FINAL FANTASY VII REMAKE Orchestra World Tour – Un’esperienza indimenticabile

Abbiamo avuto il piacere e la fortuna di presenziare all’emozionante tappa milanese del FINAL FANTASY VII REMAKE Orchestra World Tour. Vi raccontiamo la nostra esperienza

FINAL FANTASY VII REMAKE Orchestra World Tour – E alla fine arriva Sephiroth

Nei giorni 15 e 16 dicembre scorsi, il Teatro degli Arcimboldi di Milano ha ospitato due delle tappe del tour mondiale di concerti dedicati a celebrare la splendida colonna sonora di FINAL FANTASY VII. Per essere precisi, si tratta di quella realizzata per il remake uscito su PlayStation 4, PlayStation 5 e, proprio lo scorso 16 dicembre, su PC. Siamo stati invitati da SQUARE ENIX e Koch Media a prendere parte all’evento lo stesso giorno, per questo motivo — con pochissime ore di sonno alle spalle — siamo volati in direzione Milano con tanta voglia di abbandonarci alle emozioni delle sinfonie composte da Nobuo Uematsu, Masashi Hamauzu, Mitsuto Suzuki e altri ancora. Come già successo in passato per concerti come “Distant Worlds” e quelli dedicati a The Legend of Zelda e Kingdom Hearts, FINAL FANTASY VII REMAKE Orchestra World Tour vede un’orchestra sinfonica esibirsi dal vivo sotto l’attenta direzione di un Maestro, in questo caso il blasonato Arnie Roth, compositore, produttore e direttore d’orchestra di origini americane che in passato ha svolto il medesimo ruolo per la già citata serie di concerti Distant Worlds: Music from FINAL FANTASY. Ad accompagnarlo, gli oltre cento musicisti e coristi della nostrana Tuscany Symphony Orchestra, anche loro di ritorno dalla rassegna Distant Worlds e dal concerto “Symphony of the Goddessess” organizzato per celebrare la saga di Nintendo.

Salutati alcuni amici e accomodati tra le prime file della platea centrale, ho notato fin da subito due posti vuoti subito davanti a noi, pensando che fossero destinati a qualche giornalista non ancora presente. Pochi minuti prima dell’inizio del concerto, tuttavia, ho scorto la figura di un uomo di mezza età, accompagnato da quella che presumibilmente era sua moglie, entrambi giapponesi: ho pensato che potesse essere qualcuno dei dipendenti della compagnia nipponica, ma in quel momento non ci ho dato molto peso, eccitato per l’inizio della performance, nonostante fossi finalmente riuscito a sedermi su una così comoda poltrona dopo così tante ore passate in piedi a camminare per Milano (la fortuna ha voluto che beccassimo lo sciopero dei mezzi pubblici indetto proprio per quella giornata).

Il concerto dedicato al remake della settima fantasia finale è stato emozionante sin dalle prime note, quelle di “The Prelude – Reunion” composto da Nobuo Uematsu, lo storico tema principale della saga, messo ancor più in risalto dalle immagini mostrate sul gigantesco schermo alle spalle dell’orchestra: nostalgici stralci che ci riportano alla mente il FINAL FANTASY VII originale prima farci rivivere, un brano dopo l’altro, il recente rifacimento. Il Maestro Roth ha diretto l’orchestra guardando le stesse immagini su uno schermo più piccolo posto in basso davanti a lui, scandite da elementi luminosi che lo aiutavano nella direzione, quasi come un rhythm game. Vi ricordate delle figure che pochi istanti prima dell’inizio si sono sedute davanti a noi? La prima pausa che ha seguito i brani inaugurali dell’opera ha visto un occhio di bue illuminare il pubblico fino a raggiungere la fila di posti avanti alla nostra, e Roth ha annunciato la presenza di un ospite speciale per questa seconda serata milanese: si trattava di Masashi Hamauzu, uno dei compositori della colonna sonora originale del titolo. Il Maestro ha assistito con entusiasmo a tutta la durata del concerto e sedergli immediatamente alle spalle è stato per noi ancora più emozionante da lasciarci increduli. A nulla è servito sperare di ottenere un autografo, dato che, chi ci ha già provato prima di noi, ha ricevuto un secco no come risposta.

Bombing Mission”, “Let the Battles Begin”, “Mako Reactor 1”, “Shinra’s Theme” e gli emozionanti “Chance Meeting in Sector 8”, “Tifa’s Theme”, “Jessie’s Theme” e l’immancabile “Main Theme of FFVII” sono solo alcuni degli splendidi brani eseguiti nelle due ore e mezza di concerto, intervallati da una serie di pause nelle quali il Maestro ha presentato i messaggi speciali dei già citati compositori della colonna sonora, una serie di ringraziamenti indirizzati ai fan e ai giocatori presenti alla rassegna di concerti organizzati in tutto il mondo. Avvicinandoci alla fine della scaletta, abbiamo assistito all’incredibile performance di Hollow, il brano composto da Uematsu (con i testi di Kazushige Nojima) appositamente per il remake e cantato dal vivo da un ospite speciale: Ricardo Afonso, che ha sostituito il giapponese Yosh, vocalist dei Survive Said The Prophet che ha inciso il brano originale utilizzato nel gioco. Infine, dopo gli scroscianti applausi del pubblico, Arnie Roth è tornato sul palco per cantare gli ultimi due brani previsti: il commovente Tema di Aerith e One Winged Angel, il brano più acclamato dell’intera saga che ha visto esibirsi proprio l’ospite speciale della serata all’interno del coro, Masashi Hamauzu.

Un po’ a malincuore abbiamo abbandonato la sala, e dopo un fugace sguardo agli incredibili cosplayer presenti all’evento, i nostri occhi sono ricaduti sullo stand che ha messo in vendita i gadget originali del tour, fra vinili, music box, magliette e peluche che ritraevano gli inconfondibili Chocobo e Moguri. FINAL FANTASY VII REMAKE Orchestra World Tour è stata un’esperienza memorabile che ci porteremo per sempre nel cuore, un evento che ci ha scaldati in un periodo non proprio sereno del nostro presente, con la speranza di poter, in futuro, sederci nuovamente nel medesimo teatro per celebrare nuovamente questa e molte altre saghe videoludiche meritevoli di un così sentito omaggio musicale. Se siete fan di FINAL FANTASY ma fino a questo momento avevate dubbi sul presenziare o meno a uno di questi concerti, il nostro consiglio è quello di prenotare il prima possibile non appena verrà annunciata la prossima tappa. Viaggiare da un capo all’altro dell’Italia in giornata senza nemmeno pernottare è stata un po’ una follia, ma ne è valsa davvero la pena.

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Trent’anni passati a inseguire il sogno giapponese, fra un episodio di Gundam e un match a Street Fighter II. Adora giocare su console e nelle sale giochi di Ikebukuro che ormai, per quanto lontana, considera una seconda casa.

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