DRAGON QUEST VII: Frammenti di un mondo dimenticato – Recensione

Dopo tre anni di attesa giunge in Europa DRAGON QUEST VII: Frammenti di un mondo dimenticato

DRAGON QUEST VII: Frammenti di un mondo dimenticato - Recensione

DRAGON QUEST VII: Frammenti di un mondo dimenticato - RecensioneLa nostra avventura comincia sull’isoletta di Estard, l’unica terra emersa esistente al mondo. Intorno ad essa c’è solo l’oceano, che si estende a perdita d’occhio. Due ragazzi del posto, stanchi di un’esistenza tranquilla e un po’ noiosa, un bel giorno trovano un’imbarcazione abbandonata, ridotta in pessime condizioni. Ma davvero Estard è l’unica terra esistente al mondo? Magari, se riuscissero a riparare la barca, potrebbero salpare per scoprire se davvero non ci sono altre isole… “Vorrebbero farci credere che questa è l’unica isola in tutto il mondo, eh? Bah! Sono solo sciocchezze, lo sai meglio di me!” − Kiefer rivolgendosi al protagonista.

A tre anni di distanza dall’uscita nipponica, SQUARE ENIX fa sbarcare anche in Europa DRAGON QUEST VII: Frammenti di un mondo dimenticato nella sua versione per Nintendo 3DS. Il gioco è una versione rivisitata e corretta del classico per PlayStation uscito nel lontano 2000 ed è curato da ArtePiazza, già responsabile dei precedenti remake per la console portatile Nintendo dal capitolo IV al capitolo VI. Riuscirà questo gioco classico ad essere fruibile anche dalle nuove generazioni?

  • Titolo: DRAGON QUEST VII: Frammenti di un Mondo Dimenticato
  • Piattaforma: Nintendo 3DS
  • Genere: JRPG
  • Giocatori: 1
  • Software house: SQUARE ENIX, Nintendo
  • Sviluppatore: ArtePiazza
  • Lingua: Italiano (testi)
  • Data di uscita: 16 settembre 2016
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: nessuno
  • Note: funzionalità grazie alla quale possiamo scambiare speciali Tavolette dei Mostri con i nostri amici sia online che tramite StreetPass

Inizieremo la nostra avventura a Baia Sardina, una piccola cittadina portuale nell’unica isola esistente al mondo. Vestiti i panni del protagonista, il giovane figlio di un marinaio, inizieremo la nostra esplorazione dell’isola assieme al nostro migliore amico, il principe Kiefer di Estard. I due stanno cercando di riparare una vecchia barca per capire se è vero che non c’è nulla all’infuori della loro isola cercando di non farsi mettere i bastoni tra le ruote da Maribel, la figlia spiona del sindaco della cittadina. I ragazzi sono molto incuriositi da un particolare tempio che si trova sull’isola e che pare inaccessibile e, una volta riusciti ad entrare, si trovano di fronte uno strano essere che dice loro di essere i prescelti per restaurare l’equilibrio del mondo. Dopo alcune prove per far capire di essere degni di questo titolo, e grazie a una misteriosa tavoletta recuperata dal padre del protagonista durante una delle sue sedute di pesca, i tre giovani si ritroveranno a viaggiare in epoche lontane per riscoprire la vera forma del loro mondo, che è stato misteriosamente cancellato.

Let’s do the Time Warp again

Il gameplay di DRAGON QUEST VII riprende a pieno tutte le caratteristiche che hanno reso grande questa saga, migliorandole e aggiornandole con alcune innovazioni tecniche moderne. Ci troveremo quindi a esplorare mappe tridimensionali in cui non vedremo non solo i nostri protagonisti, ma anche i nemici su schermo, dandoci la possibilità di scegliere se affrontarli o schivarli per raggiungere direttamente il nostro obiettivo. Durante l’esplorazione dei dungeon ci troveremo ad affrontare dei semplici puzzle ambientali per poter superare alcune stanze, che variano dal recuperare una chiave per aprire una determinata porta al premere pulsanti a terra per svelare nuovi passaggi.

I menu mantengono tutti i caratteri classici rimanendo semplici e lineari e ci consentiranno in poche mosse di controllare lo status dei nostri personaggi, modificare l’equipaggiamento e dispongono anche di funzionalità molto utili come quella di poter curare tutto il party con le magie apprese o ricapitolare dove siamo arrivati con la trama per capire quale direzione prendere. Lo schermo inferiore della console viene utilizzato principalmente come mappa di navigazione, durante i combattimenti invece troveremo lo stato dei personaggi e un riepilogo delle mosse che abbiamo deciso di utilizzare durante ogni turno di battaglia.

Il sistema di combattimento è a turni e pone la telecamera alle spalle del nostro party, per darci una visuale migliore dei nemici e delle animazioni di battaglia la telecamera si sposterà dinamicamente durante certe azioni. Una volta selezionate le abilità che vorremo usare, o utilizzato il pulsante Tattica che ci consente di far agire automaticamente i personaggi in base a degli archetipi come “Guarigione” o “Attacco Prudente“, inizierà la vera azione. I turni non sono stabiliti a priori ma i personaggi agiranno in base alla loro statistica agilità e la stessa cosa vale per i nemici, non potremo quindi sapere in anticipo se saremo i primi ad attaccare o a subire danni come avviene in altri esponenti di questo genere più recenti e mantenendo intatta la struttura classica del titolo.

Ma trovati un lavoro…

Ogni personaggio avrà delle caratteristiche uniche e apprenderà nuove abilità salendo di livello, anche gli oggetti equipaggiabili varieranno a seconda del guerriero scelto. Andando avanti con la trama sbloccheremo la possibilità di scegliere una Vocazione, i job del mondo di DRAGON QUEST, dandoci la possibilità di rendere il nostro party ancora più variegato. Le Vocazioni nel gioco saranno ben 54 e si divideranno in Base, Intermedie, Avanzate e Mostro, e hanno un sistema di livellamento separato da quello dei personaggi. Infatti mentre il livello del nostro party salirà in base all’esperienza, le Vocazioni saliranno di livello in base a quanti scontri vinceremo con una curva di crescita diversa per ogni mestiere.

All’inizio avremo a nostra disposizione solo le 10 Vocazioni di Base, le Intermedie infatti si sbloccheranno solo una volta che porteremo al massimo due o più classi col personaggio scelto e la stessa cosa vale per quelle Avanzate. Le Vocazioni Mostro invece potranno essere intraprese grazie all’utilizzo di speciali oggetti, i Cuori di Mostro, che potremo trovare durante le nostre avventure o ricevere come ricompensa dopo aver sconfitto determinati nemici. Ogni Vocazione ha otto livelli che ci consentiranno di apprendere nuove abilità e migliorare le nostre statistiche, le abilità apprese con quelle di Base e le Mostro rimarranno anche una volta che sceglieremo un nuovo mestiere, consentendoci di avere una base solida per tutti i personaggi e poi scegliere in cosa specializzarli.

I personaggi potranno mettere diversi pezzi di equipaggiamento divisi in Testa, Corpo, Mani e Accessori. Il tipo di oggetti che potremo equipaggiare varierà a seconda del personaggio, ad esempio Kiefer potrà essere equipaggiato con le spade mentre Maribel potrà utilizzare pugnali e fruste. Questo rimarrà invariato anche con l’utilizzo delle Vocazioni, permettendoci quindi di mantenere gli oggetti equipaggiati anche con classi diverse.

Acchiappali tutti!

Durante la nostra avventura in Frammenti di un mondo dimenticato avremo la possibilità di affrontare diverse missioni secondarie e mini-giochi, le più importanti sono indubbiamente quelle che riguardano il Rifugio e il Parco dei Mostri. Andando avanti con l’avventura avremo infatti la possibilità di sbloccare il Rifugio, una particolare isola nella quale potremo ospitare i mostri che hanno preso forma umana. Con l’aumentare della popolazione l’isola cambierà e crescerà, apriranno nuovi negozi dotati di merci uniche e si sbloccheranno nuove funzioni nel gioco. Tra queste c’è la possibilità di ricevere le Tavolette del Viaggiatore, speciali oggetti che ci poteranno in una sorta di mini quest popolata da mostri diversi in base a quale tavoletta utilizzeremo.

Questa funzione sarà utilissima non solo per recuperare equipaggiamento, oggetti rari e le preziosissime Mini Medaglie, ma anche per trovarci in mappe popolate principalmente da un unico tipo di mostro consentendoci quindi di farmare un determinato oggetto o, a seconda del nemico, fare tanta esperienza. Inoltre le Tavolette potranno essere ottenute e scambiate con gli amici sia tramite StreetPass che online grazie la Tecnotaverna, luogo speciale sbloccabile proprio nel Rifugio, che tuttavia non ho potuto provare per via dei server ancora chiusi.

Se invece vorremo crearne di nostre, dovremo utilizzare il Parco dei Mostri. In questo luogo particolare, collegato al Rifugio, potremo creare una casa per tutti i nemici che vogliono smettere di combattere e stanziarsi in un luogo sicuro. Grazie a un particolare oggetto, infatti, avremo l’opportunità, alla fine delle battaglie, che uno dei nemici voglia ritirarsi dai combattimenti e potremo proporgli di andare a vivere nel parco. Una volta che sarà aperto, il Parco dei Mostri ci consentirà di scegliere tre residenti da mandare alla ricerca di Tavolette del Viaggiatore, che varieranno a seconda dei mostri che sceglieremo e del loro livello, in modo da crearne sempre nuove e uniche.

Dr. Slime & Arale

Dal punto di vista tecnico DRAGON QUEST VII vanta, come tutti gli altri capitoli della saga, di un character e monster design curato da Akira Toriyama, il papà di Dragon Ball e Dr. Slump & Arale. Questo è allo stesso tempo un punto di forza e un punto debole del titolo infatti, mentre i protagonisti e gli NPC principali saranno estremamente curati, non si può dire la stessa cosa degli NPC secondari. Girando in diversi mondi e città infatti troveremo degli NPC identici a occuparsi di certe mansioni, come ad esempio i preti e le suore o i commercianti, togliendo quindi varietà a livello di personaggi. Discorso diverso invece per le ambientazioni, che saranno molto variegate sia nelle città, con vari riferimenti a città realmente esistenti, che nei dungeon, strutturati in maniera differente, che conferiscono una profondità maggiore al titolo.

Come ben saprete, anche stavolta il comparto audio è curato da Koichi Sugiyama, compositore storico della saga fin dal primo titolo del 1986, ma anche questa è un’arma a doppio taglio. Se all’inizio infatti saremo presi dalla nostalgia per le musiche iconiche della saga, come la classica fanfara iniziale, a lungo andare ci ritroveremo di fronte a una colonna sonora bella ma ripetitiva. Il vero punto di forza del gioco sta nei suoi contenuti e la sua longevità, parliamo di oltre cento ore solo per finire la trama principale, che vanno ad aumentare se siamo dei perfezionisti e vogliamo finire ogni sub-quest. Inoltre la longevità aumenta grazie anche ad un ricco post game, che ci consentirà di esplorare nuovi dungeon e ottenere nuovo equipaggiamento.

A chi consigliamo DRAGON QUEST VII: Frammenti di un Mondo Dimenticato?

Se siete fan dei JRPG, questo è uno di quei titoli che non può assolutamente mancare nella vostra libreria di giochi. La combinazione tra elementi classici e innovazione lo rende un titolo godibile anche dai giocatori che vogliono affacciarsi a questo genere per la prima volta che, se non saranno scoraggiati dalla mole di contenuti che il gioco offre, verranno sicuramente rapiti dalle vicende di tutti i personaggi che dovremo aiutare durante la storia. I veterani invece ritroveranno tutti gli aspetti tipici che hanno reso leggendaria questa saga, riscoprendo un titolo dal sapore nostalgico, ma ricco di novità.

  • Oltre 100 ore di gioco
  • Storie curate nel minimo dettaglio
  • Gameplay classico ma intramontabile
  • Graficamente curato da Akira Toriyama…

  • …ma con NPC sempre uguali per ogni zona
  • Comparto sonoro storico ma ripetitivo
  • Qualche errore di traduzione per le classi
  • La mole di gioco e la lentezza iniziale possono scoraggiare i neofiti
DRAGON QUEST VII: Frammenti di un mondo dimenticato
4.5

Come superare la nostalgia per diventare un classico intramontabile

Parto subito col dire che tutte le mie impressioni che avrete già avuto modo di leggere nell’anteprima di DRAGON QUEST VII: Frammenti di un mondo dimenticato non sono solo state confermate, ma sono state addirittura ampliate. Nonostante la lentezza delle fasi iniziali, che a oltre venti ore di gioco ancora non aveva sbloccato il sistema di Vocazioni, il settimo DRAGON QUEST ci travolge con la sua immensità. Una delle cose che mi ha colpito maggiormente è la cura con la quale sono state costruite tutte le trame che andremo a seguire durante i nostri viaggi nel tempo e che, il più delle volte, saranno connesse tra loro. Non sarà infatti improbabile ritrovare alcuni personaggi in diverse epoche, invecchiati e che pagano le conseguenze delle loro azioni passate. È stato veramente difficile trovare dei punti deboli al titolo e si tratta principalmente di piccoli dettagli che, se fossero stati sistemati, l’avrebbero reso un gioco di ruolo pressoché perfetto.

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Raro esemplare di panda sardo cresciuto a bambù e JRPG. Soffre di sindrome di Stoccolma nei confronti di SQUARE ENIX, ed è disposto a privarsi del sonno pur di spulciare all’inverosimile ogni titolo gli capiti fra le mani.