Quando si parla di METAL GEAR SOLID non si può fare a meno di pensare alla sua capacità unica di mescolare narrativa cinematografica, gameplay innovativo e una profondità tematica che sfida i confini dei videogiochi. Con l’annuncio di METAL GEAR SOLID ∆ SNAKE EATER, la saga di Hideo Kojima rivive, non solo attraverso un rifacimento grafico, ma come un omaggio a uno dei capitoli più iconici della storia videoludica. Ambientato nel cuore della Guerra Fredda, il titolo racconta una storia di lealtà, tradimento e sacrificio, dove la moralità è spesso sfumata e le azioni del protagonista, Naked Snake, definiscono il corso della storia.
Questo remake non è solo una riscrittura visiva, ma un’occasione per esplorare nuovamente un mondo che ha influenzato il modo di intendere il videogame moderno. Le domande che ci poniamo ora sono: quanto di ciò che ha reso SNAKE EATER un capolavoro è riuscito a resistere alla prova del tempo? E come questo remake affronta l’arduo compito di rendere giustizia all’opera originale?
- Titolo: METAL GEAR SOLID ∆ SNAKE EATER
- Piattaforma: PlayStation 5, Xbox Series X|S, PC
- Versione analizzata: PlayStation 5 (EU)
- Genere: Azione, Stealth
- Giocatori: 1
- Publisher: KONAMI
- Sviluppatore: KONAMI
- Lingua: Italiano (testi), Inglese e Giapponese (doppiaggio)
- Data di uscita: 28 agosto 2025
- Disponibilità: retail, digital delivery
- DLC: uniformi, pitture facciali ed equipaggiamenti extra
- Note: pre-ordinando il gioco otterremo il costume Smoking Bianco
Abbiamo recensito METAL GEAR SOLID ∆ SNAKE EATER con un codice PlayStation 5 fornitoci gratuitamente da KONAMI tramite LabCom.
The Boss
METAL GEAR SOLID ∆ SNAKE EATER è ambientato nel 1964, durante la Guerra Fredda, e segue le vicende di Naked Snake, soldato d’élite, nonché protetto di The Boss, una delle figure più rispettate e temute nel mondo della CIA. La missione iniziale di Snake è quella di recuperare uno scienziato, Nikolai Sokolov, creatore di una nuova e potente arma nucleare, la Shagohod, nonché fermare il sadico colonnello Volgin, deciso a scalzare l’attuale capo dell’Unione Sovietica con un colpo di Stato al fine di passare il potere al ben più accondiscendente Brežnev. La storia si sviluppa in un contesto di spionaggio e tensioni geopolitiche, ma quello che rende SNAKE EATER unico è il tema del tradimento, dell’identità e della lotta interiore del protagonista. Snake si troverà infatti costretto a confrontarsi con il suo passato, con il suo legame con The Boss, e con il suo stesso ruolo come soldato. La relazione tra Snake e The Boss è centrale per l’intera trama, con la stessa missione iniziale che si trasforma in una forsennata ricerca per fermare The Boss dopo che viene rivelata come traditrice della patria. Le domande di lealtà, amore, sacrificio e moralità sono i temi principali della trama, rendendo questa storia una delle più emotivamente complesse e toccanti dell’intero franchise.
Grazie alla grafica moderna, i personaggi e le ambientazioni sono resi con una qualità che permette di percepire meglio la profondità e l’intensità della guerra e della solitudine che Snake vive. The Boss appare ancora più imponente e umana, con il remake che dedica molta più attenzione al suo lato emotivo e ai suoi ideali, enfatizzando il tragico destino che l’aspetta. Il conflitto tra Snake e The Boss è esacerbato dalla nuova capacità di esplorare le emozioni e i monologhi interni del protagonista, che nell’originale erano già potenti, ma qui vengono ulteriormente amplificati. L’ambientazione, in particolare la giungla e la natura selvaggia, sembra ancora più viva e dinamica grazie alle nuove tecnologie, che aumentano la sensazione di isolamento e la lotta per la sopravvivenza. Le missioni di infiltrazione e le dinamiche stealth sono state migliorate per adattarsi alle nuove meccaniche di gameplay, ma lo spirito del gioco rimane fedelissimo all’originale. Le battaglie con i boss, che già nell’originale erano leggendarie, ora si avvalgono di una gestione più complessa dell’intelligenza artificiale e delle interazioni, rendendo l’esperienza ancora più coinvolgente e intensa. Alcuni dialoghi e monologhi sono stati ampliati, approfondendo la psicologia dei personaggi e le motivazioni che guidano le loro azioni. Anche la relazione tra Snake e The Boss è resa ancora più complessa, con riflessioni più marcate sul sacrificio e la lealtà.
Foxhound
Il gameplay di METAL GEAR SOLID ∆ SNAKE EATER è stato ripensato per sfruttare le moderne tecnologie, ma senza sacrificare l’anima dell’originale. Se SNAKE EATER è stato uno dei giochi che ha definito il concetto di stealth e del “camuffamento ambientale” nella sua epoca, il remake, pur mantenendo queste caratteristiche, arricchisce l’esperienza con nuove meccaniche e una gestione migliorata delle interazioni. Nel gioco originale, il protagonista doveva scegliere vari oggetti e indumenti per camuffarsi, come la mimetica per il corpo e il viso. Nel remake, queste scelte sono ora più fluide e intuitive. Ogni area richiede un diverso tipo di camuffamento: la giungla, la neve, i corridoi di una base nemica. Non è solo una questione di scelta dell’oggetto giusto, ma anche della gestione ambientale. Ad esempio, il fango può essere usato per nascondersi tra le piante, oppure l’abbigliamento può essere cambiato direttamente sul campo per mimetizzarsi meglio con le sfumature dell’ambiente circostante. Il nuovo sistema di visibilità è più reattivo alle condizioni ambientali, nonché più intuitivo nella sua comprensione. Ora si può essere facilmente individuati non solo dalla vista diretta dei nemici, ma anche da rumori ambientali o movimenti. Se si cammina su terreni troppo duri o si fanno rumori evidenti, la probabilità di essere scoperti aumenta.
Al di sopra delle barre di salute e vigore di Snake, sarà inoltre sempre presente la percentuale di camuffamento all’interno dell’area, che aumenterà in base alla posizione, alla velocità di movimento ed equipaggiamento utilizzato. L’intelligenza artificiale dei nemici è stata ora rifinita, con i soldati in grado di seguire le tracce lasciate dal protagonista, di comunicare tra di loro in maniera più credibile e di reagire ai cambiamenti nell’ambiente. Inoltre, sono più preparati ad affrontare situazioni stealth, con pattuglie che coprono maggiormente l’area e sono più vigili quando Snake si trova nei pressi di una zona già allarmata. La difficoltà aumenta in modo progressivo, spingendo il giocatore a sfruttare ogni elemento a sua disposizione, come i travestimenti, l’uso del suono per distrarre i nemici, o l’ambiente circostante (come gli alveari che se fatti cadere potranno spaventare i nostri nemici).
Una delle principali innovazioni dell’originale SNAKE EATER rispetto agli altri giochi stealth dell’epoca fu la sua componente survival, che ritorna anche nel remake ma con nuove possibilità. Il remake mantiene il sistema di salute del gioco originale, in cui le ferite non sono una semplice questione di “barra della vita”. Snake può ferirsi in diverse parti del corpo: braccia, gambe, petto, testa e così via, e ognuna di esse ha un impatto specifico sul gameplay. La gestione delle ferite è diventata ancora più articolata, e nonostante Snake possa trattarle con una vasta varietà di medicinali e kit, la scelta del corretto trattamento e di come spendere le nostre risorse saranno cruciali per la sopravvivenza. Anche la caccia è diventata una parte essenziale del gioco, e saremo costretti a dover catturare diversi tipi di animali per nutrirci, nonché di raccogliere piante medicinali e bere acqua per mantenere alta la propria energia, ma anche tenere d’occhio il peso trasportato per evitare che influenzi negativamente i nostri spostamenti. La gestione delle risorse è però ora più fluida, e la scelta di quali cibi raccogliere o cucinare ha un impatto diretto sulla salute e sull’efficienza fisica di Snake. I cibi hanno diversi effetti sul corpo, migliorando la resistenza o curando determinate ferite, ma essendo le risorse limitate il giocatore deve prendere decisioni oculate su come utilizzarle.
Piccola nota aggiuntiva è da dedicare all’ambientazione della giungla, che rimane uno degli ambienti più iconici e critici per il gameplay di METAL GEAR SOLID ∆ SNAKE EATER. La nuova versione del gioco sfrutta infatti le tecnologie moderne per migliorare ogni aspetto visivo e sonoro, rendendo l’ambiente più vivo e dinamico. Gli spazi sono ora più dettagliati, con piante che reagiscono al movimento, animali che si muovono in modo credibile, e una fauna che interagisce con il protagonista. Ogni sezione della giungla sembra più interconnessa e densa, e ogni decisione ha un impatto più diretto sull’andamento della missione. Le aree sono esplorabili in modo più fluido grazie a una gestione avanzata della telecamera e del movimento. Il campo visivo è più dinamico, con una visibilità maggiore e una realizzazione delle ombre più realistica che rendono ancora più autentiche le dinamiche stealth.
Operazione ∆
METAL GEAR SOLID ∆ SNAKE EATER è stato sviluppato utilizzando il game engine Unreal Engine 5, che permette una resa grafica molto più avanzata rispetto al Fox Engine utilizzato per la versione originale su PlayStation 2 (e le versioni successive su PlayStation 3 e 4). Grazie alle sue capacità l’illuminazione dinamica è incredibilmente realistica. Gli effetti di luce, come i raggi del sole che filtrano attraverso le foglie o l’illuminazione notturna, sono estremamente dettagliati. Ogni elemento dell’ambiente, dai vestiti del protagonista agli oggetti e la vegetazione, è stato rifatto con texture in 4K, migliorando enormemente la qualità visiva rispetto alla versione originale, che aveva risoluzioni molto più basse. I modelli 3D dei personaggi sono stati rifatti da zero, con Snake e gli altri protagonisti più dettagliati, con una qualità da render cinematografico. Le espressioni facciali e i movimenti sono molto più realistici, grazie anche alla motion capture avanzata e le animazioni dei personaggi sono state migliorate, rendendo le interazioni con l’ambiente e le scene di azione molto più fluide. L’interazione di Snake con il terreno, la vegetazione e gli oggetti è ora più naturale, inclusi i movimenti di camouflage e le transizioni tra le varie pose.
Il comparto audio è stato completamente rinnovato, con una qualità sonora notevolmente migliorata: le tracce audio e gli effetti sonori sono ora molto più immersivi e dettagliati. La colonna sonora è stata arricchita e restaurata in alta qualità, ma si è deciso di mantenere intatto il leggendario tema principale di METAL GEAR SOLID 3, che resta un punto di forza per l’atmosfera del gioco. In alcuni casi sembra quasi che il doppiaggio originale sia stato mantenuto integro, ma sono presenti numerose nuove registrazioni in grado migliorare la qualità del parlato e l’integrazione con le nuove animazioni.
Un remake del gioco del 2004 METAL GEAR SOLID 3: SNAKE EATER, con la stessa storia avvincente e lo stesso mondo affascinante, ora accompagnati da una nuova grafica e audio 3D che danno più vita all’atmosfera della giungla. Preparatevi all’esperienza survival stealth action definitiva. Il sistema dei danni in combattimento è stato migliorato: il logorio e la lacerazione degli abiti di Snake sono visualizzati in tempo reale, così come i tagli, i lividi e le ferite da arma da fuoco sul suo corpo. Le ferite sul corpo di Snake lasciano un segno per sempre, raccontando la storia unica dell’avventura di ogni giocatore.
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A chi consigliamo METAL GEAR SOLID ∆ SNAKE EATER?
METAL GEAR SOLID ∆ SNAKE EATER è consigliato a chiunque sia appassionato di trame profonde, gameplay stealth, sfide tattiche, e voglia di vivere una “nostalgia moderna”. Ma principalmente verso tutti i fan storici della serie METAL GEAR, oltre che a tutti coloro che desiderano scoprire (o riscoprire) un capolavoro che ha definito un’intera generazione di videogiochi.
- Grafica e atmosfera immersiva
- Narrativa profonda
- Miglioramenti sostanziali nel gameplay stealth e survival…
- …Ma la curva di difficoltà ripida potrebbe risultare scoraggiante
- Contenuti aggiuntivi limitati
- Potenziali problemi nell’alternanza di ritmo tra gameplay e filmati
METAL GEAR SOLID ∆ SNAKE EATER
Un pezzo di storia sotto nuova veste
METAL GEAR SOLID ∆ SNAKE EATER riporta la storia dei videogiochi nelle nostre case attraverso una nuova veste grafica e ludica, trovando il giusto punto d’incontro tra i fan del franchise e tutti coloro che decidono di approcciarsi a questo mondo per la prima volta. Nella sua nuova versione “DELTA“, le meccaniche stealth e survival risultano più fluide e coinvolgenti, complici anche le nuove migliorie apportate sull’IA dei nemici. La storia ricreata in Unreal Engine 5 è uno dei punti di forza più evidenti, con una resa visiva così alta in grado di creare uno stato di immersività unico nel suo genere. La gestione delle risorse e della sopravvivenza, le lunghe sequenze stealth, le complesse boss fight, potrebbero scoraggiare i molti, ma le nuove opzioni relative alla difficoltà rendono l’opera decisamente più abbordabile rispetto il passato. Il gioco originale è anche noto per le lunghe sequenze cinematografiche che talvolta rallentano il ritmo, e con la grafica migliorata e le animazioni più fluide c’è il rischio che il gioco possa sembrare ancora più “cinematografico” e meno “interattivo”, potenzialmente stancando i giocatori che preferiscono un’esperienza di gioco più dinamica. L’opera si dimostra però in generale un must have e siamo certi che questo possa essere solo un primo passo verso i futuri rifacimenti degli altri capitoli della serie.
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