Il club delle divorziate: in fumetteria dal 27 settembre

Il club delle divorziate

J-POP Manga ci ricorda che dal prossimo 27 settembre arriverà nelle fumetterie italiane Il club delle divorziate, opera a fumetti di Kazuo Kamimura in due volumi. Il primo sarà disponibile al prezzo di 18,00 €.

Dal 27 settembre in libreria e fumetteria, “Il Club delle Divorziate”, uno sguardo spietato sull’amore e le relazioni, del maestro Kazuo Kamimura

“Quando si vuole qualcosa tutto per sé, finisce per scappare via. Vale sia per l’amore, sia per i matrimoni”

Il club delle divorziateMilano, 21 settembre — Il 27 settembre J-POP Manga porta in libreria e fumetteria il primo volume de “Il club delle divorziate” del maestro Kazuo Kamimura. In Rikon Club (titolo originale dell’opera pubblicata dal 1974 al 1975, sulle pagine della rivista Weekly Manga Action) l’autore mette al centro della sua storia le donne e le travagliate dinamiche della quotidianità femminile nel Giappone di quel periodo.

Kamimura, maestro del genere gekiga, autore per la prima volta portato in Italia da J-POP Manga, è uno dei maggiori interpreti del suo tempo. «Con il Club delle Divorziate continuiamo l’esplorazione della grande opera di Kazuo Kaminura», dice Jacopo Costa Buranelli, direttore letterario di J-POP Manga. «Iniziata quattro anni fa con la pubblicazione di Lady Snowblood, opera che ha ispirato Kill Bill, e continuata con i capolavori più conosciuti del maestro quali Una Gru Infreddolita – Storia di una Geisha e L’età della Convivenza (Dosei Jidai), il nostro intento è stato di far conoscere a tutto il pubblico italiano e non solo agli “esperti di settore” le opere di un autore capace con la sua sensibilità e il suo linguaggio di raccontare e sviscerare i temi cruciali della società di ieri, quella in cui viveva Kamimura, così potenti e umani da essere sempre attuali».

Rikon Club ci porta a Ginza, un quartiere di Tokyo. Yuko ha 25 anni, un divorzio alle spalle e una bambina, Asako, da mantenere senza il supporto dell’ex marito, Michio, un pianista alcolizzato e violento che fatica a trovare lavoro e a cui non è permesso vedere la bambina. Yuko gestisce un bar della zona, un club notturno dove altre giovani donne divorziate come lei si intrattengono con uomini d’affari e artisti in un clima ambiguo dove interpretano lo stereotipo della donna sottomessa.

Nel libro Kamimura fa un’analisi dettagliata dei dati sul divorzio nel Giappone degli anni ’70. Grafici, diagrammi, statistiche: se da un lato il divorzio può essere semplice da ottenere, dall’altro manca il controllo dell’autorità per garantire l’equità degli accordi raggiunti.

«Kamimura», spiega Giorgio Colombo, professore presso l’Università di Nagoya e curatore della postfazione del volume, «fa presente al lettore che, nel Giappone del 1974, ben il 60% delle divorziate non riceveva alcun supporto economico dai precedenti mariti, e il 18% somme minimali, anche in presenza di figli minorenni. Nel caso di Yuko e Michio questo è motivo di orgoglio e affermazione di indipendenza da parte di una donna che vuole proclamarsi e rendersi padrona della propria vita, anche professionalmente, ma in gran parte dei casi era in realtà una forma di oppressione da parte del coniuge economicamente più forte in una società come quella giapponese degli anni ’70 in cui l’uomo era il percettore di reddito e la donna, anche qualora lavorasse, subiva le aspettative di doversi occupare della famiglia e di lasciare il proprio impiego una volta diventata moglie e madre».

Le pagine del Club delle Divorziate, anche se realizzate quasi 40 anni fa, richiamano e raccontano in profondità retaggi sociali che nonostante gli anni passati, e indipendentemente dal luogo, vogliono vedere la donna ancora in una posizione subalterna.

«Le donne di Kamimura», continua Colombo, «sono potenti e fragili: gli uomini che le frequentano le ammirano, ma allo stesso tempo sono incuranti delle loro aspirazioni e aspettative profonde, che vanno dal desiderio di libertà a quello di poter rientrare in un rassicurante conformismo. E questo dualismo è presente in diversi passaggi de Il Club delle Divorziate. In quest’opera Kamimura ci permette di vivere un Giappone per certi versi scomparso, ma i cui tratti fondamentali ancora si possono scorgere nella società contemporanea».

Rikon Club del Maestro Kamimura è un libro prezioso che va ad aggiungersi al vasto catalogo J-POP di maestri del manga classico e d’autore che include Ryoichi Ikegami, Shotaro Ishinomori, Junji Itoh, Kazuo Koike, Minetaro Mochizuki, Keiko Takemiya, Jiro Taniguchi e le più complete collane di Go Nagai e Osamu Tezuka fuori dal Giappone.

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Giorgio Fabio Colombo

Professore associato di diritto comparato presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Nagoya e avvocato in Milano. Già docente nelle Università di Genova, Pavia, e “Ca’ Foscari” (Venezia), i suoi studi si concentrano sulla risoluzione alternativa delle controversie in prospettiva comparata Europa-Giappone, sul diritto commerciale internazionale e sul rapporto fra diritto e letteratura con riferimento al contesto giapponese

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Scheda Tecnica

  • Il club delle divorziate di Kazuo Kamimura
  • 2 volumi – serie completa
  • Formato – 15X21 – Bross. con Sovracc.
  • Pagine – 500, B/N
  • Prezzo – 18,00 € cad.

Dopo l’Età della Convivenza, un’altra opera in anticipo sui tempi di Kazuo Kamimura che racconta le difficoltà e le sfide dell’amore, questa volta partendo dalla fine.

Nascosto nel quartiere di Ginza c’è un piccolo bar gestito da una bella donna, forse troppo giovane per questo lavoro. Si chiama Yuko, ha 25 anni, un divorzio alle spalle e una bambina da mantenere. Oltre a lei anche le ragazze che tengono compagnia ai clienti del locale sono tutte divorziate, ma non per questo hanno rinunciato all’amore. Due volumi che riflettono su cosa significasse nel Giappone degli anni ’70 essere donne, amanti e madri.

Fonte: J-POP Manga

Trent’anni passati a inseguire il sogno giapponese, fra un episodio di Gundam e un match a Street Fighter II. Adora giocare su console e nelle sale giochi di Ikebukuro che ormai, per quanto lontana, considera una seconda casa.

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