Starfield per PlayStation 5 – Recensione

La nostra recensione di Starfield, action RPG di Bethesda uscito il 6 settembre 2023 su PC e Xbox X/S e il 7 aprile 2026 su Playstation 5

Starfield PS5 Edition – Recensione

Ormai ben tre anni or sono, su PC e Xbox usciva Starfield, l’ultima fatica di Bethesda che rivisitava in chiave spaziale i titoli come The Elder Scrolls e Fallout. Dopo anni di esclusività, Starfield approda finalmente su PlayStation 5, portando con sé non solo il gioco base, ma anche tutti gli aggiornamenti, le espansioni e le migliorie accumulate nel tempo. Si tratta, almeno sulla carta, della versione definitiva di questo ambizioso titolo RPG.

Ambientato in un futuro relativamente vicino, Starfield rappresenta il primo nuovo universo dello studio dopo decenni. Un progetto enorme, stratificato, ma anche controverso: capace di offrire momenti di grande fascino, ma allo stesso tempo vittima di alcune scelte di design che continuano a far discutere anche oggi. Ma andiamo con ordine: questa è la nostra recensione di Starfield.

Starfield PS5 Edition – Recensione

  • Titolo: Starfield
  • Piattaforma: PlayStation 5, Xbox Series X|S, PC
  • Versione analizzata: PlayStation 5 (EU)
  • Genere: Action RPG
  • Giocatori: 1
  • Publisher: Bethesda Softworks
  • Sviluppatore: Bethesda Softworks
  • Lingua: Italiano (testi), Inglese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 7 aprile 2026 (PS5)
  • Disponibilità: digital delivery, retail
  • DLC: espansioni a pagamento, oggetti cosmetici
  • Note: disponibile una Premium Edition con espansioni e DLC inclusi

Abbiamo recensito Starfield con un codice PlayStation 5 fornitoci gratuitamente da Bethesda Softworks tramite LabCom.

Il punto della situazione

Di base, Starfield è un RPG open world che riprende la struttura tipica delle produzioni Bethesda, con missioni principali, millemila attività secondarie e costruzione del proprio personaggio. Il giocatore veste i panni di un minatore coinvolto, suo malgrado, in una ricerca legata a misteriosi artefatti alieni, entrando in contatto con la fazione Constellation. Da qui si sviluppa una classica struttura fatta di esplorazione, dialoghi, combattimenti e progressione tramite abilità. Il sistema di combattimento rappresenta probabilmente il miglior lavoro mai fatto da Bethesda in questo ambito: più fluido, reattivo e soddisfacente rispetto al passato, senza la necessità di sistemi come il VATS di Fallout. Le armi sono numerose, personalizzabili e ben integrate con abilità e poteri speciali. L’unico difetto in merito che abbiamo riscontrato (sin dai tempi della prima uscita), è un feedback dei colpi debole: quando colpiamo e quando veniamo colpiti non si percepisce bene su schermo come accadeva nei giochi precedenti. Oltre alle fasi a piedi, troviamo combattimenti spaziali e sezioni di volo, che offrono un discreto livello di coinvolgimento ma non raggiungono mai una profondità simulativa. È tutto molto funzionale, ma nulla di sorprendente.

Starfield PS5 Edition – Recensione

L’elemento più distintivo di Starfield è la sua struttura “a galassia”: è possibile esplorare centinaia di pianeti, sistemi stellari e ambientazioni che promettono una libertà quasi sconfinata. Tuttavia, è proprio qui che emergono i più chiari limiti di questa produzione. L’esplorazione, che dovrebbe essere il pilastro di tutti i titoli Bethesda come questo, perde gran parte del suo fascino a causa di una forte dipendenza dai menu e dal fast travel. Spostarsi tra pianeti richiede spesso una sequenza di selezioni e caricamenti che interrompono il senso di continuità. Il recente aggiornamento Free Lanes prova a mitigare il problema introducendo spostamenti più fluidi all’interno dei sistemi solari, con eventi dinamici e la possibilità di gestire attività di bordo durante il viaggio. Questa è senz’altro un’aggiunta interessante, ma non sufficiente a colmare del tutto il senso di frammentazione. Dal punto di vista del gioco di ruolo, tornano tutte le meccaniche ben conosciute di questo tipo di produzione come la progressione delle skill con l’utilizzo, dialoghi con scelte, possibilità di persuasione ecc. Le fazioni rappresentano uno degli elementi meglio riusciti: le loro questline offrono storie più coinvolgenti rispetto alla trama principale, con missioni ben scritte e spesso più memorabili.

Centinaia di ore pad in mano

Dal punto di vista contenutistico, Starfield è semplicemente mastodontico. Oltre alla campagna principale, abbiamo centinaia di missioni secondarie, fazioni con storyline dedicate, costruzioni di basi e crafting, esplorazioni a livello planetario, e addirittura un New Game+ con varianti narrative. Il sistema di New Game+ è particolarmente interessante, dato che grazie alle variazioni di storia possibili incentiva la rigiocabilità del titolo. A quanto aggiungiamoci le espansioni già disponibili, e anche i contenuti presenti nella sezione delle mod e delle Creation. Tra queste ultime, ci sono centinaia di pacchetti (gratuiti e a pagamento, ufficiali e non) che ampliano il gioco con nuove missioni, nuovi luoghi, nuove skin e nuove meccaniche. È pur vero che l’enorme quantità di contenuti può trasformarsi in un’arma a doppio taglio. Il gioco tende a sommergere il giocatore di missioni in modo quasi incontrollato, generando una sensazione di “overload” che rischia di diluire il senso di progressione, se non di indisporre l’utente togliendogli la voglia di andare avanti.

Nuova versione, nuove migliorie

La versione PlayStation 5 rappresenta un deciso passo avanti rispetto al lancio originale, ma non è priva di problemi. Abbiamo ottenuto un supporto completo alle funzionalità DualSense, tempi di caricamento più rapidi, grafica migliorata rispetto alla versione iniziale, e diverse modalità grafiche (30 FPS, 60 FPS, e varianti intermedie). Proprio sotto quest’ultimo aspetto, su PS5 base è possibile scegliere semplicemente tra modalità Qualità e Prestazioni, come accade in molti titoli da qualche anno a questa parte, mentre su PS5 Pro le opzioni si moltiplicano, arrivando a combinazioni più complesse. La direzione artistica è solida, soprattutto nelle città principali e negli ambienti più curati, ma come avevamo accennato non è tutto esente da problemi. Nelle aree più dense abbiamo notato alcuni cali di framerate, l’HDR è poco efficace, ci sono artefatti legati all’upscaling, e occasionalmente abbiamo notato anche dei crash del gioco. Ma se mettiamo da parte i problemi tecnici, rimangono alcune criticità strutturali che il passare degli anni e delle patch non è riuscito a mitigare. Se da una parte abbiamo già parlato dell’esplorazione poco appagante, ci troviamo di fronte anche a una trama principale molto debole e alla grande ripetitività di molte attività.

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A chi consigliamo Starfield?

Starfield è un titolo che difficilmente mette tutti d’accordo, ma allo stesso tempo questo significa che colpisce nel segno verso un pubblico ben preciso. È consigliato agli appassionati dei grandi RPG occidentali in stile The Elder Scrolls e Fallout, che ritroveranno qui una struttura molto familiare. Allo stesso modo, chi ama le ambientazioni sci-fi più “realistiche”, un po’ come con Mass Effect, potrebbe apprezzare l’universo di gioco. È un’esperienza perfetta per chi ama perdersi tra missioni secondarie, costruire basi, ottimizzare equipaggiamento e sperimentare build diverse nel lungo periodo, senza però cercare una storia principale da ricordare. Detto questo, chi ha poco tempo a disposizione potrebbe faticare a goderselo appieno: Starfield richiede pazienza, dedizione, ma anche un pò di tolleranza verso le sue imperfezioni.
Starfield PS5 Edition – Recensione

  • Contenuti enormi e grande longevità
  • Sistema di combattimento migliorato
  • Ottime questline delle fazioni
  • Versione PS5 completa e ricca di aggiornamenti
  • Buona direzione artistica

  • Esplorazione poco coinvolgente
  • Trama principale debole
  • Eccessiva dipendenza da menu e fast travel
  • Problemi tecnici (crash, performance, HDR)
  • Struttura dispersiva e a tratti ripetitiva
Starfield
4

Un gioco... Spaziale

Starfield su PS5 è, senza dubbio, la versione più completa e rifinita del gioco disponibile su console. Include tutti i contenuti pubblicati finora e introduce miglioramenti concreti sotto diversi aspetti. Eppure, sotto questa superficie, rimangono purtroppo i limiti di fondo. L’ambientazione smisurata si scontra con una struttura che non riesce a sostenere il senso di esplorazione tipico dei migliori titoli Bethesda. Nei suoi punti positivi, come i combattimenti o le quest delle fazioni, Starfield riesce letteralmente a brillare. Purtroppo la sensazione generale è che si perde in un’esperienza frammentata, più simile a una sequenza di obiettivi da completare che a un vero viaggio nello spazio.

Amante di videogiochi, manga, anime, giochi di ruolo, cosplay, e tutto il mondo nerd sin da tenera età. Ha eternamente 14 anni, le persone che gli hanno ricordato la sua vera età sono misteriosamente scomparse.

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