Re:Legend – Recensione

Riuscirà Re:Legend e la sua curiosa commistione di generi a fare breccia nel cuore dei videogiocatori?

Re:Legend - Recensione

Cosa succederebbe se mescolassimo Animal Crossing, Pokémon e una punta di Stardew Valley? Evidentemente è questa la domanda che devono essersi posti alla Magnus Game Studios nel creare questo curioso Re:Legend, già disponibile in Early Access su Steam da tre anni. Dopo quindi una lunga attesa, il gioco ha finalmente raggiunto la sua versione 1.0 e dal 6 settembre 2022 è a quanto pare giocabile per come era inteso dagli sviluppatori. Analizziamo insieme quali sono i suoi punti di forza e cosa invece non è andato per il verso giusto.

Re:Legend - Recensione

  • Titolo: Re:Legend
  • Piattaforma: PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch, PC (Steam)
  • Versione analizzata: PC (Steam)
  • Genere: RPG, Simulazione
  • Giocatori: 1-4
  • Publisher: 505 Games
  • Sviluppatore: Magnus Game Studios
  • Lingua: Inglese (testi)
  • Data di uscita: 6 settembre 2022 (PC)
  • Disponibilità: digital delivery
  • DLC: Colonna sonora scaricabile a parte, al costo di 3,99 €
  • Note: il gioco è disponibile su Steam già dal 2019, ma solo recentemente è uscito dall’Early Access

Abbiamo recensito Re:Legend con un codice Steam fornitoci gratuitamente da 505 Games.

Animal Stardewmon

L’inizio di Re:Legend non è dei più promettenti: un tutorial lentissimo e da manuale in cui vengono spiegate le più basilari delle meccaniche attraverso un prologo molto lungo e che può durare anche un paio di ore. È solo una volta superato questo scoglio che il gioco si apre in ogni sua meccanica: la gestione dei mostri Magnus, che ricordano da vicino i Pokémon o i Digimon, la nostra casa e fattoria come in un Harvest Moon o il più recente Stardew Valley e l’approfondimento del rapporto con gli abitanti di Vokka Town, in maniera simile a quanto succede in Animal Crossing. Vi è l’immancabile esplorazione dell’area circostante e tante cose da fare. Ma cosa, di preciso?

Le primissime missioni ci portano ad acclimatarci nella cittadina e interagire con i primi negozi e popolani, giusto in tempo per ottenere poi la nostra casa con annessa fattoria. Proprio come accade in altri titoli del genere, una delle prime cose che è possibile fare è ripulire l’appezzamento di terra antistante per poterlo preparare alle nostre colture (o qualsiasi altra cosa ci vogliate fare). Immediatamente si può notare che al netto di una buona ispirazione e intuizioni pescate da altri titoli, Re:Legend non possiede il livello di opzioni e complessità di altri esponenti di questo filone, proponendo più che altro un more of the same che, per carità, potrà pur sempre venire espanso con il tempo, ma per il momento le interazioni che è possibile fare, anche in fase più avanzata con la lavorazione del nostro campo, sono piuttosto basilari. Anche avere una visuale obliqua invece di una verticale o orizzontale non aiuta: posizionarsi per scavare e piantare può addirittura diventare difficile per via di questa scelta.

Re:Legend - Recensione

Questo non sta a significare per forza che il gioco manchi di profondità in certi aspetti, ma solo che se paragonato ad altre opzioni (magari anche più economiche), ne esce sconfitto in maniera netta. Non mancano tante attività come l’onnipresente pesca, la raccolta e anche un sistema di combattimento, sebbene quest’ultimo sia estremamente basilare, senza contare inoltre che la difficoltà è tarata verso il basso.

È poi qui che bisogna parlare del secondo aspetto portante dell’esperienza: l’ammaestramento di mostri. Come si diceva per la gestione della fattoria, anche questo aspetto è ancora piuttosto acerbo e che non porta con sé né una vera sfida, né una grande varietà di situazioni. Se da un lato infatti ci sono una grande quantità e diversità di mostri, mostrando quindi ancora una volta una certa profondità sotto alcuni aspetti, le modalità di ammaestramento possono essere sempre riassunte nei seguenti passaggi: combattere il mostro e poi nutrirlo, cosa che quindi ci consentirà di cavalcarlo e di farci seguire da lui (facendolo combattere al nostro fianco). Segue quindi tutto lo stesso leitmotiv del titolo, l’evoluzione del personaggio e della capacità dei nostri Magnus.

Il resto delle missioni secondarie ha poi una struttura molto semplice: per quanto si cerchi ogni tanto di mescolare le carte in tavola, ci troveremo ad accumulare anche decine di ore portando a termine sempre i soliti obiettivi. Per fortuna un buon sistema di crafting e di cucina ci permette di sperimentare con varie combinazioni e completare numerose “ricette”. Ma ben presto non si può fare a meno di notare la natura derivativa del titolo, che porterà in tanti a notare che il gioco manchi un po’ di una personalità propria e unica, nonostante provi a tenere legato il tutto con una appena accennata narrativa che proverà a fare da motore agli eventi.

Una gemma grezza

C’è una cosa tuttavia di cui non si è ancora parlato e che al momento della stesura di questa recensione è il problema forse più grave del titolo: i bug. No, non stiamo solo parlando di qualche pop-up grafico o di glitch innocui che fanno sorridere, ma di veri e propri “momenti rotti” in cui intere meccaniche di gioco smettono di funzionare, danni che non vengono registrati e anche softlock che, in casi estremi, possono costringere a ricaricare un salvataggio precedente e ripetere intere sezioni. Nel corso della stesura di questa recensione è anche capitato, dopo già due ore dall’inizio, di essere stati costretti a ricominciare tutto il gioco per via di un bug che impediva di procedere e che non consentiva neanche di tornare indietro e dedicarsi ad altro.

I bug sono poi così presenti nell’esperienza da permeare ogni azione, portando anche a saltuari freeze o crash. Ogni quarto d’ora ne è capitato almeno uno che abbia in qualche modo intaccato l’esperienza. Quindi, da questo punto di vista, quest’uscita nella versione 1.0 risulta essere quanto meno prematura, sia per questo aspetto che per la mancanza di una certa rifinitura grafica, che sul fronte tecnico è davvero basilare, un po’ come altri aspetti che si sono già presi in analisi. Il lato tecnico è infatti ancora estremamente semplicistico sia nelle animazioni che nella presentazioni, trovandosi a salvarsi davvero in calcio d’angolo grazie alla sua estetica così colorata e più o meno variegata. Ovviamente si spera che nel giro di poco tempo molte di queste problematiche vengano risolte, ma per adesso la situazione è meno che rosea.

Re:Legend - Recensione

Inoltre, per i giocatori che avevano acquistato il titolo in Early Access, precedente alla versione 1.0, non deve essere stato neanche piacevole scoprire che i loro dati di gioco non erano più supportati in quanto obsoleti e che quindi li ha portati a iniziare una nuova partita dopo tanta fatica, grinding e obiettivi raccolti nel corso delle ore (e degli anni per chi seguiva il gioco dalle sue origini). Insomma, un vero e proprio schiaffo morale per i sostenitori del progetto.

Non abbiamo invece avuto modo di testare il multiplayer insieme ad amici ed è probabile che una buona parte dell’esperienza sia di gran lunga più divertente e superiore al giocare da soli, ma allo stesso modo sorgono dei dubbi sulla stabilità per via dei sopracitati bug e dalla poca rifinitura generale.

A chi consigliamo Re:Legend?

Al momento attuale è difficile consigliare Re:Legend, perché si tratta di fare un investimento e sperare che, se non tutti, una grande maggioranza dei suoi problemi vengano risolti nei mesi (se non anni) a venire, tenendo però conto che lo studio che se ne occupa è piccolo e non dotato di grandissime risorse. Se però si vuole proprio dare una possibilità al titolo allo stato attuale, potrebbe in effetti fare la felicità dei giocatori sia di Animal Crossing, che di Pokémon, a patto però di non aspettarsi la stessa cura e profondità di entrambe le IP.

  • Scanzonato e colorato
  • Non manca di una certa profondità

  • Una marea di bug, alcuni anche gamebreaking
  • Ancora tanto acerbo in molte sue componenti
  • Diventa presto piuttosto ripetitivo
Re:Legend
3

Ancora tanta strada da fare per gli acchiappamostri

A conti fatti, l’impressione è che Re:Legend sia uscito troppo presto dalla sua build pre-1.0. Lo si nota in ogni cosa: tante idee quasi sempre non implementate a dovere o dall’esecuzione insufficiente, un lato tecnico ancora da rifinire e una quantità di bug onestamente impressionante e inaccettabile, specie quando vanno a inficiare sulla fruizione stessa del titolo. Dispiace soprattutto perché sotto tutto ciò ci sono delle idee valide, c’è una chiara passione infusa nel progetto e un amalgama tutto sommato riuscita di più intuizioni prese da vari giochi. Speriamo quindi che il futuro di Re:Legend sia più luminoso e promettente del suo inizio incerto, attraverso un estensivo lavoro di patch e bugfix.

Classe 1993, cresciuto a pane e videogiochi. Ha studiato musica durante la sua adolescenza per poi appassionarsi alla cultura giapponese, studiare la lingua e andare a vivere in Giappone per studio e lavoro. Nella vita di tutti i giorni è un traduttore freelance, Dungeon Master e videogiocatore incallito. Tra le altre sue passioni, il cinema, la tecnologia e le lingue in generale.

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