San Valentino: 25 modi per NON dichiararsi come negli anime

Con San Valentino non vi è momento migliore per confessare i propri sentimenti alla persona da noi amata, e come sempre gli anime ci vengono in soccorso dandoci numerose idee bizzarre ed efficaci per dichiararci. Ma sarà davvero così? Scopriamolo!

San Valentino: 25 modi per NON dichiararsi come negli anime

L’amore, che esso sia il primo o uno dei tanti della nostra vita, è un sentimento universale in grado di assumere mille sfaccettature a seconda dei contesti sociali e degli individui. Quando ci si innamora è infatti naturale per ciascuno di noi sperare che i nostri sentimenti vengano ricambiati, e non vi è momento ed occasione migliore di San Valentino per farsi coraggio confessando i propri sentimenti alla persona da noi amata. Ovviamente le dichiarazioni spesso e volentieri risultano essere più complicate del previsto, risultando a volte persino imbarazzanti, specie per chi non ha molta esperienza in materia. A volte, infatti, l’inesperienza crea nella mente di ciascuno di noi tutta una serie di insicurezze e di paure che ci portano inevitabilmente alla ricerca di consigli e pareri altrui. Del resto, cosa ci può essere di meglio di un bel film, una serie TV o, perché no, un anime romantico per capire meglio i meccanismi del caso?

San Valentino: 25 modi per NON dichiararsi come negli anime

È importante però sapere che l’animazione nipponica, come anche altri media, è inevitabilmente condizionata da tutta una serie di schemi mentali tipici del paese. Proprio per l’importanza che il Kokuhaku, ovverosia la “Confessione”, ha all’interno del contesto sociale giapponese, è interessante analizzare nel dettaglio tutta quella serie di cliché, più o meno ripetuti nel corso degli anni, che caratterizzano quei dati momenti delle trame degli anime che hanno al loro interno elementi di romanticismo. Con questo breve articolo, quest’oggi andremo a delineare questi cliché con l’obiettivo di ricavare spunti di riflessione utili sull’effettiva applicabilità nella quotidianità e veridicità di quest’ultimi.

(1) Fuochi d’artificio, (2) Chiamate inattese e (3) Sotto l’albero di Natale

Uno dei cliché più classici e largamente utilizzati nelle opere animate a stampo romantico è attribuibile al fattore interruzioni, spesso usato o per allungare il brodo o per creare maggiore suspense alle intere vicende narrate. Le interruzioni sul momento più bello del Kokuhaku possono avvenire secondo varie metodologie. Tra queste senza dubbio spiccano gli Hanabi, ovvero i fuochi d’artificio, tipici delle feste tradizionali che ormai siamo abituati a vedere nella quasi totalità degli anime, e che proprio nel punto focale della scena appaiono nel cielo coprendo di fatto il suono della voce insicura dell’innamorato.

In maniera del tutto analoga al caso precedente, altra fonte di interferenza per le dichiarazioni può risiedere nell’interruzione forzata causata da un telefono che squilla oppure da un conoscente arrivato giusto in tempo per creare nella mente della persona intenta a dichiararsi ulteriore imbarazzo.

In molte opere del genere addirittura fattore determinante all’interruzione della confessione è ricaduto persino sull’accensione delle luci degli alberi di Natale. È importante ricordare come in Giappone la vigilia di Natale sia intesa non come festività legata ad alcun rito religioso, come in occidente, bensì come una vera e propria festa per gli innamorati e dunque come uno dei momenti ideali, assieme a San Valentino, per confessare i propri sentimenti. Tutti e tre i casi citati sono accomunati dal significato ultimo che le scene assumono: spesso e volentieri. Esse diventano non solo metafora di insicurezza ma vera rappresentazione di quel momento perfetto ormai rovinato per sempre.

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(4) Genitori apprensivi e Sorelle impiccione

La famiglia spesso e volentieri può diventare un fattore deterrente alle dichiarazioni. Da un lato vi è la paura di comunicare i propri sentimenti, per il timore che quest’ultimi possano essere ridicolizzati, dall’altro lato la volontà di indipendenza che dovrebbe scattare una volta maturati ma che a causa di genitori, sorelle o fratelli troppo impiccioni spesso viene meno. Di tali cliché viene fatto largo uso e non a caso gran parte delle scene che ne conseguono diventano incredibilmente stereotipate e quasi imbarazzanti, sia per il protagonista che, ahimè, per lo spettatore.

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(5) L’arte del Kabe-don

Il Kabe-don, elemento diffusissimo in tutta quella parte di cultura giapponese legata ai manga e agli anime di stampo shojo, rientra a tutti effetti nella categoria dei cliché e capita quasi sempre di vedere il ragazzo di turno approcciarsi con questa tecnica per riuscire a risultare più desiderabile agli occhi della persona amata. Tuttavia per quanto tale gesto possa risultare un aspetto in grado di favorire le dichiarazioni, è vero anche che la realtà spesso e volentieri differisce dalla finzione e che gesti come questo possono risultare fin troppo aggressivi e/o addirittura minatori.

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(6) Strategie infallibili

Una dichiarazione, per essere efficace, deve nascere come qualcosa di naturale e deve essere vista come la diretta conseguenza di quel sentimento d’affetto provato. Tuttavia in molte opere della produzione attuale stiamo assistendo a un processo che mira ad elogiare l’esatto opposto: ovvero le grandi macchinazioni fatte delle persone innamorate per convincere la persona amata a dichiararsi per prima. Tali situazioni, oltre che essere totalmente forvianti, in un contesto reale possono generare un vero e proprio circolo vizioso che nella maggior parte dei casi porta ad una situazione di stallo.

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(7) La doppia dichiarazione

È chiaro come nella realtà pensare di dichiararsi prima ad una persona per poi dichiararsi ad una seconda per via di un indecisione personale sia oltremodo impensabile oltre che assolutamente poco etico. Nella fiction invece capita di dover essere costretti a ricorrere a certi espedienti, specie quando il tempo a disposizione per l’evoluzione della storia risulta essere troppo poco. Esempio lampante di questo modo di fare è rappresentato dall’opera di Toradora, che per quanto cerchi di motivare al meglio questa scelta ha fatto storcere il naso di molti appassionati quando il protagonista, Ryuuji dopo essere stato rifiutato da Minori Kushieda, corre subito da Taiga su consiglio della stessa Minori.

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(8) Dichiarazioni Tsundere

Se negli anime il concetto delle “-dere” è largamente diffuso, spesso la realtà dei fatti si discosta e di parecchio da questi cliché. Spesso e volentieri le/i cosiddette/i Tsundere rimangono fedeli fino in fondo ai tratti tipici della propria personalità, a metà tra l’estremamente violento e l’estremamente dolce, con lo scaturire di situazioni e dichiarazioni particolari, che risultano essere non solo forzate ma anche esagerate.

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(9) Atteggiamenti equivoci ed inappropriati

Come nel caso rappresentato dall’anime Shimoneta, è evidente come l’esagerazione di determinati atteggiamenti, che possono tranquillamente definirsi inappropriati, sia non solo deleteria alle dichiarazioni in sé, ma denoti che ciò che conta davvero non è tanto l’idea che ci facciamo di una persona ma l’atteggiamento che lei ha nei nostri confronti.

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(10) Il sostituto

Probabilmente non esiste nulla di più sbagliato in una dichiarazione del fatto di non essere tu stesso in prima linea a confessare i tuoi sentimenti. La paura è un sentimento che è normale provare, tuttavia è chiaro che applicare questo metodo alla realtà di tutti i giorni verrà visto sempre e unicamente come una mancanza di coraggio.

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(11) Guarda mamma, ci sono due che si baciano!

Uno dei cliché che forse si avvicina di più alla realtà è quello legato ai bambini che per un caso fortuito si trovino ad osservare una confessione e che con la propria ingenuità potrebbero rovinare la magia del momento, risultando un fattore sgradevole e per nulla diverso dai primi tre casi citati.

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(12) Amore sotto la pioggia

Altro luogo comune della produzione di commedie romantiche è rappresentato dalle camminate sotto l’ombrello e dal profondo valore di connessione che ciò rappresenta in una società tipicamente più chiusa come quella nipponica. Se infatti per noi condividere l’ombrello è un gesto abbastanza innocuo, spesso negli anime non solo questo viene visto in chiave romantica ma può diventare spunto per un eventuale dichiarazione.

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(13) Trappola d’amore

L’industria degli anime giapponesi spesso e volentieri ci ha incuriosito per il modo particolare con cui argomenti come l’identità di genere vengano trattati all’interno delle varie opere. Si può affermare tranquillamente che il fenomeno delle “trap” sia a tutti gli effetti considerabile come un vero e proprio cliché. Dunque si finisce irrimediabilmente per finire in delle vere e proprie esagerazioni in cui in opere come Love Stage!! i protagonisti dell’opera finiscano per dichiararsi per poi subito dopo scoprire la verità.

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(14) Un amore Fraterno

Uno degli elementi sicuramente più discutibili presenti all’interno di una diffusissima parte della produzione animata, legata principalmente al genere ecchi, è quello per l’appunto dell’amore tra fratello e sorella. Non discutendo sul semplice concetto di amore fraterno, è innegabile come titoli di questo tipo tendano ad esagerare degenerando in opere spesso volgari e che non stanno né in cielo né in terra.

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(15) Survival Game

Similmente al caso 8 (relativo alle Tsundere) è innegabile come anche per le Yandere l’estrema diffusione e risalto che viene dato a questi personaggi ha finito per creare una versione forse distorta dell’amore. Spesso infatti non si tiene conto di come dichiararsi con una Yandere o viceversa. Non solo è largamente sconsigliabile ma anche quasi impensabile nella realtà.

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(16) L’età dell’amore

Un detto recita che “L’amore non ha età”, tuttavia è sotto gli occhi di tutti come fin troppo spesso tale modo di pensare venga estremizzato a tal punto da rendere assolutamente imbarazzante la visione di certe serie. Infatti, se da un lato è vero che alcune opere come “After the Rain” riescano a trattare questo argomento in maniera corretta e non banale, è vero anche che nella maggior parte dei casi anche solo ascoltare le dichiarazioni d’amore fatte in determinate opere risulti esattamente l’opposto.

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(17) Parole confuse

Si sa, essere chiari è estremamente importante. Comunicare i propri sentimenti a volte può essere difficile, però è lampante come questo sia uno degli aspetti fondamentali di una qualsiasi dichiarazione. Spessissimo nelle varie opere di genere romantico si è fatto larghissimo uso di tutta questa serie di espedienti legati ad una scarsa capacità nel comunicare. In opere cinematografiche come Koe no Katachi questo espediente viene usato, in maniera sì estremizzata, visto il background e la malattia della ragazza, per esprimere un forte sentimento di incomunicabilità.

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(18) Colpo di fulmine

Il colpo di fulmine esiste ed è innegabile il contrario, tuttavia tale concetto finisce per essere frainteso fino a scaturire in delle dichiarazioni fin troppo frettolose, che lasciano un forte senso di superficialità all’intero svolgersi delle vicende narrate. Del resto, in un contesto reale è difficile immaginare che una persona, subito dopo averne conosciuta un’altra, le confessi il proprio amore, questo soprattutto perché atteggiamenti di questo tipo risultano molto forzati e sicuramente inappropriati.

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(19) Dichiarazioni in pubblico

Quello delle dichiarazioni in pubblico è uno dei cliché più comuni e allo stesso tempo più interessanti da analizzare presenti nella cultura delle commedie romantiche. Come ci insegna l’anime di Masamune-Kun no Revenge dichiararsi in pubblico può rivelarsi deleterio e totalmente sbagliato. Di fatto, per quanto tale modo di dichiararsi sia un gesto bello e che denota grande coraggio, è innegabile come quest’ultimo porti con sé tutta una serie di rischi e pericoli, legati principalmente al rifiuto.

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(20) Emozioni incontrollate

A volte si tende ad essere esageratamente emotivi durante una dichiarazione. Questo fenomeno accade principalmente sia per scarsa esperienza e per l’imbarazzo che spesso si prova comunicando i propri sentimenti, sia per la paura di essere rifiutati. Di fatto le insicurezze nella maggior parte dei casi vengono viste come qualcosa di negativo e che in parte può compromettere la confessione.

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(21) Dichiarazioni sotto la neve

Similmente ai casi precedenti, l’aspetto principale narrato dalla scena presente nell’anime di Tsuredure Children risiede sempre nell’incapacità di comunicare i propri sentimenti. A differenza però dell’essere poco chiari durante la dichiarazione, il concetto assume un’ulteriore estremizzazione e si tramuta non più in un discorso sconnesso bensì in interi minuti passati in silenzio e al freddo.

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(22) Quella panchina maledetta

All’interno della serie di OreSuki è stato dato grande rilievo ad un espediente comico, a mio avviso anche ben riuscito, come quello delle dichiarazioni ricevute su quella panchina, che episodio dopo episodio comincia a diventare il centro della sfortuna che si abbatte sul protagonista. Tale espediente diventa interessante se analizzato sotto il concetto di scaramanzia, dove a seguito di un paio di coincidenze negative si è spesso portati ad attribuire a fattori esterni la colpa di quest’ultime.

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(23) Rifiuti non raccolti

Risultare troppo ossessivi dopo un rifiuto è senza dubbio qualcosa di negativo, in quanto la non accettazione di quest’ultimo porta inevitabilmente tutta una serie di situazioni e scene che possono essere assolutamente spiacevoli sia per colui che è stato rifiutato sia per colui che invece ha rifiutato, dato che si troverà costretto a sopportare continuamente l’atteggiamento dell’altra persona.

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(24) Professore e studenti

Rimanendo legati al concetto di immoralità di una relazione, quella tra alunno e insegnante assume anch’essa aspetti discutibili e di dubbia eticità. Se da un lato non si può disquisire più di tanto sul fatto che una ragazza adolescente possa essere attratta da una figura per lei importante e di riferimento, è innegabile che dovrebbero essere gli adulti stessi a porsi dei freni. E questo ahimè non avviene così spesso come si penserebbe.

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(25) La seconda mossa

L’opera di Kaguya-Sama Love is War si fa portavoce di un modo estremamente sbagliato di vedere le dichiarazioni. I protagonisti della serie, infatti, per ragioni effimere come l’orgoglio, rinunciano di fatto alla possibilità di un presente passato insieme pur di non fare mai la prima mossa. In amore questo modo di fare è deleterio, anche perché temporeggiando non si fa altro che creare delle nuove insicurezze che con il passare del tempo potrebbero addirittura finire con una totale rinuncia ai propri sentimenti.

San Valentino: 25 modi per NON dichiararsi come negli anime

Conclusione

Come avete potuto ben capire leggendo le righe di questo articolo, gran parte, se non la totalità, di tutto quello che gira intorno al fenomeno delle confessioni amorose presenti nelle opere d’animazione nipponica è, per via di molti fattori, assolutamente inapplicabile in contesti sociali diversi da quello giapponese e inverosimile in molti suoi aspetti.

E voi, come intendete dichiararvi al vostro (si spera) futuro valentino?

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Claudio Pavia
Da sempre amante di cinema, sceneggiatura e psicologia, la sua passione per il paese del Sol Levante deve tutto alle celebri opere di Gosho Aoyama e Go Nagai, oltre che a quell’amico d’infanzia che senza chiedere nulla in cambio gli prestò il suo primo The Legend of Zelda. Leggende narrano che persino i dipendenti Nintendo abbiano sentito il suo urlo di gioia durante il Direct dell’E3 2019.

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