoli nella stessa location. Questo può non rappresentare un problema, è vero, ma una volta che in un determinato stage avremo trovato la sequenza perfetta di trappole, ritrovandoci nello stesso luogo ci verrà quasi spontaneo usare nuovamente la stessa identica combinazione, togliendo così buona parte del divertimento del gioco, che è appunto il dover elaborare una buona tattica per riuscire a completare il tutto.
All’interno delle varie zone saranno presenti anche alcuni Stage Hazard, ovvero pericolosissime e letali trappole predisposte di default, in cui non dovremo fare altro che attirarci i nemici, o farceli entrare con la forza. Anche qui sarà richiesta la massima attenzione, in quanto ogni minimo errore ci costerà davvero caro. Per rendere più complicato il tutto, sia le trappole che andremo a piazzare, che gli Stage Hazard, oltre a danneggiare i nostri nemici potranno danneggiare anche noi. Se non porremo abbastanza attenzione, o se semplicemente ci troveremo nel punto sbagliato al momento sbagliato, gli oscuri marchingegni potranno attivarsi anche per noi, facendoci considerevolmente male.
Un occhio di riguardo
I nemici, ovviamente, non saranno tutti delle fighette, ma offriranno una buona dose di sfida ai giocatori in quanto, alcuni di essi, saranno resistenti ad alcune specifiche trappole, mentre altri addirittura immuni. Sarà quindi nostro dovere controllare, grazie all’apposita abilità chiamata Devil’s Eye, quelli che sono i dettagli riguardanti quei particolari avversari che ci si pareranno di fronte in quel momento: cenni biografici, quantità di vita, potenza di attacco e di difesa, debolezze e resistenze.
Così come nella vita reale, niente e nessuno è immortale o immune in modo definitivo. Sarà quindi possibile far diventare nostre prede questi particolari nemici realizzando una buona combo, in cui prima dovremo a stordirli e poi attirarli in quelle precise trappole a cui, in condizioni normali, sarebbero resistenti. Spesso alcuni di essi indosseranno un’armatura che li renderà immuni o resistenti, e in questo caso sarà necessario distruggerla totalmente con apposite trappole, per lasciarli quindi in balìa della nostra malvagità.
Per non crearci ancora più problemi di quanti già il titolo ne offra, sarà possibile equipaggiare Laegrinna di un’abilità speciale che ci offrirà vari benefici. Inizialmente, ce ne verrà affidata una che ci permetterà di poter schivare sia automaticamente che, anche grazie alla pressione dell’apposito tasto, gli attacchi nemici. Ovviamente, con il proseguimento della storia ne sbloccheremo di nuove, alcune più e altre meno utili di quella appena descritta. Sarà possibile decidere quali acquistare ed equipaggiare tramite l’apposita sezione che troveremo al termine di ogni capitolo.
Come in ogni gioco che si rispetti, dopo le varie ondate di nemici comuni, alla fine di ogni sezione ci ritroveremo di fronte a un Boss, non solo più forte dei comuni nemici, ma anche in grado di recuperare energia, spesso e volentieri, complicandoci non poco il nostro lavoro di diaboliche torturatrici. Una volta sconfitto, quindi alla fine di ogni capitolo, sarà possibile vedere i vari punteggi ottenuti e le valutazioni specifiche relative alle trappole che corrispondono a ciascuna delle tre demonesse, e i punti che di conseguenza esse ci assegneranno. Grazie a questi punti sarà possibile acquistare, tramite l’apposita opzione presente all’interno della modalità storia, nuove trappole, abilità o costumi da poter equipaggiare.
Tortura idiomatica

A mio avviso, l’unica nota dolente nel comparto tecnico di Deception IV risiede nei sottotitoli. Come già detto nella scheda iniziale, come unico doppiaggio presente abbiamo quello giapponese, assieme ai sottotitoli in giapponese, inglese, francese e tedesco. Di norma, essendo l’inglese la lingua più parlata al mondo, nel 2014 tutti la dovrebbero conoscere e non dovrebbe quindi essere un gran problema; ma visto e considerato che nel gioco sono presenti altre traduzioni come francese e tedesco, perché non prendere in considerazione anche l’ipotesi della lingua italiana?
A chi consigliamo Deception IV: Blood Ties?
Essendo un titolo molto accattivante e particolare, mi sento di consigliarlo a coloro che cercano un buon gioco, ma che abbiano davvero tanta pazienza e costanza nel provare e riprovare, perché non sarà sempre semplice riuscire a creare la combinazione di trappole ideale non solo per alcuni determinati nemici o per i boss, ma proprio in generale. Le imprecazioni fioccheranno come se niente fosse, per cui mi sento di sconsigliarlo vivamente a tutti coloro che non dispongono di santa pazienza e in cerca un gioco semplice e diretto.
- Una vera e propria sfida per i giocatori
- Tipologia di gioco bella e particolare, diversa dal solito “vai avanti e combatti”
- Comparto grafico e sonoro validi
- Protagonista un po’ anonima (ma comunque gnocca)
- Scenari di gioco a tratti ripetitivi
- Mancata localizzazione italiana
Deception IV: Blood Ties
Come esternare al meglio la propria malvagità
Personalmente, ho apprezzato molto questo nuovo titolo realizzato TECMO KOEI in collaborazione con Keisuke Kikuchi. Nonostante non sia proprio una novità assoluta, in quanto si rivela molto simile al suo predecessore TЯAPT, Deception IV: Blood Ties riesce a portare una ventata d’aria fresca, un qualcosa di diverso dai normali titoli in cui bisogna affrontare i nostri avversari faccia a faccia in combattimenti diretti, in cui verrà veramente richiesta una buona dose di strategia, tanto tempismo e un’originale inventiva. Nonostante qualche piccolo difettuccio che si può tranquillamente trascurare, Deception è e rimane un buonissimo titolo in grado di donare tanti momenti di semplice divertimento e pura malvagità e, soprattutto, è qualcosa di diverso dal solito. Enjoy.
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