Sword Art Online: Mother’s Rosario – Recensione del Manga

L’adattamento manga di Sword Art Online: Mother’s Rosario entra nelle nostra collezione grazie a J-POP: uno dei momenti più toccanti della storia di SAO ci farà commuovere ancora in questa nuova veste?

Sword Art Online: Mother’s Rosario

Tutte le cose belle giungono ad una fine, tutte tranne Sword Art Online: grazie al suo enorme successo, l’ormai celebre serie di light novel di Reki Kawahara si è vista negli ultimi anni protagonista di anime, videogiochi e di un più recente adattamento manga, per la gioia dei fan ormai sparsi per il globo.

Ad aggiungersi alla lista quasi infinita di prodotti legati agli ormai iconici personaggi di Asuna, Kirito e compagnia arriva il fumetto Sword Art Online: Mother’s Rosario di Tsubasa Haduki, giunto a conclusione sul numero di maggio della rivista Dengeki Bunko Magazine e sbarcato in Occidente grazie a J-POP, che per l’occasione ha rilasciato i 3 volumi dedicati in un grazioso cofanetto denominato Collection Box.

L’arco narrativo di Mother’s Rosario si colloca a qualche settimana di distanza dalla battaglia di Kirito e Sinon contro Death Gun, raccontata nella serie di Phantom Bullet (la terza dell’adattamento anime). Tornati alla tranquillità del VRMMORPG fantasy di ALfheim Online, Asuna viene informata dalle sue compagne di squadra di una strana voce che sta circolando in rete: un misterioso spadaccino che si fa chiamare Zekken sta promettendo una Original Sword Skill a chiunque si dimostri tanto abile da sconfiggerlo in battaglia. Incuriosita, la nostra curatrice-spadaccina accetta la sfida, ma i problemi della “real life” sono dietro l’angolo: la madre è infatti decisa a procedere con il ritiro della promettente figlia dalla scuola dedicata ai superstiti di SAO, con l’obiettivo di prepararla all’ingresso anticipato all’università. Mai come in questo momento la vita virtuale si scontra con quella fuori dagli schermi, in un mix di emozioni e difficoltà che molti giocatori sicuramente non faranno fatica a comprendere e, in qualche modo, ad empatizzare. Ma basta questo per consigliare la lettura e l’acquisto di questo adattamento?

Sfilo il primo albo dal cofanetto, lo apro, vengo subito colpita dall’odore della carta e sospiro, è evidente che J-POP ci sa sempre fare: una sovracopertina protegge ognuno dei tre fumetti, impreziositi da una prima pagina a colori che illustra i capitoli, qui definiti per l’occasione stage, presentando una copia di schermata di caricamento a divisorio di ognuno, contenente informazioni utili sul mondo di SAO e ALO. Il cofanetto, semplice e curato, presenta le copertine del primo e del secondo volume su entrambi i lati, dove quello laterale è decorato con le sagome delle spade di Yuuki e Asuna, protagoniste indiscusse di questa delicata storia. Sfogliando il manga è subito evidente che i disegni sono stati affidati nuovamente al maestro Tsubasa Haduki, disegnatore che si era occupato già del precedente riadattamento fumettistico della serie di ALO, Fairy Dance. La qualità delle illustrazioni è molto alta, e a goderne sono sopratutto gli scenari e i combattimenti, in grado di rappresentare pienamente l’atmosfera del mondo fantasy di ALfheim e la frenesia degli scontri in volo.

La trama, come già affermato, è sicuramente una delle più toccanti nell’universo di Sword Art Online, dove lo scontro tra realtà e finzione — ammesso che questa, al giorno d’oggi, possa definirsi tale — è più forte che mai e dove il personaggio di Asuna ha l’occasione di riscattarsi, mostrandosi realmente per quello che è: una ragazza dalle tante responsabilità, dal cognome importante, che lotta quotidianamente con lo specchio di se stessa. La sua versione Lampo di Luce, come la conoscono nel mondo virtuale, è veramente Asuna? O Kirito rimarrebbe deluso dalla debolezza e dall’insicurezza di una giovane donna che sta ancora cercando il suo posto nel mondo, in continuo scontro con una madre che sembra non comprendere le fragilità della figlia? Ad aggiungersi a questo pesante bagaglio di emozioni subentra poi la giovane Yuuki, un personaggio dal carattere forte ma che nasconde un’incredibile fragilità data dalla sua terribile condizione: grazie al rapporto tra le due ragazze, entrambe tanto forti quanto sensibili, le protagoniste avranno l’occasione di scoprire di più su loro stesse grazie agli occhi dell’altra, in una delicata storia d’amicizia che — senza dubbio — nell’adattamento animato è stata raccontata fin troppo frettolosamente e che grazie al manga gode di nuova e meritata luce.

Delicatezza e lacrime a profusione

Nonostante la serie di Sword Art Online abbia diviso spesso il pubblico (mai come questo caso è utile l’affermazione o si ama o si odia), è innegabile quanto siano attuali i temi toccati e il linguaggio con il quale sono trattati: lo scontro tra mondo reale e virtuale è preponderante, in una linea di scissione che diventa di giorno in giorno sempre più sottile, ma il vero focus è posto sulle relazioni, sui personaggi e sul loro modo di affrontare dinamiche della vita di tutti i giorni nonostante la loro quotidianità non sia proprio delle più canoniche. In Sword Art Online: Mother’s Rosario viviamo in prima persona la fragilità di Asuna, il suo percorso di crescita e ribellione a dei dogmi a cui non si sente di appartenere e il suo rapporto con la giovane Yuuki, tanto forte quanto fragile, diventa vero e proprio punto di svolta. La delicatezza dei disegni del maestro Haduki rappresentano solo una ciliegina sulla torta di questo adattamento più che riuscito, che molto più dell’anime è stato in grado di raccontare attraverso dettagliate illustrazioni un variegato ventaglio di emozioni, più o meno condivisibili. Se siete dei fan della serie, se avete gioito e pianto come bambini seguendo le vicende di Kirito e compagni, la curata versione a fumetti di Sword Art Online: Mother’s Rosario nel suo grazioso cofanetto edito da J-POP merita di entrare a far parte della vostra collezione, come Yuuki merita sempre un posticino nel cuore di tutti gli appassionati di SAO.

Una storia appassionante

Neolaureata alle prese con l’obbligo morale di intraprendere una vita da adulta, la sua vera casa è Eorzea (FFXIV) e spera di iniziare a lavorare nell’industria dei videogames prima dell’uscita di KINGDOM HEARTS III (quindi, forse, non ce la farà mai).

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