LUPIN III – THE FIRST – Recensione

Lupin Terzo torna al cinema grazie ad Anime Factory: scopriamo insieme cos’ha in serbo per noi questa nuova avventura del ladro gentiluomo più famoso di sempre!

LUPIN III – THE FIRST - Recensione

Annunciato da Kiyoshi Kobayashi, storica voce giapponese di Jigen Daisuke, in commemorazione della morte di Monkey Punch nell’aprile del 2019, LUPIN III – THE FIRST approda nelle sale del Sol Levante il 6 dicembre 2019. In Italia invece, giungerà nelle sale dal 27 febbraio.

Distribuito da Koch Media sotto l’etichetta Anime Factory, LUPIN III – THE FIRST ci racconta una storia che si lega alle origini del ladro gentiluomo, facendo un passo indietro avvicinandoci al nonno del soggetto di Monkey Punch: Lupin I, nome d’arte di Arsenio Lupin. La trama infatti verte sul misterioso Diario di Bresson, l’unico rompicapo che il famigerato ladro non sarebbe mai riuscito a risolvere: stando a voci, al suo interno parrebbero essere nascoste informazioni in grado di sovvertire l’equilibrio mondiale. Non mancheranno i classici membri della banda di Lupin, dall’infallibile pistolero Jigen Daisuke alla femme fatale per eccellenza Fujiko Mine, il rigoroso samurai Ishikawa Goemon e ultimo ma non per importanza, l’ispettore Zenigata che ancora una volta cercherà in ogni modo di arrestare il famoso ladro.

Prodotta da TMS Entertainment e animata da Marza Animation Planet, THE FIRST è una pellicola di un’ora e trentatré minuti che incarna in tutto e per tutto l’anima del personaggio del compianto autore giapponese: un’avventura che spazia dall’Europa al Sud America, che ci catapulta sin da subito nelle atmosfere che hanno reso immortale la figura di Lupin III. Il film si apre con un flashback che ci mostrerà il leitmotiv dell’intera trama, ovvero il Diario di Bresson che diventerà un oggetto ambitissimo grazie alle leggende che lo riguardano: dopo un breve salto temporale e uno stacco registico a regola d’arte vedremo finalmente su grande schermo Lupin III, accompagnato dal tema immortale di Yuji Ohno in un’introduzione esaltante che apre agli eventi del film.

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Riguardo lo studio d’animazione, molti ricorderanno Marza Animation Planet per aver curato cutscene di videogiochi come Sonic Generations e Yakuza 0, così come il lungometraggio animato dedicato a Capitan Harlock del 2013. Già sette anni fa lo studio, grazie al soggetto di Leiji Matsumoto, dimostrò pienamente la propria efficienza nel campo dell’animazione in CGI, bravura che in LUPIN III – THE FIRST è presente in ogni singolo fotogramma: dalle sequenze più dinamiche alle scene atte alla costruzione della trama, l’occhio si perde nei dettagli che lo studio ha inserito per l’intera durata del film.

LUPIN III – THE FIRST - Recensione

LUPIN III – THE FIRST nasce come idea di Monkey Punch nel 2015 quando, a seguito del crossover con Detective Conan, pensò che gli sarebbe piaciuto vedere il proprio personaggio trasposto in 3D con tecniche in computer grafica adatte a un prodotto che fosse fruibile non solo per tutta la famiglia, ma anche per il pubblico oltreoceano. Un film travagliato già dalla sceneggiatura, che lo stesso Yamazaki unitosi al progetto nello stesso anno dovette riscrivere una dozzina di volte prima che fosse completa e dodici mesi dopo era pronta: sarà a cavallo di maggio e giugno del 2017 che il primo story reel verrà completato, con la collaborazione dei seiyuu storici che interpretarono le versioni iniziali dei loro personaggi.

La parte più complessa di un film in CGI con modellazione poligonale in 3D è quella di rendere una base che nasce come bidimensionale: per questa ragione il team di sviluppo di Marza Animation Planet ha avuto non pochi grattacapi, trovando il giusto mezzo pur di mantenere la “lupinità” dei memorabili personaggi di Monkey Punch. La soluzione giunse soltanto quando lo studio traspose i personaggi tramite un software che permettesse la creazione di modelli 3D come fossero argilla (ZBrush) pur mantenendo la base dei bozzetti bidimensionali.

In tutto ciò TMS Entertainment ha fatto la sua parte: oltre a produrre la pellicola, ha fornito i bozzetti di riferimento per le espressioni dei personaggi, aspetto più che logico se si parte dal presupposto che ne detiene la produzione storica dagli anni ’70: Lupin e la banda proprio per questa ragione hanno una caratterizzazione davvero familiare, frutto di una profonda comprensione dei personaggi che riflette molto bene i ruoli che da ormai cinquant’anni abbiamo imparato ad amare. Come nella versione in lingua originale, anche qui in Italia possiamo godere del cast originale della serie animata salvo eccezione per Roberto Del Giudice e Sandro Pellegrini, le immortali voci storiche di Lupin e Jigen: due interpretazioni che accompagneranno sempre i personaggi, a cui si deve l’enorme fama cui oggi l’opera di Monkey Punch gode nel Bel Paese. Fu proprio Roberto Del Giudice a creare la caratteristica risata di Lupin assieme al nomignolo Zazzà per Zenigata, proprio per avvicinare il più possibile la trasposizione italiana a quella nipponica pur mantenendo la propria interpretazione personale mentre, Sandro Pellegrini riuscì a incanalare le tonalità graffiate tipiche di Kiyoshi Kobayashi. Torneranno poi Antonio Palumbo per Ishikawa Goemon, Alessandra Korompay nei panni di Fujiko Mine e Rodolfo Bianchi come Ispettore Zenigata: le voci di Lupin e Jigen ancora una volta saranno di Alessandro Maria D’Errico che dal 2009 nel crossover con Detective Conan diventò la nuova voce del pistolero e ultimo ma non per importanza, Stefano Onofri. Professionista del settore e doppiatore che gli amanti dell’animazione anni ’80 ricorderanno sia come voce storica di Shutaro Mendo in Lamù che come Gigi in Gigi la Trottola, è riuscito a farsi carico dell’enorme eredità di Roberto Del Giudice diventando a tutti gli effetti un Lupin superlativo. LUPIN III – THE FIRST è la sua punta di diamante che conferma il suo talento, donandoci una delle sue interpretazioni migliori caratterizzando alla perfezione il personaggio del ladro gentiluomo.

LUPIN III – THE FIRST - Recensione

In conclusione THE FIRST è una godibilissima avventura in CGI che amalgama elementi della storia di Lupin III sia come personaggio che come opera del compianto Monkey Punch, complice una rivisitazione in 3D che coadiuvata dalle memorabili musiche di Yuji Ohno crea un quadro generale che, senz’ombra di dubbio, avvicinerà le nuove generazioni al ladro gentiluomo più famoso della storia. L’opera di Takashi Yamazaki si avvicina moltissimo alla poetica di Shigeyuki Miya e Toshimichi Okawa, direttore e sceneggiatore di Lupin III: GREEN vs RED, ma più su una chiave celebrativa nei rispetti dell’idea di Monkey Punch di renderlo appetibile a un pubblico il più vasto possibile.

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A Lupin, il mio cuore darò

LUPIN III – THE FIRSTPartiamo dal presupposto che Lupin III è, parafrasando David Lynch col caffè, buono anche se cattivo purché se ne faccia: LUPIN III – THE FIRST non è assolutamente il Castello di Cagliostro, né minimamente paragonabile a serie come La Donna chiamata Fujiko Mine, quanto più un film diciamo nelle corde di un Doraemon – STAND BY ME (tant’è che inizialmente avevo pure scambiato Marza Animation per Shin-Ei Animation). Non che si tratti assolutamente di un difetto anzi, rendere accessibile Lupin III oltre ad aprire nuove idee come anche soltanto questo film, aiuta ad approfondire il personaggio sotto aspetti differenti come anche semplicemente l’approccio alla CGI. Una pellicola che incarna l’animo incorreggibile, inafferrabile e sempre all’avventura dell’opera magna dell’indimenticabile Monkey Punch.

Gelosamente consigliato

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Nicholas Chirico
Maestro di Karate e Amicizia: temprato dall’intrattenimento nipponico vecchia scuola e dal collezionismo, il suo sogno è quello di avere in giardino lo Unicorn Gundam di Odaiba.

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