
- Titolo: JoJo’s Bizarre Adventure: All-Star Battle
- Piattaforma: PlayStation 3
- Genere: Fighting Game
- Giocatori: 1-2
- Software house: BANDAI NAMCO Games
- Sviluppatore: CyberConnect2
- Lingua: Italiano (testi), Giapponese (doppiaggio)
- Data di uscita: 25 aprile 2014
- Disponibilità: retail, digital delivery
- Reperibilità: comune
- DLC: campagne gratuite e personaggi aggiuntivi
- Note: Exquisite Edition disponibile mediante un’asta per beneficenza



Voglio andare a vivere in campagna
Attenzione: purtroppo non ci è stato possibile provare la versione europea della Campagna, per cui il seguente paragrafo si basa sull’edizione giapponese del titolo.
La modalità Campagna è il vero fulcro del gioco, in cui dovremo affrontare diversi nemici appartenenti alle diverse campagne disponibili, per sbloccare colorazioni e costumi alternativi, oltre a frasi e pose per personalizzare i combattenti disponibili. In Giappone sono uscite cinque campagne diverse, una per ogni mese dall’uscita del gioco, per personaggi e contenuti da sbloccare; per poter dare inizio alle danze dovremo disporre di “energia”, non quella di un quadro di Mario Schifano, indicata sullo schermo da una batteria composta da dieci tacche, che si ricaricheranno ogni cinque minuti (almeno, nella versione giapponese). Ogni qual volta vorremo combattere spenderemo una tacca, tra un combattimento e l’altro potremo avere la fortuna di incorrere in alcuni bonus, alcuni dei quali gratis e altri a pagamento (in termini di energia) che ci daranno una mano contro i nemici più ostici da battere, ovvero i ghost caricati online dei più forti giocatori di All-Star Battle di tutto il mondo.
Avremo due tipi di match a disposizione: uno puramente casuale contro un ghost, l’altro contro un boss controllato dalla CPU. Mediante gli scontri ghost potremo ottenere pose e frasi, mentre affrontando i boss potremo ottenere, oltre queste, anche colori e costumi alternativi; tuttavia, non sarà poi così facile battere i nemici, non tanto per la difficoltà, ma per tutte le volte che saremo costretti ad affrontarli. Ogni boss dispone di una barra HP e ogni volta che lo affronteremo o che useremo un bonus questo perderà un certo numero di punti vita (che variano da personaggio a personaggio); quando gli stessi arriveranno a zero, otterremo la nostra ricompensa.
Come dice il detto “Once you go boss, you never go back” potremo affrontare i boss più volte di fila, nell’arco di massimo dieci minuti: se per caso non riuscissimo a portarli a zero HP, non dovremo preoccuparci più di tanto, poiché la loro barra non si ricaricherà fino a che non li batteremo del tutto.
Premere lo stesso tasto dolente
Il numero di personaggi a disposizione non è propriamente basso, si parla di 32 personaggi più 9 in DLC; il loro parco mosse è ben curato e fedele alla serie di appartenenza, e sarà possibile rivivere le tecniche più spettacolari anche con semplici combinazioni di tasti, anche se a volte molto simili fra un personaggio e l’altro. L’estrema semplicità dei comandi ci permetterà di prendervi subito confidenza, dovremo solo imparare a studiare e calcolare i tempi per agire e andare a segno. Tuttavia, questo renderà i combattimenti molto più lenti: dimenticatevi il classico picchiaduro frenetico alla Street Fighter. Il tasto quadrato sarà quello più sfruttato e l’unico a dare inizio alla combo; gli altri due, triangolo e cerchio, si limiteranno a sferrare un colpo singolo, e più volte ci capiterà di provare diverse combinazioni di tasti (movimento e colpo) che daranno inizio allo stesso tipo di attacco.
I personaggi a nostra disposizione si dividono in quattro categorie: quelli a Energia concentrica, che sfruttano le onde concentriche per potenziare i propri attacchi; Vampirismo, che possono assorbire l’energia del proprio avversario per ricaricarsi; i Mode, che sfruttano la barra Heart Heat per rendere più potenti i loro attacchi; Stand, i portatori che sfruttano le entità spirituali; quelli A cavallo, e… non c’è altro da dire.
You shall be Shish Kabob

Questo tipo di errori lo troveremo in poche occasioni, però non fanno che aggiungersi al vero motivo per cui i fan sono andati nel panico: il bizzarro adattamento dei nomi dettato dalla legge sul copyright.
Araki è un grandissimo fan della musica rock americana, infatti molti personaggi e stand della sua opera hanno i nomi delle più famose band, come gli AC/DC, Wham!, Red Hot Chili Peppers, e Santana. Purtroppo, a causa di questa sua passione, noi occidentali avremo i nomi adattati in modo da non violare tali diritti: per esempio Jean Pierre Polnareff diventerà Jean Pierre Eiffel, oppure ACDC sarà Acideecy e Gold Experience verrà riproposto come Gold Wind. Se fosse solo questo il problema potremmo anche sorvolare, ma quando sentiremo l’audio giapponese non combaciare con i sottotitoli della versione occidentale penseremo che forse era meglio non tanto rischiare di violare i diritti, ma variare anche l’audio giapponese, perché la mancanza di video e dialoghi veri e propri riduce di non poco il lavoro di “ridoppiaggio”. Perlomeno avremmo preferito un doppiaggio inglese coerente con i sottotitoli. Essendo il titolo destinato ai fan della saga, non capisco il motivo di differenziare con un numero i due Josuke Higashikata, uno protagonista della quarta parte e l’altro della ottava, essendo abbastanza chiaro che non si tratta lo stesso personaggio, dato anche l’aspetto profondamente diverso.
A chi consigliamo JoJo’s Bizarre Adventure: All-Star Battle?
JoJo’s Bizarre Adventure: All-Star Battle è consigliato principalmente ai fan della serie di Hirohiko Araki, anche se i più sfegatati storceranno il naso per la traduzione e l’adattamento non proprio perfetti. Personalmente lo consiglio anche a chi vuole sperimentare un picchiaduro squisitamente giapponese, che non scade nella banalità e si basa sulla tatticità e sulla prontezza dei comandi; non per ultimi quelli che vogliono un appiglio per avvicinarsi all’enorme universo di JoJo.
- Ampia scelta di personaggi
- Tanti contenuti sbloccabili
- Doppiaggio originale
- Buon sistema di combattimento
- Un infelice adattamento dei nomi
- Traduzione colma di imprecisioni
- A volte un po’ lento
- Leggerissimi cali di framerate
JoJo’s Bizarre Adventure: All-Star Battle
Combatti con stile. Sorvola sugli errori.
L’ultima fatica di CyberConnect2 e BANDAI NAMCO si dimostra molto valida e divertente al livello di gameplay e di modalità disponibili, ma l’adattamento è da rivedere e non può accontentare l’utente a cui, principalmente, è destinato: il fan de Le Bizzarre Avventure di JoJo. Considerando l’estrema semplicità dei controlli, anche un giocatore alle prime armi potrà divertirsi e appassionarsi al titolo, mentre un fan più che sfegatato non potrà fare a meno di notare le tante piccole differenze e imprecisioni nelle traduzioni, notando, purtroppo, solo il lavoro superficiale svolto dal team di localizzazione; la modalità Campagna, anche se all’apparenza può sembrare noiosa, si rivelerà in realtà utile per sbloccare costumi alternativi, oltre che una vera e propria sfida, anche grazie ai bellisimi artwork di Hirohiko Araki. Tra bei combattimenti e sottotitoli da dimenticare, tanti personaggi da sbloccare, altrettanti costumi e contenuti, il tempo passerà che è un piacere, a meno che DIO non vi fermi prima.
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