RESIDENT EVIL requiem: prime impressioni dell’attesissimo survival horror

Grazie a CAPCOM abbiamo provato una demo di RESIDENT EVIL requiem, ecco le nostre prime impressioni sul survival horror!

RESIDENT EVIL requiem - Anteprima

Tra i survival horror presenti nel mercato videoludico RESIDENT EVIL è sicuramente uno dei franchise più longevi e interessanti di sempre. La saga CAPCOM ha saputo ridefinire il concetto di orrore all’interno dei videogiochi e, nonostante qualche passo falso, negli ultimi anni è riuscita a riprendere il proprio posto tra le serie più apprezzate da tutti gli amanti dell’horror riconfermandosi un vero fenomeno di culto. Non c’è dunque da stupirsi se l’hype verso RESIDENT EVIL requiem sia davvero altissimo e che fin dal suo primo trailer siano iniziate a circolare tantissime speculazioni su ciò che ci attenderà. In arrivo il prossimo 27 febbraio 2026, il nono capitolo principale del franchise avrà dei fortissimi collegamenti con Raccoon City e tutti i giochi ambientati all’interno della nefasta città al centro dell’epidemia di Virus-T.

Potete dunque immaginare che all’invito di CAPCOM di andare a Milano per provare in anteprima RESIDENT EVIL requiem non potevo certo dire di no. Sono da sempre un grandissimo fan dei survival horror, e avendo giocato l’intera saga la possibilità di avere un assaggio del nono capitolo è stata per me un occasione irrinunciabile. La software house ha messo a disposizione per alcuni membri della stampa la stessa demo che sarà presente nel corso della gamescom 2025, e in questo articolo ho voluto raccogliere le mie prime impressioni su ciò che ho giocato e ciò che mi aspetto di vedere in RESIDENT EVIL requiem.

Una nuova, oscura avventura sta per iniziare.

Prima di andare a parlare di ciò che ho giocato è doveroso fare un passo indietro e parlare di ciò che sappiamo su RESIDENT EVIL requiem. Come anticipato infatti il gioco avrà dei fortissimi collegamenti con Raccoon City a partire dalla sua protagonista, Grace Ashcroft. Si tratta di un nuovo personaggio, un agente dell’FBI che si troverà a dover investigare all’interno dello stesso hotel in cui otto anni prima è venuta a mancare sua madre, Alyssa Ashcroft. Per chi è un fan di lunga data del franchise questo nome non è nuovo, si tratta infatti di una delle protagoniste di RESIDENT EVIL Outbreak nonché di una delle poche sopravvissute agli eventi di Raccoon City.

La software house sembra aver puntato molto sui collegamenti con il passato per questo nuovo capitolo, seppur mettendo a disposizione del giocatore un punto di vista completamente diverso. Grace è un’analista investigativa dell’FBI, non è prettamente vota all’azione come altri protagonisti del franchise, e il team di sviluppo l’ha descritta come una persona introversa che si spaventa facilmente e che si troverà ad affrontare le sue paure per poter sopravvivere. Sulla carta si tratta di un ottimo modo per permettere al giocatore di immedesimarsi maggiormente in quella che promette di essere un’esperienza davvero terrificante.

Dopo questa breve introduzione è tempo di parlare di ciò che ho provato a Milano, una demo della durata di circa 30 minuti che si collega direttamente a una delle scene viste nel trailer di annuncio. La versione di prova di RESIDENT EVIL requiem infatti parte nel momento in cui Grace si sveglia legata a testa in giù ad un lettino ospedaliero, e al giocatore non viene dato alcun indizio sul chi l’abbia imprigionata o sul perché si trovi li. L’unico scopo del giocatore è infatti quello di trovare una via di fuga per sopravvivere. Dopo essere riuscita a liberarsi Grace dovrà infatti esplorare i bui corridoi della struttura alla ricerca di oggetti utili e di una via di fuga ma, purtroppo per lei, scoprirà ben presto di non essere sola.

Dal poco che ho potuto vedere sembra che RESIDENT EVIL requiem punterà parecchio sugli elementi survival. La ricerca di oggetti è fondamentale per poter proseguire, a partire da una fonte di luce per avventurarci in luoghi altrimenti troppo oscuri per essere esplorati. Tutto ciò andrà fatto stando attenti a non essere scoperti dalla gigantesca mutazione che abita i corridoi e i controsoffitti dell’edificio, capace di stanarci al minimo rumore. E già da questa versione di prova sono rimasto molto colpito dall’IA della creatura, capace ad esempio di acchiapparci se ci troverà nascosti sotto un tavolo e persino di distruggere quella che pensavo fosse una stanza sicura all’interno della demo.

La creatura sembra infatti essere debole alla luce, ed eviterà di inseguirci all’interno di stanze illuminate. Tuttavia durante una delle mie fughe, tornando a visitare per la seconda volta una stanza illuminata che mi aveva già salvato la vita durante il nostro primo incontro, la gigantesca mutazione ha deciso di arrampicarsi sul soffitto e distruggerlo in modo da eliminare la fonte di luce e poter riprendere il suo inseguimento senza lasciarmi neanche un attimo di respiro. L’unico metodo per distrarla presente nella demo erano delle bottiglie vuote da lanciare in un luogo distante da noi, in modo che incuriosita dal rumore la creatura ci lasciasse il percorso libero.

Fin dai primi minuti in compagnia con la demo di RESIDENT EVIL requiem mi è stato possibile vedere come il comparto tecnico del gioco sia stato realizzato per amplificare la sensazione di ansia e terrore nel giocatore a partire dal design delle ambientazioni. Dai corridoi liminali caratterizzati da fonti di luce spesso malfunzionanti capaci di proiettare ombre oscure che confondono il giocatore fino alle zone completamente prive di illuminazione avvolte da una coltre buia impenetrabile, ogni area esplorabile ci lascerà con il fiato sospeso per paura di essere seguiti o osservati dalla terrificante creatura che abita la struttura in cui ci troviamo.

Non meno importante il design sonoro, che anche in questo piccolo assaggio si è rivelato davvero terrificante. Ho avuto la possibilità di giocare la demo con le cuffie, e durante la mia mezz’ora in compagnia di RESIDENT EVIL requiem sono tanti i rumori di sottofondo che mi hanno fatto accapponare la pelle. Il comparto audio è fatto appositamente per incutere ansia nel giocatore, con l’audio tridimensionale che ci farà sentire rumori fievoli e distanti, spesso sopra di noi per ricordarci che non siamo soli e che dovremo prestare massima attenzione per sopravvivere.

La caratterizzazione poco impavida di Grace si riflette anche nelle animazioni del gioco, durante le sequenze in cui ci troveremo a scappare dalla gigantesca creatura infatti la ragazza sarà preda del panico e capiterà che inciampi aumentando l’ansia nel giocatore che controlla i suoi movimenti. E parlando della creatura il suo design è davvero fantastico, capace di incutermi davvero timore come solo un’altra creatura del franchise è riuscita fino ad ora: Lisa Trevor. I parallellismi tra le due sono davvero tantissimi, e spero proprio che non si tratti di un semplice omaggio ma che la creatura sia proprio una versione mutata ulteriormente di Lisa.

Ultimo, ma non per importanza, uno degli elementi più interessanti del comparto tecnico di RESIDENT EVIL requiem: la possibilità di giocare sia in prima che in terza persona. La transizione tra le due prospettive è più semplice di ciò che sembra, basterà accedere al menù principale in qualsiasi momento del gioco per farlo. Una delle paure principali riguardo a questa caratteristica era il rischio di vedere quanto visto in RESIDENT EVIL VILLAGE. Con l’arrivo dei DLC infatti la software house rilasciò anche una modalità in terza persona per l’avventura di Ethan Winter, ma questa era caratterizzata da delle animazioni non sempre precise dato che comunque il gioco era pensato per la prima persona.

Il nono capitolo è invece pensato per essere giocato in entrambe le prospettive, e da quel che ho potuto vedere nella demo di RESIDENT EVIL requiem sembra che le animazioni saranno fluide e naturali a prescindere da quale delle due sceglieremo. Nel corso della demo son passato spesso da una prospettiva all’altra per analizzare le differenze tra le due, e devo ammettere che se giocarlo in prima persona aumenta ulteriormente il senso di ansia e paura c’è qualcosa di quasi nostalgico nel poterlo giocare in terza persona come i primi capitoli del franchise.

Che posso dire, dopo aver giocato alla demo di RESIDENT EVIL requiem il mio hype per il gioco è cresciuto esponenzialmente. Sembra proprio che CAPCOM abbia confezionato un gioco capace di incapsulare perfettamente il concetto di survival horror, in cui l’obiettivo è quello di creare ansia e panico nel giocatore in modo parallelo alle sensazioni che vivrà Grace durante le sue indagini. Nonostante al momento le informazioni su questo nono capitolo siano ancora pochissime, questo mio primo assaggio mi fa ben sperare in ciò che ci aspetta. Certo, le incognite sono ancora tante, ma la demo mi ha dato un senso di fiducia maggiore nel lavoro che la software house sta svolgendo per questo nuovo capitolo del franchise. In definitiva non vedo l’ora che arrivi febbraio.


Ringraziamo nuovamente CAPCOM per l’invito a provare il gioco in anteprima. Anche voi attendete con impazienza RESIDENT EVIL requiem? Fateci sapere nei commenti cosa vi aspettate dal nono capitolo del franchise. 

Raro esemplare di panda sardo cresciuto a bambù e JRPG. Soffre di sindrome di Stoccolma nei confronti di SQUARE ENIX, ed è disposto a privarsi del sonno pur di spulciare all’inverosimile ogni titolo gli capiti fra le mani.

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