Sword Art Online Re: Hollow Fragment – Recensione

Sword Art Online Re: Hollow Fragment

sword-art-online-re-hollow-fragment-recensione-boxartOrmai prigioniero dell’MMO Sword Art Online, il giovane Kirito farà la scoperta di una misteriosa e sconosciuta zona all’interno di Aincrad: la Hollow Area. Senza nemmeno avere il tempo di entrarvi, si scontrerà con la bella Philia, un’abile combattente rilevata dal sistema di gioco come Orange Player, titolo riservato a tutti quei particolari giocatori che hanno commesso nel corso della propria avventura un qualche tipo di crimine di basso livello.

« E tu… chi sei? »

Neanche il tempo di una risposta, il suono delle lame incrociate della battaglia riecheggia per tutta la zona: un duello così sentito non può fare a meno di attirare una delle più temibili ed enormi creature che dominano quest’area. Solo dopo aver unito le forze con Philia per sconfiggere il potente mostro, al termine di una breve chiacchierata Kirito deciderà di aiutarla, ma si ritroverà ben presto faccia a faccia con la pericolosissima gilda di assassini marchiati come Red Player: i Laughing Coffin.

  • Titolo: Sword Art Online Re: Hollow Fragment
  • Piattaforma: PlayStation 4
  • Genere: Action RPG
  • Giocatori: 1-4 (online)
  • Software house: BANDAI NAMCO Entertainment
  • Sviluppatore: Aquria
  • Lingua: Inglese (testi), Giapponese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 4 agosto 2015
  • Disponibilità: digital delivery
  • DLC: pacchetto gratuito contenente missioni, oggetti, personaggi e costumi
  • Note: porting del gioco per PS Vita; in regalo come bonus prenotazione per SAO: Lost Song

Sword Art Online Re: Hollow Fragment è il port per PlayStation 4 del titolo uscito originariamente su PlayStation Vita, una sorta di versione espansa dell’originale titolo per PSP, Infinity Moment. Dopo aver provato l’originale e aver giocato anche lo stesso Hollow Fragment sulla console che gli ha dato i natali, la prima domanda che viene in mente è: questa nuova versione casalinga del gioco è degna di girare su una console di nuova generazione (e non da ultimo, dei miei soldi)? Scopritelo leggendo la nostra recensione!

Re: Welcome to Sword Art Online

Il gioco inizia dopo la fine del primo arco narrativo della serie animata, ovvero quello ambientato in Sword Art Online (quindi, se volete godervi appieno il gioco consigliamo vivamente di recuperare almeno la prima parte dell’anime); subito dopo lo scontro con il boss finale al settantacinquesimo piano, il gioco prenderà una piega diversa da quanto visto nella serie e i nostri amici, invece che ritrovarsi fuori dal gioco, si troveranno a dover esplorare i venticinque piani rimanenti. Questa però non è l’unica differenza: molti personaggi che non fanno parte del primo arco narrativo si ritroveranno a fare la loro comparsa nel gioco in modalità che ci verranno illustrate solo attraverso brevi cutscene di pochi secondi, senza alcuna spiegazione logica; c’è da apprezzare il voler introdurre anche nuovi personaggi, ma ci si sarebbe potuti quantomeno sforzare ad inventare una giustificazione accettabile per la loro comparsa.

Aracnofobico? Chi, io?

Aracnofobico? Chi, io?

L’altra differenza sostanziale con l’anime incide moltissimo sul gameplay di questo titolo, la cui trama comincerà con Kirito che raggiunge la cosiddetta Hollow Area, una zona nascosta di Sword Art Online in cui incontreremo la misteriosa ragazza di cui sopra. Questa zona inedita era la principale attrattiva dello Sword Art Online: Hollow Fragment per PlayStation Vita, e consiste in un’area piuttosto ampia, piena di quest ed equipaggiamenti altrimenti irreperibili nelle ambientazioni principali… ma procediamo con ordine.

Al primo avvio del gioco verremo messi di fronte all’editor del personaggio: potremo decidere di crearne uno completamente originale, oppure proseguire giocando nei panni di Kirito; in ogni caso la scelta sarà poco influente per due motivi: il primo è che potremo cambiare l’aspetto, sesso e qualsiasi parte dell’avatar in qualunque momento del gioco, il secondo motivo invece riguarda i filmati in-game che mostreranno Kirito a prescindere dall’avatar da noi realizzato. Sarebbe stata gradita una maggiore possibilità nella personalizzazione del nostro alter-ego, dal momento che i personaggi da noi creati risulteranno quasi sempre simili tra loro e poco carismatici.

Gameplay… Never Changes

Come già detto, Hollow Fragment è in un certo senso diviso in due parti. Da un lato avremo la storia inedita relativa alla Hollow Area, alla nuova eroina Philia e alla pericolosa gilda assassina Laughing Coffin, mentre dall’altra avremo in tutto e per tutto una versione migliorata del titolo per PSP citato in apertura. Purtroppo però, sebbene il miglioramento più interessante sia avvenuto dal passaggio del titolo da PSP a PlayStation Vita, lo stesso non è avvenuto da PlayStation Vita a PlayStation 4 dal momento che quest’ultimo se rivela quasi una copia-carbone del gioco uscito lo scorso anno sulla console portatile Sony.

Dal punto di vista del gameplay il titolo è sostanzialmente immutato, i comandi del gioco sono identici a prima, con i più classici attacchi, scatto, e parata associati ai vari pulsanti, e i controlli più importanti riservati ai tasti dorsali, con i quali sarà possibile aprire gli appositi menu per utilizzare sia gli attacchi speciali che i vari potenziamenti, ma anche le azioni da far eseguire al nostro partner. Le fasi esplorative seguono ancora la semplice scaletta: scelta del compagno, accettazione della quest, raccolta di informazioni sul boss, raid esplorativo del dungeon, ricompensa e battaglia finale. 

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Le missioni risultano tutte molto semplici e simili fra loro, e possono variare dallo sconfiggere un particolare nemico a recuperare determinati oggetti. Completandole sbloccheremo utilissime informazioni sul boss dei vari piani che ci torneranno utili una volta che decideremo di affrontarli, sperimentando alcune delle battaglie più interessanti che il gioco ha da offrire. A darci manforte durante tali scontri decisivi infatti non avremo a disposizione solo il nostro personaggio e la nostra partner, ma un’intera gilda di giocatori controllati dalla CPU.

Se Infinity Moment ci porrà davanti una storia tutto sommato gradevole, anche se troppo incentrata sulle eroine, è dalla restante parte del gioco che arriva la vera e propria sorpresa: la storia narrata in Hollow Fragment offrirà ai giocatori un’esperienza davvero bella in termini di narrazione e atmosfera; al contrario del capitolo precedente, ogni volta che ci troveremo all’interno della Hollow Area, non dovremo far altro che esplorare la mappa, al cui interno saranno presenti sia nemici classici, che mostri contrassegnati come Hollow Mission. Tutte le volte che entreremo in contatto con queste creature ci verranno imposte le condizioni e un tempo limite per portare a termine il compito, non solo per ricevere le consuete ricompense, ma anche per riuscire a completare di volta in volta le missioni necessarie per proseguire nella storia.

Questa nuova area gode inoltre di una novità esclusiva per la versione PlayStation 4 del titolo, ossia il multiplayer online, basato sulle stesse funzionalità multigiocatore in locale presenti nelle versioni precedenti del titolo, con la sola differenza che non avremo bisogno di costringere i nostri amici a giocare con noi nella stessa stanza. Una volta scelto di giocare online, entreremo nella schermata di selezione della lobby e, una volta selezionata, potremo acquistare armi, oggetti e materiali finché l’host non avvierà una fra le poche Hollow Mission disponibili; una volta completata la stessa, si ritornerà direttamente alla lobby pronti a ripartire per un altro incarico. Tutto questo rende la cooperazione online piuttosto noiosa nel medio e lungo periodo; in un titolo di questo genere avrei gradito una più vasta gamma di opzioni, come esplorare dungeon insieme agli altri giocatori o anche l’aggiunta una modalità PvP.

Discorsi filosofici?

Una delle meccaniche del gioco consiste nel poter sviluppare la nostra relazione con i vari personaggi maschili (vari si fa per dire, dato che Klein è l’unico uomo oltre Kirito) e femminili; una volta scelto l’individuo con cui far coppia per esplorare i dungeon, quest’ultimo ci seguirà ovunque andremo e ciò ci darà la possibilità di chiacchierare, prenderlo in braccio, tenerlo per mano approfondendo così il legame che ci unisce. Purtroppo però il tutto risulta davvero molto stressante: una volta iniziato a chiacchierare bisognerà scegliere se premere X o R1 per rispondere, il che darà vita a dialoghi molto particolari del tipo:

Asuna: “Kirito ma secondo te…” *scelta fra X o R1 per rispondere*
Kirito: “Capisco.”
Asuna: “Lo speravo!”… “Sapevi che la spada sacra…” *scelta fra X o R1*
Kirito: “Sì.”
Asuna: “EHHH?”

O-Okay...

O-Okay…

Voi ci avete capito qualcosa? Perché a me sfugge del tutto il senso della conversazione, e sappiate che per proseguire nella “romance” con un determinato personaggio dovremo affrontare questo genere di dialoghi più e più volte, memorizzando a quale frase rispondere con quale comando e proseguendo così finché non potremo avere un contatto fisico col nostro partner o finché lui o lei non si stancherà e ci costringerà a ripetere il tutto dal primo step. Questa porzione del gioco poteva sicuramente essere gestita meglio ed esser resa meno noiosa, anche perché aumentando il bond con ognuno dei personaggi si sbloccano varie scene inedite che approfondiscono molto il rapporto che essi avranno con il nostro protagonista.

NerveGear in alta definizione

Sul fronte grafico il gioco si rivela molto gradevole e ben realizzato, considerando che si tratta di un porting di un gioco nato originariamente su PlayStation Portable… o meglio, è quello che avrei detto se stessi recensendo la versione per PlayStation Vita, ma sfortunatamente stiamo parlando di Re: Hollow Fragment per PlayStation 4, ragion per cui è doveroso muovere alcune critiche. Il porting per l’ammiraglia casalinga di Sony si rivela un vero e proprio copia-incolla; sebbene ne sia stata lievemente innalzata la qualità tecnica, rimane un gioco che avrebbe potuto tranquillamente girare su PlayStation 3. Sostanzialmente, il team di sviluppo non ha potuto far nulla per giustificare un eventuale acquisto da parte di coloro che avessero già giocato la versione originale e volessero rivivere la propria esperienza su console di nuova generazione. Il comparto sonoro continua a mantenersi su ottimi livelli, con le voci originali che rendono il gioco molto più vicino all’anime e una colonna sonora che, seppur non memorabile, funge da gradevole sottofondo per l’intera avventura.

A chi consigliamo Sword Art Online Re: Hollow Fragment?

A causa degli scarsissimi miglioramenti avvenuti per questa nuova versione, oltre al requisito di conoscere la trama della serie animata da cui il titolo è ispirato, diventa quasi necessario non aver giocato il titolo arrivato qui in Italia su PlayStation Vita dal momento che sarebbe esattamente come giocare lo stesso gioco una seconda volta, non avvertendo alcuna differenza tangibile fra le due versioni, a parte la completa ri-localizzazione in inglese, necessaria dopo le pesanti critiche mosse dai fan in seguito all’uscita del gioco lo scorso anno.

  • Prezzo contenuto
  • Filmati di buona qualità
  • Completamente ri-tradotto in inglese
  • Il gameplay rimane interessante
  • È possibile giocare online…

  • …Purtroppo solo per poco tempo, prima di annoiarsi
  • Pochissime, se non nessuna, miglioria tecnica
  • Scarsità di contenuti inediti
  • Presenta cali di frame rate, pur trattandosi di un porting da PS Vita
  • Disponibile unicamente in formato digitale
Sword Art Online Re: Hollow Fragment
3.5

La ri-localizzazione completa da sola non giustifica un secondo acquisto

Sword Art Online Re: Hollow Fragment è sostanzialmente un porting senza pretese, i cui contenuti inediti si riducono esclusivamente a qualche boss esclusivo e alla possibilità di giocare online e con comparto tecnico solo lievemente ritoccato nel passaggio da PlayStation Vita a PlayStation 4. Il voto però è da riferirsi esclusivamente a questo grossissimo difetto, dato che il gioco resta pur sempre valido sotto molti aspetti e saprà intrattenere anche chi non è un fan sfegatato dell’anime. Tuttavia, il mero copia-incolla dalle versioni precedenti è un fattore da non sottovalutare, sopratutto considerando l’uscita piuttosto recente della versione handheld, che fa pensare a questa nuova versione del titolo come una semplice operazione commerciale per riuscire a ottenere ulteriori guadagni investendo il minimo indispensabile. Re: Hollow Fragment è indicato per chi non è riuscito a mettere le proprie mani sul gioco uscito lo scorso anno o per chi non ha una PS Vita; chi invece ha già avuto modo di portare a termine Hollow Fragment sulla console portatile farebbe meglio a spostare le sue attenzioni su Sword Art Online: Lost Song, disponibile in Europa sulle medesime due console.

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Videogioca praticamente da quando ha ricordi, non ha preferenze particolari e questo lo porta ad acquistare qualsiasi tipo di videogame. Conduce una battaglia senza speranza contro lo spazio nella sua camera e il suo portafogli.

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