Little Nightmares – Recensione

Little Nightmares - Recensione

Atmosfere cupe e claustrofobiche, gameplay minimale e un’esperienza breve ma intensa: questo è Little Nightmares!

Little Nightmares - RecensioneQuando Six si sveglia attorno a lei è buio pesto, la valigia su cui si era appisolata era stata sbattuta in una sorta di cella, e cosa ancora più strana, tutta la stanza ondeggia nell’oscurità. L’impermeabile giallo è umido, mentre la stanza continua a ondeggiare, mettendo una mano in tasca, Six trova un accendino, unico oggetto a sua disposizione. La cella è silenziosa, ma la piccola riesce ad accendere una lanterna. Non un rumore, mentre tutto attorno a lei ondeggia lentamente ed incessantemente, fino a quando, arrivata in una stanza piena di letti, un umanoide con delle braccia lunghissime inizia a inseguirla…

Si apre così, senza una sola linea di testo, Little Nightmares, primo titolo originale di Tarsier Studios, studio svedese composto da alcuni ex-membri coinvolti nello sviluppo di Little Big Planet 3 e Tearaway Unfolded. Pubblicato da BANDAI NAMCO Entertainment, Little Nightmares è disponibile dal 28 aprile su PlayStation 4, Xbox One e PC in download digitale a 19,99 €. È disponibile anche una collector’s edition a 35,99 €, un box esclusivo contenente una miniatura di Six da dieci centimetri, la colonna sonora, un poster e un set di adesivi.

  • Titolo: Little Nightmares
  • Piattaforma: PlayStation 4, Xbox One, PC
  • Genere: Platform, Horror
  • Giocatori: 1
  • Software house: BANDAI NAMCO Entertainment
  • Sviluppatore: Tarsier Studios
  • Lingua: Italiano (testi)
  • Data di uscita: 28 aprile 2017
  • Disponibilità: retail, digital delivery, Collector’s Edition
  • DLC: l’avventura parallela “I Segreti di Le Fauci”
  • Note: disponibile anche in una Complete Edition che comprende il gioco principale e “I Segreti di Le Fauci”

Little Nightmares si pone in quel filone di platform minimali che cercano di raccontare la propria storia solo attraverso immagini e suoni: nulla nel titolo di Tarsier Studios è esplicato, è invece lasciato ai pensieri del giocatore, e quel poco che sappiamo della storia di Six viene dalla descrizione sugli store o da quella sul sito ufficiale. Anche non gettando in faccia al giocatore la trama, Little Nightmares è capace di farsi amare in pochi istanti, grazie ad atmosfere cupe e dettagliate e nemici capaci di incutere ansia e timore con un solo sguardo.

Da sola nelle Fauci

Nelle circa quattro ore necessarie per completare il gioco (cinque se vi dedicherete ai collezionabili) Little Nightmares ci trascinerà in cinque diverse location, esplorabili quasi liberamente dalla piccola Six, a patto di non incappare in uno dei famelici nemici pronti a mandarci al creatore prima del tempo. Come altri platform dello stesso filone, anche il titolo di Tarsier Studios sfrutta la meccanica del trial and error, proponendo situazioni spesso già viste (come inseguimenti, piccoli enigmi ambientali e fasi stealth) ma non per questo meno appaganti all’occhio e all’orecchio, vero punto di forza della produzione. Prima di concentrarci sull’aspetto artistico però, è necessario mettere in chiaro le capacità di Six. La protagonista potrà saltare, accendere le lanterne grazie al pratico accendino, correre e accucciarsi, ma l’azione fondamentale sarà afferrare qualsiasi cosa le capiti a tiro: sia un Nomino (uno dei collezionabili) o un oggetto, una sedia da trascinare o un gancio a cui appendersi, sarà necessario tenere premuto l’apposito tasto per tutta la durata dell’azione, o rischieremo che l’oggetto ci sfugga o peggio, cadremo nel vuoto e saremo costretti a riprovare. Ad ogni modo nulla in Little Nightmares è impossibile, sebbene il gioco non ce la indichi, la soluzione è sempre presente e, errore dopo errore, capiremo da soli come fare ad evitare un nemico o a raggiungere un altro punto della stanza. Un gameplay minimale che potrebbe sì farvi storcere il naso, ma che lascia spazio a un’atmosfera da sogno (o in questo caso da incubo).

Cinismo & Claustrofobia

Non è possibile non lodare l’ottimo lavoro svolto nel lato artistico da Tarsier Studios. Little Nightmares mi ha stregato con delle location cupe e delle stanze minuscole. Pochi elementi che riescono a dare vita ad una biblioteca buia e ricca di scaffali, o a una cucina piena di salsicce e salami, un bagno lurido e una soffitta da brividi. Minimale ma d’impatto sono le quattro parole che definiscono al meglio il lavoro dello studio svedese. L’impermeabile giallo di Six è l’unico colore acceso sulla scala di grigi che tinge tutte le Fauci, ogni espressione degli avversari inusuali della bambina, ogni crampo causato dalla fame, ogni momento del titolo è permeato di un’atmosfera cupa e caratteristica, e difficilmente troverete qualcosa fuori posto. Ogni stanza causa una sorta di claustrofobia crescente, che fa posto all’ansia di essere scoperti e uccisi, per poi tornare prepotentemente nel condotto successivo. Arrivare ai titoli di coda di Little Nightmares è semplice, ma trasmette al giocatore la voglia di saperne di più sulle Fauci e sulla stessa Six, convincendoci quasi a pieno. Anche le musiche che fanno da sfondo alle vicende, sono poche e ben dosate, lasciando in molti momenti solo i rumori ambientali a farci compagnia nel buio: sia un ticchettio o un respiro affannoso, starà a noi portare Six in salvo fuori da questa stranissima casa di bambole. Da non sottovalutare inoltre alcuni scorci di telecamera, realmente suggestivi e ben riusciti.

A chi consigliamo Little Nightmares?

Little Nightmares è consigliato principalmente a chi ha amato titoli come Limbo e Inside, ma anche a chi più che un vero livello di sfida vuole calarsi in atmosfere cupe e claustrofobiche ad un prezzo relativamente basso. L’avventura di Tarsier Studios non offre idee innovative di gameplay, anzi il tutto è stato già proposto più volte da altri sviluppatori, ma riesce comunque a convincere per l’alto livello di tensione e per il concept generale che questa piccola casa degli errori rappresenta. Se da un gioco non cercate solo il lato “core” Little Nightmares potrebbe essere il titolo che fa per voi.

  • Atmosfere d’impatto e riuscite
  • Breve ma intenso

  • Poca sfida effettiva
  • Basso tasso di rigiocabilità

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Guido Avitabile
Videogiocatore da ormai 25 anni, combatte la vecchiaia tra un remake e una remastered, orgoglioso possessore di ogni console ha un amore spesso non corrisposto per le IP Nintendo. La sua pila della vergogna continua a crescere ma questo non lo fermerà dal buttare i suoi soldi in nuovi titoli.
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