Return to PoPoLoCrois: A STORY OF SEASONS Fairytale – Recensione

Return to PoPoLoCrois: A STORY OF SEASONS Fairytale – Recensione

return-to-popolocrois-a-story-of-seasons-fairytale-recensione-boxartIl piccolo impero di PoPoLoCrois è in festa per via del tredicesimo compleanno dell’erede al trono, il principe Pietro. Il regno, in passato, aveva attraversato tempi difficili a causa dello scontro con GamiGami Devil, in seguito sconfitto e trasformato in alleato con l’aiuto del White Knight e di Narcia. Ora, nonostante sia tornata la pace, la comparsa di strani esseri chiamati “bestie nere” infonde preoccupazione negli abitanti del regno. Durante i festeggiamenti per il compleanno del principe Pietro, farà il suo ingresso nel gioco Marmela, ambasciatrice della lontana terra di Galariland, la quale è a conoscenza di una magia per opporsi alle bestie nere. Così, dopo aver convinto il re e la regina a farlo partire, in modo da fargli scoprire il rimedio da utilizzare contro le feroci creature, il giovane Pietro arriva a Galariland attraverso un portale magico. Presto però, le vere intenzioni di Marmela verranno svelate. Riuscirà Pietro, catapultato in una terra lontana, a ritornare a casa? Riuscirà a sconfiggere le bestie nere e a rimuovere la maledizione che le creature stanno diffondendo su tutta la terra, rendendola incoltivabile?

Return to PoPoLoCrois: A STORY OF SEASONS Fairytale, conosciuto in Giappone con il nome di PoPoLoCrois Bokujō Monogatari, è il nuovo gioco tratto dalla serie manga di Yohsuke Tamori, nel quale vivremo una nuova avventura nei panni del principe Pietro, assieme a un inedito mix: elementi gestionali della serie Story of Seasons di Marvelous!, noto in passato in occidente come Harvest Moon. Il gioco è disponibile per Nintendo 3DS solamente in versione digitale: scelta abbastanza coraggiosa, vista la grande mole di JRPG di qualità in uscita nel bimestre di febbraio e marzo. Riuscirà questo insolito mix di gioco di ruolo e gestionale a conquistare il pubblico? Cercheremo di rispondere a questo quesito immergendoci nella recensione.

  • Titolo: Return to PoPoLoCrois: A STORY OF SEASONS Fairytale
  • Piattaforma: Nintendo 3DS
  • Genere: RPG, simulazione
  • Giocatori: 1
  • Software house: Marvelous Europe
  • Sviluppatore: epics Inc., Marvelous!
  • Lingua: Inglese (testi e doppiaggio), Giapponese (due tipologie di doppiaggio)
  • Data di uscita: 18 febbraio 2016
  • Disponibilità: digital delivery
  • DLC: non presenti
  • Note: conosciuto in Giappone come PoPoLoCrois Bokujō Monogatari

Tagliamo subito la testa al toro (e in un gioco dove dobbiamo gestire una pseudo fattoria questa affermazione ha del ridicolo): il gioco è più un RPG o più un gestionale? La risposta corretta è la prima. Inoltre PoPoLoCrois non è solo un RPG ma è anche un bellissimo RPG, grazie ad alcuni piccoli tocchi di classe che elencherò di qui a breve.

PoPoLoCHE?

Return to PoPoLoCrois è in tutto e per tutto un JRPG: come potete immaginare dal titolo, la nostra missione sarà quella di tornare sani e salvi a PoPoLoCrois dopo aver salvato il mondo dalla minaccia delle belve oscure e, vi assicuro, filerà liscia come un qualsiasi gioco di ruolo giapponese. Potremo acquistare armi, equipaggiamenti e oggetti dai mercanti, combattere tramite battle system a turni con movimenti limitati e far salire di livello personaggi e skill come un qualsiasi RPG. Tra i “plus” rispetto ai tradizionali giochi di ruolo giapponesi ci sarà la possibilità di ottenere alcuni pezzi di equipaggiamento con poteri elementali, che saranno efficaci o inefficaci contro i nemici di elemento opposto, secondo il classico scherma usato nei videogame (acqua batte fuoco, fuoco batte legno e così via). Abbiamo inoltre un sistema di combattimento ibrido tra un gioco di strategia e l’ATB tipico dei giochi di ruolo: muovendo i nostri personaggi consumeremo una barra della ripresa, la quale determina la distanza massima dello spostamento e l’attesa tra un turno e l’altro, e che si riprenderà una volta finito il nostro turno. Attaccare un nemico adiacente la nostra postazione non richiederà lo spreco della barra e potremo (a volte) attaccarlo nuovamente, anticipando la sua mossa ma restando però alla sua mercé, dato che il nemico potrebbe usare questa situazione a suo vantaggio. I personaggi potranno salire di livello così come le skill che potremo utilizzare. In un party composto da Pietro e da tre compagni potremo, oltre alle numerose abiltà, sfruttare anche alcune mosse combinate, sfornando un gradevole impatto visivo. La trama, a prima vista infantile, riserva invece alcune sorprese, risultando godibile per tutti i palati.

Voglio andare a vivere in campagna

Durante una particolare fase del gioco ci verrà offerta la possibilità di amministrare una fattoria, partendo dalle colture sino a badare agli animali. Tutto questo potrebbe essere abbastanza frustrante per chi si professa amante del genere RPG duro e puro ma, in questo titolo, il tutto si pone come un piccolo mini-gioco. Potremo tranquillamente andare in giro a produrre soldini ed esperienza per i nostri progressi e, allo stesso tempo, essere avvisati da un pop up che le colture hanno bisogno di acqua e di essere raccolte; non ci sarà quindi bisogno di aver paura che le coltivazioni marciscano o si rinsecchiscano, come succede in alcuni gestionali (per esempio in Animal Crossing) e, inoltre, durante l’esplorazione potremo raccogliere alcuni minerali e insetti che potremo sia rivendere che utilizzare o combinare per avere oggetti più potenti ed esclusivi attraverso il Synthesist. Le colture potranno essere acquistate dai mercanti oppure raccolte sul campo di battaglia dopo la sconfitta dei nemici; una volta piantate e coltivate, potranno tornarci utili per avere alcuni bonus in combattimento, per ripristinare i nostri punti salute o punti tecnica e, attraverso un box della nostra fattoria, potranno anche essere vendute al mercante più vicino in cambio di cospicue somme. L’azione inoltre si sposterà anche all’interno dei campi, quando dovremo liberare quelli incolti dalla maledizione delle bestie nere. Per fare ciò, avremo l’aiuto delle fate, nostre alleate nel gioco, le quali ci rimpiccioliranno e ci incaricheranno di fare pulizia. I dungeon, una volta liberati dai nemici, potranno essere affrontati nuovamente per raccogliere punti esperienza e monete.

Un principe con più dame deve avere un bel salame

Nonostante il gioco ci dia sin dall’inizio abbastanza indizi sull’interesse romantico fra Pietro e Narcia, come in quasi tutti gli episodi di Bokujō Monogatari, potremo intraprendere una sorta di relazione con alcuni dei diversi personaggi femminili presenti nel mondo di gioco. I legami affettivi potranno essere rafforzati donando alcuni specifici oggetti alle nostre dolci metà, fino al raggiungimento del livello massimo. Come con la peggiore delle fidanzate, un pop up arriverà ad avvertirci ogni qual volta l’interesse amoroso calerà e la nostra compagna sentirà la nostra mancanza. Lo charme del principe Pietro non conquisterà solo le gentil donzelle ma anche tutti gli abitanti di ogni villaggio che andremo a visitare, i quali saranno sempre pronti a salutarci con un “Konnichiwa!” prima ancora di iniziare il dialogo (e questa è una cosa che ho apprezzato molto, non essendo presente in alcun RPG, che io possa ricordare). L’audio è disponibile in inglese e in due diverse tipologie di doppiaggio giapponese: uno classico, da RPG vecchio stile, uno più “Moe” e giovanile, in linea con le ultime produzioni giapponesi. Benché le musiche non facciano impazzire, il comparto voci è bello e completo in tutte e tre le versioni.

PoPoLo—NO

Il gioco di Marvelous, ahimè, non è esente da difetti. Tra i primi, c’è da menzionare indubbiamente la facilità del gameplay, dato che, anche selezionando la difficoltà massima, potremo portare a termine il gioco anche solo grazie alla pressione del tasto Start, che attiverà la modalità di battaglia automatica, utile se volete farmare senza sforzo, ma che al tempo stesso rovina l’esperienza del titolo. Oltretutto, alcuni nemici non sono altro che le versioni alternative di altri incontrati in precedenza, diversificati soltanto da una palette di colori (roba accettabile negli anni ’80, ma non in un titolo del 2016). Il gioco, che ha uno stile simile a Fantasy Life di LEVEL-5, ha anche una modalità di selezione della grafica dei personaggi, ma potrebbe non piacere a tutti visto il particolare character design. Inoltre, chi si aspettava un gioco totalmente incentrato sulla gestione della fattoria rimarrà certamente deluso: nonostante il titolo contenga il marchio STORY OF SEASONS, che da sempre (come Harvest Moon) è sinonimo di simulazione a tema bucolico, in PoPoLoCrois la sezione gestionale è abilmente ridotta ad un semplice mini-gioco durante le fasi ruolistiche. Come ulteriore pollice verso, c’è da considerare anche che non è disponibile in versione fisica, né nella lingua del bel paese, elemento ormai assai raro ma che, in un RPG, tra la moltitudine di dialoghi, potrebbe farci tralasciare qualche elemento importante della trama.

A chi consigliamo Return to PoPoLoCrois: A STORY OF SEASONS Fairytale?

Consiglio innanzitutto questo gioco a chi cerca un RPG spensierato e carino ma non un prodotto mediocre; chi non disdegnava la serie Harvest Moon rimarrà piacevolmente sorpreso da come le due metà siano riuscite a integrarsi, anche se quella gestionale in maniera minore. Consiglio questo titolo anche agli amanti della serie animata e delle produzioni nipponiche, sia per la possibilità di apprezzare il doppiaggio in due stili di giapponese oltre l’inglese, sia per le bellissime cutscene realizzate in animazione tradizionale.

  • RPG vecchio stile davvero ben realizzato
  • Gran varietà di personaggi, skill, equipaggiamenti e oggetti
  • Filmati animati di ottima qualità
  • Modalità fattoria non invasiva

  • Veramente troppo facile
  • Tolte le voci, il comparto audio è blando
  • Mancanza della lingua italiana
  • Disponibile solo in digitale
Return to PoPoLoCrois: A STORY OF SEASONS Fairytale
3.8

Medaglia d'oro per il coraggio

Sono nella redazione da quasi un anno e raramente è capitato di recensire giochi di cui avevamo scritto poche notizie, per poi venir piacevolmente trasportati in un titolo profondo di cui ignoravamo l’esistenza, specialmente in un periodo dove gli RPG altisonanti come Bravely Second: End Layer, THE LEGEND of LEGACY e STELLA GLOW vengono fuori uno dopo l’altro. Return to PoPoLoCrois: A STORY OF SEASONS Fairytale è un bell’RPG di vecchia scuola, sicuramente troppo facile per i gamer esperti e troppo semplice per gli amanti della serie nota in passato come Harvest Moon, ma sono sicuro che con alcune modifiche e con un lancio anche in versione retail, in un periodo diverso e con una maggiore pubblicità, avrebbe attirato maggiormente il pubblico. È un prodotto curato e fatto per divertire, da comprare senza ombra di dubbio, magari quando si calmeranno un pochino le acque e sarà disponibile a prezzo scontato su eShop.

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Riccardo Piras
Ha reagito all'annuncio di Bloodstained: Ritual of the Night come Paolo Brosio con il Papa. Termina Golden Axe almeno una volta al mese. Da dieci anni.