DOSEI MANSION – Recensione

BAO Publishing con Aiken, la sua nuova collana di manga, decide di lasciarci con il fiato sospeso… nello spazio! Dosei Mansion è un seinen che si distingue dalla massa: la nostra recensione

DOSEI MANSION - Recensione

Dosei Mansion “chiude” il trittico di apertura di Aiken, la nuova collana di manga targata BAO Publishing, insieme a “Fiori di biscotto” della medesima autrice e “Henshin” di Ken Niimura. L’opera è stata pubblicata sulle pagine di Ikki (rivista edita da Shogakukan e specializzata in manga seinen) tra il 2006 e il 2011 per un totale di sette tankōbon.

Con quest’opera Hisae Iwaoka ci trascina in una distopia (dalla quale forse non siamo neanche così realmente distanti) mettendoci nei panni di Mitsu, un ragazzino che decide di seguire le orme del padre divenendo un lavavetri (dello spazio). Il modo in cui l’autrice mette in ordine tutti gli elementi della storia (nel primo volume) è preciso e scorrevole, ponendo il lettore in uno stato di rilassatezza generale che si contrappone alle tematiche serie e anche particolarmente attuali che troviamo all’interno dell’opera.

DOSEI MANSION - Recensione

Il senso di tranquillità di questa storia a fumetti è offerto principalmente dallo stile utilizzato per rappresentare il tutto. Ci si trova dinanzi a dei disegni che si distinguono facilmente dagli stili anche più “commerciali” di quegli anni, mettendo in risalto la semplicità dei tratti ed unendola ad una caratterizzazione attenta dei personaggi. Gli sfondi, invece, alternano dettagli e spazi vuoti con un sapiente utilizzo dei retini. Quello offerto dall’autrice è uno stile che difficilmente potrà dirsi “vecchio” o “sorpassato” anche a distanza di numerosi anni; il tutto considerando che, dall’uscita del primo volume in Giappone, sono già passati tredici anni e tuttora non dimostra alcun tipo di cedimento.

DOSEI MANSION - Recensione

Il primo volume si apre presentando una particolare situazione. Il pianeta Terra non è più abitabile ed è divenuto un’oasi naturale alla quale non si può accedere. I terrestri che non la abitano più si sono trasferiti su un gigantesco anello che orbita intorno al pianeta ad una distanza di circa 35 km. L’interno di questo anello è diviso in tre livelli sulla base del ceto di appartenenza: ceto basso al livello inferiore, ceto medio al livello intermedio e ceto alto all’ultimo livello. Il protagonista della storia è un ragazzino orfano il cui padre, durante una giornata di lavoro come lavavetri (sì, puliscono i vetri all’esterno dell’anello), perde i contatti con il resto della squadra e scompare. Quindi, Mistu, al termine della scuola, decide di seguire le orme del padre iniziando a lavorare come lavavetri spinto dall’obiettivo di scoprire di più sulla scomparsa del suo genitore.

DOSEI MANSION - Recensione

Affrontato in modo attento e dettagliato è il tema delle differenze sociali tra i livelli dell’anello e la difficoltà, quasi insormontabile, per un abitante del livello inferiore di poter arrivare più in alto. Il lavoro del lavavetri si pone quindi come un mezzo di accesso al piano più alto, poiché è un servizio che pochi abitanti si possono permettere ma è troppo rischioso perché un abitante facoltoso decida di svolgerlo. Quello del “lavavetri spaziale” è un lavoro molto complicato e pericoloso, da una parte perché necessita di attrezzature costose e dall’altra perché, durante lo svolgimento delle operazioni, si è esposti a tutte le intemperie dello spazio (che vanno dalle folate di vento ai frammenti di meteoriti). Il protagonista, però, spinto dalla volontà di sapere cosa è accaduto al padre, non si fa problemi a cimentarsi in questo particolare lavoro.

Dosei Mansion

L’inizio di una ricerca, l’inizio della crescita

Dosei MansionQuest’opera lascia una strana sensazione, qualcosa tra l’inquietante e il rilassante. Con lo stile narrativo utilizzato, l’autrice riesce a catturare l’attenzione del lettore facendolo immedesimare nel percorso di crescita che Mitsu intraprende. Il disegno, inoltre, crea un contrasto perfetto con le tematiche serie e profonde che vengono affrontate. L’ambientazione fantascientifica offre una base perfetta per una narrazione matura ma al contempo non complicata. La naturalezza con cui argomenti più che seri vengono affrontati allontana Dosei Mansion dalle classiche scelte narrative utilizzate nei seinen.

Il primo volume di Dosei Mansion è l’inizio perfetto di un’avventura e di un viaggio di crescita che difficilmente lascerà delusi. I primi due volumi sono già disponibili in fumetteria e su Amazon, e potete acquistare il primo seguendo questo link.

Per chi non cerca il solito seinen

Quenzo
Nato nel 1993, è disperso dal 2006, l’anno in cui ha scoperto i manga. Ricompare durante il periodo del liceo quando scopre che la mano destra si può usare anche per disegnare. Dopo il liceo smette di dormire. Perché la giustizia non dorme mai.

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