Kyoto Animation: l’autore dell’incendio spiega il movente

Kyoto Animation

Era il luglio del 2019 quando un tragico evento ha scosso il mondo dell’animazione giapponese. Un incendio doloso venne infatti appiccato ad uno degli studi di Kyoto Animation causando non solo la perdita di tantissimo materiale per la compagnia, ma anche la morte di alcuni dei suoi dipendenti. A distanza di quasi due anni l’autore dell’incendio, Shinji Aoba, ha finalmente svelato il movente che l’ha spinto verso quel gesto così estremo.

Aoba, che al momento è in carcere per il suo reato, ha ammesso che il suo obiettivo era proprio quello di uccidere quante più persone possibili con il suo attacco dato che secondo lui Kyoto Animation avrebbe rubato alcune sue idee. In passato infatti il criminale aveva inviato del materiale alla casa di produzione, che tiene dei concorsi periodici per scrittori amatoriali, e secondo lui questo sarebbe stato usato senza il suo permesso e senza dargli alcuna compensazione.

L’autore dell’incendio ha dichiarato che la sua idea è stata utilizzata all’interno della serie animata Tsurune, indicando una scena specifica dell’anime come materiale a lui rubato. Si tratta di una scena andata in onda cinque mesi prima dell’incendio, e che vede due dei protagonisti acquistare della carne scontata in quanto vicina alla data di scadenza.

Si tratta di una scena non certo nuova agli amanti dell’animazione giapponese, che è stata già rappresentata in altre opere in passato, e dichiarare che si sia trattato di un furto di idee da parte di Kyoto Animation è davvero surreale ed evidenzia lo stato mentalmente compromesso di Aoba. Ma non ci sono scusanti che tengano, anche se il furto si fosse rivelato vero nulla infatti giustificherebbe la morte e la distruzione causata dal criminale, ma il sapere che tanta devastazione è stata causata da un motivo così futile fa ancora più male.

Fonte: Kyoto Animation via SoraNews 24

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Federico Schirru
Raro esemplare di panda sardo cresciuto a bambù e JRPG. Soffre di sindrome di Stoccolma nei confronti di SQUARE ENIX, ed è disposto a privarsi del sonno pur di spulciare all’inverosimile ogni titolo gli capiti fra le mani.

1 commento

  1. Avatar

    La “scena incriminata” è di una banalità e genericità incredibili, la si potrebbe trovare in QUALSIASI prodotto di finzione, animata o no che sia e giapponese o no che sia. Niente, il tizio è fuori di testa, come già si sapeva.

    Rispondi

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