Maria e la Bambola – Recensione

La nostra recensione di Maria e la Bambola, manga sentimentale ed educativo pubblicato nel 1970 da Osamu Tezuka, edito in Italia da J-POP Manga

Maria e la Bambola - Recensione del manga di Osamu Tezuka

Yakeppachi to Maria, arrivato da noi come Maria e la Bambola come sempre grazie a J-POP che lo ha inserito nella florida collana Osamushi Collection, è un manga molto particolare di Osamu Tezuka, scritto in un periodo turbolento per la storia del medium da noi tanto amato, specialmente a causa dei forti cambiamenti sociali in atto in quegli anni nel Giappone. Era un periodo di liberalizzazione su svariati temi sociali, come la sessualità, che per la prima volta poteva essere espressa anche in manga pensati per un pubblico un po’ più piccolo; ma era anche l’epoca in cui la corrente del Gekiga, ovvero di quegli autori che volevano incominciare a disegnare manga “impegnati” e maturi per un pubblico più adulto, capitanati in un certo modo da Yoshihiro Tatsumi e Takao Saito, erano oramai stati totalmente sdoganati e accettati. Tezuka, visto ancora come un autore più prolifico con storie per ragazzi, nel 1970 propone Yakeppachi to Maria, un fulgido esempio di manga pensato per educare oltre che per intrattenere.

Maria e la Bambola - Recensione del manga di Osamu Tezuka

  • Titolo originale: Yakeppachi to Maria
  • Titolo italiano: Maria e la Bambola
  • Uscita giapponese: 1970
  • Uscita italiana: 6 ottobre 2021
  • Numero di volumi: 1 (volume unico)
  • Casa editrice: J-POP Manga
  • Genere: azione, shonen, educativo, sessualità
  • Disegni: Osamu Tezuka
  • Storia: Osamu Tezuka
  • Formato: 15×21, brossurato con sovraccoperta
  • Numero di pagine: 450

Abbiamo recensito Maria e la Bambola tramite volume stampa fornitoci da J-POP Manga.

Questa non è una JoJo reference

Yakeppachi, pseudonimo di Yakeno Yahachi, è un delinquentello adolescente come quelli che abbiamo imparato ad apprezzare in anni e anni di raffigurazioni stereotipate in anime e manga. E tuttavia, in lui vi è qualcosa di strano: un giorno infatti, chiede di poter andare nell’infermeria della scuola, perché si sente… incinto. C’è qualcosa dentro di lui, non sa se un corpo o uno spirito maligno. Nessuno ovviamente gli crede, perché nessuno vede nulla, e alcuni iniziano a schernirlo, specialmente quelli dell’Associazione dell’Ordito e della Trama, un altro gruppo di delinquenti scolastici comandato da Midori, una ragazza bellissima che desidera Yakeppachi tutto per sé, in quanto unico ragazzo che non è mai riuscita a conquistare.

Un giorno, caduto vittima di un’imboscata, Yakeppachi capisce davvero di non essersi inventato tutto: nel suo corpo è presente effettivamente una entità secondaria, ovvero Maria, uno spirito o ectoplasma in grado di uscire e rientrare liberamente nel suo corpo, ma che prova a proteggerlo in ogni modo quando si trova in pericolo. Ben presto, tuttavia, Maria si stanca di questa condizione e inizia ad abitare il “corpo” di una bambola costruita per chiaro uso sessuale, realizzata illegalmente dal padre di Yakeppachi. Maria e Yakeppachi, ora tecnicamente fratello e sorella ma anche padre e figlia, iniziano pian piano a instaurare un rapporto particolare e ambiguo, in cui i due scopriranno tutte quelle questioni legate all’adolescenza e alla pubertà che anche noi abbiamo passato ad un certo punto della nostra vita, ma senza dimenticare l’attenzione di Tezuka per la pura azione fumettistica e l’intrattenimento. Inoltre, il personaggio di Maria incarna perfettamente l’eroina femminista vista in altre opere dell’autore come La Principessa Zaffiro: rifiuta gli stereotipi di genere e gli inviti degli altri personaggi ad essere più femminile ed aggraziata, ed è in grado di difendersi tanto quanto Yakeppachi dai teppisti che vogliono farle la pelle, specialmente grazie al suo corpo “finto”.

Maria e la Bambola - Recensione

Sex Education Made in Japan

Il Giappone degli anni ’70, seppur in grande fermento sociale, non era di certo il Paese che è oggi: le questioni legate alla sfera sessuale e sentimentale erano ancora represse e considerate socialmente inaccettabili, così tanto che bisogna aspettare appunto l’anno di pubblicazione di questo manga per veder arrivare al cinema giapponese i cosiddetti film rosa, le prime pellicole in grado di mostrare anche scene piuttosto esplicite senza creare totale scandalo. Il femminismo era ancora un movimento molto poco diffuso, e la prevaricazione maschile nei confronti delle donne era occorrenza comune. A livello scolastico, il concetto di sex ed non esisteva neppure, e così con Yakeppachi to Maria in qualche modo Tezuka, da sempre acutissimo intellettuale oltre che prolifico disegnatore, ha provato a sopperire a questa mancanza a modo suo.

La serie intervalla infatti momenti di azione in cui la trama si evolve e le avventure di Yakeppachi e Maria contro l’Associazione dell’Ordito e della Trama si muovono per tutto il Giappone, a veri e propri trafiletti educativi in cui vengono spiegate e illustrate graficamente, in questo caso ai ragazzini giapponesi dell’epoca, tematiche quali il cambiamento del corpo durante la pubertà, il concepimento, il funzionamento della gravidanza. Tezuka in questo caso ha messo bene a frutto la sua laurea in medicina per colmare le lacune del sistema educativo retrogrado giapponese del tempo, riuscendo a confezionare una storia in egual misura avvincente ed educativa, con effettivamente diverse scene particolarmente sexy: uno dei primi manga dell’autore in cui scene di nudo anche frontale vengono mostrate proprio con intento erotico oltre che narrativo.

La solita edizione di qualità

Dal punto di vista grafico, leggendo un manga di Tezuka si può dire di averli letti quasi tutti: l’autore infatti ha raramente avuto cambiamenti nello stile di disegno nel suo percorso artistico, preferendo invece variare su generi, tematiche e messaggi proposti al lettore nei suoi oltre 700 manga prodotti. Tutti i prodotti della Osamushi Collection hanno un certo fascino se messi sullo scaffale e una certa qualità che oramai siamo abituati ad aspettarci, e anche in questo caso le aspettative non sono deluse.

Maria e la Bambola - Recensione

La qualità delle immagini stampate è ottima, così come di buona fattura sono anche i materiali usati per questo volume. Classico anche il capitoletto finale in cui tutte le battute o i termini asteriscati vengono spiegati dai traduttori, anche se continuo a preferire una classica translator’s note inserita a piè pagina, piuttosto che una raccolta unica a fondo del volumetto. Trend comune purtroppo, ma l’unica critica possibile va mossa al prezzo, anche se dovuto alle carenze che sappiamo; il manga, specialmente quello più autoriale, sta rapidamente diventando “di lusso”.

Tutti gli dicono che è impossibile, ma Yakeppachi, il teppista più tosto della sua scuola, è convinto… di essere incinto! E in effetti qualcosa di strano, al suo corpo, sta succedendo: è così che nasce Maria, un essere misterioso che diventa l’alter ego del ragazzo, un’amica inseparabile e presto qualcosa di più. Insieme, i due affronteranno le ardue sfide dell’adolescenza, più altre che Osamu Tezuka lancia contro i due protagonisti per sfatare i tabù che circondano i rapporti tra maschi e femmine. Come sempre, il Dio del Manga dimostra di non voler sottovalutare l’intelligenza dei suoi lettori più giovani, imbastendo al tempo stesso una storia che sa essere esilarante quanto toccante.

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A chi consigliamo Maria e la Bambola?

Maria e la Bambola è un manga che riesce in egual misura a intrattenere ed educare su temi importanti quali l’educazione sessuale, l’adolescenza e i cambiamenti che essa comporta, e anche la parità di genere, con un Osamu Tezuka grande precursore di questi movimenti di giustizia sociale. Essendo un volume unico autoconclusivo, mi sento di consigliarlo anche a chi magari ha poca conoscenza in ambito manga e fumettistico in generale. Può essere una buona lettura formativa per ragazze e ragazzi di età adolescenziale, dato che fondamentalmente è proprio a loro che il manga si rivolgeva nella sua forma originaria.

Maria e la Bambola - Recensione

  • Il manga si fa portatore di un messaggio importante
  • La solita qualità e cura dell’edizione J-POP
  • Adatto ad un pubblico vastissimo

  • Alcuni stereotipi e battute, figli del loro tempo, non sono invecchiati benissimo
Maria e la Bambola
4

Una potente storia d'amore e di crescita

Maria e la Bambola, raccolto in un volume unico piuttosto corposo, è sicuramente in grado di aggrapparsi saldamente al cuore del lettore proprio con un ectoplasma, appassionandolo e commuovendolo al punto giusto. Sono presenti qui tutte le unicità che rendono Tezuka un autore così apprezzato: un’azione figlia del suo tempo, e dunque così incredibile da risultare retroattivamente comica, ma comunque avvincente e appassionante. Maria è tuttavia la vera star del fumetto, in grado di far commuovere più volte lo spettatore con il suo ambiguo ma sicuramente genuino rapporto con Yakeppachi; ma al contempo una storia educativa che mette in mostra il Tezuka più riflessivo, quello che vuole educare oltre che intrattenere. Un’opera da non lasciarsi scappare!

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Ossessionato da Le Bizzarre Avventure di JoJo e METAL GEAR, pensa che TRIGGER abbia salvato gli anime. Darebbe tutto pur di vedere un nuovo Trauma Center e il finale di Berserk; generalmente ti vuole bene, finché non gli parli di microtransazioni.

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